di Corrado Zunino
La Repubblica, 28 gennaio 2024
“Vorrei tornare a lavorare con le bestie, ma il carcere mi ha fatto ammalare”. L’uomo in una conferenza stampa convocata dai radicali il giorno dopo la sua assoluzione in corte d’Appello: “Neppure oggi ho capito perché lo hanno fatto. Sono libero, ma devo pensare alla salute e a riposare la mente”. C’è la grande foto a muro con Marco Pannella che abbraccia il Dalai Lama e, sotto, seduto, Beniamino Zuncheddu, gli occhiali tenuti in punta sul naso adunco. Sussurra: “In questi 33 anni mi è mancato tutto, il mondo è andato avanti per conto suo, senza di me. Non riesco a spiegare, adesso, che cosa è stata questa prigionia a cui mi hanno costretto senza che avessi fatto nulla. Ho bisogno di riposo, riposo mentale, per capire. Lo troverò a casa di mia sorella Augusta”.
di Giusi Fasano
Corriere della Sera, 28 gennaio 2024
“Le mie frasi hanno smosso la coscienza di chi lo accusava. Dopo la sentenza ho pianto”. Il pastore sardo, dopo 33 anni di carcere, è stato assolto per non aver commesso il fatto. Francesca Nanni era Pg a Cagliari, oggi è a Milano. “Non le nascondo che ho pianto. Quando si fa un lavoro come il mio si finisce per costruirsi addosso una specie di corazza di fronte alla sofferenza altrui. Però non sempre funziona”. In questi due giorni non ha funzionato. Francesca Nanni si è commossa ogni volta che ha sentito parlare di lui, di quel pastore sardo che nemmeno conosce. Oggi è la procuratrice generale della Corte d’appello di Milano, ma nel 2019 aveva lo stesso incarico a Cagliari e fu lei a firmare la richiesta di revisione per Beniamino Zuncheddu . Fu lei a credere, studiare, collegare fatti, indagare. Insomma: fu lei a trovare la chiave che poi avrebbe aperto la cella di quell’uomo in carcere da innocente.
di Elena Marmugi
La Nazione, 28 gennaio 2024
Giuseppe Gulotta, di Certaldo, condannato all’ergastolo ha scontato 22 anni di carcere senza colpe. Un caso che si avvicina molto a quello di Zuncheddu. “Che ho pensato? Sa, in questi casi non c’è neanche bisogno di allacciare il cervello, i pensieri viaggiano da soli e portano a ricordi che riaffiorano di giorno in giorno. Più spesso sono incubi”. Giuseppe Gulotta, ex muratore di Certaldo, ventidue anni passati in carcere da innocente, ha tirato un lungo, profondo sospiro di sollievo per Beniamino Zuncheddu.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 28 gennaio 2024
Mario Ciancio Sanfilippo, anni 91, non è mafioso e non ho concorso, neanche dall’esterno, con l’attività delle cosche di Catania. Lo ha deciso il tribunale. L’altro ieri sera. Mario Ciancio Sanfilippo, ex direttore della Sicilia, editore, stampatore, per cinque anni capo dell’associazione nazionale degli editori, ha trascorso però sette anni sotto la mannaia della magistratura. Il Pubblico ministero pochi giorni fa ha chiesto che fosse messo in cella e tenuto dietro le sbarre per 12 anni (cioè fino a 103 anni), la sua attività economica è stata pesantemente danneggiata dall’iniziativa della magistratura, la sua vecchiaia è stata distrutta ed è stata rovinata anche la vita e l’attività economica dei suoi figli.
di Tommaso Marvasi
La Discussione, 28 gennaio 2024
Una serie di eventi concomitanti mi fa tornare all’emergenza carceri, uno dei principali problemi del nostro vivere civile, che - si tratta di una mia dichiarata convinta - per il modo, ma sotto alcuni profili anche per il suo stesso essere, ci farà considerare barbari da generazioni future (ardisco: futuro prossimo, non futuro remoto). Il primo di questi fatti è estremamente positivo. Si tratta della Sentenza 26 gennaio 2024, n. 10 della Corte Costituzionale che segna un grande passo avanti dell’adeguamento del sistema carcerario alla Costituzione che, per i più (per fortuna non per qualche più sensibile ed illuminato magistrato, come Fabio Gianfilippi, magistrati di sorveglianza di Spoleto), sembra non riguardare chi sia stato riconosciuto reo.
