di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 14 giugno 2024
Corona, vicepresidente Cnf: inefficaci le risposte emergenziali Il capo dipartimento Sangermano: ci sono nodi irrisolti da anni. Il carcere è davvero la “soluzione rieducativa” per i minori che hanno commesso reati? Possono essere date ai minori delle opportunità di recupero, nonostante abbiano violato la legge, per evitare di finire dietro le sbarre? Il panel conclusivo dell’iniziativa del nostro giornale ha avuto anche queste domande come fili conduttori. I lavori sono stati introdotti da Gaia Tortora (giornalista La7), che ha fatto riferimento alla “situazione insostenibile” che vivono i giovani ospiti dell’Ipm di Casal del Marmo.
di Franco Corleone
L’Espresso, 14 giugno 2024
Buoni a nulla, capaci di tutto. Questo aspro giudizio di Marco Pannella si attaglia perfettamente alla gestione del carcere di cui hanno la responsabilità il ministro Carlo Nordio e la sua corte. Il sovraffollamento è fuori controllo, oltre 61.000 detenuti, 10.000 in più della capienza regolamentare, ma il nodo intollerabile è che in molti istituti le presenze sono il doppio dei posti disponibili. I suicidi sono arrivati alla cifra di 39 con la probabilità di toccare un nuovo tragico record a fine anno. Di fronte a questo quadro agghiacciante, il sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove, invece di sostenere misure immediate per garantire condizioni di vita dignitose e il rispetto dei diritti previsti dall’Ordinamento penitenziario e dalla Costituzione, impone la creazione di un reparto speciale anti-rivolta (in verità anti-protesta).
di Liana Milella
La Repubblica, 14 giugno 2024
Eccola, la “provocazione”. Una vera cella come quelle che esistono nelle carceri italiane. Piccola, tre metri per due e mezzo. Pareti bianche piene di scritte che ricordano la vita “fuori”. “Ti amo Mimì”. E maledicono quella che si vive dentro. “L’Italia rovina la gente”. E poi una brandina per dormire. Un water. Un lavandino. Tutto qui. Siamo in piazza di Pietra a Roma. Giusto dietro palazzo Chigi. A ridosso della tomba di Adriano. Qui si appoggia la celletta. La “provocazione” del Dubbio, il quotidiano del Consiglio nazionale forense, che invita i cittadini a entrarci dentro, chiudere la porta, e “provare che significa essere reclusi”. Come dice il presidente del Cnf Francesco Greco: “Siamo convinti che chi ha commesso un reato debba scontare la pena sempre in condizioni di vita dignitose”.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 14 giugno 2024
Cittadini in fila per provare che vuol dire essere reclusi in carcere per cinque minuti: l’installazione del Dubbio a Roma- Angoscia, nausea, tristezza. E ancora: rabbia, oppressione, disperazione. Cinque minuti in cella bastano a riempire un intero catalogo di emozioni, anche se chi entra è libero di uscire in qualunque momento. Anche se quella cella di isolamento che Il Dubbio ha riprodotto nel cuore di Roma è solo un’imitazione della realtà.
ansa.it, 14 giugno 2024
Da progetti di formazione a percorsi di ascolto, fino a laboratori di preparazione al lavoro. L’attività delle Caritas diocesane si svolge anche all’interno delle carceri italiane, sostenendo i detenuti, e le relative famiglie, per permettergli di reinserirsi nella società dopo aver terminato di scontare la pena. Con la collaborazione di cooperative, fondazioni e associazioni di volontariato, i progetti proposti hanno potuto concentrarsi su un ampio sistema di aspetti diversi, a cominciare dal sostegno allo studio.
di Annachiara Mottola di Amato
altreconomia.it, 14 giugno 2024
Il sistema che permette a detenute e detenuti di frequentare i corsi con l’aiuto di docenti e tutor conta oggi quaranta Poli universitari penitenziari funzionanti per quasi 1.800 immatricolati. Seppur si tratti di meno del 3% della popolazione ristretta, negli ultimi anni i passi sono stati significativi. Ma gli ostacoli rimangono numerosi e le linee guida definite non sempre applicate. Il nostro viaggio, da Secondigliano a Opera.
