di Francesco Parrella
Corriere del Mezzogiorno, 27 gennaio 2024
La protesta degli attivisti: è un’emergenza. Il sindacato: “Il governo intervenga subito”. “Carceri o cimiteri?”, si legge su alcuni manifesti funebri apparsi stamane a Napoli, per denunciare la situazione nel carcere di Poggioreale, dove in poco meno di un mese ci sono stati già 3 suicidi tra i detenuti. E si indaga anche per un quarto caso, un giovane 33enne di Secondigliano che soffriva di patologie psichiche, trovato senza vita il 5 gennaio, nel reparto Napoli, sul cui corpo sono stati trovate delle ferite che hanno fatto pensare a un’aggressione.
di Giuseppe Poli
Il Resto del Carlino, 27 gennaio 2024
Si tratta di un 36enne tunisino che era in carcere per spaccio da meno di un anno: era seguito dal Sert. Lo hanno trovato che era ancora sul letto, quasi seduto, già rigido, e hanno chiamato le guardie dando subito l’allarme. Per lui, un tunisino di 36 anni, non c’era più nulla da fare. Era morto. Il carcere di Montacuto registra un altro detenuto deceduto in cella in meno di un mese. Lo straniero, che era in carcere da meno di un anno, per spaccio di droga, è stato trovato ieri mattina presto. Era in cura al Sert perché era dipendente da sostanze stupefacenti. Si trovava ristretto nella sezione chiamata “trattamento intensificato”, quella dove durante le ore del giorno le porte delle celle vengono tenute aperte e le persone in carcere posso entrare e uscire pur restando limitati a quel blocco. Di notte poi le porte delle celle sono di nuovo chiuse. Una sezione aperta, per detenuti meno pericolosi e che hanno sempre tenuto un atteggiamento collaborativo. Ieri mattina, attorno alle 6, i compagni di cella lo hanno visto semi seduto sul letto, la testa in avanti, non rispondeva.
di Emanuela Zanasi
Il Resto del Carlino, 27 gennaio 2024
Un progetto di Coopattiva e dell’Associazione per la Responsabilità Sociale di Impresa di Modena offre ai detenuti del carcere di Sant’Anna la possibilità di formarsi e lavorare, favorendo la loro riabilitazione. L’iniziativa, finanziata anche dal vescovo di Modena, mira a collegare il carcere con il tessuto produttivo esterno, offrendo opportunità agli imprenditori e agevolazioni fiscali. Attualmente, 16 detenuti seguono un percorso di lavoro esterno e altri 6 sono impegnati nel laboratorio di Coopattiva. Sono in programma ulteriori progetti, come un laboratorio di sartoria per le donne e uno gastronomico.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 27 gennaio 2024
In occasione dell’udienza concessa da Francesco ai Facchini della macchina di Santa Rosa di Viterbo, i ristretti della casa circondariale della città hanno regalato al Papa un modellino della macchina “Volo d’angeli” realizzata con il Centro studi Santa Rosa. La professoressa Rava: con loro progetti di crescita comune all’insegna della disponibilità e del rispetto delle regole.
tp24.it, 27 gennaio 2024
Inferriate a barriera, moduli più simili a delle celle che a ricoveri dove poter abitare, e poi niente mensa ma solo cibo in vaschette di alluminio da catering, freddi ed insufficienti, una sola doccia calda, molto spesso guasta, e tutto questo per 145 persone, con letti in cemento dove vengono appoggiati materassi sporchi, quando si trovano.
di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 27 gennaio 2024
Lo aveva detto al Parlamento europeo a fine novembre ed è venuto a ribadirlo di fronte all’Italia. Ascoltato dalla commissione straordinaria per la tutela e promozione dei diritti umani del Senato, l’alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite (Ohchr), Volker Türk, ha espresso la sua preoccupazione per la costruzione in Albania dei Centri per migranti al centro dell’accordo siglato ai primi di novembre da Giorgia Meloni col premier albanese Edi Rama, appena ratificato dalla Camere e ora all’esame proprio a Palazzo Madama. Oltre che alla Corte costituzionale di Tirana, che potrebbe esprimersi già il 29 gennaio sulla sua legittimità.
di Luca Celada
Il Manifesto, 27 gennaio 2024
Nella notte fra giovedì e venerdì, agenti del Holman Correctional Facility hanno prelevato Kenneth Eugene Smith dalla cella dove aveva ricevuto le ultime visite della moglie, del figlio e dei parenti e consumato il suo ultimo pasto. Fissati i ferri regolamentari sopra l’uniforme arancione da detenuto, lo hanno accompagnato lungo i corridoi alla camera della morte dove, una volta immobilizzato, gli è stata apposta una maschera sigillante nella quale, tramite un tubo, è stato gradualmente pompato gas di azoto.
di Youssef Hassan Holgado
Il Domani, 27 gennaio 2024
Il tribunale dell’Onu impone a Israele di disporre misure per evitare la pulizia etnica. Il caso presentato dal Sudafrica accolto nella sostanza. Ma nella Striscia si combatte. Ieri gli occhi del mondo erano puntati sull’Aia. Nella città olandese, la Corte internazionale di giustizia era chiamata a rispondere sulla causa intentata dal Sudafrica contro Israele, accusato di commettere un genocidio a danno dei palestinesi a Gaza con la sua operazione militare iniziata lo scorso 7 ottobre. Da una prima analisi, la decisione, pronunciata dalla presidente statunitense della Corte Joan Donoghue, ha seguito il percorso della diplomazia. Se da una parte la Corte ha asserito che ha giurisdizione sul caso e ha chiesto a Israele di “prendere tutte le misure in suo potere” per prevenire atti che violino la convenzione sul genocidio del 1948, dall’altra, invece, non ha chiesto il cessate il fuoco immediato, come invece auspicato dal Sudafrica.
di Tommaso Di Francesco
Il Manifesto, 27 gennaio 2024
La sentenza di ieri dichiara plausibile la violazione della Convenzione sul genocidio da parte dello Stato d’Israele, non ordina il cessate il fuoco. Dalle macerie del diritto internazionale, dopo tante guerre che l’hanno devastato, e dell’Onu le cui sedi il governo israeliano ha bombardato, fa capolino la voce di una sentenza insieme storica e sibilante, quasi di svolta, ma che allo stesso tempo, per gli attuali rapporti di forza nel mondo peggiori della Guerra fredda, rischia di apparire come alta posizione di principio ma lontana dalla necessità di fermare subito la mattanza in corso a Gaza. Perché la guerra continuerà.
di Adriana Pollice
Il Manifesto, 27 gennaio 2024
Il discorso del presidente della Repubblica per il Giorno della memoria: “L’antisemitismo non è tollerato. La strage del 7 ottobre non ha risparmiato nemmeno ragazzi e neonati”. Ma ha poi sottolineato: “L’angoscia sorge per le numerose vittime tra la popolazione civile palestinese nella striscia di Gaza”. La Shoah un orrore assoluto, le deportazioni e i lager frutto delle tirannidi fasciste, il ritorno dell’antisemitismo non tollerato dalla nostra Repubblica: sono le parole del presidente Sergio Mattarella per il Giorno della Memoria. Ma, in modo altrettanto netto, ha poi aggiunto che, dopo l’orrore terrorista di Hamas, la risposta di Israele rischia di ostacolare la pace: “Coloro che hanno sofferto il turpe tentativo di cancellare il proprio popolo dalla terra sanno che non si può negare a un altro popolo il diritto a uno Stato”.
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