Corriere del Mezzogiorno, 23 aprile 2015
Aromi mediterranei, erbe officinali, ortaggi, fragole: c'è spazio per tutto questo anche dove spazio non c'è e sono gli "orti verticali" nati da un progetto di "Made in carcere", marchio creato a Lecce nel 2007, grazie a Luciana Delle Donne, fondatrice di Officina Creativa, una cooperativa sociale, non a scopo di lucro, che produce manufatti (borse, accessori, originali e tutti colorati), tutti confezionati da detenute del carcere.
Gli "orti verticali", dopo essere entrati nel carcere di Lecce, saranno utilizzati anche nell'istituto carcerario di Napoli e nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere. Per realizzare gli "orti verticali" vengono utilizzati tessuti che sarebbero destinati al macero e confezionati per contenere terra, semi e piante, e, grazie ad una originale soluzione, è possibile coltivare e sentire gli odori della terra e delle erbe anche - dicono le ideatrici della iniziativa - "dove meno te lo aspetti". Sono 16 le differenti specialità aromatiche e poi ortaggi e soprattutto tante fragole contenuti negli orti verticali di varie misure che adesso crescono nei due penitenziari.
Orti portatili, da appendere al muro e da indossare, provocatoriamente, come borsetta. Il direttore del Carcere di Poggioreale (Napoli) e il Comandante del Carcere Militare di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), "hanno accolto con entusiasmo - si legge nella nota di Made in Carcere - gli orti realizzati ad hoc dalle detenute di Borgo San Nicola, al fine di avviare un percorso sperimentale di utilizzo degli orti verticali grandi e piccoli con i reclusi, ai quali così si restituisce la possibilità di godere di un pezzo di natura".
Il progetto desidera "avvicinare quante più persone alla Natura ed alla consapevolezza dei suoi ritmi, che non sono quelli del mondo virtuale. È nato per offrire una sorta di "nature therapy" a persone in stato di detenzione e andrà oltre, contaminando fiere e scuole". Perché se in carcere "c'è chi ritrova profumi dimenticati a scuola, invece, c'è chi magari non li ha mai conosciuti davvero e a stento riconosce la differenza tra menta e rosmarino".
Adnkronos, 23 aprile 2015
Un cioccolato buono in tutti i sensi quello proposto a Expo Milano 2015 da "Dolci Libertà", impresa di Alta qualità sociale, presente con un proprio street stand nel cluster Cacao e cioccolato, di cui Eurochocolate è Official Content Provider.
"Abbiamo raccolto volentieri - afferma Dionigi Colombo, fondatore e amministratore del Progetto Dolci Libertà, che realizza tutte le sue produzioni all'interno della Casa circondariale di Busto Arsizio - la sfida posta da Expo sul tema dell'alimentazione, cogliendo l'opportunità di questa straordinaria vetrina internazionale per proporre una serie di prodotti a base di cacao e cioccolato buoni per tutti, anche per chi deve fare i conti con eventuali intolleranze alimentari, e realizzati nel rispetto dell'ambiente e delle persone che lo producono".
In particolare, nell'ambito della ricerca partner che Eurochocolate sta portando avanti con l'obiettivo di costruire un calendario eventi in grado di valorizzare al meglio i Paesi produttori presenti nel cluster, "Dolci Libertà" proporrà cioccolato realizzato utilizzando semilavorati monorigine selezionati, provenienti prevalentemente da quelle nazioni. Al Camerun sarà reso omaggio con un cioccolato al latte 38%, alla Costa d'Avorio con cioccolato fondente al 65% e 70%. Cuba e Sao Tomé e Príncipe saranno protagonisti con monorigini fondenti, il Ghana con un monorigine latte al 40% e anche il Gabon sarà adeguatamente rappresentato.
"Il nostro progetto - sottolinea Colombo - vede spesso coinvolti detenuti provenienti proprio dai Paesi produttori di cacao, permettendo loro di diventare consapevoli della straordinaria risorsa di cui dispongono, e fornendo ulteriori motivazioni al loro pieno reinserimento sociale". Oltre a una straordinaria scelta di Dragées e tavolette abbinate a frutta secca di altissima qualità, 'Dolci Libertà' proporrà nel proprio street stand anche mini panettoni classici e al cioccolato in confezioni speciali in onore della città che ospita l'evento. Tante sorprese che saranno di volta in volta presentate nello spazio eventi a partire dal cioccolatino allo zafferano coltivato in Brianza alla realizzazione di prodotti personalizzati tramite le nuove tecnologie di stampa 3D.
