di Donato Mola
trmtv.it, 12 febbraio 2024
Presentazione del primo numero a Matera con la partecipazione di detenuti e volontari. Matera ospiterà la presentazione di “S-catenati, oltre l’errore”, il primo giornale realizzato con la collaborazione di detenuti della Casa Circondariale e volontari dell’associazione Disma, domenica 18 febbraio. L’Auditorium di Cristo Re a Matera sarà teatro, domenica 18 febbraio alle ore 18, della presentazione del primo numero di “S-catenati, oltre l’errore”. Questa pubblicazione segna un importante passo avanti nel campo dell’inclusione sociale dei detenuti, grazie al contributo dell’associazione di volontariato penitenziario Disma.
di Jéróme Hourdeaux*
Il Fatto Quotidiano, 12 febbraio 2024
La decisione. L’appello finale del fondatore di WikiLeaks secondo la legge inglese si terrà a fine mese. Per Alice Jill Edwards la sua salute mentale a rischio peggiorerebbe per la detenzione e l’isolamento in una prigione americana. In un comunicato del 6 febbraio, la relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla tortura, Alice Jill Edwards, ha esortato il Regno Unito a fermare l’estradizione di Julian Assange negli Stati Uniti, dove il fondatore di WikiLeaks è atteso per essere processato per aver rivelato migliaia di documenti segreti dell’esercito Usa, in cui sono descritti gli abusi commessi dai soldati in Iraq e Afghanistan. “Julian Assange soffre di un disturbo depressivo ricorrente e di lunga data - ha scritto Alice Jill Edwards -. È valutato a rischio di suicidio. Negli Stati Uniti deve affrontare numerose accuse, anche ai sensi dell’Espionage Act del 1917, per la presunta pubblicazione illegale di documenti e cablogrammi diplomatici tramite WikiLeaks. Se fosse estradato, potrebbe essere detenuto in isolamento prolungato in attesa di processo. In caso di condanna, rischia una potenziale pena detentiva fino a 175 anni”.
di Federica Delogu e Marika Ikonomu
Il Domani, 11 febbraio 2024
Per la Consulta l’articolo 18 dell’Ordinamento penitenziario, che nega l’affettività ai detenuti, è incostituzionale. Ora tocca alle istituzioni intervenire sia dal punto di vista legislativo sia garantendo subito incontri privati. È incostituzionale negare l’affettività e la sessualità alle persone detenute. A dirlo la Corte costituzionale che ha pubblicato lo scorso 26 gennaio una sentenza definita “storica” dall’associazione Antigone, che da oltre 30 anni si occupa di diritti nelle carceri.
di Antonella Mascia*
L’Unità, 11 febbraio 2024
Simone Niort è un giovane con importanti problemi psichiatrici che si trova in carcere dall’età di diciannove anni. In otto anni di carcere Simone ha tentato il suicidio almeno venti volte, si è inferto lesioni per almeno 300 volte, ha subito più di cento procedimenti disciplinari ed è stato incessantemente trasferito da una casa circondariale all’altra in Sardegna. A giugno 2023, per motivi disciplinari, è stato spostato a Torino, perdendo i contatti con la sua famiglia. A fine gennaio è stato rinviato in Sardegna, grazie anche all’intervento di Susanna Ronconi e della Garante dei detenuti di Torino Monica Gallo. Il percorso di Simone è un vero Calvario e va raccontato.
di Giuliano Cazzola
startmag.it, 11 febbraio 2024
Considerazioni a margine sul tunisino in carcere a Reggio Emilia, oltre i casi Cospito, Salis e non solo. Leo Longanesi fu una singolare figura di intellettuale, buon giornalista ed innovatore nel mondo editoriale. Fascista, sia pure con qualche ambiguità (fu l’inventore dell’affermazione “Mussolini ha sempre ragione”), quando l’Italia entrò in guerra il 10 giugno del 1940 accettò di collaborare alla propaganda del regime fascista e produsse una serie di slogan che sono passati alla storia, come: “Taci! Il nemico ti ascolta”, “La patria si serve anche facendo la sentinella ad un bidone di benzina”. Ma quello più ficcante venne a ridosso del vile attacco militare alla Francia aggredita da Hitler e sul punto di soccombere; lo slogan chiamava in causa Biserta definita, “Una pistola puntata contro l’Italia”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 11 febbraio 2024
Lo ha annunciato il Ministro della Giustizia nel corso dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Padova. Il Guardasigilli ha affrontato anche la drammatica condizione delle carceri frutto di “decenni di trascuratezza”; ed ha poi sottolineato la delicatezza di misure come il sequestro degli smartphone che contengono i dati di una “intera vita” e non solo del proprietario. “Per la prima volta, da 50 anni, colmeremo gli organici dei magistrati perché entro un anno assumeremo 1.300 magistrati con quattro concorsi: cosa che non è mai accaduta prima”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, oggi a Padova per l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università. “Per quanto riguarda il personale civile - ha rilevato - ci sono molti posti disponibili e pochi candidati che si presentano perché sono poco appetibili. Si ritiene che le retribuzioni siano basse, ma soprattutto perché non vi è una sufficiente prospettiva di carriera. Qui bisogna intervenire normativamente e lo faremo”.
