di Laura Tedesco
Corriere del Veneto, 31 gennaio 2024
“Lasciato morire”. Oussama Sadek aveva solo 30 anni: si è ucciso in cella ad appena tre mesi dal ritorno in libertà. Togliersi la vita in cella a 30 anni e con la libertà alle porte: a Oussama Sadek mancavano solo tre mesi al carcere veronese di Montorio. “Non vedeva l’ora di uscire, faceva tanti progetti, contava i giorni” ricordano commossi il fratello e la cugina. Allora, perché alle 16.50 dell’8 dicembre 2023 il giovane detenuto marocchino con piccoli precedenti di spaccio si è impiccato in cella d’isolamento?
di Davide Petrizzelli
torinotoday.it, 31 gennaio 2024
Il caso di Andrea Pagani Pratis, il 47enne di Castelnoceto in provincia di Alessandria, trovato morto nel carcere di Ivrea lo scorso 9 gennaio 2024 è arrivato in Consiglio regionale. A sollevare la questione è stata Francesca Frediani, consigliera regionale di Unione Popolare. “Le circostanze relative alla morte sono oggetto di indagine: pare che, nonostante avesse dichiarato un crescente malessere già da diversi giorni, i medici gli abbiano diagnosticato una banale influenza”, spiega Frediani, “L’autopsia ha però evidenziato che la causa del decesso, inizialmente attribuito ad un infarto, è un edema polmonare”.
di Laura Nicastro
La Repubblica, 31 gennaio 2024
Alberto Scagni è stato lasciato aggredire nel carcere di Marassi? Ci fu una omessa vigilanza, una sottovalutazione di avvisaglie di insofferenza del suo compagno di cella che avrebbero dovuto portare al suo spostamento? A queste domande cercherà di rispondere la nuova inchiesta della Procura di Genova per omissione di atti d’ufficio. Il fascicolo, a carico di ignoti, è stato aperto dal procuratore aggiunto Vittorio Ranieri Miniati, che coordina il gruppo Reati contro la pubblica amministrazione, e affidato alla collega Patrizia Petruzziello.
di Donatello Baldo
iltquotidiano.it, 31 gennaio 2024
“Non sono più gradito”. L’ex direttore del Punto d’Incontro curava il giornalino con i detenuti. La direzione non gli permette più l’ingresso nella Casa circondariale. “Non gradito”. Inizia con queste parole lo sfogo di Piergiorgio Bortolotti, che diventa anche denuncia nei confronti dell’amministrazione della Casa Circondariale di Gardolo che ha chiuso la porta all’ingresso del volontario.
Adnkronos, 31 gennaio 2024
Garantire continuità nella cura per giovani tossicodipendenti o alcool dipendenti durante il passaggio dalla detenzione minorile al carcere per adulti. È l’obiettivo di un protocollo d’intesa siglato oggi a Milano, presso l’Istituto penale per minorenni “Cesare Beccaria”. Il progetto, dal titolo “Giovani Marinai”, vede coinvolti l’Asst Santi Paolo e Carlo, il tribunale per i minorenni, la procura presso il T.M., le direzioni del centro per la giustizia minorile e del provveditorato regionale amministrazione penitenziaria per la Lombardia.
di Elisabetta Bonanni
latinaquotidiano.it, 31 gennaio 2024
La Asl Roma 6 si impegna per garantire cure migliori ai detenuti del carcere di Velletri. “Puntiamo sulla telemedicina al carcere di Velletri perché abbiamo il dovere di intervenire subito per risolvere le criticità e migliorare l’accessibilità alle cure sanitarie per i detenuti. Con le visite specialistiche effettuate tramite la telemedicina possiamo prenderci davvero cura delle persone, garantire sicurezza e minimizzare i rischi associati agli spostamenti.
di Daniela De Blasio*
calabria.live, 31 gennaio 2024
Nel corso dell’incontro organizzato a Palazzo San Giorgio di Reggio Calabria in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, la Presidente f.f. della Corte d’Appello di Reggio Calabria, Olga Tarzia, ha posto l’attenzione sull’importanza di investire sul sistema carcerario, poiché la struttura attuale necessita di una profonda trasformazione. La Presidente Tarzia ha sostenuto la necessità di garantire una migliore accoglienza ai detenuti, consentendo loro condizioni minime di vita all’interno dei penitenziari. Infatti gli attuali problemi di sovraffollamento carcerario e la scarsità di personale addetto alla sicurezza degli istituti penitenziari rappresentano una situazione critica che richiede interventi immediati.
di Laura Badaracchi
Avvenire, 31 gennaio 2024
Un laboratorio sartoriale carcerario che confeziona borse, portafogli, coperte, sciarpe, presine, grembiuli e anche - l’unico in Italia - il classico saio francescano. Succede da alcuni mesi nella casa di reclusione Forte Urbano a Castelfranco Emilia grazie alla cooperativa sociale “Giorni Nuovi” di Modena, fondata nel 2015 da alcuni volontari.
di Giulia D’Agnolo Vallan
Il Manifesto, 31 gennaio 2024
Al Sundance - concluso domenica scorsa - il regista americano ha presentato il folgorante “Hometown Prison”. Il film di Linklater non è ambientato nella Germania nazista ma nel Texas contemporaneo, a Huntsville, la cittadina dove il regista è cresciuto, il fulcro del sistema industriale carcerario che alimenta una buona parte della cassa statale, e la sede di sette prigioni, tra cui quella in cui si effettuano il maggior numero di esecuzioni made in Usa. Linklater, che è cresciuto guardando i muri di mattoni rossi di quella prigione, torna a casa ed esplora ciò che passa, e non, tra l’interno e l’esterno di quei muri, scavando nelle implicazioni economiche, umane e morali della coesistenza tra “la normalità” e l’omicidio di stato.
di Mauro Magatti
Corriere della Sera, 31 gennaio 2024
Pluralismo, educazione e innovazione istituzionale giocano un ruolo decisivo. I segnali che indicano il generale riorientamento del clima psicosociale contemporaneo sono numerosi e, purtroppo, convergenti. L’elenco è impressionante: il fondamentalismo ha contagiato tutte le grandi matrici religiose, arrivando a giustificare la violenza e il sostegno del terrorismo; il razzismo e l’antisemitismo riemergono e risuonano persino nel cuore delle società più avanzate, a partire da quella americana e tedesca; l’odio sociale circola abbondantemente nei social, alimentando risentimento e hate speech; in sistemi politici molto diversi sono al potere “uomini forti”, cinici disincantati che non hanno remore nel calpestare le leggi e il diritto internazionale; infine, la moltiplicazione dei focolai di guerra rischia di saldarsi in un unico grande conflitto globale con a tema la riscrittura dell’ordine mondiale.
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