di Sandra La Fico
Corriere del Mezzogiorno, 27 gennaio 2024
Il 29enne di Caltanissetta condannato a 8 anni e 3 mesi per droga. Secondo la donna il figlio sarebbe in cella con altre 24 persone e rischierebbe la vita. Del caso si sta occupando Nessuno tocchi Caino, Giachetti (Iv) ha annunciato un’interrogazione. “Dal 3 maggio 2023 mio figlio, Filippo, che ha compiuto 29 anni il 20 gennaio scorso, è detenuto, in attesa di giudizio, nel carcere di Porta Alba, a Costanza in Romania”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 26 gennaio 2024
Il sovraffollamento, il caso dei “liberi sospesi”, le misure alternative negate: il quadro è immobile. Due sono i problemi fondamentali che riguardano la situazione carceraria, evidenziati dalla presidente della Corte di Cassazione Margherita Cassano durante la sua relazione annuale sull’amministrazione della giustizia. Uno è il sovraffollamento carcerario, che continua a rappresentare una grave emergenza. L’altro sono le lunghe pendenze nelle procedure per le misure alternative alla detenzione. Parliamo dei cosiddetti “liberi sospesi”, i quali, come ha evidenziato la presidente della Corte Suprema, al 31 dicembre 2023, sono pendenti presso gli Uffici per l’esecuzione penale esterna (Uepe) ben 90.120.
redattoresociale.it, 26 gennaio 2024
Patrizio Gonnella, presidente di Antigone: “Una ecatombe drammatica rispetto alla quale deve esservi l’obbligo morale e politico di intervenire”. E aggiunge: “Ogni suicidio è certamente un atto individuale che non va generalizzato. Quando però i numeri sono così impressionanti, allora bisogna andare alla ricerca di cause di sistema. Oggi nelle carceri si respira un’aria di chiusura. Il carcere va riempito di vita”.
di Don Franco Esposito*
Il Riformista, 26 gennaio 2024
È inutile, genera il male per chi sta dentro e fuori: i carcerati sono vite di serie B Per il colpevole bisogna prevedere un serio percorso di reinserimento sociale. È proprio lui, lo stesso Gesù, che nel vangelo di Matteo ci chiede - tra le tante miserie umane - di andare a visitarlo in carcere che oggi ci dice, mi avete trovato morto. Proprio lui, nel volto di coloro che vengono arrestati, condannati, inchiodati su una croce fatta di muri, sbarre e cancelli, anche loro uccisi e lasciati morire dalla violenza di una istituzione “di potere”, che troppo spesso pensando alla pena da fare espiare dimentica l’umano da salvare.
gnewsonline.it, 26 gennaio 2024
Un percorso formativo-sportivo con il coinvolgimento di calciatori, ex calciatori e staff tecnici messi a disposizione dall’Associazione italiana calciatori per favorire la socializzazione dei giovani detenuti negli Istituti penali per minorenni. È quanto prevede il protocollo d’intesa sottoscritto oggi in via Arenula dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, da quello per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, e dal presidente dell’Aic, Umberto Calcagno. L’intesa si inserisce nell’ambito del progetto “Sport per tutti - carceri”, avviato nel maggio 2023 dagli stessi Ministeri in collaborazione con Sport e Salute Spa con l’intento di potenziare lo svolgimento di attività fisico/sportive e di formazione destinate ai detenuti adulti e minori e agli operatori dell’amministrazione Penitenziaria e di quella Minorile e di comunità.
di Errico Novi
Il Dubbio, 26 gennaio 2024
Inaugurazione dell’anno giudiziario, dal ministro un raffinato intervento che affronta con diplomazia i nodi della presunzione d’innocenza e del fine rieducativo della pena. Carlo Nordio ha un tono che sarebbe difficile descrivere in modo più sincero di quanto faccia lui stesso con l’espressione-chiave del suo intervento: “Cultura della conciliazione”. Ne parla a proposito della mediazione, e delle altre soluzioni alternative in ambito civile, e della “giustizia riparativa” nel penale. Il ministro indica una strada che finalmente è tracciata, un percorso dal quale non si può più deragliare: quello che porta alla riduzione dell’arretrato e dei tempi di definizione dei processi.