Redattore Sociale, 23 aprile 2015
Realizzerà servizi per radio, Tv o enti pubblici e imprese private. Al lavoro dietro microfono e obiettivo detenuti e ex detenuti. Dal 2011 all'interno dell'istituto viene realizzato un programma radiofonico. Ciò che li distingue da qualsiasi altra agenzia radiofonica è lo sguardo: sono infatti detenuti o ex detenuti. E il loro modo di guardare e raccontare il mondo è diverso, originale. Questa mattina a Palazzo Marino è stata presentata Avs - Audio video sociale, agenzia nata nel carcere di Bollate e che realizza servizi video e audio per radio, Tv o enti pubblici e imprese private. "Dal 2011 all'interno del carcere curiamo un programma radiofonico - racconta Maria Itri, giornalista e coordinatrice della redazione-. Ora raccogliamo la sfida di mettere sul mercato le nostre competenze e il nostro modo originale di guardare la realtà che ci circonda, non solo quella all'interno del carcere ma anche quella esterna".
La redazione è composta per ora da tre persone. "Ho imparato a usare la strumentazione tecnica - afferma Antonio Fioramonte, detenuto da sette anni. Quando sono entrato in carcere avevo 19 anni e mai mi sarei immaginato che un giorno sarei venuto a Palazzo Marino per presentare un progetto di questo genere. Mi sono innamorato di questo lavoro". Ora Avs, sostenuta dalla cooperativa sociale Zerografica, cerca clienti - enti pubblici, testate giornalistiche, associazioni, fondazioni o ong - che hanno bisogno di servizi audio o video su temi sociali, non solo legati al carcere. Per contattare la redazione di Avs:
di Elisa Innocenti
L'Arena, 23 aprile 2015
Oggi i reclusi sono 630 contro una capacità di 600 Preoccupa l'aumento di quelli legati al gioco d'azzardo. Copertura del tempo fuori cella, più spazi per attività ricreative e aiuto nel mantenere i rapporti affettivi. Queste le urgenze non rinviabili per il carcere veronese, secondo la relazione del Garante per i diritti dei detenuti, Margherita Forestan, presentata ieri in quinta commissione consiliare, presieduta da Antonia Pavesi.
La. relazione, che sarà poi portata in Consiglio, relativa al 2014, tratteggia un quadro tutto sommato positivo della situazione nella casa circondariale di Montorio, che ha visto negli ultimi anni quasi dimezzare il numero dei detenuti, che a ieri contava un totale di 638 persone, a fronte di una capacità massi ma di 600. "E stiamo lavorando per rendere agibili in tempi brevi nuove celle", precisa Forestan. Nel 2013 i detenuti erano stati 829.
"Tra i motivi principali di
questa diminuzione le nuove misure attuate dopo la condanna dell'Italia da parte della Corte di Strasburgo per le condizioni delle carceri italiane", prosegue la Garante, "la cancellazione dell'equiparazione tra droghe pesanti e leggere, che ha portato alla revisione di molte condanne, l'aumento di giorni di liberazione anticipata per buona condotta e l'aumento dei domiciliari come misura alternativa al carcere".
Ogni detenuto costa in media allo Stato 150 euro al giorno. "Ma l'83% di questa spesa è per gli stipendi del personale". Attualmente i detenuti a Montorio sono nel 35% dei casi italiani e nel 65% stranieri, numeri in linea con le percentuali nazionali. "C'è però attualmente un aumento di donne, che sono il 6% della popolazione carceraria veronese, e un preoccupante incremento di detenuti legati al gioco d'azzardo", sottolinea la Garante, "che rubano per poter continuare a giocare o per saldare debiti. Un dato sociale da non trascurare".
Le priorità per il futuro del carcere, secondo Forestan, sono quelle che vanno nella direzione di occupare il più possibile la giornata dei detenuti. "Molti lavorano o vanno a scuola, ma molti no e se passano la giornata in una cella a far niente è difficile che si reinseriscano nella società una volta fuori, ma questo è l'obbiettivo del carcere, mostrare loro un nuovo modello di vita, nel rispetto delle regole, che potranno seguire in futuro". Ma ci sono anche i dati positivi, oltre alla quasi totale scomparsa del sovraffollamento.
