Ansa, 9 gennaio 2015
Via le guardie donne dalla prigione di Guantánamo: lo stabiliscono nuove disposizioni, che riguardano tuttavia solo i cinque detenuti imputati per l'11 settembre e rinchiusi nell'ala off limits del supercarcere militare americano nella base a Cuba conosciuta come Camp 7.
La decisione è stata presa dopo che i detenuti, tra cui Khalid Sheikh Mohamed, considerato la mente degli attentati alle Torri Gemelle, si erano rifiutati di parlare con i loro avvocati perché considerano umiliante e contro la fede islamica essere 'toccati' da donne che non hanno alcun legame con loro. Inizialmente le autorità militari avevano ribattuto dicendo che l'impossibilità di usare le donne per spostare i detenuti da Camp 7 avrebbe creato sovraccarichi di lavoro, ma poi hanno ceduto "nel tentativo - come loro stessi hanno detto - di fare gli interessi di tutte le parti" e ora il provvedimento è in attesa di una decisione finale e riguarda solo i top prisoners di Camp 7. "Il carcere di Guantánamo - ha detto il tenente colonnello Myles Caggins, Defense Department spokesman for Military Commissions, si adeguerà all'ordine temporaneo di non assegnare personale femminile per gli spostamenti dei detenuti per i loro incontri con i legali, le udienze preliminari e altre circostanze".
di Roberto Russo
www.queerblog.it, 9 gennaio 2015
Da quando è stato reintrodotto il reato di omosessualità in India, sono aumentate le aggressioni a persone Lgbt. Il Ministero degli Interni dell'India ha pubblicato una relazione in cui si illustrano le detenzioni che si sono avute fino al mese di ottobre 2014 nel Paese per violazione della sezione 377 del Codice Penale Indiano che dichiara illegale qualunque atto considerato "contro natura".
Secondo la relazione, si sono avuti 778 casi che avevano a che fare con la pratica dell'omosessualità e 587 detenzioni. Stando alla stampa, però, le cifre reali sarebbero superiori, perché alcuni stati non hanno comunicato i dati (come il Bengala Occidentale e Karnataka) e altri ancora lo hanno fatto parzialmente (Dehli - che ha il più alto numero di detenzioni in merito - ha fornito i dati fino a settembre, e Uttar Pradeh fino a giugno). Si stima che le detenzioni per omosessualità siano oltre seicento.
Come ricorderete, alla fine del 2013 la Corte Suprema dell'India ha reintrodotto la sezione 377 del Codice Penale, sezione che punisce le relazioni sessuali "contro natura". Nel 2009 l'Alto Tribunale di Delhi aveva abrogato tale sezione, perché punire atti sessuali consenzienti tra adulti viola i diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione. Ma nel dicembre 2013 la Corte Suprema rimise in vigore la norma, perché di competenza del potere legislativo e non di quello giudiziario. Da allora, le relazioni omosessuali sono punite in India con la detenzione fino a dieci anni. Le associazioni per la difesa dei diritti umani delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali hanno denunciato che, da quando è stata reintrodotta la sezione 377 del Codice Penale, sono aumentate moltissimo le aggressioni omofobiche nel paese.
di Igiaba Scego
Internazionale, 8 gennaio 2015
Oggi mi hanno dichiarato guerra. Decimando militarmente la redazione del giornale satirico Charlie Hebdo mi hanno dichiarato guerra. Hanno usato il nome di dio e del profeta per giustificare l'ingiustificabile. Da afroeuropea e da musulmana io non ci sto.
Ansa, 8 gennaio 2015
Rischio che interpretazioni altalenanti compromettano le tutele. Il Viceministro della Giustizia Enrico Costa ha ricevuto il Segretario dei Radicali Italiani Rita Bernardini per un confronto sulle criticità nell'applicazione della nuova normativa sui risarcimenti ai detenuti.
Il provvedimento prevede misure risarcitorie e compensative in favore di detenuti e internati che siano stati sottoposti a condizioni di detenzione inumane o degradanti a causa del sovraffollamento carcerario in Italia, in violazione dell'art. 3 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.
di Giovanni Maria Berruti (Presidente sezione di Cassazione)
Corriere della Sera, 8 gennaio 2015
Caro direttore, la guerra fredda è finita da tempo. Ma hanno tardato a finire le strutture culturali e di potere che la caratterizzavano. Comunisti ed anticomunisti. Una contrapposizione che era "l'in sé" della guerra fredda.
di Valter Vecellio
America Oggi, 8 gennaio 2015
La questione è indubbiamente spinosa e lacerante; come spinose e laceranti sono tutte le cose che riguardano la vita e la morte; e in particolare quando si arriva a un punto, ben sintetizzato da Leonardo Sciascia, quando la speranza non è più l'ultima a morire, ma morire è l'ultima speranza.
La Difesa del Popolo, 8 gennaio 2015
La sperimentazione coinvolge dal 2004 dieci carceri italiane, compresa Padova. Ogni anno la Cassa delle ammende ha versato in media 4 milioni di euro per impiegare 170 detenuti nel settore delle mense interne agli istituti di pena. I risultati ci sono ma non basta: rubinetti chiusi dopo l'incontro tra i presidenti delle 10 cooperative interessate e il ministro Orlando.
Askanews, 8 gennaio 2015
Rossomando, Amoddio, Sorial e Iacono. Al Ministro della giustizia, per sapere, premesso che: nel 2003 il Dap, Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, ha avviato un progetto sperimentale in dieci istituti penitenziari italiani (Trani, Siracusa, Ragusa, Rebibbia circondariale, Rebibbia reclusione, Torino, Milano-Bollate, Padova e Ivrea)
di Daniele Biella
Vita, 8 gennaio 2015
Prorogato al 31 gennaio il servizio in scadenza che coinvolge dieci carceri, altrettante coop e centinaia di lavoratori detenuti e non. Ma senza un rapido finanziamento strutturale, l'esperienza, valutata positivamente anche dai direttori degli Istituti di pena, volgerà al termine. Come si può cancellare un esperimento che funziona, piuttosto che renderlo strutturale una volta per tutte?
di Maria Brucale e Rosalba Di Gregorio
Il Garantista, 8 gennaio 2015
Per i medici il corleonese non sa più parlare, non risponde agli stimoli, ma per i giudici è ancora in grado di fare il boss. Bernardo Provenzano deve crepare al 41 bis. Così ha deciso il Tribunale di Sorveglianza di Roma nel respingere il reclamo presentato dai suoi legali.
- Giustizia: Tribunale Sorveglianza di Roma "no a revoca del regime di 41 bis per Provenzano"
- Valle d'Aosta: il Garante "lavoriamo per migliorare condizioni di vita dei detenuti"
- Giustizia: Sippe; la "Gazzetta" è sbagliata, le magliette della Polpen non costano 480 euro
- Venezia: detenuto di 19 anni morto suicida, era in attesa del ricovero in Comunità
- Monza: detenuto 28enne si impicca in cella, muore in Ospedale dopo dieci giorni











