di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 12 febbraio 2024
Lo stupro appare come un reato diverso dagli altri, e diverso è il giustizialismo che gli si applica ma il rischio è lo stesso: calpestare diritti e garanzie. Spagna, novembre 2017. Migliaia di donne si ritrovano in piazza a Madrid davanti al ministero della Giustizia per protestare contro le modalità con cui si sta svolgendo il processo a “La Manada”. Il nome sta per “Branco”, dal titolo che cinque ragazzi accusati di stupro hanno dato al proprio gruppo Whatsapp. In quella chat si vantano e si scambiano filmati della violenza sessuale di gruppo nei confronti di una 18enne aggredita all’ingresso di un condominio il 7 luglio del 2016, durante il festival di San Firmino a Pamplona.
di Aurora Matteucci
Il Dubbio, 12 febbraio 2024
La lotta alla violenza di genere non concede alcun tipo di mediazioni: l’imputato deve essere spogliato di ogni diritto e si mette in piedi una campagna di mostrificazione. Giorni addietro un’amica mi invia su whatsApp il link di una petizione. E, in calce al messaggio, un laconico “ma tu che ne pensi?”. Ne riceviamo spesso di inviti a sottoscrivere petizioni, le più varie. Ancora non ho capito se davvero siano mai state valutate dalla politica come termometro del “paese reale”, se siano state mai in grado di cambiare alcune carte in tavola o se siano semplicemente derubricate come forme ibride di democrazia partecipativa di bassa lega. Ma le leggo sempre. Nutro per queste petizioni una strana curiosità. Chi chiede cosa, perché. Talvolta le trovo persino giuste. Dunque, come sempre, apro e leggo: change.org.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 12 febbraio 2024
Parla Livia Rossi, già Tesoriera della Camera Penale di Roma. “I reati sessuali sono in balia delle emozioni della piazza, dove il rispetto delle regole processuali e le garanzie del diritto di difesa non vengono comprese né tollerate”. Sei avvocato, sei donna, difendi un presunto stupratore: la gogna pubblica è assicurata. Ne parliamo con la nota penalista romana Livia Rossi, già tesoriere della Camera Penale di Roma.
di Luigi Bussu
italiachecambia.org, 12 febbraio 2024
L’esistenza di reparti detentivi all’interno degli ospedali migliorerebbe l’accesso dei detenuti alle prestazioni sanitarie, da cui oggi sono quasi del tutto tagliati fuori, e le condizioni di lavoro degli agenti di custodia. La cosa assurda è che da oltre dieci anni ne esiste uno presso il nosocomio cagliaritano del Santissima Trinità, ma viene utilizzato come magazzino.
di Michele Marangon
Corriere della Sera, 12 febbraio 2024
Una pesante accusa di violenza sessuale, la lunga detenzione prima di arrivare al processo, incomunicabilità, abbandono. Sono tanti gli elementi che hanno portato al suicidio un cittadino indiano nel carcere di Latina, trovato impiccato la notte tra sabato e domenica nel bagno di di una cella nella struttura di via Aspromonte- la più sovraffollata d’Italia - a due passi dal centro del capoluogo pontino. A nulla è valso l’intervento degli agenti della polizia penitenziaria che hanno rinvenuto il corpo nella stanza in cui, probabilmente, era da solo come spesso capita ai detenuti per reati a forte riprovazione sociale.
lapiazzaweb.it, 12 febbraio 2024
Si torna a parlare dell’emergenza carceri a Verona. Le rappresentanti della Commissione quinta, infatti, ieri mattina si sono riunite in conferenza stampa a Palazzo Barbieri per esprimere sgomento e preoccupazione di fronte al quinto suicidio avvenuto in pochi mesi nella Casa Circondariale di Montorio.
di Beatrice Branca
Corriere del Trentino, 12 febbraio 2024
La denuncia del capogruppo Pd in Consiglio regionale: “Si recuperano così dei centimetri ma si gioca con i diritti inviolabili delle persone”. “L’Italia è già stata condannata due volte per non aver garantito in diverse strutture i 3 metri quadri di spazio vitale ai detenuti. Per risolvere il problema nelle celle della Casa Circondariale di Trento si stanno rimuovendo dall’antibagno dei piani d’acciaio che, quando è stato costruito l’edificio, erano stati inseriti per preservare migliori condizioni igieniche, oltre a tenere il fornellino in uno spazio sicuro lontano da altri oggetti nella cella. Si recuperano così dei centimetri ma si gioca con i diritti inviolabili delle persone. Il sovraffollamento nella struttura rimane e lo Stato continua a non rispettare l’accordo che era stato firmato con la Provincia nel 2008”.
di Cristian Casali
notizieinunclick.com, 12 febbraio 2024
Il Garante dei detenuti dell’Emilia-Romagna, Roberto Cavalieri, interviene sugli episodi di violenza nei confronti di un detenuto tunisino, che risalgono al 3 aprile scorso, da parte di una decina di agenti della Polizia penitenziaria reggiana e documentate da un video diffuso dai media. Il Garante, contattato dal legale del detenuto dopo la denuncia agli agenti della Polizia penitenziaria, aveva già incontrato il tunisino (nel frattempo trasferito a Parma), per accertarsi delle sue condizioni.
Il Fatto Quotidiano, 12 febbraio 2024
Si sono spogliati seminudi e, nonostante la pioggia battente e il freddo invernale, si sono sdraiati sull’asfalto in segno di protesta, tra le urla e degli altri e senza nessun intervento di aiuto da parte del personale. Così alcuni migranti trattenuti nel Centro di permanenza per il rimpatrio di via Corelli a Milano hanno deciso di protestare contro le pessime condizioni di detenzione (la struttura è stata commissariata lo scorso dicembre a seguito di un’inchiesta della Procura di Milano proprio sulla gestione disumana). È accaduto nella notte tra il 10 e l’11 febbraio e le immagini sono state diffuse dal gruppo No Cpr che denuncia “bagni in condizioni igieniche indegne”, poco cibo e di pessima qualità, e scarse cure mediche. “La gente continua a cercare di fratturarsi gli arti per cercare di essere liberati” scrivono.
idearadionelmondo.it, 12 febbraio 2024
Prende oggi l’avvio “Orizzonti Verdi”, un importante progetto di formazione fortemente voluto dal Rettore dell’Università del Salento, professor Fabio Pollice e dalla direttrice della Casa Circondariale di Lecce, dottoressa Maria Teresa Susca. Il progetto vede coinvolti i detenuti della Casa Circondariale di Lecce e i docenti dell’Università del Salento, in particolare il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali. Quattro detenuti avranno la possibilità di frequentare un corso di formazione professionale e di svolgere attività per la cura del verde pubblico, di parchi e giardini a partire dal verde di Ateneo.
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