di Elena Dal Forno
Corriere del Veneto, 23 aprile 2024
E Ostellari: “Usiamo gli stipendi dei lavoratori carcerati per risarcire le vittime”. “Le baby gang sono un fenomeno diffuso che riguarda principalmente i ragazzini di seconda e terza generazione, a dimostrazione che l’integrazione non ha avuto successo. E che l’immigrazione illegale, deve essere contrastata”. Non usa giri di parole il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni, intervenuto ieri a Mogliano al convegno per i 25 anni di Fervicredo (Treviso), l’associazione di promozione sociale feriti e vittime della criminalità e del dovere.
di Davide Varì
Il Dubbio, 23 aprile 2024
Nel documento inviato a Palazzo Bachelet, si legge che “è necessario, innanzitutto, rafforzare il livello di leggibilità delle scelte”. “Incrementare le regole per la trasparenza e la leggibilità delle scelte sulle nomine dei dirigenti degli uffici giudiziari”. È quanto chiede Magistratura Democratica al Consiglio superiore della magistratura che “deve adottare entro il 20 luglio 2024 le delibere necessarie a dare attuazione alle disposizioni del decreto sulla riforma dell’ordinamento giudiziario. Valorizzando la scelta di criteri generali piuttosto che di criteri sulla singola nomina, si possono combattere il carrierismo e il clientelismo”, sottolinea Md, che interviene sul tema con un documento.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 23 aprile 2024
Quel termine adottato per il caso della Dna, dice il giornalista, “vuol dire agire a fini di ricatto: noi non lo abbiamo mai fatto”. Ieri, nell’ambito del filone di inchiesta sulle vicende relative al cosiddetto “dossieraggio” di esponenti politici e del mondo economico, su cui sta indagando la procura di Perugia, la commissione bicamerale Antimafia, in particolare su richiesta del vice presidente di FI d’Attis, ha richiesto l’audizione di Emiliano Fittipaldi, direttore del quotidiano Domani. Il giornalista non è indagato, ma lo sono tre colleghi del giornale da lui diretto insieme al finanziere Pasquale Striano e al magistrato della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo Antonio Laudati.
di Simona Musco
Il Dubbio, 23 aprile 2024
“Cosa gli ho fatto di male? Perché si ostinano a prendersela con me?”. Beniamino Zuncheddu, rimasto ingiustamente in carcere per 33 anni per la strage di Sinnai (Cagliari), non ha altre parole per commentare le motivazioni con le quali, dopo tre decenni, i giudici del processo di revisione celebrato davanti Corte d’Appello di Roma lo hanno assolto. Parole, quelle scritte dai magistrati, con le quali, di fatto, Zuncheddu non viene riabilitato, rimanendo invischiato nel dubbio, perché, dicono i giudici, il processo di revisione “non ha condotto alla dimostrazione della indiscutibile certa ed estraneità di Zuncheddu Beniamino all’eccidio”, ma ha “semplicemente fatto emergere un ragionevole dubbio sulla sua colpevolezza”.
di Frank Cimini
L’Unità, 23 aprile 2024
Hanno arrestato di nuovo Lello Valitutti. Insieme a un’altra quindicina di persone. Chi è Lello? Uno storico leader dell’anarchia italiana. I magistrati quando non sanno che fare lo arrestano. La prima volta fu nel 1969, dopo la strage di piazza Fontana. Lo accusarono di essere uno dei colpevoli. Ovviamente era del tutto innocente. Si è fatto tantissimi anni di carcere. Lello ha più di 75 anni, è abbastanza malmesso, si muove solo in sedia a rotelle. Lo hanno accusato di devastazione durante una manifestazione a favore di Cospito e contro il 41 bis. È il primo caso di devastazione attribuita a un uomo in carrozzina. La nostra solidarietà piena a Valitutti.
di Luca Andreazza
Il Dolomiti, 23 aprile 2024
Le opposizioni: “Che fine ha fatto il provveditorato regionale?”. Kompatscher: “Momento delicato”. I consiglieri regionali di opposizione, sia di Trento che di Bolzano, hanno presentato una interrogazione per sapere quali siano le azioni intraprese per l’istituzione di un Provveditorato. I problemi al carcere di Trento e a quello di Bolzano continuano ad aumentare a partire dal sovraffollamento e nelle ultime settimane anche casi di scabbia.
