di Giuseppe Maria Berruti
La Stampa, 18 giugno 2024
Il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale, stabilisce l’articolo 112 della Costituzione. Segnando uno storico allontanamento da ogni sistema che sottoponga l’azione stessa ad una valutazione discrezionale. La questione, eterna, è ridiventata attuale. Essa è comunque, di grande importanza democratica e politica.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 18 giugno 2024
Anm in campo contro le riforme del ministro Nordio. Clima tesissimo nei Tribunali tra avvocati e magistrati. Ma Santalucia invoca il dialogo: “Non possiamo disertare gli incontri pubblici”. Usare tutti gli strumenti a disposizione e occupare ogni spazio possibile: questa la strategia decisa sabato dal Comitato direttivo centrale di una compatta Associazione nazionale magistrati per contrastare il disegno di legge costituzionale su separazione delle carriere, sorteggio nei due Csm e Alta Corte disciplinare per le toghe ordinarie.
di Gianni Santucci
Corriere della Sera, 18 giugno 2024
Dossier dell’Università Cattolica sulla delinquenza minorile: l’età media del primo reato si è abbassata a 15 anni e mezzo. Tra i ragazzi stranieri aumenta il disagio psicologico o psichiatrico. Una rapina. Un’aggressione violenta, spesso con lesioni. Sono stati i primi reati commessi da sette ragazzi su dieci, tra quelli arrestati o denunciati nel 2022-23. In percentuale, si tratta di quasi il doppio rispetto al 2015-16: meno di dieci anni fa, alla voce primo reato, la maggioranza dei ragazzi aveva furto, o spaccio. Comunque crimini, ma senza violenza o danni alle persone.
di Andrea Gianni
Il Giorno, 18 giugno 2024
Il dossier Transcrime: sette su dieci iniziano con una razzia o un pestaggio. Disagio e solitudine benzina sul fuoco. Il primo reato, per oltre la metà del campione analizzato, viene commesso prima dei 15 anni, con un’età media in calo rispetto alle precedenti rilevazioni. E il 72% dei giovani ha vissuto il suo triste debutto nella criminalità con “una rapina, un reato violento o un concorso fra queste due fattispecie”, mentre in passato prevalevano i furti o i reati legati agli stupefacenti. Nonostante questo, aumentano gli adolescenti autori di reati con problemi di dipendenza o di uso di sostanze stupefacenti. Il numero dei reati non cresce, ma cresce piuttosto “la natura violenta dei reati commessi” dai più giovani. Una fotografia scattata da uno studio esplorativo condotto dal centro di ricerca dell’Università Cattolica Transcrime, partendo dai dati dell’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni (Ussm) di Milano, insieme al Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità (Dgcm) del ministero della Giustizia. “Gli episodi di devianza giovanile ci fanno credere a un aumento dei casi - spiega il professor Ernesto Savona, direttore di Transcrime - ma i dati raccontano un problema diverso: ad aumentare non sono i numeri, ma la violenza allarmante dei comportamenti. Per evitare che questa trasformazione divenga sistemica, dobbiamo intervenire nelle cause e nei rimedi”.
di Carlo Romano
La Repubblica, 18 giugno 2024
La Cassazione: “Il carcere lo permetta. È un piccolo gesto di normalità”. I vertici del penitenziario Mammagialla di Viterbo si erano opposti: “I compact disc possono contenere messaggi dall’esterno o essere usati come lame”. Gli Ermellini: rivedere la decisione. Che il boss sia libero di ascoltare i suoi cd. Il via libera arriva direttamente dalla Cassazione: secondo gli Ermellini non si può vietare la musica ai detenuti, nemmeno a chi è in regime di carcere duro. La decisione arriva dopo il ricorso di Saverio Faccilongo, detenuto nel penitenziario viterbese Mammagialla: era ai vertici del clan Strisciuglio di Bari, il gruppo criminale che controlla le operazioni al quartiere San Pio.
