di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 8 febbraio 2024
In un’audizione sui suicidi in cella, il capo del Dap, Giovanni Russo, annuncia il piano: “Non daremo soldi, ma know how”. Ipotesi di creare spostare dal carcere a (nuove) comunità i detenuti con fine pena breve. Un’audizione che doveva essere incentrata sui suicidi in carcere, si è trasformata in una serie di annunci che potrebbero stravolgere il sistema penitenziario italiano. Parla poco Giovanni Russo, capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ma quando parla non si limita alle parole di circostanza. E allora eccolo, dopo essersi rammaricato per l’aumento delle persone che si sono tolte la vita in prigione nel 2024 - “una tendenza per noi inspiegabile” - annunciare, in commissione giustizia, alla Camera un paio di novità sorprendenti.
di Luca Sofri
ilpost.it, 8 febbraio 2024
È dargli la possibilità di lavorare: tra i detenuti che lo hanno fatto la recidiva è del 2 per cento, mentre per tutti gli altri è quasi del 70. Uno dei fattori che contribuiscono maggiormente all’annoso problema del sovraffollamento delle carceri italiane è la recidiva: la gran parte dei detenuti torna a commettere reati dopo aver scontato la propria pena ed essere uscita dal carcere, e quindi poi quasi sempre ci torna. Secondo i dati più recenti (aggiornati alla fine del 2022) diffusi dal Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL, un organo consultivo del governo) succede nel 68,7 per cento dei casi. Significa che più di 2 ex detenuti su 3, una volta in libertà, commettono di nuovo reati.
di Giulia Merlo
Il Domani, 8 febbraio 2024
Il provvedimento approvato al Senato, col sì di Azione e Italia Viva. Dubbi di costituzionalità sull’abrogazione dell’abuso d’ufficio ignorati, spetterà al Colle valutare se ratificarlo. Si sta rivelando un calvario l’approvazione del ddl Nordio, finalmente approdato in aula al Senato dopo il lungo iter di commissione e il via libera del Consiglio dei ministri nel giugno scorso. Il testo è un assaggio della riforma penale che il guardasigilli Carlo Nordio ha detto di avere in mente: sei articoli che toccano temi diversi e tutti forieri di polemiche e scontri d’aula. Tanto che il testo, che avrebbe dovuto venire approvato martedì, è stato oggetto di un compatto ostruzionismo d’aula da parte del Pd e del M5S, che almeno su questo hanno trovato una compattezza tattica.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 8 febbraio 2024
Ddl Nordio, con 99 sì e 50 no il Senato approva l’abrogazione della norma più temuta dagli amministratori. I dem: “Non personalizziamo le leggi”. Con 99 voti favorevoli, 50 voti contrari e 8 astenuti l’aula del Senato ha approvato, a votazione segreta, l’articolo 1 del ddl Nordio che prevede l’abrogazione del reato d’abuso d’ufficio. Respinti tutti gli emendamenti delle opposizioni. Il tema, come nella giornata precedente, è stato al centro della discussione.
di Francesca Schianchi
La Stampa, 8 febbraio 2024
Il ddl promesso dal governo a novembre, che contiene dalla stretta alle borseggiatrici alle rivolte in carcere, deve ancora cominciare l’iter in Parlamento. Se fosse stato già legge, i trattori rischierebbero fino a due anni di carcere per blocco stradale. A sentire la premier Giorgia Meloni poco meno di tre mesi fa, si trattava di un disegno di legge di cui essere orgogliosa. Un pacchetto sicurezza approvato in Consiglio dei ministri il 16 novembre contenente un florilegio di nuovi reati - dagli occupanti abusivi di case a chi partecipa o organizza rivolte nelle carceri a chi è responsabile di blocchi stradali: allora si pensava ai giovani che protestano per il clima, mica ai trattori - un concentrato di legge e ordine che arriva fino alla possibilità di detenere anche le madri con figli piccolissimi, per colpire “il fenomeno della condizione di maternità come esimente”, spiegò burocratico il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, prima di spiegare che l’obiettivo sono le borseggiatrici sui bus.
