di Eleonora Martini
Il Manifesto, 29 maggio 2024
Camera, Commissioni Giustizia e Affari Costituzionali. I presidenti ai relatori: “Attenti al rispetto dei principi costituzionali”. Il governo rafforza lo stop alla cannabis light. Sullo stop alla cannabis light - che entrerebbe così nel mercato illegale e in mano alle mafie, al pari della cannabis psicotropa - tutti d’accordo, nella maggioranza. Anzi, dal governo arriva la giustificazione che rafforza l’intenzione. Così come tutti d’accordo anche sui nuovi reati di “rivolta in carcere” e di “integralismo”, e sullo scudo penale in favore dei pubblici ufficiali “costretti” a usare la violenza. Inoltre, per il momento, almeno fino alle elezioni, vietato discutere delle sanzioni maggiorate per i reati di violenza o minaccia “commessi al fine di impedire la realizzazione di un’opera pubblica o di un’infrastruttura strategica”. Ma su altri emendamenti al ddl Sicurezza targati Lega sale la tensione nella maggioranza di governo, e la spaccatura si fa sempre più evidente nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera, riunite in sede referente.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 29 maggio 2024
Riforma subito in Consiglio dei ministri: il sorteggio integrale dei togati al Csm tra i passaggi “rivedibili” del ddl anticipato a Mattarella. La riforma costituzionale della giustizia approderà già oggi in Consiglio dei Ministri. L’ordine del giorno di Palazzo Chigi prevede infatti al primo punto, per la riunione che inizierà alle 13, “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. La convocazione è arrivata ieri sera alle 22, due ore circa dopo il termine dell’incontro tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Dal Quirinale non è trapelata alcuna indiscrezione.
di Liana Milella
La Repubblica, 29 maggio 2024
La riforma della giustizia già oggi in Consiglio dei ministri: Forza Italia realizza il sogno di Berlusconi. E Sisto presenta ai suoi il testo. La separazione delle carriere, con un incontro inopportunamente anticipato e reso pubblico addirittura il giorno prima, ieri è approdata al Quirinale. Poco dopo le 19. E oggi arriverà anche in Consiglio dei ministri per il primo via libera. L’obiettivo del Guardasigilli Carlo Nordio, “scortato” dal sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano nella veste ormai di “ministro ombra”, era quello di bruciare i tempi e strappare proprio al Colle una sorta di consenso a presentare il testo. Che, in questo caso, sarebbe arrivato dal vertice dello stesso Csm, visto che Sergio Mattarella accomuna nella sua persona entrambe le “presidenze”, della Repubblica e del Csm.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 29 maggio 2024
Oggi il Consiglio dei ministri licenzierà una proposta di legge che rivoluziona la giustizia italiana. La decisione è presa. E di colpo il governo non vede l’ora di correre verso una nuova riforma della Costituzione. Il consiglio dei ministri oggi licenzierà una proposta di legge che rivoluziona la giustizia italiana. Sarà una riforma in tre semplici ma giganteschi passi. Primo, la separazione delle carriere dei magistrati, ovvero concorsi separati dall’inizio e poi così avanti per tutta la carriera. Da una parte i magistrati giudicanti, quelli che emettono sentenze. Dall’altra gli inquirenti, ovvero chi riceve le notizie di reato, conduce le indagini e, quando raggiunga le prove, chiede le condanne. Secondo, sdoppiamento del Consiglio superiore della magistratura in due Csm, sempre presieduti dal Capo dello Stato: uno per la giudicante, un altro per i pubblici ministeri; il loro compito si circoscriverà a gestire i concorsi e le nomine agli incarichi direttivi e semidirettivi. Terzo, una Alta corte per esaminare i profili disciplinari di tutti magistrati (ordinari, amministrativi e contabili), che non avranno più modo di autogestirsi in autonomia com’è oggi. L’Alta corte sarà formata da nove membri e si tratterà di un organo di tutela giurisdizionale contro i provvedimenti amministrativi assunti dai Consigli superiori della magistratura ordinaria, amministrativa e tributaria. Da notare che di una Alta corte parlava già la Bicamerale di Massimo D’Alema, è stato un cavallo di battaglia di Luciano Violante, il Pd l’aveva proposta nella scorsa e nell’attuale legislatura, ma nella logica di modificare un pezzo per salvare il mosaico complessivo.
