di Mario Basso
sassate.it, 29 gennaio 2024
Pochi giorni fa, un luogotenente della GdF, condannato in via definitiva a 7 anni di carcere per peculato, è morto d’infarto nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere. Inutili i soccorsi, anche per l’inadeguatezza della struttura sanitaria. Il detenuto deceduto si chiamava Francesco Caccamo, aveva 59 anni ed era finito prima in carcere e poi ai domiciliari in seguito ad uno scandalo che nel 2017 aveva portato alla prima condanna da parte del Tribunale di Catania per quattro “Fiamme Gialle” accusate di peculato, falso e calunnia.
di Federica Pacella
Il Giorno, 29 gennaio 2024
Canton Mombello è al limite ma il ministro Nordio intervenuto all’anno giudiziario ha detto che ci sono le risorse per un nuovo istituto. Girone infernale Canton Mombello, zeppo all’inverosimile e sempre più obsoleto. Gli ultimi dati emersi in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario rendono conto di una situazione nella ottocentesca Casa circondariale al limite dell’ingestibilità. A fronte di un incremento generalizzato della popolazione detenuta in tutti gli istituti penitenziari del distretto, le carceri bresciane sono quelle messe peggio. Al 30 giugno scorso l’indice di sovraffollamento di Canton Mombello aveva superato il 181 per cento, che nei mesi a seguire ha toccato quota 200: 335 detenuti e una capienza da 180 posti.
di Federica Pacella
Il Giorno, 29 gennaio 2024
La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo 18 dell’ordinamento penitenziario che prevede controlli a vista durante i colloqui. Sì all’affettività in carcere, ma la sentenza della Corte Costituzionale, di per sé storica, si innesta in un contesto in cui il sovraffollamento incide su ogni diritto dei detenuti. Lo spiega bene la garante dei diritti delle persone prive di libertà del Comune di Brescia, Luisa Ravagnani, all’indomani della sentenza che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 18 dell’ordinamento penitenziario, nella parte in cui non prevede che la persona detenuta possa essere ammessa a svolgere i colloqui con il partner senza il controllo a vista del personale di custodia, laddove non ci siano problemi di sicurezza. Ravagnani era stata tra i 200 fra giuristi e personalità della società civile che aveva aderito all’appello promosso dalla Società della Ragione alla vigilia della decisione della Corte.
istituzioni24.it, 29 gennaio 2024
La messa in scena è il frutto del lavoro del laboratorio di teatroterapia che coinvolge detenuti comuni afferenti alla sezione media sicurezza. L’attività è condotta dalla Dott.ssa Irene Cantarella, ideatrice del progetto insieme alla Dott.ssa Sandra Vitolo, entrambe psicologhe e psicoterapeute. L’uso del teatro come strumento terapeutico è una pratica sempre più diffusa per esplorare profonde sfere emotive e affrontare tematiche complesse.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 29 gennaio 2024
Un graphic podcast sull’esperienza di inserimento e reinserimento lavorativo e sociale di uomini e donne sottoposti a provvedimenti dell’Autorità giudiziaria. Si chiama “Udepe Repè, la storia vera di un podcast mai pubblicato”. Il Consorzio La Rada lo ha diffuso con il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università degli Studi di Salerno. Il fumetto è diventato libro di testo per gli studenti universitari di Diritto penale e Criminologia.
di Enzo Musolino
L’Unità, 29 gennaio 2024
È altamente pericoloso uno scopo - anche di presunta “Giustizia” - che sacrifichi il destino degli uomini alla violenza, alla dittatura, alla potenza. Ciò che assume davvero rilevanza sono gli strumenti della politica: il fine, infatti, vive già nel mezzo approntato per raggiungerlo. Rinviare il “bene politico” per l’immaturità dei tempi e assumere mezzi discordi da questo fine per mutare il presente, significa tradire ogni positivo sviluppo sociale, mortificare l’approdo. Aldo Capitini parla, a proposito, di “fiducia cieca”, di una vuota retorica che nega in nuce la fede dei persuasi religiosi. La persuasione, infatti, sorge proprio dalla assoluta corrispondenza tra mezzi nonviolenti, aperti e democratici, e il fine della realizzazione di una società libera e giusta. Solo se l’apertura all’altro, alle sue ragioni, è totale, si può giungere a quell’accordo tra diversi, a una politica davvero popolare (perché pluralista) che sappia assicurare l’equilibrio tra libertà e giustizia.
Ristretti Orizzonti, 29 gennaio 2024
Anche quest’anno 3 giovani tra i 18 e i 28 anni potranno svolgere un anno di Servizio Civile Universale presso l’associazione Granello di Senape Padova odv, partner del CSV di Padova e Rovigo per il programma “Il Servizio civile per città inclusive, creative e solidali” che coinvolge 8 Enti del terzo settore mettendo a disposizione 24 posti in totale.
di Paola D’Amico
Corriere della Sera, 29 gennaio 2024
Progetti per accogliere i giovani, i fondi però coprono 52mila posizioni. E nel 2025 si prevede un nuovo calo. La preoccupazione di enti e associazioni. Fiaschi: “Strumento utile che va difeso”. Servizio civile universale, ultima chiamata. Calano i posti a disposizione dei futuri Operatori volontari (Ov). Da 71.741 - cifra record raggiunta con il bando del 2022 grazie ai fondi del Pnrr - a 52.236 del nuovo bando che si chiude il 15 febbraio. E il futuro non si prospetta roseo. L’ultima legge di stabilità, infatti, ha messo a bilancio appena 143 milioni e ciò significa che nel 2025 in teoria potrebbero partire solo 22mila giovani.
di Massimo Cacciari
La Stampa, 29 gennaio 2024
La tendenza del potere politico a esercitare un’influenza diretta sui media dell’informazione esprime una legge di natura più che un esplicito atto della volontà. Occorre un po’ di disincanto nell’affrontare il problema: chi esercita il potere, proprio perché lo esercita erga omnes, è inevitabilmente propenso a rappresentarsi come espressione della “volontà generale”. E la “volontà generale”, come è noto, tollera a fatica l’esercizio della critica. Questa, come dice il suo nome, è tale soltanto se giudica, analizza e divide. E deve farlo anche nei confronti di quelle posizioni con le quali magari si trova a concordare, poiché la sua funzione consiste appunto nello smascherare ogni pretesa o presunzione di totalità. Presunzione o illusione che il potere alimenta per forza.
di Enzo Risso
Il Domani, 29 gennaio 2024
I maggiori problemi avvertiti sono: scarsa manutenzione di proprietà pubbliche, disoccupazione, carenza di mezzi pubblici di trasporto, crescita della povertà, mancanza di spazi per i giovani, mancanza di servizi sanitari di base. Sono milioni gli italiani che vivono in periferia. Secondo un’analisi di alcuni anni fa ammontano a quasi 15 milioni le persone che risiedono nelle molteplici periferie urbane. L’Istat ha calcolato, sei anni fa, che nei capoluoghi metropolitani abitano più di 9,5 milioni di persone, di cui oltre un terzo (tre milioni e 200mila persone) alloggia in quartieri in cui il disagio economico è più evidente e marcato.
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