di Giulio Gori
Corriere Fiorentino, 8 febbraio 2024
L’allerta riguarda i carcerati, ma anche le guardie penitenziarie: “Nelle carceri italiane c’è un’emergenza salute mentale. In Toscana i contesti più problematici sono le case circondariali di Sollicciano a Firenze e Le Sughere a Livorno”. A dirlo è la dottoressa Ilaria Garosi, del gruppo di lavoro sulla psicologia penitenziaria dell’Ordine toscano degli psicologi. Che spiega che, oltre al dramma dei suicidi, si ripetono aggressioni e forme di autolesionismo.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 8 febbraio 2024
Causa collettiva dei detenuti seguita dall’associazione Altro Diritto. Obiettivo: sconto di pena. Un ricorso collettivo di 200 detenuti per ottenere uno sconto di pena (o magari un trasferimento) per le condizioni estremamente fatiscenti del carcere di Sollicciano. È l’iniziativa a cui sta lavorando l’associazione di giuristi L’Altro Diritto all’indomani dello sconto di pena di 312 giorni concesso dal Tribunale a un detenuto sudamericano per le condizioni “disumane e degradanti” del penitenziario fiorentino. Ormai da una decina di giorni, i volontari dell’associazione hanno cominciato un lavoro a tappeto dentro Sollicciano per seguire i ricorsi di circa 200 detenuti, quelli cioè che si trovano nelle quattro sezioni penali che hanno condizioni pressoché identiche a quelle dove era ospitato il recluso che ha vinto il ricorso e dove vivevano altri sette reclusi che, pochi giorni fa, hanno vinto lo stesso tipo di ricorso con sconti di pena di qualche decina di giorni. Non tutti i reclusi potrebbero accettare di fare ricorso, magari per la paura di essere trasferiti in carceri molto lontani dalle loro famiglie, ma è lecito pensare che molti di loro seguiranno l’iter giudiziario proposto dall’associazione.
Corriere del Veneto, 8 febbraio 2024
Suicidio di Bassem Degachi nel carcere di Santa Maria Maggiore, il pm chiede l’archiviazione dell’inchiesta. E non perché quel giorno non ci siano state omissioni ma perché non ci sono le prove che l’uomo di 39 anni di origini tunisine e residente a Marghera poteva essere salvato. La famiglia si oppone e l’avvocato Marco Borella, legale di Dagachi, ha già impugnato l’atto, convinti che con un intervento immediato avrebbe potuto salvare Bassem.
ansa.it, 8 febbraio 2024
Lettera di un 53enne al Garante dei detenuti. “Pur essendo detenuto da più di 12 anni non mi viene garantito il diritto alla salute. Sono affetto da due patologie invalidanti, lombosciatalgia pregressa e cefalea a grappolo cronica, che prevedono presìdi e cure specialistiche, mai fornite dal sistema sanitario e dall’amministrazione penitenziaria”. Comincia così la lettera che Domenico Antonio Guglielmi, pregiudicato barese di 53 anni attualmente detenuto a Caltanissetta per reati legati alla criminalità organizzata, rivolge alla presidenza della Regione Sicilia, al Garante nazionale dei detenuti, al ministero della Sanità e “ai vari organi di competenza”. Le condizioni di Guglielmi sarebbero peggiorate nel corso degli anni tanto da renderlo “semi paralizzato”.
di Benedetta De Falco
La Repubblica, 8 febbraio 2024
Filippo, quarantenne tarantino detenuto dal 2022 nel carcere, pesa 270 chili. Il suo è un nome di fantasia, ma la storia è tutta vera: senza fissa dimora, ma non indigente, è detenuto nella casa circondariale di Bari in seguito ad una condanna per truffa. Il magistrato di sorveglianza ha disposto il suo ricovero in una Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), ma nelle due strutture pugliesi non ci sono posti. Potrebbe avere diritto alla detenzione domiciliare ma non ha un’abitazione.
- Firenze. La terza vita di Fabrizio: detenuto, senzatetto e poi nonno volontario
- Milano. Caso Pifferi, la lettera degli operatori: “Chi lavora in carcere ora ha paura”
- Milano. Oltre 100 operatori del carcere contro l’indagine sulle psicologhe: “È intimidazione”
- Lecce. “Il processo come ostacolo, il carcere come destino”: i penalisti protestano
- Spoleto (Pg). “Il carcere diventi risorsa per la città”. Il nodo resta la carenza di personale