di Giorgio Varano*
Il Dubbio, 29 maggio 2024
Tra le derive ereditate dal covid, la più pesante è la celebrazione solo “cartolare” di molti processi: con l’effetto disumanizzante di condanne pronunciate non da un magistrato al termine del giudizio, ma recapitate via mail. Quasi come un drone che rilascia un ordigno. Le riforme del processo penale degli ultimi anni sono state tutte improntate a rendere più “efficiente” la giustizia, tese a diminuire i tempi di tutte le fasi non solo giurisdizionali ma anche lavorative, questo grazie anche ad una certa accelerazione tecnologica - basti pensare al portale telematico - portatrice della falsa promessa di un minor tempo di impiego per svolgere tutte quelle attività necessarie all’esercizio del diritto di difesa.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 29 maggio 2024
Chi con ripetute minacce e molestie ingenera paura da cui deriva uno stato perdurante di ansia nelle vittime commette il delitto di atti persecutori, che è aggravato se lo stalker agisce con odio razziale. No alla derubricazione del delitto di stalking nella contravvenzione di molestie se la vittima entra in uno stato di perdurante ansia e modifica le proprie abitudini di vita a fronte delle condotte reiterate dell’imputato. Infatti, le molestie sono ravvisabili solo quando il risultato nella psiche della persona offesa è quello di essere infastidita. Dunque la linea di demarcazione tra i due reati è rappresentata dalle conseguenze psicologiche che la condotta ingenera nella persona presa di mira con comportamenti che vanno dall’insulto agli imbrattamenti o impedimenti a utilizzare cose di cui si ha la disponibilità. In sintesi le minacce o le molestie ripetute vanno punite come atti persecutori a norma dell’articolo 612 bis del Codice penale quando creano uno stato di ansia che pervade la vita della persona posta nel mirino del molestatore finanche arrivando al punto di modificarne le abitudini normali.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 29 maggio 2024
La mancanza di braccialetti elettronici da applicare ai detenuti ai quali vengono concessi gli arresti domiciliari sta diventando un’emergenza con conseguenze molto negative. A partire dall’ingiustificata permanenza in carcere. Sono diversi i casi di persone che, pur beneficiando da parte del giudice per le indagini preliminari di un provvedimento di sostituzione della misura cautelare in carcere con gli arresti domiciliari, non possono lasciare l’istituto penitenziario ospitante perché non si riescono a reperire i dispositivi.
di Nicoletta Pisanu
Il Giorno, 29 maggio 2024
Si è svolta ieri l’udienza per discutere l’opposizione alla richiesta di archiviazione delle posizioni di nove agenti di Polizia penitenziaria accusati di aver percosso un detenuto, ora in stato di libertà, a Pavia nel 2020. L’udienza si è tenuta davanti al Gip Pasquale Villani, che si è riservato sulla decisione. La parte offesa è un ex detenuto del carcere pavese che ha accusato i nove agenti di aver preso parte ad atti di violenza nei suoi confronti. In particolare, secondo la sua ricostruzione, i fatti sarebbero accaduti all’indomani dei disordini divampati nel marzo 2020 per protestare contro le restrizioni imposte anti Covid, vicenda per cui sessantotto tra detenuti ed ex sono attualmente a processo davanti al Collegio del tribunale di Pavia con l’accusa di devastazione e saccheggio.
di Antonio Bompani
stradeonline.it, 29 maggio 2024
Sabato 25 maggio, visitando il carcere di Rebibbia (Casa Circondariale, Nuovo Complesso) grazie ai Radicali Italiani, motore politico dell’iniziativa, ho toccato con mano le problematiche strutturali di un sistema che necessita di politiche pubbliche sempre più urgenti. Ci troviamo di fronte a quella che è a tutti gli effetti un’emergenza nazionale, troppo a lungo sottovalutata da istituzioni e partiti. L’aspetto che mi ha maggiormente colpito, in positivo, è stato la grande disponibilità dei detenuti a condividere priorità ed esigenze: fortemente interessati a raccontare e soprattutto a mostrare quel che non va, dalle loro valutazioni è emerso un quadro piuttosto lucido e chiaro.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 29 maggio 2024
Incontro inedito per la Biblioteca Vivente di Abcittà: per la prima volta i libri viventi sono stati dei ragazzi detenuti in un Ipm (il Ferrante Aporti di Torino), mentre i lettori sono stati alcuni studenti delle scuole superiori. Un’occasione di ascolto e condivisione tra coetanei, per smontare stereotipi e pregiudizi sul tema del carcere. Da La vittima a Finché non ti tocca, da La vita di passaggio a Mai più, da Passa prima tu a Trova le differenze. Sono alcuni dei titoli di un catalogo di libri molto speciale, intorno ai quali lo scorso 25 maggio si è realizzato il primo incontro di Biblioteca vivente nell’Istituto penale minorile “Ferrante Aporti” di Torino, con alcuni studenti degli istituti superiori. Il progetto è promosso da Abcittà e finanziato dall’Otto per Mille Valdese, in collaborazione con Essere umani onlus. Ne abbiamo parlato con Ulderico Maggi di Abcittà, responsabile della Biblioteca vivente.
- Modena. Carcere oltre i pregiudizi. Nuove attività rieducative
- Castrovillari (Cs). Si chiude il progetto con i detenuti “Copycat. Speranze replicabili”
- Bari. Si chiude il laboratorio “Il teatro che ripara, il teatro che è riparo”, rivolto ai detenuti
- Messina. Scandalosa Mina nei racconti delle ragazze in carcere
- Baby gang, quei “cattivi ragazzi” tra percezione e realtà