di Carlotta De Leo
Corriere della Sera, 11 febbraio 2024
Il viceministro: chiederemo di calendarizzare separazione carriere a marzo. “È prossima una riforma del sequestro dei telefoni cellulari”: lo annuncia il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, intervenuto all’inaugurazione dell’Anno giudiziario dei penalisti italiani. “Noi riteniamo che il sequestro dei cellulari debba passare dal giudice e non dal pubblico ministero - spiega Sisto - Seguendo la Corte Costituzionale, vista la differenza tra i documenti e le comunicazioni come messaggistica, WhatsApp eccetera, queste ultime devono essere soggette ai limiti di ammissibilità tassativi del 266 perché questa diversa natura possa ottenere il dovuto riconoscimento”.
di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 11 febbraio 2024
In Italia, ormai lo sanno anche i muri, non si può fare politica della giustizia senza il consenso della magistratura. Se ci provi, paghi prezzi troppo alti, e non c’è in giro un partito o un leader politico che ne abbia davvero voglia o forza. L’idea è che, almeno, devi patteggiare con il potere giudiziario le riforme di maggiore rilievo. Dunque la magistratura italiana è, almeno a far data dal 1992, non solo un soggetto politico, ma senza dubbio il soggetto politico più forte in tema di politica della giustizia. Non esiste un Paese al mondo dove accada, neanche lontanamente, qualcosa di simile, ma la evidenza di questa anomalia antidemocratica, di questo tracotante oltraggio al principio della separazione dei poteri, sembra non riguardarci.
di Serena Polizzi
agi.it, 11 febbraio 2024
Coro di voci unanime condanna i fatti di Reggio Emilia, e da più parti si chiede una riforma radicale del sistema carcerario. Un video shock e inaccettabile. È il coro di voci che si levano sul video del detenuto torturato da agenti della Polizia penitenziaria nel carcere di Reggio Emilia. Al momento risultano indagati una decina di agenti penitenziari. Oggi a prendere posizione il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che sottolinea: “Fermo restando che tutto deve essere accertato nelle sedi competenti, e quindi dare giudizi molto netti preventivamente è sempre qualcosa che deve avere un certo riguardo, è ovvio che non sono cose accettabili. Ogni volta che una persona è ristretta, sotto la vigilanza di organi dello Stato, deve essere assicurata la dignità della persona in modo duplice rispetto alle normali condizioni”.
di Maria Corbi
La Stampa, 11 febbraio 2024
Il Garante nazionale dei detenuti sta effettuando ulteriori verifiche sul caso delle torture nel carcere di Reggio Emilia documentate in un video e sull’intero istituto. A quanto si apprende, aldilà dell’inchiesta della Procura, il Garante punta ad approfondire le circostanze e il contesto complessivo in cui è emerso il singolo caso, per un’ampia verifica. Nei prossimi giorni potrebbe quindi essere prevista un’ispezione all’interno dello stesso istituto.
- Reggio Emilia. Detenuto torturato, Nordio: “Sdegno e dolore”. Piantedosi: “Inaccettabile”
- Napoli. Tragedia sfiorata nel carcere di Secondigliano, 49enne in ospedale in gravi condizioni
- Verona. Nel carcere 550 detenuti chiusi in spazi che ne potrebbero contenere 350
- Volterra (Pi): Tra i detenuti in cura nella Rems. Pochi bagni, umidità e stanze anguste
- Viterbo. Suicidi, atti di autolesionismo e aggressioni in aumento in carcere: è allarme











