di Valentina Stella e Simona Musco
Il Dubbio, 14 febbraio 2024
Via libera a Palazzo Madama con 104 sì e 56 no, il provvedimento ora passa alla Camera. Abolizione dell’abuso d’ufficio e stretta alle intercettazioni, ecco le novità.Sì del Senato, con 104 voti favorevoli e 56 contrari, al ddl Nordio, riguardante modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento giudiziario e al codice dell’ordinamento militare. Il ddl abolisce innanzitutto il reato di abuso d’ufficio. Inoltre prevede una stretta sulla pubblicazione delle intercettazioni e una serie di novità sulla custodia cautelare.
di Edmondo Bruti Liberati
La Stampa, 14 febbraio 2024
Il Senato ha approvato, in prima lettura, il Disegno di legge Nordio, ennesima “riforma epocale” della giustizia penale. Un ulteriore capitolo della bulimia legislativa che ha caratterizzato ormai da anni governi di diverso colore. La novità recente, il Ddl Nordio ne è l’ultimo (per ora) clamoroso esempio, è nelle riforme che giustappongono proclamata istanza “garantista” e concreta attuazione del populismo punitivo.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 14 febbraio 2024
Abuso d’ufficio cancellato, traffico d’influenze ridotto ai minimi termini, limiti alla pubblicazione delle intercettazioni (e alla possibilità di citarle negli atti), inappellabilità delle sentenze di proscioglimento per una serie di reati. E soprattutto un depotenziamento delle misure cautelari a tutto vantaggio dei colletti bianchi. Ecco la “(contro)riforma Berlusconi” della giustizia penale, il pacchetto di norme “garantiste” presentato - dopo mesi di annunci - dal Guardasigilli Carlo Nordio e dedicato dal governo al fondatore di Forza Italia appena scomparso. Come da anticipazioni, la bozza del disegno di legge in otto articoli è arrivata sul tavolo del pre-Consiglio dei ministri, la riunione tecnica di mercoledì mattina che ha anticipato il Cdm, in programma giovedì alle 18. Su RaiNews24 il viceministro azzurro di via Arenula, Francesco Paolo Sisto, ex avvocato di Berlusconi, dice che la riforma “è stata studiata e calibrata nel tempo, con la diretta partecipazione” dell’uomo di Arcore, che “ha subito tanto, troppo, a causa della giustizia” (sic).
di Annachiara Valle
Famiglia Cristiana, 14 febbraio 2024
Ogni anno in Italia quasi mille imputati finiscono in carcere per poi essere assolti. “Troppi gli sbagli nel corso delle indagini”, spiega la Garante dei detenuti, “per questo servono maggiori tutele e garanzie”. Se le statistiche saranno rispettate, Beniamino Zuncheddu è stato il primo di altri sei innocenti che ritroveranno la libertà in questo 2024. In media sette l’anno sono, infatti, gli errori giudiziari, cioè i casi di chi, dopo essere stato condannato in via definitiva, viene assolto nel processo di revisione. A gennaio, a vedersi riconosciuta l’innocenza, è toccato al pastore sardo che ha passato 32 anni in cella. Condannato all’ergastolo con l’accusa di essere l’autore della strage di Sinnai (Cagliari) dell’8 gennaio del 1991, è entrato in carcere a 27 anni e ne esce a 59. Una vita distrutta. Una storia clamorosa, la più lunga tra gli errori giudiziari riconosciuti, che ha subito suscitato dibattito.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 14 febbraio 2024
Il pubblico ministero del processo contro Alessia Pifferi, accusata di aver fatto morire di stenti sua figlia, ha aperto un processo parallelo contro l’imputata, il suo avvocato e due psicologhe. La protesta di penalisti e operatori carcerari. È esplosiva la situazione al Palazzo di giustizia di Milano dopo l’iniziativa del pm Francesco De Tommasi sul caso di Alessia Pifferi, la donna sotto processo per omicidio pluriaggravato per aver lasciato morire di stenti, nel luglio 2022, la figlia Diana di 18 mesi, abbandonandola in casa per sei giorni. Il pm ha messo sotto indagine la legale dell’imputata, l’avvocato Alessia Pontenani, e due psicologhe del carcere di San Vittore che in una relazione avevano attestato un deficit cognitivo per Pifferi. La decisione ha spaccato la procura di Milano e ha prodotto la sollevazione di penalisti e operatori carcerari.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 14 febbraio 2024
Italiano, 64 anni, era in semilibertà. Si è tolto la vita nel pomeriggio di ieri nel carcere Don Bosco di Pisa. È il diciannovesimo suicidio nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno (l’ultimo caso domenica scorsa a Terni), una media che rischia di far diventare il 2024 l’anno più terribile di sempre per i sucidi tra le sbarre. Il recluso si trovava dallo scorso dicembre al Don Bosco, dove era arrivato in seguito a un trasferimento dal penitenziario Gozzini di Firenze. Era in regime di semilibertà, quindi poteva saltuariamente uscire durante la giornata. La sua pena sarebbe terminata nel 2027.
