di Marina Tomarro
vaticannews.va, 25 gennaio 2024
Nella Basilica vaticana, ieri sera, un nuovo appuntamento del ciclo d’incontri Lectio Petri promosso dal “Cortile dei Gentili” e dalla Fondazione Fratelli tutti. Titolo dell’incontro: “Il re Erode fece catturare Pietro e lo gettò in carcere”. Ospiti le giornaliste Gaia Tortora e Francesca Fagnani. “Il carcere dovrebbe essere il luogo dove si riedifica la giustizia, ma spesso è un posto dove la persona viene ulteriormente umiliata, tanto che alla fine si compie un’ulteriore ingiustizia. Ecco perché diventa necessaria una riflessione sul carcere, non come luogo di desolazione infernale ma come possibile e faticosa resurrezione della persona”. Così il cardinale Gianfranco Ravasi, fondatore del “Cortile dei Gentili”, ieri sera nella Basilica di San Pietro, ha spiegato il tema del terzo incontro delle Lectio Petri promosse dal “Cortile dei Gentili” e dalla Fondazione Fratelli tutti: “Il re Erode fece catturare Pietro e lo gettò in carcere” La serata è stata aperta dal saluto del cardinale Mauro Gambetti, arciprete della Basilica Papale di San Pietro. Mentre a dar voce ad alcune pagine degli Atti degli Apostoli è stata l’attrice Beatrice Fazi.
di Luigi Manconi
La Repubblica, 25 gennaio 2024
Secondo il più recente rapporto di Antigone, fino al 31 dicembre del 2023 erano 380 i detenuti nei cosiddetti Ipm, gli Istituti penali per minorenni. La gran parte dei reclusi sono maschi e circa nella metà dei casi sono italiani. Negli Ipm sono ristretti i minori e i giovani adulti tra i 18 e i 25 anni che abbiano commesso reato prima del compimento della maggiore età. Emilia Innocenti, la protagonista del nuovo romanzo di Silvia Avallone, “Cuore nero” (Rizzoli, 2024), ha trent’anni e si porta dietro una lunga storia di detenzione. Ha espiato quindici anni di carcere per un reato assai grave e, ora, è tornata libera: ma come si ricomincia a vivere dopo 5.264 giorni di assenza dal mondo reale? E dopo che la foto dell’arresto è stata diffusa da tutti i media?
di Diego Motta
Avvenire, 25 gennaio 2024
Zamagni e la violenza contro gli “invisibili”: oggi il povero non è visto solo con sentimenti di indifferenza e ostilità. È percepito come altro da sé e ciò porta a compiere azioni contro i fragili. Non è più paura, non è nemmeno disprezzo del povero. “Sta accadendo molto peggio: siamo ormai in presenza di odio sociale”. Nel 2019, Stefano Zamagni non aveva esitato a parlare con Avvenire di “aporofobia”: erano i tempi dell’offensiva contro il Terzo settore, della criminalizzazione della solidarietà voluta anche a livello istituzionale. Cinque anni dopo, l’intellettuale bolognese che ha guidato la Pontificia accademia delle scienze sociali, ricostruisce lo scenario attuale in modo ancora più diretto, guardando all’Italia e all’Europa.
di Roberto Ciccarelli
Il Manifesto, 25 gennaio 2024
“Se non sei disponibile a lavorare - ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni - non puoi pretendere di essere mantenuto con i soldi di chi lavora ogni giorno”. Un pensiero ricorrente quando si vuole governare i poveri e non liberare la società dalla povertà. L’odio dei poveri ha un motore: il lavoro. Quello che c’è ed è precario, brutale, pagato sempre peggio, talvolta persino gratuito. E, soprattutto, il lavoro che non c’è. Quello che i poveri definiti “occupabili” - cioè considerati “abili al lavoro” - devono inseguire, iscrivendosi alla cabala di corsi di formazione, sperando che portino a un lavoro, qualsiasi esso sia. E anche a 350 euro, sperando che arrivino. Perché nemmeno l’iscrizione a un corso potrebbe garantirlo, dicono le cronache di queste settimane.
