di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 2 febbraio 2024
Il 30enne che si è suicidato nel carcere di Montorio a dicembre soffriva di disturbi psichici e che aveva già tentato di togliersi la vita più di una volta. Si è impiccato nella cella di isolamento del carcere di Montorio, nonostante gli mancassero tre mesi alla libertà. Parliamo del suicidio di Oussama Sadek avvenuto l’8 dicembre scorso, che forse poteva essere evitato e solleva interrogativi sulla responsabilità. Tramite l’avvocato Vito Daniele Cimiotta, i familiari del ragazzo trentenne di origini marocchine hanno presentato un esposto presso la procura di Verona. Nel frattempo, se ne è aggiunto un altro, presentato da Sandra Berardi, presidente dell’associazione Yairaiha. Il quadro che emerge è disarmante.
di Filippo Fiorini
La Stampa, 2 febbraio 2024
Parla la mamma del ragazzo 25enne che si è suicidato in carcere ad Ancona. Contro il direttore della Casa circondariale di Monteacuto, Ancona. Poi, contro gli agenti penitenziari di un istituto a cui manca il 30% del personale. Ma anche contro il tutore legale di un ragazzo giudicato non autosufficiente per problemi psichiatrici. Inoltre, contro il cappellano di questo stesso penitenziario, il più sovraffollato d’Italia, così come contro i due medici che hanno firmato l’uno le dimissioni dall’ospedale di Matteo Concetti, dove era arrivato per un tentato suicidio e, l’altro, l’autorizzazione a metterlo in cella d’isolamento al suo ritorno dietro le sbarre (la sua pena finiva ad agosto). In aggiunta, contro il giudice che ha condannato questo 25enne per rapina e piccoli fatti droga, nonché contro i vari avvocati che nel corso del tempo lo hanno assistito. Su, verso l’alto nella gerarchia, arrivando al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e finanche alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: Roberta Faraglia è arrabbiata con tutti.
di Massimo Massenzio
Corriere di Torino, 2 febbraio 2024
Associazioni e avvocati in visita alle Vallette, oggi un convegno: “Rispettare i diritti umani”. “La soluzione non è più la repressione, il controllo sociale o il castigo, ma riportare la legittimità in questo “non-luogo”. Lo scrivono le detenute della casa circondariale Lorusso Cutugno in una lettera aperta in cui chiedono il rispetto dei diritti di tutti reclusi.
di Giuseppe Fin
ildolomiti.it, 2 febbraio 2024
Al carcere di Trento è allarme sovraffollamento e manca personale. All’interno di alcune celle sarebbero stati tolti, dall’antibagno, alcuni piani di acciaio ancorato al pavimento ad uso cucinino per recuperare spazio. “Semplicemente, un’operazione indecente”, ha affermato in capogruppo Pd in Consiglio provinciale, Andrea de Bertolini. La prossima settimana in Consiglio provinciale ci sarà la nomina del nuovo Garante dei detenuti.
di Pietro Mecarozzi
La Nazione, 2 febbraio 2024
Cimici, infiltrazioni, celle inabitabili: le condizioni del penitenziario sono al centro delle polemiche. La direttrice Tuoni: “La struttura è a un punto di non ritorno, non possiamo più andare avanti così”. Quadri colorati, arte che ritrae (scolpiti) momenti di gioia, e legno dalle sfumature calde che ricorre nella mobilia. L’ufficio di Antonella Tuoni, direttore del carcere di Sollicciano, è una bolla estranea all’ammasso di cemento e ferro che ci si trova di fronte una volta arrivati a metà di via Girolamo Minervini. Tutt’intorno le bellezze di Firenze hanno lasciato spazio ad architettura di periferia, che sembra cresciuta a immagine e somiglianza dell’istituto penitenziario. Sollicciano è luogo di confine, per due città (Scandicci e Firenze), ma anche per chi ci è recluso.
di Andrea Cittadini
giornaledibrescia.it, 2 febbraio 2024
Sedici di Verziano e due di Canton Mombello, meno del 4% della popolazione carceraria bresciana. La presidente del tribunale di Sorveglianza: “Ci vuole un cambio culturale”. Oggi è un lusso per pochi. Diciotto per l’esattezza. Sono infatti 16 i detenuti di Verziano e due di Canton Mombello che oggi possono usufruire del lavoro esterno, su una popolazione carceraria di quasi 500 persone. Parliamo di una percentuale troppo bassa, che non arriva al 4%. “L’articolo 21 è uno dei primi passaggi verso il reintegro in società. È una misura che va incentivata” commenta la presidente del tribunale di Sorveglianza di Brescia Monica Cali. Che ammette: “Ci vuole un cambio culturale sull’esecuzione penale in Italia”.