di Adriano Bonanni
Il Tempo, 28 gennaio 2024
Il fenomeno della malagiustizia è una delle piaghe peggiori del nostro sistema giudiziario. Il sito errorigiudiziari.it che si occupa di questo problema fornisce le cifre con un lavoro fatto sui dati del 2022, gli ultimi a disposizione, spiegando che con il termine malagiustizia si intendono sia sia le vittime di ingiusta custodia sia quelle di errori giudiziari. Le prime sono coloro che subiscono una custodia cautelare in carcere o agli arresti domiciliari, salvo poi venire assolte) le seconde sono coloro che, dopo essere stati condannati con sentenza definitiva, vengono assolti in seguito a un processo di revisione. Unendo le due fattispecie spiegano i due autori della ricerca Benedetto Lattanzi e Valentino Maimone - dal 1991 al 31 dicembre 2022 i casi sono stati 30.778: in media, poco più di 961 l’anno. Il tutto per una spesa complessiva dello Stato gigantesca, tra indennizzi e risarcimenti veri e propri: 932 milioni 937 mila euro e spiccioli, per una media di poco inferiore ai 29 milioni e 200 mila euro l’anno. Nel solo 2022 ci sono stati ben 547 casi tra ingiuste detenzioni ed errori giudiziari (-25 rispetto all’anno precedente). In notevole crescita, invece, la spesa complessiva per indennizzi e risarcimenti: poco meno di 37 milioni e 330 mila euro, oltre 11 milioni e mezzo in più rispetto al 2021.
di Fulvio Fiano
Corriere della Sera, 28 gennaio 2024
Il presidente della corte d’Appello, Meliadò: “Lazio capitale del crimine organizzato. A Regina Coeli affollamento al 160%”. “Per quantità e qualità dei fenomeni radicati nel territorio di Roma e nei circondari di Latina, Velletri, Cassino e Frosinone, la realtà criminale del Lazio è ormai comparabile a quella delle “capitali storiche” della criminalità organizzata del Paese”, dice il presidente della Corte d’Appello di Roma, Giuseppe Meliadò. Nell’anno trascorso erano 267 i procedimenti avviati contro la criminalità organizzata. Ma gli strumenti per contrastare questo dilagare di organizzazioni criminali, autoctone o “importate” come succursali delle grandi associazioni mafiose, sono insufficienti.
di Giuseppe Pietrobelli
Il Fatto Quotidiano, 28 gennaio 2024
Uccidersi in carcere. Nel giro di un paio di mesi nella casa circondariale di Montorio, alle porte di Verona, si sono suicidati quattro detenuti. Un numero agghiacciante, che è stato rimarcato anche nella relazione del presidente della Corte d’Appello di Venezia all’inaugurazione dell’anno giudiziario, pur riferite al periodo giugno 2022-giugno 2023. Carlo Citterio ha detto: “Nelle carceri del Veneto i posti previsti sono 1947, i detenuti invece sono 2481, di cui 1250 stranieri e 131 donne. È cresciuto il numero dei suicidi, da 4 a 6, dei tentati suicidi da 95 a 99 e di episodi di autolesionismo, da 768 a 787. Ricordiamoci che i detenuti sono affidati allo Stato e il suicidio è un’anomalia difficilmente accettabile”.
di Sarah Martinenghi
La Repubblica, 28 gennaio 2024
Carceri sovraffollate, carenti di educatori e di assistenza sanitaria, dove si registra il “triste primato” dei suicidi (a Torino), dove le inchieste di quattro procure mettono in luce botte e presunte torture sui detenuti, dove c’è spaccio di droga e uso impavido dei telefonini. Non c’è discorso all’inaugurazione giudiziaria del 2024 che si esima dall’affrontare di petto la fragilità degli istituti penitenziari piemontesi. Criticità che allarmano così come la crescita dei reati che coinvolgono gli adolescenti, il dramma degli infortuni sul lavoro, l’aumento dei reati da codice rosso e dei femminicidi e la piaga dell’evasione fiscale.
Il Resto del Carlino, 28 gennaio 2024
Il monito lanciato durante la cerimonia dal procuratore generale presso la Corte d’Appello, Roberto Rossi. “Assoluta inadeguatezza delle strutture per il trattamento dei detenuti affetti da patologie psichiche: lo scarsissimo numero posti delle poche Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, ndr) in Italia pone i magistrati nella drammatica alternativa di mantenere tali soggetti nell’ordinario circuito carcerario (del tutto inidoneo al loro trattamento) ovvero di lasciarli liberi ponendo a rischio la incolumità dei cittadini”.
- Trento. Carcere, de Bertolini: “Un Provveditorato a livello regionale”
- Padova. “Portiamo il lavoro nella Casa circondariale”: l’appello del sottosegretario Ostellari
- Firenze. “Un carcere poco umano”. Il grido d’allarme dei magistrati
- Brescia. Il nodo carcere. Il ministro Nordio: “È tutto pronto, i fondi ci sono”
- Reggio Calabria. Focus su carcere e rieducazione, confronto a palazzo San Giorgio











