Nova, 25 aprile 2015
La sommossa che ha avuto luogo la scorsa settimana nel carcere di Roumieh, a est di Beirut, potrebbe ripetersi se non saranno costruiti nuovi penitenziari al più presto. Lo ha dichiarato questa mattina il ministro dell'Interno libanese, Nouhad Machnouk, in un'intervista al quotidiano "al Joumhouria". "Non sono sicuro che quel che è accaduto non possa ripetersi. Dobbiamo fornire condizioni di vita normali ai detenuti e, per farlo, dobbiamo aprire nuove carceri", ha detto Machnouk. Venerdì scorso, i detenuti del sovraffollato Blocco D di Roumieh, che ospita per lo più prigionieri islamisti, hanno sollevato una sommossa prendendo per breve tempo in ostaggio 20 guardie carcerarie e causando ingenti danni materiali alla struttura. "È normale che accadano cose del genere quando hai 1.100 detenuti schiacciati all'interno di un Blocco realizzato per ospitarne 400", aveva commentato pochi giorni dopo lo stesso ministro, osservando come il sovraffollamento delle carceri favorisca "le alleanze tra gruppi terroristici".
La Stampa, 25 aprile 2015
Il governo italiano ha autorizzato l'estradizione in Brasile dell'ex direttore del "Banco do Brasil", Henrique Pizzolato, uno dei 25 condannati nel 2005 per uno scandalo corruzione scoperto durante il primo mandato di Luiz Inàcio Lula da Silva come presidente della Repubblica. La decisione arriva dopo il via libera della Cassazione. Pizzolato, condannato in patria a 12 anni e 7 mesi nello scandalo "Mensalao" la "tangentopoli brasiliana", fu arrestato a Maranello (Modena) a febbraio 2014.
A ottobre fu però rimesso in libertà dopo che la Corte d'Appello di Bologna negò l'estradizione. I giudici motivarono il diniego scrivendo che la condizione carceraria del Brasile è "drammatica", e che "il rischio che un detenuto possa essere sottoposto ad umiliazioni, torture, violenze, sia ancora concreto". Il Brasile fece però ricorso in Cassazione, dove il 12 febbraio di quest'anno è stata dichiarata la "sussistenza" delle condizioni per dare il via libera all'estradizione. A partire da oggi la giustizia brasiliana avrà 20 giorni di tempo per prenderlo e portarlo al penitenziario di Papuda, a Brasilia.
Il Velino, 25 aprile 2015
Ne beneficeranno circa 400 mila persone. Di queste 60mila, grazie al provvedimento, usciranno dal carcere in anticipo. Approvata oggi all'unanimità dalla Camera alta del parlamento russo la risoluzione che concede l'amnistia, proposta presentata in precedenza dal presidente Vladimir Putin. L'amnistia riguarderà tutti coloro che sono sospettati, accusati e giudicati colpevoli di crimini di lieve e media entità, la cui pena non supera i cinque anni di reclusione. Nella categoria di quelli che potranno beneficiare dell'amnistia sono presenti anche gli invalidi, i soldati in missione ed i genitori di figli minori.
Secondo le prime stime, a beneficiare dell'amnistia saranno circa 350 mila persone, ed altre 60mila, per effetto del provvedimento, usciranno dagli istituti di pena in anticipo. Stando alle dichiarazioni degli esperti, dopo l'amnistia la Russia dovrebbe occupare il trentesimo posto al mondo per numero di detenuti, rispetto all'ottavo che occupava in precedenza. Attualmente sono circa 600mila le persone detenute nelle carceri russe.
Ansa, 25 aprile 2015
L'esecuzione della pena di morte per nove stranieri, tra i quali un francese e due australiani, condannati in Indonesia per traffico di droga potrebbe essere vicina. Secondo quanto riportato dalla Bbc e da altri media internazionali, infatti, i detenuti sono stati trasferiti tutti nel carcere di massima sicurezza di Nusakambangan dove per domani sono stati convocati anche i rappresentanti delle rispettive ambasciate.