di Andrea Ossino
La Repubblica, 23 aprile 2024
Yu Yang, cinese, 36 anni, era detenuto da un mese. Il gesto mentre il Garante dei detenuti era in visita al penitenziario. Schlein: “Serve più attenzione”. È il trentaduesimo suicidio di un recluso in Italia nel 2024, il secondo nel Lazio. “Ancora un morto in carcere, un suicidio, a Regina Coeli qualche ora fa. Ero all’interno dell’istituto, in direzione, quando è arrivata la notizia: un uomo di trentasei anni, cinese, in carcere da poco più di un mese, si è impiccato alla terza branda del letto a castello nella solita settima sezione, quel porto di mare di arrestati, isolati, puniti, separati, dove l’anno scorso se ne sono ammazzati quattro”. È il Garante dei detenuti del Lazio, Stefano Anastasia, a rivelare l’ennesimo suicidio avvenuto in carcere.
di Elisabetta Di Carlo
certastampa.it, 23 aprile 2024
Ad uccidere il detenuto 41enne di origini marocchine sarebbe stato un arresto cardiaco improvviso sopraggiunto nel sonno così avrebbe stabilito la ricognizione cadaverica disposta, senza ulteriore necessità di autopsia, dal magistrato di turno, il pubblico ministero Davide Rosati. A dare l’allarme agli agenti della polizia Penitenziaria di servizio nel reparto dov’era recluso è stato il compagno di cella. La salma è stata subito messa a disposizione dei familiari.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 23 aprile 2024
Arrestati 13 agenti, tra i reati contestati anche una tentata violenza sessuale. L’indagine era partita da segnalazioni di Francesco Maisto, il Garante del comune di Milano. Siamo nel novembre del 2022, mentre il detenuto minorenne di origine straniera dorme, un agente si avvicina al suo letto e gli pone la mano sul sedere, accarezzandolo. Al risveglio improvviso del recluso che gli chiede: “Cosa vuoi?”, l’agente risponde: “Stai tranquillo, voglio solo fare l’amore con te”. Questo episodio, che non si è concretizzato grazie alla reazione del ragazzo, costituisce un tentativo di violenza sessuale. Ma è solo la punta dell’iceberg dei presunti abusi e torture che hanno scosso le fondamenta dell’Istituto Penale Minorile “Cesare Beccaria” di Milano, con tredici agenti della Polizia penitenziaria sotto accusa per una serie di reati.
di Roberto Maggioni
Il Manifesto, 23 aprile 2024
Arrestati 13 agenti della penitenziaria. Otto, tra cui l’ex comandante Ferone, sospesi. I reati contestati dalla Procura sono maltrattamenti, lesioni e tentata violenza sessuale. A raccontare l’orrore del carcere minorile Beccaria di Milano sono le testimonianze delle vittime. “Sono arrivati sette agenti, mi hanno messo le manette e hanno cominciato a colpirmi” racconta ai pm S., picchiato il 18 novembre 2022. E ancora: “Ho un problema con la spalla sinistra e mettendomi le manette me l’hanno fatta uscire”. S. racconta di aver urlato che gli stavano facendo male, la risposta sono stai prima uno schiaffo, poi un pugno, infine calci nelle parti intime: “Vedevo tutto nero. L’ultima cosa che mi ricordo è che mi sputavano addosso. Dopo mi hanno sollevato così, da dietro, dalle manette”. S. si è svegliato con il labbro aperto e l’occhio nero, oltre alla spalla dolorante e fuori posto. Come ulteriore premio ha ricevuto 10 giorni in cella d’isolamento, i primi tre senza materasso e cuscino.
- Milano. Il “sistema” Beccaria e le parole che Nordio non dice
- Milano. Sangermano: “Hanno negato la dignità ai minori, nessuna tolleranza sugli abusi”
- Milano. Il cappellano: “Sono addolorato, i ragazzi non si sono confidati neppure con me”
- Milano. Don Rigoldi: “Non ho visto nulla ma mi sento in colpa. Avrei dovuto capire”
- Firenze. “Carcere di Sollicciano fatiscente, lavori di ristrutturazione mai partiti”