di Carla Chiappini*
Ristretti Orizzonti, 14 giugno 2024
Sono ben più di vent’anni che entro in diversi istituti di pena da volontaria o con progetti culturali finanziati da Enti del Terzo Settore; dall’estrema punta nord del Paese e all’estrema punta sud e continuo a credere con forza nelle possibilità di riscatto di un’umanità che ha infranto le regole del vivere sociale in modo più o meno grave, più o meno consapevole. A patto che si possa ricostruire insieme un senso di reciproca responsabilità e di reciproco rispetto. A patto che l’istituzione stessa sia responsabile, che riconosca a tutti i livelli la piena dignità delle persone, in particolare di quelle di cui detiene il corpo, a cui sottrae gli affetti e il tempo, a cui applica la più penosa delle pene: il carcere.
avellinotoday.it, 14 giugno 2024
L’intervento del Garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. Un detenuto napoletano di 38 anni, A.L.B., si è suicidato nel carcere di Ariano Irpino, ieri sera. È il 6° in Campania e il 41° in Italia. Il corpo del detenuto si trova attualmente presso l’ospedale di Ariano Irpino per l’autopsia. Dalle prime ricostruzioni sembra un gesto dimostrativo finito male, considerato che è stato fatto davanti ad un altro detenuto e a un gruppo di agenti che non riuscivano ad entrare nella camera di sicurezza dove era stato tradotto, a seguito di una colluttazione, visto che si opponeva alla perquisizione della sua cella. Il detenuto morto suicida aveva manomesso la serratura di ingresso della camera di sicurezza.
di Federico Malavasi
Il Resto del Carlino, 14 giugno 2024
“Le carceri vanno svuotate, non riempite”. La maratona oratoria della Camera penale sul tema delle difficili condizioni in cui versano le case circondariali arriva a 48 ore dall’ennesima tragedia in cella. Il suicidio di un collaboratore di giustizia di 56 anni tra le mura dell’Arginone rende dunque ancora più attuali le parole e gli allarmi lanciati ieri mattina sotto il Volto del Cavallo. “Noi magistrati - esordisce il presidente del tribunale Stefano Scati - dovremmo andare a visitare le carceri. È fondamentale per chi svolge il nostro lavoro vedere le condizioni in cui vivono le persone le cui pene sono state stabilite da noi”. Secondo Scati, le celle andrebbero “svuotate”. Invece vengono “sempre più riempite”. Il presidente del tribunale conclude con un pensiero al detenuto suicida, sottolineando che “qualcosa va fatto”.
Il Centro, 14 giugno 2024
Le problematiche del carcere diventano ogni giorno più drammatiche e la situazione rischia di esplodere. Sovraffollamento, suicidi (sono già 38 dall’inizio dell’anno), storica carenza di personale, sono argomenti ormai di stretta attualità che segnano le cronache quotidiane. L’ultimo appello arriva dai detenuti del carcere San Donato che hanno scritto una lettera al Centro, per far conoscere “le condizioni inumane e degradanti” nelle quali i detenuti di Pescara si trovano a scontare la propria condanna a causa di un sovraffollamento esagerato e senza limiti, violando la Costituzione ma anche il nostro ordinamento penitenziario, nonché le direttive europee”.
- Mantova. Fare il pane in carcere per cambiare vita: il progetto della coop Sapori di Libertà
- Pescara. Oggi il convegno “Pianeta carcere, problemi e prospettive”
- Taranto. Roberto Donadoni nel carcere per la settima edizione del progetto “Fuori… gioco!”.
- Gorgona: l’isola che c’è
- Li chiamavano “Mostri di Ponticelli”: hanno scontato 32 anni di carcere da innocenti