A nulla sono valse le richieste di clemenza da parte dei paesi di origine dei condannati, Australia e Francia in primis. Dal momento che i condannati devono ricevere un preavviso di 72 ore si presume che l'esecuzione possa avvenire nelle prossime ore. Solo due giorni fa Parigi ha convocato l'ambasciatore indonesiano e il presidente François Hollande ha lanciato un appello alla giustizia e al governo indonesiano per fermare l'esecuzione di Serge Atlaoui.
www.buongiornoslovacchia.sk, 25 aprile 2015
Il sovraffollamento nelle carceri slovacche ha convinto i funzionari del Ministero della Giustizia slovacco a prendere provvedimenti. È infatti all'esame la costruzione di nuovi impianti carcerari, oltre a progetti di ristrutturazione e ampliamento delle strutture esistenti. Non ultimo, è stato di recente deciso di iniziare a mandare un certo numero di prigionieri agli arresti domiciliari, utilizzando cavigliere elettroniche per tenere sotto controllo la loro ubicazione.
Il ministro, Tomas Borec, è inoltre arrivato con una nuova idea, quella di valutare l'edificazione di nuove prigioni attraverso il sistema del finanziamento misto pubblico-privato, già sperimentato per la costruzione di tratti autostradali. La questione risulta da un rapporto sulle attività del Ministero della Giustizia per il periodo 2011-2020 discusso dal governo l'8 aprile scorso. Uno studio di fattibilità per un carcere da costruire in località Rimavska Sobota tramite un progetto PPP sarebbe del resto già stato commissionato.
All'inizio di questo mese, ben 1624 persone già condannate non hanno ancora iniziato a scontare la loro pena in carcere a causa del sovraffollamento delle strutture che oggi contano oltre 10mila detenuti. Inoltre, altri 877 cittadini slovacchi stanno scontando una pena all'estero, ma potrebbero essere trasferiti in carceri slovacche se ci fosse disponibilità. In ogni caso il ministro ha ammesso che la questione delle prigioni piene non è cosa da potersi sistemare nel breve periodo.
di Ornella Favero (direttrice di Ristretti Orizzonti)
Ristretti Orizzonti, 24 aprile 2015
Quello che vorrei chiedere alle Istituzioni, col cuore in mano.
Dirigo un giornale complesso, realizzato da detenuti e volontari, e occupandomi da quasi vent'anni di questioni che hanno a che fare con le pene e il carcere credo di essere una persona competente in materia e in grado di fare osservazioni degne di attenzione.
Ristretti Orizzonti, 24 aprile 2015
Sono Vincenzo Giglio, figlio di Salvatore Giglio che è attualmente detenuto presso la Casa di Reclusione di Padova. Scrivo la presente per dire che mio padre sono oltre otto anni che è rinchiuso presso il suddetto istituto privato dell'affetto dei propri familiari che vivono tutti in Calabria.
di Antonio Ciccia
Italia Oggi, 24 aprile 2015
In G.U. la legge per favorire i domiciliari. In vigore dall'8 maggio. Custodia cautelare in carcere solo in casi eccezionali. Mai per fatti lievi e solo se le esigenze di tutela della collettività e di scongiurare il pericolo di fuga o di reiterazione del reato non possano essere soddisfatte diversamente. E il giudice deve dettagliatamente spiegare perché è necessaria la misura detentiva e anche perché non è sufficiente l'arresto domiciliare con uso dei braccialetti elettronici.
Askanews, 24 aprile 2015
I detenuti presenti al 28 febbraio 2015 nelle carceri italiane sono 53.982. Il 31 dicembre 2014 erano 53.623. Il 31 dicembre 2013, ovvero a sette mesi dalla sentenza pilota della Corte europea dei diritti umani nel caso Torreggiani, i detenuti erano invece 62.536.
Dunque a oggi sono 8.554 in meno rispetto a fine 2013. Scende il numero dei detenuti nelle carceri italiane ma non sembrano migliorare significativamente le condizioni di detenzione all'interno delle carceri.
di Alessia Guerrieri
Avvenire, 24 aprile 2015
Non sono parole, ma occhi e cuori che battono. A sentire parlare Alessandro, Fabio, Andreas e tutti i detenuti che lavorano in carcere c'è un leit motive: "Il voler essere guardati e non giudicati". Edmondo, in più, ha compreso che la sua vita in cella non era finita davanti allo sguardo amorevole della madre che lo perdonava: "Lì ho detto sì al mio riscatto: un progetto di lavoro in carcere".
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