di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 5 giugno 2024
Il buco nero dei tribunali, le toghe-pigliatutto, l’imbuto delle procedure che, affastellate a quintali, diventano macigni per l’intero sistema; da dove partire, per snellire davvero il meccanismo inceppato della giustizia italiana? Si fa largo l’opinione che il mantra dell’obbligatorietà dell’azione penale, causa ultima dell’ingranaggio bloccato, possa e debba essere rimosso. E se serve una riforma profonda e definitiva della giustizia, al di là degli intendimenti e delle promesse, varrà la pena aprire un dibattito serio su questo punto. Parla con Il Riformista Presidente dell’Unione Camere Penali Italiane.
di Valerio de Gioia
latribuna.it, 5 giugno 2024
Con sentenza n. 22509 del 18 gennaio 2024-4 giugno 2024, la prima sezione penale della Corte di Cassazione ha affermato che la giurisprudenza di legittimità, chiamata a circoscrivere l’ambito della verifica demandata alla magistratura di sorveglianza in vista dell’ammissione dei collaboratori di giustizia ai benefici, ha costantemente ritenuto che l’istituto disciplinato dall’art. 16-nonies, D.L. 15 gennaio 1991, n. 8, convertito nella L. 15 marzo 1991, n. 64 non è applicabile in modo indiscriminatamente generalizzato, giacché l’esito positivo della relativa istanza presuppone l’espressione di un giudizio favorevole in ordine al ravvedimento del soggetto che si apre alla collaborazione con l’autorità giudiziaria, fondato sulla condotta complessiva del collaboratore di giustizia e sul convincimento che l’azione rieducativa svolta abbia avuto come risultato il compiuto ravvedimento, all’esito di una revisione critica della vita anteatta (Cass. pen., sez. I, 1° febbraio 2007, n. 9887; si vedano, in senso sostanzialmente conforme, anche Cass. pen., sez. I, 16 ottobre 2012, n. 43207; Cass. pen., sez. I, 14 gennaio 2009, n. 3422).
di Claudio Cecchella*
Il Dubbio, 5 giugno 2024
Riforma Cartabia, la decisione della Corte costituzionale, concretizzatasi in una sentenza di rigetto, pone in via interpretativa una norma nuova. La Corte costituzionale, chiamata ad esprimersi sulla presunta illegittimità costituzionale del novello art. 171 bis c. p. c., che ha introdotto il potere/ dovere, per il giudice di primo grado, di compiere le c. d. verifiche preliminari, che si concretizzano essenzialmente nella verifica, prima dell’udienza di comparizione, della regolare instaurazione del contraddittorio e nella conseguente adozione dei necessari provvedimenti atti a sanare eventuali nullità della citazione o della notifica, nonché ad integrare il contraddittorio laddove se ne ravvisi la necessità, ha assunto una decisione che, per i suoi contenuti - sia consentito dire - propone nuove norme, in un vaglio negativo di costituzionalità.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 5 giugno 2024
Appello o riesame? La Prima sezione penale, ordinanza n. 21614/2024, ha rinviato la questione alle Sezioni unite dopo aver rilevato un contrasto. Saranno le Sezioni unite a decidere quale debba essere il rimedio impugnatorio - e cioè il riesame o l’appello - avverso l’ordinanza che dispone la custodia cautelare in carcere a seguito di una condanna in appello dopo che l’imputato era stato assolto in prima grado, con perdita di efficacia della prima misura cautelare.
avveniredicalabria.it, 5 giugno 2024
Diverse le segnalazioni ricevute nei giorni scorsi dal Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Luca Muglia. Si tratta di una serie di emergenze in materia di sanità penitenziaria che richiedono interventi immediati. “Da alcuni mesi negli istituti penitenziari presenti in Calabria - ha affermato il Garante regionale - si stanno verificando svariati eventi critici riconducibili alla situazione della sanità penitenziaria. Il rafforzamento dell’area sanitaria e Sai della Casa circondariale di Catanzaro, nonché dei reparti di osservazione psichiatrica e Atsm, ha determinato la concentrazione a Siano di molti detenuti con pluripatologie ad elevato impatto assistenziale, provenienti anche dalle altre regioni”.
