di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 25 maggio 2024
L’Unione delle Camere Penali Italiane ha deliberato l’avvio di una maratona oratoria a livello nazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla drammatica situazione delle carceri italiane. L’iniziativa, che prenderà il via mercoledì prossimo, 29 maggio, sarà coordinata dall’Ucpi con il supporto dell’Osservatorio Carcere e vedrà coinvolte tutte le Camere Penali territoriali. Le maratone oratorie si svolgeranno in luoghi pubblici e proseguiranno fino a data da destinarsi.
di Simona Musco
Il Dubbio, 25 maggio 2024
“Io non ho mai perso la speranza. Mai. Sono soddisfatto solo di una cosa, che ora da qualche parte c’è scritto che non ho commesso il fatto. È stata una grande sofferenza. Mi sono chiesto tante volte perché, ma non ho mai trovato una risposta”. Poco prima di essere assolto, Beniamino Zuncheddu era diventato fragile. Chi gli è stato vicino, riuscendo alla fine a dimostrare che non ha mai commesso quel triplice omicidio per il quale era stato condannato all’ergastolo, passando 33 anni di vita in carcere, non lo aveva visto così in pericolo nemmeno quando sembrava destinato a passare l’intera esistenza dietro le sbarre.
di Stefano Baudino
lindipendente.online, 25 maggio 2024
Con l’introduzione del nuovo reato di rivolta in carcere, previsto dal nuovo pacchetto di sicurezza (la cui discussione alla Camera è prevista per il periodo immediatamente successivo alle elezioni europee), il governo ha autorizzato la creazione di un nuovo reparto di polizia carceraria, incaricato specificamente di sedare le rivolte. Con il decreto ministeriale del 14 maggio 2024 è infatti stato istituito il G.I.O., il Gruppo di Intervento Operativo. Il nucleo sarà articolato in un ufficio centrale e vari uffici territoriali e sarà alle dirette dipendenze del DAP, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.
di Nicolò Cenetiempo
MicroMega, 25 maggio 2024
Se è vero che un tempo nelle carceri italiane la stragrande maggioranza dei detenuti era di religione cattolica, attualmente le proporzioni non sono più così schiaccianti. Ciononostante, ancora oggi la religione cattolica trova nelle nostre prigioni una corsia preferenziale rispetto agli altri culti. Con buona pace della laicità dello Stato.
di Federico Capurso
La Stampa, 25 maggio 2024
Il nuovo ddl Sicurezza, ora in discussione alla Camera, dopo aver previsto l’introduzione del nuovo reato di “resistenza passiva” negli istituti penitenziari, con cui si rendono punibili fino a otto anni di carcere i casi di protesta pacifica dei detenuti, punta ora a inasprire le misure contro chi vuole manifestare contro la realizzazione di opere pubbliche. Matteo Salvini da tempo si lamenta dei tanti comitati che in tutta Italia si battono per evitare la realizzazione di infrastrutture a lui care, come il Ponte sullo Stretto. Così, adesso, il deputato leghista Igor Iezzi presenta un emendamento al ddl Sicurezza che va proprio nella direzione indicata dal leader.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 25 maggio 2024
La Cedu dice che l’Italia, sulle intercettazioni, è doppiamente nemica dei diritti dell’uomo. Brutta giornata per il partito dello sputtanamento. È stata una giornata triste quella di giovedì per il partito dello sputtanamento (Pds): quasi da lutto al braccio. È una giornata diremmo quasi drammatica per tutti coloro che negli ultimi anni hanno cercato di affermare un’idea tossica all’interno del dibattito pubblico. Un’idea che, grosso modo, potremmo provare a sintetizzare così: il compito principale della giustizia non è solo quello di smascherare il malaffare della società, ma è anche quello di fare emergere i comportamenti immorali dei cittadini più potenti. E per avvicinarsi a questo importante obiettivo, i magistrati italiani hanno tutto il diritto di mettere l’apparato giudiziario al servizio non solo della giustizia ma anche della moralità. E di conseguenza hanno il dovere etico di offrire alla libera stampa materiale utile per poter costruire, con la complicità dei cronisti giudiziari trasformatisi all’occorrenza in buca delle lettere delle veline delle procure, l’imprescindibile processo mediatico, necessario per offrire al tribunale del popolo le giuste coordinate per condannare moralmente anche chi non ha sufficienti prove per essere condannato in un’aula giudiziaria.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 25 maggio 2024
Scontro a distanza con i carabinieri, che avevano difeso l’ex Ros indagato dai pm di Firenze per le stragi del 1993. Scontro indiretto e a distanza tra magistrati e carabinieri sulla nuova inchiesta a carico del generale Mario Mori, indagato dalla Procura di Firenze per i reati di strage, associazione mafiosa e associazione con finalità di terrorismo internazionale ed eversione dell’ordine democratico. Secondo i pm fiorentini, pur avendo notizia delle intenzioni stragiste di Cosa nostra, nel 1993 il militare si sarebbe girato dall’altra parte non facendo nulla per sventare i piani di morte dei mafiosi.
di Astolfo Di Amato
L’Unità, 25 maggio 2024
Nessuna novità: un ulteriore processo a carico del generale Mori. Il quale ha fatto osservare, in una delle sue prime dichiarazioni, che la nuova imputazione ha aggiunto un elemento di surrealtà: “Oggi vengo indagato per non aver impedito le stragi, quindi una virata di 360 gradi rispetto al precedente teorema. A Palermo, infatti, mi hanno processato per 11 anni con l’accusa di aver trattato con la mafia e siglato un accordo con Provenzano per far cessare le stragi”.
ansa.it, 25 maggio 2024
Al 31 dicembre 2023, i ragazzi, minori e giovani adulti in carico agli Uffici dei Servizi sociali per i Minorenni, erano 14.245; di questi, circa 6mila in Campania. Lo ha detto il Garante regionale dei detenuti Samuele Ciambriello, a margine della presentazione del primo rapporto sulle condizioni di detenzione dei minori in Campania, presentato dall’associazione Antigone a Castel Capuano a Napoli. “Parliamo di 6mila persone che in un anno in Campania sono stati fermati, accompagnati dai genitori, messi alla prova, mandati nelle comunità, nelle carceri.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 25 maggio 2024
L’allarme è stato lanciato dal Garante, Giovanni Villari, dopo il suicidio a inizio maggio. Il suicidio di un detenuto avvenuto agli inizi di maggio presso la casa circondariale di Cavadonna (Siracusa) ha portato alla luce gravi carenze nel sistema carcerario locale, sollevando questioni urgenti riguardo alla salute mentale e alle condizioni di vita dei detenuti. Giovanni Villari, garante dei diritti dei detenuti del comune di Siracusa, ha effettuato un sopralluogo nella struttura, rivelando dettagli allarmanti sulla gestione e sulle condizioni dei detenuti.
- Parma. Nuova denuncia della Camera penale: “Nelle carceri disagio, sofferenza e degrado”
- Forlì. Ilaria Cucchi visita il carcere: “Emergenza sovraffollamento”
- Bologna. Giustizia riparativa, giovane a giudizio. Il Gip: mancano le strutture
- Pesaro. Lavoro e formazione in carcere, in arrivo il laboratorio di “Artigiani dentro”
- Paola (Cs). Un ufficio favorirà il reinserimento sociale dei detenuti









