di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 7 febbraio 2024
L’avvocata Emilia Rossi, ex componente del Collegio del Garante nazionale delle persone private della libertà, ha iniziato lo sciopero della fame nell’ambito del Satyagraha di Nessuno Tocchi Caino. Un gesto significativo visto la sua lunga esperienza sul campo. Ne parliamo con lei.
di Pino Corrias
Vanity Fair, 7 febbraio 2024
Per fortuna ancora ci indigniamo davanti alle catene ai polsi e alle caviglie di Ilaria Salis, 39 anni, detenuta italiana trascinata al guinzaglio nell’aula del Tribunale di Budapest, Ungheria, Europa. Ci mancherebbe. Pretendiamo il diritto alla dignità della persona. Pretendiamo la giustizia umana e umanitaria. Ci scandalizza il sopruso, ci indigna la pubblica gogna. Specie quando riguarda una nostra concittadina all’estero, detenuta per una blanda accusa di lesioni, ma trattata da terrorista, sulla quale sventola il tricolore della consanguineità.
di Laura Carrer
Il Domani, 7 febbraio 2024
L’istituto a custodia attenuata per madri del capoluogo lombardo è stato aperto nel 2007 ed è stato il primo in Italia. Permette alle detenute di scontare la loro condanna insieme ai figli piccoli, spesso tra gli zero e i tre anni. Poco prima delle 9:30 del mattino nel lungo corridoio dell’Icam c’è una fila di passeggini e di bambini pronti per andare a scuola o all’asilo. Al di là della porta blindata che divide le camere e gli spazi comuni dalla portineria c’è la zona residenziale di Dateo, a est di Milano. La struttura in cui vivono i bambini è un istituto a custodia attenuata per madri: aperto nel 2007 - il primo in Italia - permette alle detenute di scontare la loro condanna insieme ai figli piccoli, spesso tra gli zero e i tre anni.
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 7 febbraio 2024
Un testo, a detta del Guardasigilli, improntato ai valori del liberalismo e del garantismo giuridico Italia Viva e Azione hanno votato a favore, mentre Pd e Movimento 5 Stelle hanno votato contro. È iniziata ieri in Senato la discussione generale sul disegno di legge Nordio, il primo di una lunga serie, che a regime andrà a riformare la giustizia. Un testo, a detta del Guardasigilli, improntato ai valori del liberalismo e del garantismo giuridico.
di Liana Milella
La Repubblica, 7 febbraio 2024
Il governo boccia le pregiudiziali di costituzionalità. Il forzista Zanettin attacca la sentenza Flick del 2007 che cancellò la legge Pecorella con la stretta sull’Appello del Pm: “Lacunosa, opinabile, intrisa di pregiudizio ideologico, frutto del furore contro il governo Berlusconi, quello era il periodo del resistere, resistere, resistere del procuratore Borrelli”. Buone, ma anche cattive notizie dal Senato sulla giustizia. Partiamo da quelle, ma solo per ora, buone. La stampa italiana avrà ancora una settimana di tempo prima che passi, anche al Senato, la norma Costa che mette il bavaglio sull’ordinanza di custodia cautelare. Era previsto che fosse discussa in aula giovedì all’interno della legge di Delegazione europea su cui preme il ministro Raffaele Fitto.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 7 febbraio 2024
L’abolizione dell’abuso d’ufficio comporterebbe un grave vuoto normativo e potrebbe danneggiare anche la Pa. Gian Luigi Gatta, ordinario di Diritto penale nell’Università degli Studi di Milano, è chiaro su questo punto.
