di Patrizia Pertuso
metronews.it, 12 giugno 2024
Christian ha 48 anni, 26 dei quali passati in diverse carceri italiane. Ora usufruisce dell’articolo 21 della Legge sull’ordinamento penitenziario che prevede la possibilità di lavorare all’esterno durante il giorno, seguendo regole ben precise, e di tornare la sera nell’istituto di reclusione dove si sconta la pena. Ha cominciato a fare teatro in carcere nel 2010, a Bollate, con la compagnia Estia fondata e diretta da Michelina Capato.
di Fabrizio Geremicca
Corriere del Mezzogiorno, 12 giugno 2024
Lo spettacolo in scena al San Ferdinando è frutto di un laboratorio di teatro al penitenziario di Arienzo. Sul palco pure il magistrato di sorveglianza. Macbeth, pluriomicida assetato di potere, allucinato dalle profezie delle streghe e preda dei fantasmi, un uomo succube della moglie sanguinaria ed almeno in apparenza senza possibilità di redenzione, diventa invece opportunità di riscatto per i detenuti del penitenziario di Arienzo, nel Casertano. Detenuti che calcheranno questa sera dalle 20.30 il palcoscenico del Teatro San Ferdinando di Napoli insieme con il magistrato di sorveglianza Marco Puglia e con attori professionisti per la rappresentazione dello spettacolo “Macbeth - Cuore nero”, che si ispira alla celeberrima tragedia di Shakespeare ambientata nella Scozia del Medioevo.
di Donatella Stasio
La Stampa, 12 giugno 2024
Quanto è nero il cuore del potere? Quanta rabbia c’è nel cuore del potere incapace di accettare il potere altrui? Quanta frustrazione, dolore e paura ci sono in quel cuore di tenebra ossessionato dal desiderio di riscattare la propria immagine underdog? E quanto è buio il cuore del potere che non teme le conseguenze delle proprie azioni perché “nessuno, a noi potenti, può chiamarci a dare conto?”. Non stiamo parlando del cuore nero delle destre che avanzano in Europa, anche se le assonanze sono forti. Stiamo parlando del cuore nero di Macbeth, l’innominabile della tragedia di Shakespeare, regicida mai sazio di potere, che insieme alla moglie alza più volte il coltello per uccidere i suoi possibili rivali al trono di Scozia. “Non vorrei averlo in petto, un cuore così, che fa indegno tutto il resto” dice Pasquale, detenuto nel carcere di Arienzo, giunti al quinto atto di questa tragedia, metafora del potere bulimico, intollerante ai limiti al proprio agire, tracotante e distruttivo perché incapace di guardare dentro a quel suo cuore nero. Una storia contemporanea, sebbene concepita nel 1600. Oggi va in scena al teatro San Ferdinando di Napoli, già sold out, e poi in tourné. Insieme a Pasquale, sul palco saliranno altri 7 detenuti del carcere di Arienzo, un bambino e 3 attori professionisti, tra i quali il giudice di sorveglianza Marco Puglia, nei panni di Macbeth.
di Francesco Franchella
Il Resto del Carlino, 12 giugno 2024
Il volume di Daria Bignardi verrà presentato domani al Libraccio “Via Piangipane, mi facevo domande su chi fosse chiuso lì dentro”. L’intelligenza di chi sa scrivere tenendo testa ai contenuti, rendendoli chiari e tangibili, riproponendo temi - e testi - ormai antichi in formule attuali. Che questione complessa, quella del carcere, da sempre affrontato nei testi di scrittori, poeti, intellettuali. Dallo Stilnovo alla Seconda Guerra Mondiale.
di Paola Naldi
La Repubblica, 12 giugno 2024
L’attore ha recitato davanti ai detenuti grazie al programma curato dalle compagnie del Pratello e dell’Argine. Alle standing ovation Alessandro Bergonzoni ci è abituato, raccolte nei tanti teatri italiani nella sua lunga e fortunata carriera. Ma l’ultima, arrivata ieri sera per lo spettacolo inedito “La pena non sia mai carcerogena!”, è stata diversa. Ad applaudirlo in maniera particolarmente calorosa è stato un pubblico composto dai detenuti della Dozza e da persone arrivate in carcere solo per assistere alla pièce, parte del programma “E state alla Dozza! Quattro giorni di teatro e musica” curato dalle compagnie del Pratello e dell’Argine. È il secondo anno che la manifestazione si svolge nel piccolo cortile di via del Gomito, ma ieri l’entusiasmo e le emozioni sono stati fortissimi.