redattoresociale.it, 2 febbraio 2024
Recuperare i giovani detenuti grazie a un percorso di socializzazione in grado di offrire concrete opportunità occupazionali. È l’obiettivo del progetto “Nisida in Rete”, l’iniziativa socio-formativa realizzata nell’istituto penitenziario minorile dall’associazione “Salvatore Nigrelli”, in collaborazione con l’azienda Pama. Un gruppo di ragazzi ristretti ha così potuto partecipare a un corso di specializzazione per tecnici delle telecomunicazioni, tra le figure attualmente più ricercate sul mercato del lavoro. L’iniziativa è stata presentata all’interno dell’Istituto penale minorile di Nisida, con la cerimonia di consegna dei diplomi ai partecipanti e il saluto del direttore Gianluca Guida. Oltre ai rappresentanti dell’associazione, hanno portato la loro testimonianza Samuele Ciambriello (garante dei detenuti della Campania), il magistrato Catello Maresca, l’ingegnere Apostolos Paipais (ex presidente della VIII Municipalità) e Valentina Esposito di Pama Srl, la società che ha gratuitamente offerto i corsi. A moderare gli interventi, il giornalista Gianni Molinari.
gnewsonline.it, 2 febbraio 2024
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e la presidente Rai, Marinella Soldi, hanno presentato nella Casa circondariale di Civitavecchia l’iniziativa “Scuola esercizio di libertà”. Il progetto, che ha preso spunto da una frase rivolta ai giovani dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “La scuola costituisce un esercizio di libertà”, é nato nell’ambito del progetto quadro “La Cultura rompe le sbarre” di Rai per la sostenibilità-ESG, e prevede la donazione della Rai all’Amministrazione penitenziaria di 400 pc sui quali è stato caricato un apposito software che consente di ‘navigare offlinè nel sito ‘RaiScuola’. Oltre 1.800 ore le video-lezioni previste, suddivise per materia e livello scolastico, e destinate ai 20mila studenti detenuti di ogni livello, presenti nei 190 istituti penitenziari del Paese.
di Claudia Radente
Il Sole 24 Ore, 2 febbraio 2024
Quando si entra nel corridoio che nel carcere di Opera ti porta alla sala teatro, si sente freddo. Un freddo non solo fisico, perché è fine gennaio e riscaldare ambienti così grandi è sempre complesso. Ma è anche un freddo di stranezza, timore e circospezione. Si superano i controlli per entrare nel luogo che ha visto passare Totò Riina e Bernardo Provenzano. Si vedono le sbarre e si cammina silenziosamente scortati dalle guardie. L’aria si fa meno fredda e meno pesante quando si legge il nome del corridoio: galleria delle opportunità.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 2 febbraio 2024
La maestra italiana detenuta a Budapest: “Ho firmato una lettera in ungherese e ho paura”. Ieri mattina Ilaria Salis ha chiamato dal carcere l’ambasciata italiana a Budapest. Doveva parlare di una questione personale che non ha nulla a che vedere con le condizioni di detenzione né con il processo a suo carico, e dopo aver dialogato con il funzionario che ha già incontrato molte volte nel penitenziario dov’è rinchiusa da quasi un anno, s’è fatta passare l’ambasciatore Manuel Jacoangeli. L’ha ringraziato per la vicinanza e il supporto ricevuti e manifestati, e si sono dati appuntamento a mercoledì prossimo, quando il capo della missione diplomatica tornerà a farle visita dopo il colloquio del 24 gennaio. Poco dopo in ambasciata è arrivata una lettera, in cui Ilaria spiega di aver risposto ad alcune domande di funzionari ungheresi sulla sua situazione carceraria. Lei ha confermato le precedenti denunce, ma poi ha sottoscritto un verbale in ungherese: “Qui dobbiamo eseguire gli ordini, e ho dovuto firmare pur non avendo capito che cosa c’era scritto”.
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