di Andrea Oleandri*
lavialibera.it, 27 gennaio 2024
Su 73 istituti visitati dall’Osservatorio di Antigone, 36 non hanno acqua calda e 6 sono sprovvisti di riscaldamento. Detenuti e operatori, senza questi servizi essenziali, si ammalano di frequente e lamentano condizioni di vita al limite. “Buongiorno, volevo segnalare un grave problema nel carcere che ospita mio figlio, in custodia cautelare da diversi mesi. I caloriferi sono spenti e potete solo immaginare il gelo di questi giorni! Nel caso possiate aiutarmi a denunciare questa pena, che si aggiunge a quella di una detenzione preventiva prolungata, ve ne sarei grato”. È uno dei messaggi inviati sui canali sociali di Antigone, che ogni anno riceve centinaia di richieste d’aiuto dai parenti delle persone detenute. I temi hanno a che fare con le condizioni di salute di chi si trova in carcere, altre volte si tratta di richieste disattese di trasferimento per avvicinarsi alla famiglia, in molti casi la denuncia riguarda servizi essenziali che non funzionano.
garantedetenutilazio.it, 27 gennaio 2024
Succede a Mauro Palma e resterà in carica per cinque anni. Gli avvocati Irma Conti e Mario Serio sono gli altri due componenti del collegio. Felice Maurizio D’Ettore è il nuovo presidente del collegio del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. Il decreto del Presidente della Repubblica che conclude l’iter di nomina è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 25 gennaio 2024. Venerdì 26 gennaio è il primo giorno di insediamento.
di Giuseppe Gargani
Il Dubbio, 27 gennaio 2024
L’inaugurazione dell’anno giudiziario presso la Corte di Cassazione è un evento istituzionali interno alla magistratura, e dà modo di valutare le vicende interne della sua struttura e del suo rapporto con il CSM, il suo funzionamento e la sua efficienza nel rendere giustizia. Questo anno la inaugurazione ha avuto uno stile e un contenuto diverso sul quale ci soffermeremo nei prossimi giorni Il discorso di inaugurazione dell’anno giudiziario del Ministro di giustizia al Parlamento invece era atteso come ultimo appuntamento di verifica della volontà del governo di attuare il programma indicato al Parlamento, ma soprattutto di una proposta strategica per la giustizia. La legge negli ultimi anni ha previsto questo appuntamento con il Parlamento per rendere noto lo stato dell’amministrazione, ma soprattutto per attribuire al Parlamento un ruolo da protagonista nell’indicare prospettive e soluzioni per l’organizzazione giudiziaria e per la individuazione del ruolo della magistratura nel rapporto con le istituzioni. Non per niente dopo quella legge è stata presentata in Parlamento una proposta per stabilire le priorità nel perseguire i reati che finora sono nella discrezionalità dei singoli inquirenti, priorità dei reati da indicare ai pubblici ministeri che il ministro Cartabia ha cercato di portare avanti con scarso successo.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 27 gennaio 2024
L’Unione delle camere penali ha proclamato tre giorni di astensione dal 7 al 9 febbraio. Il presidente Petrelli: “Protestiamo contro l’aumento spropositato di nuovi reati, l’inerzia di fronte al sovraffollamento carcerario e la limitazione del diritto di difesa”. Introduzione a getto continuo di nuovi reati, inerzia di fronte al dramma del sovraffollamento carcerario, limitazione del diritto di difesa. Sono i principali motivi che hanno spinto l’Unione delle camere penali italiane (Ucpi) a proclamare tre giorni di sciopero, cioè di astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria, dal 7 al 9 febbraio. “Stiamo assistendo a uno spropositato incremento di nuove fattispecie penali e a un aggravamento delle pene in senso contrario al principio di uguaglianza e di proporzionalità. La normazione si è trasformata in una slot machine di nuovi reati”, dichiara al Foglio Francesco Petrelli, presidente dell’Ucpi. “Questa pretesa di affidare al sistema penale e alla carcerazione la soluzione di ogni situazione di conflitto sociale ha come conseguenza quella di avere il carcere come unico destino dell’intero sistema penale”, aggiunge Petrelli, che sottolinea “la situazione drammatica e inaccettabile delle condizioni dei detenuti”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 27 gennaio 2024
L’ex allevatore di Burcei, che si è sempre proclamato innocente, era stato condannato all’ergastolo con l’accusa di essere l’autore della strage di Sinnai (Cagliari) dell’8 gennaio del 1991 in cui furono uccisi tre pastori. “È la fine di un incubo”. Dopo 10mila giorni di carcere, la Corte d’Appello di Roma ha riconosciuto uno dei più clamorosi errori giudiziari di questo Paese. Beniamino Zuncheddu è innocente. Ma prima che un giudice affermasse la verità che lui ha sempre urlato, sono dovuti passati 33 anni. La conferma è arrivata ieri sera, quando i giudici hanno chiuso il processo di revisione con l’assoluzione per non aver commesso il fatto.