"Grazie ai fondi della Fondazione Cariverona abbiamo quasi completato la creazione delle docce nelle celle, che erano già predisposte per averle, ma non erano mai state realizzate. Prosegue poi il progetto Esodo, per il reinserimento nella società con formazione e borse di lavoro". Nel 2014 è stato anche attivato uno sportello di ascolto per le vittime di reato "e Verona è l'unica città italiana ad averlo". Il lavoro del Garante sarà poi semplificato dalla modifica al regolamento che consente un accesso più rapido ai fondi destinati, tutto nella massima trasparenza. La commissione ha approvato la modifica all'unanimità e ora dovrà passare in Consiglio.
Ristretti Orizzonti, 23 aprile 2015
"In questi mesi numerosi detenuti di Cagliari-Uta stanno subendo gravi carenze nel servizio postale garantito da Poste Italiane con pesanti ritardi nella ricezione soprattutto delle lettere". Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione "Socialismo Diritti Riforme", facendosi interprete del disagio rappresentato da diversi cittadini privati della libertà e da loro familiari.
"Per molti ristretti, ricevere comunicazioni dai propri familiari e amici - evidenzia Caligaris - è l'unico modo per mantenere contatti con il mondo esterno alla struttura penitenziaria. Specialmente quando la pena è particolarmente lunga, i rapporti epistolari assumono un ruolo fondamentale di risocializzazione e di vitalità intellettuale permettendo la condivisione di idee e progetti. Non si può dimenticare che la distanza dai propri cari e le condizioni economiche non sempre agiate impediscono colloqui costanti. Spesso inoltre un messaggio affettuoso ai bambini in occasioni speciali come le Festività o i compleanni rinsaldano relazioni che la detenzione inevitabilmente rende precarie".
"È quindi necessario che l'azienda Poste Italiane verifichi le cause del disagio e trovi le soluzioni più opportune. Il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria dovrebbe però provvedere a istituire anche in Sardegna il servizio di posta elettronica per chi ne fa richiesta. In alcune carceri della Penisola infatti è consentito ai detenuti comunicare con i parenti via email ottenendo immediate risposte. Lo sviluppo e la diffusione delle nuove tecnologie per le comunicazioni, compreso l'impiego di Skype, e il cambio generazionale dei detenuti non possono più essere ignorati anche perché - conclude la presidente di Sdr - rispondono meglio alle esigenze di risparmio e di controllo".
Roma, 23 aprile 2015
Palazzo San Giacomo annuncia: 300 volumi in arrivo dall'emeroteca Tucci e presto il lancio di un progetto con i carcerati di Napoli.
La Giornata mondiale del libro, patrocinata dall'Unesco per promuovere la lettura, la pubblicazione dei libri e la protezione della proprietà intellettuale sarà l'occasione per presentare alla stampa e alla città alcune iniziative del Comune per il libro e per la lettura. Su tutte vale la pena ricordare la donazione da parte dell'Emeroteca Tucci dì ben 300 volumi alle alle biblioteche comunali e la sottoscrizione di innovativi protocolli d'intesa per la collaborazione tra le biblioteche degli istituti penitenziari di Secondigliano e di Poggioreale e il sistema delle biblioteche comunali.
"Con le biblioteche comunali accessibili ai detenuti - ha dichiarato l'assessore Nino Daniele - si apre un nuovo fronte nell'impegno culturale del Comune di Napoli, una innovativa collaborazione tra il Servizio Biblioteche e i principali istituti carcerari della Campania. Oltre a mettere a disposizione dei detenuti i libri delle biblioteche comunali, si dà inizio a un lavoro comune che sì estende dalla collaborazione dei bibliotecari comunali alla catalogazione al prestito ed alla formazione e che prevede il coinvolgimento attivo, oltre che del personale penitenziario, anche dei detenuti. Mi preme infine ricordare, sempre per rimanere in tema con la
giornata, l'avvio dì "Un (lungo)mare di libri", nella Villa Comunale, con un sabato e domenica al mese a partire dal 26 aprile, con la partecipazione di editori e librai campani". Innovazione e tradizione, ancora una volta, tornano a incrociare le proprie strade proprio sulla vecchia cara carta stampata.
www.salernotoday.it, 23 aprile 2015
"La giornata vedrà tre momenti importanti - spiega il professor Paolo Diana. Nella prima parte ci sarà da parte del team di Unisa la presentazione dei risultati della ricerca empirica svolta nei centri di reclusione per minori".
