di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 30 maggio 2024
Primo sì alla riforma della giustizia: durante l’incontro tra il ministro Nordio e il Capo dello Stato sono emerse alcune anomali. I nodi irrisolti frutto dell’accelerazione voluta da Forza Italia. La notte ha portato consiglio, almeno in parte. Durante il colloquio dell’altra sera al Quirinale tra il capo dello Stato Sergio Mattarella e i due ex magistrati passati al governo - il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il sottosegretario a Palazzo Chigi Alfredo Mantovano - erano emerse alcune criticità contenute nel disegno di legge costituzionale che sancisce la separazione delle carriere delle toghe. Così ieri mattina i tecnici sono tornati al lavoro per cercare di togliere almeno quelle più palesemente irragionevoli, ed è stato corretto il chiaro squilibrio nella scelta tra i membri laici e quelli togati dei due neonati Consigli superiori della magistratura (uno per i pubblici ministeri e l’altro per i giudici): nominati dal Parlamento i primi, estratti a sorte i secondi.
di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 30 maggio 2024
Via libera del Consiglio dei ministri alla riforma della Giustizia. Meloni e Nordio: “Epocale”. L’ipotesi del soccorso centrista in Aula. L’Anm già minaccia burrasca. Il passo avanti c’è stato. Piano, a parlare di aver fatto la storia. Per ora si tratta di seguire la geografia: del percorso che il ddl giustizia dovrà fare a Montecitorio e a Palazzo Madama, di come verrà letto a Palazzo dei Marescialli e come il Colle seguirà, a giusta distanza, l’iter. Ma intanto un fatto c’è. Ci sono - anzi - tre fatti. La separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri. Due Csm, con componenti scelti solo per sorteggio. E l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 30 maggio 2024
Carriere separate, nuovo Csm. È ora di un patto trasversale per difendere la riforma Nordio dal partito delle procure. È ora di essere tosti. E forse anche un po’ stronzi. Diranno che è un attacco alla Costituzione, un oltraggio alla magistratura, un atto di arroganza, una mossa propagandistica, una scelta eversiva, un ritorno al populismo. Ma la verità è che chiunque abbia a cuore i valori minimi dello stato di diritto, la lotta contro il populismo, il rispetto per la Costituzione, la tutela delle garanzie, la depoliticizzazione della magistratura, l’indebolimento delle correnti, la terzietà della funzione giudicante, di fronte al disegno di legge approvato in Consiglio dei ministri non può fare altro che esultare, gioire, rallegrarsi e augurarsi, con forza, che la riforma costituzionale che comprende la separazione delle carriere tra pubblico ministero e giudice e il sorteggio del Csm possa trovare in Parlamento i numeri necessari per approvare i testi senza che sia necessario andare al referendum. Separare le carriere e sorteggiare i componenti del Csm è un atto antipopulista perché non c’è nulla di più populista in Italia che assecondare la tendenza del nostro paese ad avere una magistratura irresponsabile, dotata di pieni poteri, dove il ruolo di pubblico ministero si confonde con quello di giudice (e viceversa), e dove il ruolo terzo che deve avere un giudice viene spesso annacquato all’interno di un sistema democratico dove la legge che conta è quella dettata dalla repubblica delle procure.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 30 maggio 2024
Nel corso dei decenni ogni tentativo di armonizzazione tra processo e ordinamento è rimasta lettera morta. Risultava necessario fornire una cornice coerente alla progressiva trasformazione del processo penale - avviata nel 1989 - da un’impostazione inquisitoria a una accusatoria. Nel corso dei decenni, però, ogni tentativo di armonizzazione tra processo e ordinamento è rimasta lettera morta.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 30 maggio 2024
Dovranno scegliere: funzione inquirente o giudicante. E no, non potranno cambiare idea. Finalmente un primo passo verso una riforma della Giustizia tanto voluta da Carlo Nordio e nella quale c’è l’ipotesi sorteggio per la componente laica del Csm. Prevista inoltre anche la nascita dell’Alta Corte che giudica gli errori dei magistrati. Chissà se si arriverà alla divisione dei palazzi, magari anche in vie diverse. Da una parte i pubblici ministeri, dall’altra i giudici. Per ora accontentiamoci della separazione delle carriere, approvata ieri con un applauso dal Consiglio dei ministri e fortemente voluta da uno come Carlo Nordio che ha passato la vita sullo scranno del pubblico accusatore. Un babau per quelli che, come Silvio Berlusconi e Forza Italia, hanno sognato per trent’anni questo giorno. Pure il primo cambiamento, la rottura dell’anomalia italiana, lo sta realizzando questa “strana” ex toga veneziana.