di Oliviero Mazza
Il Dubbio, 27 gennaio 2024
In un Paese saldamente democratico i media avrebbero dovuto stigmatizzare, se non censuare, la notizia della ignobile petizione in cui si sostiene la presunta incompatibilità fra il ruolo di professore universitario e quella di avvocato difensore di Filippo Turetta, indagato per l’omicidio di Giulia Cecchettin. In Italia, invece, la notizia ha avuto ampio risalto, certamente maggiore rispetto alla netta e condivisibile risposta della Rettrice dell’Università di Padova che ha semplicemente richiamato elementari principi giuridici (la difesa è un diritto di tutti) nel respingere sdegnatamente la delirante richiesta di destituzione del prof. Caruso.
di Simona Musco
Il Dubbio, 27 gennaio 2024
L’avvocata Alessia Pontenani è indagata per falso insieme a due psicologhe del carcere per il test che ha certificato un deficit cognitivo. “La mia nomina? È arrivata dopo. Le porto vestiti e cibi in cella, anche i carcerati hanno bisogno di affetto”. “Non faccio alcun passo indietro: io non ho fatto niente, se non il mio lavoro, l’avvocato”. Alessia Pontenani, difensore di Alessia Pifferi, accusata di aver fatto morire di stenti la figlia di soli 18 mesi, è una tipa combattiva. E non la spaventa l’indagine che, da qualche ora, le è piombata tra capo e collo. Assieme a due psicologhe del carcere di San Vittore, dove Pifferi si trova reclusa, è infatti accusata di falso per una relazione che certifica un deficit mentale a carico della sua assistita.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 27 gennaio 2024
Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 2502 deposita oggi, affermando che nonostante la prescrizione il legale aveva depositato la lista testimoniale e citato due testi. Nel patrocinio a spese dello Stato, al legale va liquidato il compenso per la fase istruttoria anche in caso di estinzione per prescrizione del procedimento se ha depositato la lista testimoniale e citato i testi. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 2502 di oggi, accogliendo con rinvio il ricorso dell’avvocato.
di Laura Tedesco
Corriere del Veneto, 27 gennaio 2024
Solo nel carcere di Montorio ce ne sono stati 4 negli ultimi tre mesi. A inizio gennaio un detenuto si è ucciso a Vicenza e un altro a Padova. La piaga dei suicidi in carcere continua a essere pesante: nell’anno che va dall’1 luglio 2022 al 30 giugno 2023 in Veneto ci sono stati 6 suicidi (rispetto ai 4 dell’anno precedente), 99 tentati suicidi (rispetto a 95) e 787 atti di autolesionismo (erano stati 768). E ieri il presidente della Corte d’appello Carlo Citterio e il procuratore generale Federico Prato hanno lanciato l’allarme. “Il sovraffollamento è preoccupante - ha sottolineato Prato - A fronte di una capienza di 1947 posti, erano presenti 2481 detenuti, di cui 1250 stranieri e 131 donne”. Ovvio che in una situazione del genere, il malessere sia molto diffuso. “E colpisce non tanto i veri delinquenti, che il carcere lo sopportano meglio, ma le persone più fragili - prosegue - un’alta percentuale di detenuti ha disagi psichici e le strutture non bastano”. In Veneto c’è una Rems sola, a Nogara, che ha aumentato i posti da 30 a 40.
ansa.it, 27 gennaio 2024
Si è tolto la vita un giovane originario dei Monti Dauni. L’Osapp: “Urge una riorganizzazione del sistema”. Un detenuto di 35 anni, originario di Biccari sui Monti Dauni, si è suicidato nel carcere di Foggia. A darne notizia Ruggiero D’Amato, segretario regionale dell’Osapp. L’uomo - stando a quanto si è appreso - si è impiccato all’interno della cella utilizzando un rudimentale cappio ricavato probabilmente dalle lenzuola.
- Napoli. “Carceri o cimiteri?”. Manifesti funebri affissi in città dopo i tre suicidi a Poggioreale
- Ancona. Detenuto trovato morto in cella. È il terzo decesso in venti giorni
- Modena. Detenuti, tirocini e laboratori in carcere. Filo diretto con le aziende
- Viterbo. I detenuti al lavoro per Santa Rosa
- Migranti. I detenuti e le disumanità del Cpr di Milo nel silenzio delle autorità