di Grazia Zuffa
Il Manifesto, 12 giugno 2024
Tra pochi giorni la Corte Costituzionale si pronuncerà circa l’aiuto medico al suicidio e i suoi ambiti di legittimità. Per ricapitolare: la stessa Corte nel 2019, con sentenza 242, pur mantenendo valido il divieto di “aiuto al suicidio” (art. 580), aveva indicato un’area di “non punibilità” per chi presta aiuto, a condizione che il malato rientrasse in determinati criteri: l’essere affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che il malato stesso reputa intollerabili; ma anche “l’essere tenuto in vita da Trattamenti di Sostegno Vitali-Tsv”. La sentenza 242 riguardava il caso del Dj Fabo, che si trovava in situazione di dipendenza da ventilazione artificiale: sulla base di ciò, Marco Cappato non fu incriminato per l’assistenza in una clinica svizzera.
di Costanza Oliva
Avvenire, 12 giugno 2024
Boom di minori che pubblicizzano prodotti sui social. Lo psicologo e psicoterapeuta, Matteo Lancini, presidente della fondazione Minotauro: “È un sintomo del sovrainvestimento sui piccoli”. Sono giovani, in molti casi ancora bambini, che pubblicano video in cui pubblicizzano prodotti. In cui mostrano il proprio abbigliamento firmato in pose che imitano quelle degli adulti o in cui insegnano come truccarsi e quali creme e maschere usare per il viso. Lo fanno attraverso un profilo personale o quello dei propri genitori. Diventano virali e popolari. Generano visualizzazioni e introiti: lavorano. È il fenomeno sempre più diffuso dei baby influencer. Secondo i dati raccolti da “Save The Children”, in Italia 336mila minorenni tra i 7 e i 15 anni hanno avuto esperienze di lavoro. Se i settori principali riguardano la ristorazione e la vendita al dettaglio nei negozi, non è trascurabile l’emergere di nuove forme di lavoro online. Riguarda il 5,7% dei giovani impiegati nella realizzazione di contenuti per social o videogiochi, e nella rivendita di prodotti (specialmente sneakers, smartphone, sigarette elettroniche).
di Sebastiano Canetta
Il Manifesto, 12 giugno 2024
Conferenza per la ricostruzione a Berlino. Scholz in prima fila, ma i vincitori delle europee in Germania voltano le spalle a Zelensky. Il ministro Tajani annuncia un’intesa da 140 milioni per Kiev (e per le aziende italiane). “Uniti nella difesa. Uniti nel recovery. Più forti insieme”. Lo slogan ufficiale della Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina, per la prima volta ospitata in un paese dell’Ue, stride non poco con la nuova realtà post-elettorale che ha sfigurato il volto dell’Europa.
di Vittorio Da Rold
Il Domani, 12 giugno 2024
Secondo un funzionario, il gruppo è pronto ad accettare i termini della risoluzione votata all’Onu. Washington mette sul tavolo anche 404 milioni di dollari in aiuti umanitari per la Palestina. La bozza di risoluzione passata al Consiglio di Sicurezza dell’Onu con 14 voti favorevoli e la sola astensione della Russia è un punto importante a favore di Antony Blinken e della sua tela diplomatica-Il segretario di Stato ha incassato un forte sostegno internazionale al piano Biden per un cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi a Gaza. Se Hamas dovese rifiutare il piano, a questo punto sarebbe isolata e potrebbe subire l’allontanamento della sua dirigenza dall’esilio dorato di Doha. I primi segnali, comunque, sembrano positivi.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 12 giugno 2024
Le migliaia di vittime civili a Gaza? “Sacrifici necessari”. Non che ci si aspettassero le ampie vedute e l’empatia di un umanista, ma le frasi rivolte dal leader militare di Hamas nella Striscia Yhaya Sinwar ai mediatori di Egitto e Qatar, potrebbero essere state pronunciate da Benjamin Netnayhu tanto sono pregne di cinismo e calcolo politico. E semmai ce ne fosse bisogno confermano quanto poco interesse nutra il movimento islamista per il benessere del proprio popolo.
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