di Chiara Saraceno
La Stampa, 25 gennaio 2024
Il diritto all’istruzione è un diritto costituzionale, sancito non solo all’art. 34, dove si parla di universalità, gratuità e obbligatorietà della scuola di base, e di sostegno ai “capaci e meritevoli” privi di mezzi. È sancito, indirettamente ma potentemente, dall’articolo 3, secondo comma, ove si parla di rimozione degli ostacoli a pieno sviluppo della personalità, quindi del diritto ad accedere a risorse, anche, se non soprattutto, educative nei primi anni di vita in cui si gettano le basi, appunto, dello sviluppo della personalità e delle capacità. Compito della Repubblica, quindi, è assicurare pari opportunità nell’accesso alle risorse educative e di istruzione di qualità indipendentemente dalla famiglia in cui si nasce e dal luogo in cui si vive.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 25 gennaio 2024
Approvato il ddl di ratifica, che adesso andrà in Senato. La Corte costituzionale albanese rinvia l’esame del ricorso al 29 gennaio. La Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge di ratifica del protocollo Roma-Tirana per la costruzione di centri di trattenimento per migranti in territorio albanese. 155 i voti favorevoli, 115 i contrari, due gli astenuti. Adesso il provvedimento governativo dovrà passare anche in Senato, dove l’iter di approvazione si annuncia ancora più rapido.
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 25 gennaio 2024
No all’ingresso delle organizzazioni internazionali nei Centri, no a una relazione semestrale in Parlamento e soprattutto no alla dichiarazione esplicita che nessun migrante vulnerabile sarà portato in Albania, quindi nessun minore, donna, anziano o vittima di tortura, violenza e abuso sessuale. Con una nuova inaudita stretta alle garanzie dei diritti dei migranti e in spregio a ogni trasparenza nei confronti del Parlamento, la Camera - dopo aver bocciato tutti gli emendamenti delle opposizioni - ha approvato (con una maggioranza non larga) il disegno di legge di ratifica dell’accordo Italia-Albania che ora passerà in Senato.
di Sergio D’Elia*
L’Unità, 25 gennaio 2024
Kenneth Smith aveva 20 anni quando ha commesso l’omicidio. Ora ne ha 58. È stato in carcere per 35 anni, come si fa a dire che non è stato punito? È stato nella camera della morte già una volta, come si fa a dire che non è stato già giustiziato? “Dov’è la pietà?”, chiede dal carcere al telefono con un giornalista. Nella storia infinita - arcaica, moderna, contemporanea - della pena di morte in America le hanno provate tutte per mandare all’altro mondo chi in questo mondo è stato cattivo. Occhio per occhio, chi ha ucciso dev’essere ucciso. Nessuno pietà per chi ha violato la legge e squilibrato l’ordine: pubblico, sociale, morale. La lotta millenaria tra il bene e il male ha generato la realtà maligna della “striscia della Bibbia” che in America coincide con quella della pena di morte. In Texas, in Alabama e in altri Stati del sud, la regola terribile dell’Antico Testamento raramente ha conosciuto eccezioni.
di Luca Attanasio
Il Domani, 25 gennaio 2024
Il Sudafrica non è solo nella sua causa contro Israele. Il primo paese che gli si affiancato è la Namibia, in un tentativo di colpire così la Germania. Non c’è solo il Sudafrica a schierarsi contro Israele. La causa intentata presso la Corte internazionale di giustizia (Cig) alla fine dello scorso anno contro lo stato ebraico accusato di genocidio sta producendo un effetto domino tra gli stati e le opinioni pubbliche del continente e innescando posizionamenti sempre più netti.
di Giusy Baioni e Gianni Rosini
Il Fatto Quotidiano, 25 gennaio 2024
La Farnesina a favore dell’immunità ai funzionari Pam: “Viene riconosciuta per consuetudine”. Prossima udienza il 13 febbraio: si dovrà ancora attendere per sapere se Rocco Leone, il funzionario del Programma Alimentare Mondiale imputato nel procedimento per l’uccisione dell’ambasciatore Luca Attanasio, del carabiniere Vittorio Iacovacci e dell’autista Mustapha Milambo, potrà godere o meno dell’immunità funzionale ed evitare il processo.
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