di Giulia Merlo
Il Domani, 26 gennaio 2024
Nel dicastero di via Arenula si moltiplicano le voci sull’addio del capo di gabinetto Rizzo. Sarebbe entrato in rotta di collisione con l’eminenza grigia del ministero, Giusi Bartolozzi. Dopo le scintille della settimana scorsa, con il quasi incidente diplomatico con il Quirinale del vicepresidente del Csm Fabio Pinelli e la relazione sullo stato della giustizia del ministro Carlo Nordio, l’inaugurazione dell’anno giudiziario in Cassazione si è svolto secondo formalità.
di Donatella Stasio
La Stampa, 26 gennaio 2024
Neanche quest’anno Giorgia Meloni ha preso parte alla cerimonia della Cassazione evitando di ascoltare parole che smontano la narrazione del centrodestra. È un vero peccato che Giorgia Meloni non fosse presente neanche quest’anno all’apertura del nuovo anno giudiziario in Cassazione. Per la prima volta nella storia italiana, infatti, ieri questa tradizionale cerimonia ha avuto il volto e la voce di una donna, Margherita Cassano, prima presidente della suprema Corte da marzo 2023. Ma non è (solo) questo il punto.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 26 gennaio 2024
“La Cassazione è impegnata in un fecondo confronto con uno dei protagonisti ineliminabili della giurisdizione, l’Avvocatura cui spetta promuovere l’equilibrio tecnico dell’esercizio del potere giudiziario”. “Nel 2023, su 330 omicidi, le donne risultano vittime in 120 casi, 97 dei quali sono maturati in ambito familiare o nel contesto di relazioni affettive. Il femminicidio è un crimine odioso sovente anticipato da “reati spia” (violenza, maltrattamenti, stalking) che richiedono particolare attenzione e tempestività d’intervento. Ma il forte impegno della Polizia e della Magistratura non è sufficiente se manca una forte azione di sensibilizzazione in grado di incidere sulla drammatica involuzione delle relazioni interpersonali, in cui sulla dimensione affettiva prevalgono tragicamente l’idea del possesso e del predominio sulla donna”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 26 gennaio 2024
Inaugurazione dell’anno giudiziario in Cassazione, la lezione del Pg. Che si è soffermato anche sull’intelligenza artificiale, criptofonini, misure di prevenzione e ruolo del pm. In un momento storico in cui i pm vengono attaccati pubblicamente se chiedono pene più basse rispetto alle aspettative delle vittime di reato, in cui i giudici sono vilipesi se derubricano un reato o assolvono gli imputati, a fare un richiamo importante ci ha pensato ieri il Procuratore Generale di Cassazione, Luigi Salvato, che nel suo intervento durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario ha specificato: “La valutazione dell’attività del pubblico ministero, ma anche della magistratura giudicante, non deve tuttavia essere alterata dal mediatico addebito di responsabilità che non li riguardano. Nell’ambito del diritto punitivo compito della magistratura è applicare la legge, accertare e giudicare i fatti-reato e gli illeciti disciplinari configurati come tali dal legislatore. La torsione verso un diritto punitivo etico ed un’ingenua concezione della sufficienza pedagogica della legge alimentano invece insoddisfazione per un’azione ritenuta talora blanda talora rigorosa sulla base di convincimenti personali, sganciati dal diritto positivo, che spesso sfociano in verdetti resi dalla “smisurata giuria pubblica” dei social media, che giudica in tempo reale, attraverso grotteschi simulacri di processi e plebisciti governati dalla sola logica dell’emotività, a rischio di manipolazione, accresciuto dall’intelligenza artificiale”.
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