polpenuil.it, 5 giugno 2024
“Aveva da poco compiuto 31 anni, origini pakistane, in carcere da settembre scorso per rapina e lesioni e ancora in attesa di primo giudizio. Ha posto fine alla sua esistenza, e alle sofferenze, ieri sera verso le 23.00 impiccandosi nella sua cella del carcere romano di Regina Coeli, a nulla sono valsi i soccorsi della Polizia penitenziaria e dei sanitari. È il 39esimo suicidio di un detenuto dall’inizio dell’anno, cui si aggiungono i 4 appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria che analogamente si sono tolti la vita. Non si attenua, dunque, la spirale di morte senza precedenti che investe il carcere nel sostanziale disinteresse della politica prevalente”. Lo dichiara Gennarino De Fazio, Segretario Generale della Uil-Pa Polizia Penitenziaria.
di Lorenzo Priviato
Il Resto del Carlino, 5 giugno 2024
La testimonianza della madre al processo che vede imputato di omicidio colposo lo psichiatra del penitenziario che abbassò lo stato di rischio. Giuseppe molte volte aveva manifestato in famiglia propositi suicidari. E in ragione di ciò era in cura al Centro di salute mentale di Ravenna e più volte era stato ricoverato in Psichiatria. È questo l’aspetto principale emerso ieri durante la prima udienza del processo che vede imputato di omicidio colposo un 66enne psichiatra del carcere di Ravenna, in relazione al suicidio di un giovane detenuto, avendone abbassato il rischio suicidario da medio a lieve. Era il 16 settembre 2019 quando le guardie trovarono il 23enne Giuseppe Defilippo impiccato a un cappio rudimentale.
sabiniatv.it, 5 giugno 2024
“Ieri sera un tentativo gravissimo di suicidio da parte di un detenuto italiano, all’interno del bagno della stanza detentiva, la quale si era anche barricato facendo venire quasi vano il tentativo di salvarlo da parte dei compagni detenuti e della Polizia Penitenziaria intervenuta tempestivamente con l’apparato medico sanitario”. Ne dà notizia il segretario regionale Lazio Daniele Nicastrini. Attualmente il carcere di Rieti ospita oltre 500 detenuti su 295 posti disponibili, che lo pone sul podio dei più sovraffollati e conta una carenza di personale di circa 70 unità. “Quel che è accaduto purtroppo e la conseguenza di un sistema carcere alla deriva, dove non aiuta le situazioni più deboli e difficili di persone che dovrebbero avere la giusta attenzione, tuttavia anche nelle carenze estreme di personale, si è riusciti a portarlo al pronto soccorso anche se mi riferiscono che le condizioni sono molto gravi.
lametino.it, 5 giugno 2024
“L’iniziativa di oggi è finalizzata alla sensibilizzazione di un problema che sta diventando enorme. Dall’inizio dell’anno siamo già a 38 suicidi, quindi il contatore dei suicidi aumenta in maniera incontrovertibile c’è una tendenza pazzesca su un problema che la politica purtroppo non vuole prendere di petto perché ce ne sono tanti drammi in Italia dai migranti alla questione carceraria e quant’altro e però non è che carcerati, detenuti debbano essere considerati la pattumiera”. Così, il presidente della Camera penale di Lamezia Terme, Renzo Andricciola. L’iniziativa fa parte di una “maratona oratoria”, che si tiene in questi giorni in tutta Italia alla quale hanno aderito 111 Camere penali in tutta Italia. “L’articolo 27 della Costituzione - ha aggiunto Andricciola - è chiaro sul punto reinserimento sociale, trattamento umano della pena e quindi proprio su questo noi intendiamo assolutissimamente sensibilizzare l’opinione pubblica e la politica in primis perché la politica è sorda a queste problematiche”.
Il Mattino, 5 giugno 2024
Lo ha stabilito il tribunale del Riesame, che ha annullato la contestazione di corruzione. Non c’era alcun patto corruttivo tra l’ex Garante dei detenuti della provincia di Caserta, Emanuela Belcuore, e il recluso del carcere di Santa Maria Capua Vetere Mario Borrata, affinché questi avesse un trattamento di riguardo grazie alle attenzioni della garante e ai suoi buoni uffici presso la direzione dell’istituto.
- Firenze. Nordio: “Il carcere di Sollicciano è superato, cerchiamo nuovi spazi”
- Torino. Torture in carcere, la prof accusa gli agenti. “Dicevano: questi non meritano la scuola gratis”
- Torino. “Leggo Dante ai detenuti, così si ritrovano persone”
- Venezia. Addio a don Biancotto, il cappellano del carcere. Una speranza per i detenuti
- Ad ogni latitudine, passaggi musicali e storie dal carcere









