di Piero Sansonetti
L’Unità, 31 maggio 2024
Non si capisce perché sia fermo nei cassetti del Parlamento un disegno di riforma praticamente identico a quello presentato ieri al Consiglio dei ministri. È fermo da due anni. Il Consiglio dei ministri ha varato una riforma molto importante. Riguarda la giustizia. È una riforma radicale. Da anni, anzi da sempre, non succedeva una cosa del genere. Nessun consiglio dei ministri era mai riuscito a votare una riforma radicale, anche se parziale, della giustizia. I governi che ci si erano avvicinati a questo traguardo erano rapidamente caduti. Di solito abbattuti da una raffica di avvisi di garanzia sparata ad altezza d’uomo.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 31 maggio 2024
Separazione delle carriere. Il percorso del ddl costituzionale sarà lungo e irto di ostacoli. Se passerà, i suoi effetti potrebbero vedersi soltanto nel 2032. Un simbolo in nome (e in memoria) di Silvio Berlusconi. Al momento la riforma della giustizia, passata come disegno di legge costituzionale mercoledì scorso in consiglio dei ministri, non è molto di più. Anche perché, al di là del piano simbolico e delle pur estremamente chiare intenzioni del governo, il percorso che porterebbe allo stravolgimento della giurisdizione, cioè alla separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente, appare ancora piuttosto lungo. E incerto.
di Francesca Sabella
Il Riformista, 31 maggio 2024
Nessuno mi può giudicare, nemmeno tu… o meglio non solo tu. Siamo ancora lontani dalla sognata valutazione dei magistrati, ma un piccolo passo è stato fatto: gli illeciti disciplinari commessi dai magistrati non saranno giudicati solo dai colleghi e da una componente laica (decisi a tavolino e non sorteggiati come prevede ora la nuova normativa). La radio all’Anm suona bassa. La musica sta cambiando. Anzi, ci piace pensare che cambierà anche se questa “svolta epocale” richiederà tempo, troppo tempo, e probabilmente non ne vedremo la realizzazione. Ma resta una svolta culturale, questo sì.
di Simona Musco
Il Dubbio, 31 maggio 2024
Parla il viceministro della Giustizia: con la riforma nessuno rischio di controllo politico sui pm. “L’avvocato in Costituzione tra i temi oggetto di confronto parlamentare”. “È una vittoria di Forza Italia e della coalizione. E finalmente il cittadino saprà di avere davanti a sé un giudice realmente terzo, che non ha alcuna forma di parentela con le altre parti”. Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, è a dir poco raggiante. La neonata riforma dell’ordinamento giudiziario, che porta anche la firma del fondatore di Forza Italia Silvio Berlusconi, è “elegante ed equilibrata”, spiega, e non intaccherà per niente l’indipendenza della magistratura. L’allarmismo delle toghe, dunque, è frutto di “fake news”, aggiunge il numero due di via Arenula, convinto che un eventuale referendum non farà che rendere la conquista “ancora più bella”.
di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 31 maggio 2024
Il giurista Sabino Cassese, candidato al Quirinale per un giorno, dà una valutazione positiva delle misure del Guardasigilli. Sui tempi dell’iter di approvazione è possibilista: “Una maggioranza in Parlamento ci sarebbe”. Ed è urgente “contrastare la trasformazione dei magistrati delle procure in giudici della virtù e della morale” e della moralità: ora va sciolto il grumo di potere costituito dal sistema correntizio”. Il tentativo di riformare tramite annunci elettorali a presa rapida quel ginepraio di poteri che è il sistema-giustizia suscita qualche legittima perplessità, Mettere mano alla giustizia in modo serio e profondo richiede passaggi che, avendo la magistratura associata già preannunciato battaglia, si prevedono lunghi.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 31 maggio 2024
“L’auspicio è che, passata la tornata elettorale, la politica torni ad ascoltare i nostri argomenti e riveda questo duro colpo all’assetto della magistratura. sarei favorevole a una norma che richiami l’avvocato in costituzione”. Approvazione del ddl costituzionale su separazione delle carriere e Alta Corte. Ne parliamo con Stefano Musolino, segretario di Magistratura democratica.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 31 maggio 2024
L’ex pm: critiche ipocrite. Anche la Carta prevede un giudice terzo. Non è la riforma della giustizia per la quale basterebbero più uomini, più mezzi e più strutture. Non c’azzecca niente. È la riforma della magistratura. Ciò detto, vedo tanta ipocrisia in chi la critica.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 31 maggio 2024
A sopravvivere, secondo l’autore de “Il Sistema”, saranno “i gruppi associativi più ideologizzati, ma i cartelli nati solo per distribuire nomine finiranno nel nulla”. Invece di riforma “Nordio”, quella sulla separazione delle carriere avrebbe potuto chiamarsi tranquillamente riforma “Palamara”. Senza il procedimento giudiziario che nella tarda primavera del 2019 travolse l’ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati, disvelando il sistema delle nomine al Csm, molto difficilmente questa settimana il ddl che separa le carriere di pm e giudici e introduce il sorteggio per i togati di Palazzo Bachelet sarebbe stato varato dal governo.
di Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 31 maggio 2024
Sala chiede l’intervento del governo, i sindacati insistono sulle croniche carenze di personale. Una quindicina di detenuti del carcere Beccaria di Milano saranno trasferiti dopo le proteste scoppiate mercoledì pomeriggio e andate avanti fino all’una di notte. Un provvedimento simile a quello deciso a inizio maggio dopo un incendio all’interno dell’istituto, che difficilmente - a giudicare dalle voci che emergono dall’interno del minorile - servirà a rendere il clima più sereno. I sindacati di polizia denunciano la carenza cronica di personale. E la politica litiga, con il sindaco Beppe Sala che chiama in causa il governo mentre l’esecutivo rivendica le azioni già messe in atto per migliorare la situazione.
di Antonio Borrelli
Giornale di Brescia, 31 maggio 2024
I detenuti hanno parlato di celle più chiuse e meno telefonate davanti a una commissione comunale. “Tutti i detenuti vengono formati per le mansioni più richieste dal mercato del lavoro”, “qui ci sentiamo sicuri e condividiamo con tutti le risorse che abbiamo a disposizione”, “sto facendo un percorso in un ambiente che mi rende fiducioso e disponibile”. Le voci dei detenuti di Canton Mombello - che disegnano uno scenario distopico e ideale, il carcere desiderato da chi tra quelle mura e quelle sbarre ci trascorre pezzi di esistenza - sono rotte ma dignitose. Fatte di sofferenza e di solitudine ma anche di consapevolezza che i propri diritti contano, che contano essi stessi, che la pena deve essere scontata ma in un’ottica riabilitativa.
- La Spezia. Allarme sovraffollamento: “A Villa Andreino due piani chiusi dal 2022”
- Pozzuoli (Na). Carcere evacuato, l’odissea delle famiglie delle detenute trasferite fuori regione
- Massa Marittima (Gr). Detenuti, lavoro in diocesi per andare oltre la pena
- Castelfranco (Mo). Il ristorante in carcere, cuochi e camerieri detenuti: “La nostra nuova vita”
- Treviso. “Portiamo ai detenuti la forma mentale degli artigiani per le scelte future”