di Riccardo Lo Verso
Il Foglio, 30 maggio 2024
Il giurista ed ex senatore di Pci e Ds Giovanni Pellegrino: “Non ho cambiato idea. Ho sempre pensato che con l’introduzione del rito accusatorio una modificazione sarebbe stata normale e opportuna”. Si compiace, con garbo ma si compiace. Non vede nuvole nere all’orizzonte per la nostra malandata giustizia. Una delle sue idee da “eretico di sinistra” fa parte dello schema per la riforma costituzionale della giustizia approvata dal governo su proposta del ministro Carlo Nordio. C’è, infatti, anche la separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante. “Bene, non ho mai avuto occasione o ragioni per cambiare idea”, dice Pellegrino, ex senatore (Pci-Pds-Ds, da qui il suo autodefinirsi “eretico di sinistra”). Ottantacinque anni, giurista con una lunga militanza professionale. Perché è necessario separare le carriere? “Ho sempre pensato che con l’introduzione del rito accusatorio una modificazione sarebbe stata normale e opportuna. Passando al rito accusatorio, infatti, la parità tra le parti era ed è un dato essenziale. Invece da noi non si realizza immediatamente perché abbiamo un giudice che non è terzo ma vicino al pm poiché provengono dallo stesso ordine”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 30 maggio 2024
Sì alle carriere separate: protesta l’opposizione, esulta la maggioranza. Il Cnf: “Avanti verso il giusto processo”. Da una parte le forze di maggioranza, il governo e l’avvocatura. Dall’altra parte le opposizioni e l’Anm. È la netta divisione creatasi dopo il varo, in Consiglio dei ministri, della riforma costituzionale della magistratura, imperniata sulla separazione delle carriere. La premier Giorgia Meloni parla di “riforma giusta, necessaria e storica”, il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani di “successo straordinario”, il capo della Lega Matteo Salvini rivendica “un’altra promessa mantenuta”.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 30 maggio 2024
La consigliera del Csm eletta con Magistratura democratica: “È del tutto evidente che il sorteggio per i componenti di nomina parlamentare rischia di svolgersi esclusivamente tra quelli graditi alla maggioranza di turno”.
di Cesare Giuzzi
Corriere della Sera, 30 maggio 2024
Una protesta dei giovani detenuti è scoppiata mercoledì pomeriggio al carcere minorile Beccaria di Milano. Intorno alle 15.30 un gruppo numeroso di reclusi, circa 70, si sarebbe asserragliato in un’ala del carcere di via Calchi Taeggi minacciando azioni violente. Sul posto sono intervenuti diversi equipaggi della polizia di Stato a presidiare gli angoli all’esterno del carcere per evitare evasioni. È possibile che la rivolta sia legata ad un controllo antidroga con unità cinofile avvenuto mercoledì all’interno del carcere a seguito del sospetto che alcuni ragazzi potessero avere sostanze stupefacenti.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 30 maggio 2024
Per contenere i detenuti del minorile di Milano, arrivano rinforzi anche da altri corpi e carceri. Ancora una rivolta nel carcere minorile Beccaria: l’ultima c’era stata il 7 maggio scorso, dopo gli arresti e le sospensioni di 21 agenti della polizia penitenziaria, in totale, accusati di torture e violenze nei confronti dei giovani reclusi. E ieri pomeriggio, di nuovo, per qualche ora l’Istituto penale per minori di Milano è stato teatro di una rivolta messa in atto da “una settantina” di detenuti, secondo fonti di polizia penitenziaria che hanno riferito di “arredi distrutti” e blindo divelti.
- Treviso. “El Magazen”: chitarre elettriche realizzare dai detenuti, biciclette e mobili rigenerati
- Torino. Università in carcere, oggi e domani la conferenza nazionale
- Napoli. Dibattito sulle carceri e proiezione del docu-film “11 giorni”
- Ariano Irpino (Av). Proiezione di “Samad”, un film-dossier sulle carceri e gli scontri religiosi
- Roma. Scende in campo la squadra di calcio dei minori detenuti