di Diana Pompetti
Il Centro, 18 giugno 2024
Lo aveva detto agli altri detenuti che avevano cercato di confortarlo dopo il nuovo rinvio dell’udienza al tribunale di sorveglianza: “Così non posso più andare avanti”. Ora che la cronaca di un altro suicidio nel carcere di Castrogno sposta il pendolo sui tempi lunghi dei procedimenti giudiziari, le ultime parole di Giuseppe Santoleri prima di soffocarsi con una corda raccontano una tragedia annunciata. Con il nome del 74enne pensionato giuliese in carcere per scontare una condanna definitiva a 18 anni per aver ucciso insieme al figlio Simone la ex moglie Renata Rapposelli, pittrice di Chieti, che diventa il 44° dell’elenco dei detenuti che in Italia dall’inizio dell’anno si sono tolti la vita. Numeri che fanno mobilitare anche il Consiglio d’Europa che nella seduta di venerdì ha espresso grande preoccupazione chiedendo al Governo l’adozione di misure urgenti.
di Laura Tedesco
Corriere di Verona, 18 giugno 2024
“Non c’è più tempo, fermiamo i suicidi in cella”. Morire di carcere, morire in carcere. La lista delle vittime dei primi sei mesi dell’anno in Piazza dei Signori: 44 morti volontarie in cella nel 2024, le ultime 4 nell’ultimo fine settimane. Data, nome, causa del decesso: l’atroce elenco, scandito nel “salotto” più elegante di Verona dagli avvocati della Camera penale scaligera, in una maratona oratoria che per tre ore ha coinvolto legali, politici locali di entrambi gli schieramenti, ma soprattutto la società civile, associazioni, cooperative sociali, il maestro di teatro Anderloni, persone che sono state detenute in carcere.
di Valerio Morabito
Corriere della Sera, 18 giugno 2024
Il tema del sovraffollamento nelle parole dei detenuti della Casa circondariale bresciana, tra suicidi e condizioni igieniche precarie. L’indice di sovraffollamento del carcere di Brescia supera il 200%, ben al di sopra della media nazionale (115%) e anche lombarda (152%). Numeri che, come da consuetudine, non fanno molto effetto. Invece colpiscono, come un pugno nello stomaco, i racconti dei detenuti della casa circondariale bresciana i quali hanno posto l’accento sulle le loro pesanti condizioni. “Fa caldo, il sudore scivola sulla pelle - dice uno di loro- e si appiccica con vestiti addosso. Si boccheggia in cella e l’acqua che ci trasciniamo dietro, dopo la tanta agognata doccia, evaporando riempie d’umidità il luogo”.
di Francesco Brun
Corriere del Veneto, 18 giugno 2024
“Abbiamo passato un periodo di forte salita. Ora sicuramente non siamo in discesa, ma possiamo dire che siamo sul piano”. Si è presentata con queste parole Luciana Traetta, da novembre direttrice della casa circondariale di Vicenza, nel corso della seduta congiunta della IV e della V commissione consiliare di ieri. Un’assemblea organizzata per poter approfondire le difficili condizioni del carcere cittadino e dei detenuti e durante la quale la direttrice ha potuto fornire ai consiglieri presenti le sue impressioni.
di Alice D’Este
Corriere del Veneto, 18 giugno 2024
“Prof se arrivo in fondo a questo percorso apro la mia pasticceria, e ricomincio”. “Io invece penso che proverò a iscrivermi a sociologia all’università”. Sono maturandi, come gli altri. Ed esattamente come tutti gli altri in queste poche ore che li separano dalla prima prova riflettono sul loro futuro con un po’ di ansia. Anzi, di più. Perché per loro dopo cinque anni di studi in carcere la maturità di Ragioneria ha molti significati. Vuol dire innanzitutto provare a guardare avanti, lasciarsi alle spalle - senza mai dimenticarli naturalmente - i crimini commessi. Ma soprattutto provare a ripensarsi. E immaginare un nuovo domani.
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