di Angela Gennaro
Il Domani, 6 giugno 2024
Un gruppo di famiglie sudanesi ha presentato ricorso al Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite contro i trasferimenti forzati. Ma il paese di Saïed, sostenuto politicamente e finanziariamente da Italia ed Europa non si ferma. Respinti, incarcerati o scaricati al confine. È l’incubo che stanno vivendo da un mese alcune famiglie di origine sudanese, anche con bambini e bambine piccoli, in Tunisia. Quella stessa Tunisia sostenuta - politicamente e finanziariamente - da Italia ed Europa e ritenuta dal governo guidato da Giorgia Meloni “paese sicuro” in cui rimandare le persone. Nel limbo e in pericolo, nonostante le Nazioni unite continuino a chiedere al governo di Kaïs Saïed di fermare le persecuzioni.
di Antonella Soldo
Il Domani, 5 giugno 2024
Gli istituti penitenziari, da sempre, forniscono la fotografia precisa dei problemi non risolti della nostra società. Lo scorso 2 giugno ci sono stati gli ultimi due suicidi, a Venezia e Cagliari. Davanti ai problemi strutturali di un intero sistema, dal sovraffollamento all’indifferenza generale, le proposte del governo definiscono un degrado istituzionale senza precedenti. Un uomo di 31 anni si è tolto la vita nel carcere Santa Maria Maggiore, a Venezia, lo scorso 2 giugno. Era romeno, si trovava in custodia cautelare, e proprio mentre lui decideva di legarsi un lenzuolo intorno al collo e togliersi la vita un altro uomo nel carcere di Cagliari faceva lo stesso. Portando così a 38 il numero di suicidi nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno.
di Francesco Lo Piccolo
vocididentro.it, 5 giugno 2024
Forgiare e reprimere come teorizzava la pedagogia nera; governare con la pena del carcere, tanto carcere; giudicare e condannare secondo il diritto penale del nemico e dunque orientato su tipologie d’autore (i poveri, i migranti, eccetera); non prevedere e non accettare alcun dissenso. In estrema sintesi è questo il punto di arrivo della politica italiana per quanto riguarda la giustizia.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 giugno 2024
Il disegno di legge sulla Sicurezza comincia a suscitare preoccupazione per i numerosi emendamenti che rischiano di minare diritti e libertà fondamentali dei cittadini. Si tratta di un corposo pacchetto di oltre 300 emendamenti, presentato dai vari schieramenti. Tra le proposte più controverse spiccano quelle della Lega di Matteo Salvini, che puntano a introdurre il “reato di integralismo islamico”, con un albo nazionale per gli imam e un tracciamento dei finanziamenti alle moschee. Una proposta che potrebbe contrastare con l’articolo della Costituzione che garantisce la libertà di culto. Viene inoltre chiesta una stretta sui requisiti per il riconoscimento della cittadinanza a chi ha commesso reati da minorenne, misura che andrebbe a colpire la possibilità di recupero e reinserimento dei giovani.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 giugno 2024
Le associazioni Antigone e Studi Giuridici sull’Immigrazione (Asgi) hanno presentato un dossier ai parlamentari delle commissioni Giustizia e Affari Costituzionali della Camera per denunciare la deriva securitaria del provvedimento. Mentre la tragedia nelle carceri italiane resta invisibile ai più, il ddl sicurezza accelera in Parlamento, arricchendosi di nuovi emendamenti repressivi. Tra questi, uno targato Lega che equipara la cannabis light, con basso contenuto di Thc, a quella illegale. Un’ulteriore stretta che evidenzia il carattere punitivo del ddl, pronto a sferrare un altro colpo al fragile Stato di Diritto.
di Vincenzo Scalia
Il Manifesto, 5 giugno 2024
Il disegno di legge sulla sicurezza attualmente in discussione alla Camera, segna un radicale cambio di passo rispetto agli approcci securitari degli ultimi trent’anni. Se prima si puntava quasi esclusivamente al cosiddetto decoro e alla sicurezza urbana, col varo di un ampio ventaglio di provvedimenti amministrativi e legislativi rivolti alla repressione criminalità di strada e delle “inciviltà urbane”, adesso si punta alle libertà politiche. In particolare, ci sembra opportuno soffermarci su alcuni degli aspetti più significativi del provvedimento.
di Angela Stella
L’Unità, 5 giugno 2024
Il ddl sicurezza a firma dei Ministri Piantedosi, Nordio, Crosetto proposto al Parlamento dal Governo “meriterebbe tutto lo scandalo possibile in una democrazia fondata su un’idea liberale di giustizia. Non c’è nulla che possa far sperare ai cittadini di avere maggiore sicurezza”. Lo ha detto ieri Riccardo Magi, segretario di +Europa, in una conferenza stampa alla Camera, illustrando gli emendamenti al provvedimento insieme al deputato Benedetto della Vedova, ai candidati alle europee della lista Stati Uniti d’Europa e a Franco Corleone della Società della Ragione.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 5 giugno 2024
Mentre Salvini sbanda a destra, la premier difende la separazione delle carriere e il sorteggio al Csm, parlando al cuore degli elettori azzurri. Solo qualche settimana fa, sulle colonne dei quotidiani e nei corridoi del Palazzo, abbondavano retroscena e rumors che volevano l’esperienza di Carlo Nordio a via Arenula già sul viale del tramonto, dopo nemmeno due anni. La deadline fissata dai bene informati sarebbe stato il post-Europee, nel quadro di un mini-rimpasto che avrebbe coinvolto anche altre caselle ritenute in bilico o sotto la spada di Damocle di un procedimento giudiziario, come nel caso di Daniela Santanchè.
di Federico Tedeschini
La Discussione, 5 giugno 2024
Dopo l’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del Disegno di legge che sembra seguire - almeno in gran parte - le linee portanti della riforma più volte annunziata da Nordio in materia di giustizia, ci è toccato assistere ad uno spettacolo che sembra uscito dalla penna di Eugène Jonesco, noto creatore di quel “teatro dell’assurdo” che inondò il nostro secondo dopoguerra con tutta una serie di commedie caratterizzate dall’ abbondare di comportamenti non comunicanti fra di loro, ma tutti insieme uniti del comune denominatore di essere privi di senso comune.
di Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno
L’Opinione, 5 giugno 2024
Ab illo tempore ho sempre sentito da parte dell’opinione pubblica in generale e da parte della politica in particolare disquisire e discutere riguardo a come risolvere la questione della riforma dell’organo costituzionale della magistratura senza soluzione di continuità, perché in realtà nessun Esecutivo ha mai provato fattivamente a risolvere l’annoso problema. La situazione è rimasta così stagnante fino a quando l’attuale Governo, con il suo ministro della Giustizia Carlo Nordio, non ha osato agire concretamente presentando un Disegno di legge in cui, senza mezzi termini, si è proposta una modifica radicale dell’assetto dell’organo costituzionale più garantito (forse anche troppo in rapporto all’equilibrio fra tutti i poteri dello Stato) dai padri costituenti. Invero, a causa dell’esperienza storica alquanto negativa del ventennio fascista, la magistratura, nella stesura della Costituzione, fu particolarmente tutelata e forse anche resa estremamente autonoma nelle definizioni costituzionali dei poteri alla stessa attribuiti. Fintanto che la politica ricopriva un ruolo operativo fondamentale nell’esercizio delle sue funzioni, la sproporzionalità dei poteri e dell’autonomia della magistratura nell’esercizio del suo potere giudiziario, in rapporto al potere legislativo del Parlamento e del potere esecutivo del Governo, non emerse.
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