di Errico Novi
Il Dubbio, 7 febbraio 2024
Il Pd fa arrivare in commissione gli atti dell’Avvocatura di Stato sul caso Cavallotti: “Il codice non va toccato”. È una marcia di avvicinamento. Lenta quanto si vuole. Ma è ormai evidente che la Corte europea dei Diritti dell’uomo intende vederci chiaro ed esprimersi a breve sul codice antimafia italiano. In particolare sulle misure di prevenzione patrimoniali. Materia che inizia ad arroventare anche il confronto politico. A cominciare dal suo più naturale perimetro: la commissione parlamentare Antimafia. Non potrebbe che essere così. E alcuni dati emersi negli ultimi giorni attestano, in modo inequivocabile, l’approssimarsi del conflitto, nella Bicamerale di Palazzo San Macuto.
di Enrico Di Croce* e Stefano Naim**
quotidianosanita.it, 7 febbraio 2024
Gentile Direttore, quando si parla - come di recente noi abbiamo fatto - di temi come la non imputabilità per infermità di mente non c’è dubbio, bisogna tener conto della loro complessità. E delle distorsioni che creano le visioni semplificatorie. Un esempio, di drammatica attualità, ce lo offre il tema dei suicidi nei luoghi di detenzione. Pochi giorni fa un autorevole deputato, capogruppo alla Camera dichiara: “Un detenuto, dimesso da pochi giorni dal reparto psichiatrico, ieri ha deciso di impiccarsi. I malati psichici non dovrebbero stare in carcere (…) Andrebbero inseriti in Rems, strutture sanitarie di accoglienza per chi commette reati ma è affetto da disturbi mentali”. A ruota, un’altra deputata afferma che bisogna “togliere dal carcere coloro che non devono starci, perché affetti da malattie psichiatriche, a volte anche gravi”.
di Angiola Petronio
Corriere di Verona, 7 febbraio 2024
Da domani i detenuti di Montorio inizieranno lo “sciopero del carrello”, rifiutando il vitto. Intanto sulla situazione del carcere è scontro politico. La comunicazione arriva dall’associazione Sbarre di Zucchero. “Da giovedì 8 febbraio - è scritto in una nota - i detenuti di tutte le sezioni del carcere di Montorio, a partire dalla quinta sezione, inizieranno lo sciopero del carrello - rifiutando il vitto - come forma di protesta nonviolenta contro le drammatiche condizioni in cui versa il penitenziario scaligero”. Parla di “sovraffollamento, quasi totale assenza di attività lavorative, escalation impressionante di suicidi e tentativi di suicidio, sempre più frequenti tensioni interne tra detenuti stessi” Sbarre di Zucchero. Ed elenca gli ultimi casi, da un incendio in seconda sezione del 30 gennaio alla “furibonda lite in prima sezione di ieri sera (il 5 febbraio, ndr), che ha portato in isolamento 5 ristretti, tensioni aumentate innegabilmente dal regime chiuso delle sezioni”. L’associazione ricorda i 5 suicidi avvenuti da novembre a sabato nella casa circondariale veronese e denuncia che “la disperazione regna sovrana nel non-luogo di Montorio, dove la funzione rieducativa della pena, sancita dalla carta costituzionale è ridotta ad un non-tempo esclusivamente punitivo, senza prospettive per il dopo carcere, un cupo trascorrere di ore, giorni, settimane e mesi, con la speranza di avere il coraggio di restare in vita”.
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 7 febbraio 2024
Ancora un suicidio nel carcere di Verona. Intorno alle ore 20 di sabato scorso, nell’infermeria della casa circondariale della città scaligera si è impiccato un detenuto ucraino di 38 anni che era stato dimesso da qualche giorno dal reparto psichiatrico. È il quinto suicidio in tre mesi in quello che ormai per tutti è il “carcere della morte”.
- Rieti. La seconda possibilità per un detenuto col lavoro a orario nel ristorante
- Forlì. Progetti d’inclusione per i detenuti: Techne, aziende e istituzioni insieme
- Modena. "No Name" alla Ubik. La condizione femminile nel carcere Sant’Anna
- Torino. I 160 anni di Opera Barolo. Repole: carità senza dimenticare la cultura
- Varese. “Arte in libertà”: alla Casa circondariale “tornano” le opere realizzate dai detenuti