di Angiola Petronio
Corriere di Verona, 14 febbraio 2024
Sasha Alexander, 38 anni. Ucraino, un lavoro regolare, una figlia e una moglie che lo aveva denunciato per maltrattamenti. Incensurato, Sasha, fino al momento in cui è finito in carcere per quelle violenze. È la sua la quinta lapide piantata a Montorio in due mesi. Sua la quinta vita che da quel carcere e dal mondo se n’è andata volontariamente. Ci aveva già provato Sasha a farla finita, tagliandosi la gola, l’8 gennaio. Ci è riuscito 11 giorni fa, impiccandosi in cella.
di Angiola Petronio
Corriere di Verona, 14 febbraio 2024
Flavio Tosi e Patrizia Bisinella in visita al carcere. “Il Comune si attivi di più”. “Ho preso a spanne le misure delle docce. Hanno il muro e si riempiono di acqua e muffa perché non sono piastrellate. I detenuti mi hanno detto che i lavori li fanno loro, sostenuti anche dalla direzione, ma gli mancano i materiali. M’impegno a fare da portavoce e a trovare piastrelle, colle e raschiatori”. E lo ha fatto ieri, l’onorevole e coordinatore regionale di Forza Italia, Flavio Tosi. “Portavoce” delle due masse che formano il magma della casa circondariale di Montorio. La massa “presente”, anche troppo, nei numeri. E quella “evanescente”. La massa dei detenuti in sovraffollamento. E quella, asfittica e sfrondata, di chi li deve gestire nella detenzione. Le ha toccate con mano, ieri, quelle due masse Flavio Tosi.
di Michele Passione
Il Dubbio, 14 febbraio 2024
Le immagini di quel pestaggio che fa scempio della dignità umana ci riguarda tutti, oltre l’indignazione. Che dura solo un attimo. 3 aprile 2023, il giorno dell’orrore. Le immagini del carcere di Reggio Emilia, dove dieci poliziotti penitenziari hanno fatto scempio della Dignità dell’uomo e della divisa che indossano, hanno qualcosa di surreale.
di Irene Carmina
La Repubblica, 14 febbraio 2024
Il Garante dei detenuti di Siracusa gli fa visita nel carcere di Augusta. Pianista, 66 anni, viene ormai alimentato soltanto via flebo. Non mangia e non beve da quasi due mesi. Da quando è stato condannato all’ergastolo, Giulio, 66 anni, ha deciso di lasciarsi morire nel carcere di Augusta, in cui è detenuto. Se è ancora vivo è solo grazie a una soluzione fisiologica salina che gli viene somministrata via flebo giorno e notte, nel reparto di Psichiatria dove è ricoverato.
- Udine. Un sabato in carcere. Colloqui e disperazione
- Firenze. Sconto di pena al detenuto per carcere “disumano” (a Sollicciano)
- Matera. Sono detenuti, ma “S-Catenati: nasce il giornale fatto in carcere
- Roma. Quaresima: il percorso dedicato alla realtà del carcere
- Il buco dell’adolescenza e l’esperienza detentiva delle ragazze