Oggi, 23 aprile, presso il Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione dell'Università di Salerno, sarà ospitato il Multiplier Event del partenariato di ricerca e formazione Innovative Learning Approaches in Staff Training and Young Offenders' Employability Support - Ila Employability, finanziato dalla Comunità Europea attraverso il programma Erasmus+ per il biennio 2014-2016.
Sarà l'occasione per presentare i primi risultati del progetto e avviare una discussione con gli enti, le istituzioni e le associazioni presenti sul territorio. Promuovere l'inclusione sociale e favorire l'occupazione dei detenuti minorenni attraverso la creazione e l'implementazione di un modello formativo che sia basato su un approccio multidisciplinare, sia fondato e validato empiricamente e sia applicabile anche ad altri gruppi a rischio.
Questo lo scopo principale del progetto ILA Employability che risponde ai bisogni di due specifici target: i minori detenuti che hanno bisogno di essere preparati per il reingresso in società e nel mercato del lavoro e il personale che si occupa dei minori detenuti, a cui sarà fornito un percorso formativo e uno strumento di analisi per aiutare i minori detenuti ad apprendere competenze spendibili nel mercato del lavoro. In questo progetto transdisciplinare cinque partner di cinque Stati membri dell'Unione europea apporteranno un riconosciuto know-how europeo e le migliori pratiche: Centrul de Reeducare Buzias (Romania) G.G. Eurosucces Consulting Ltd (Cyprus Fife Council (United Kingdom), Università degli Studi di Salerno (Italy) e Association Dae (Spain).
"La giornata vedrà tre momenti importanti - spiega il professor Paolo Diana - Nella prima parte ci sarà da parte del team di Unisa la presentazione dei risultati della ricerca empirica svolta nei centri di reclusione per minori di Romania, Spagna e Cipro. A questo proposito mi piace ricordare i nomi degli altri membri del gruppo Unisa: il collega Felice Addeo e i dottori di ricerca Maria Carmela Catone e Giuseppina Casale.
Il secondo momento è dedicato alle relazioni invitate. Le prime due saranno svolte dal dottor Iosif Csatlos, del Dima National Probation Department, Romania e dal prof. Eric de Léséleuc dell'Institut national supérieur de formation et de recherche pour l'éducation des jeunes handicapés et les enseignements adaptés, Francia. A seguire le relazioni del dott. Gennaro Sammartino, tossicologo medico legale, Asl Salerno, del dott. Claudio Marra di Migrantes, della dottoressa Imma D'esposito del Ceus di Nisida e della dottoressa Gabriella Ambrosino del Ministero della Gisutizia.Nella parte ultima della giornata di disseminazione si terrà una tavola rotonda con i rappresentanti degli Enti, Istituioni e Associazioni che operano sul territorio. A loro un sentito grazie per aver risposto al nostro invito.
Sarà certamente un momento fondamentale per condividere i risultati raggiunti", ha aggiunto. E sul futuro, Diana annuncia: "Abbiamo ancora molti mesi davanti e tante le attività di ricerca e formazione che si svolgeranno. Mi piace ricordare che saranno coinvolti: 100 giovani detenuti a cui sarà offerta la formazione all'occupabilità; 20 giovani ex detenuti a cui sarà offerta la mobilità blended appoggiata dai datori di lavoro, che si pone anche a livelli transnazionale e culturale; 140 educatori dai centri/carceri per giovani detenuti da formare per fornire l'istruzione all'occupabilità rivolta giovani detenuti attraverso attività pratiche e di sviluppo di competenze, compresa la mobilità a breve termine. Le prossime tappe ci vedranno impegnati in Spagna, Cipro e Scozia". Per info: www.ila-employability.eu.
www.cn24tv.it, 23 aprile 2015
In un pacco ad un detenuto del carcere di Rossano, sottoposto al regime di alta sicurezza sono stati stata occultati undici panetti di hascisc, per un totale di 60 grammi. Dalla droga sequestrata avrebbero potuto essere ricavate 330 dosi. La droga era stata occultata, con dei profilattici, all'interno del bagno schiuma, prodotto che non può entrare dall'esterno, ma deve essere acquistato nel magazzino interno del carcere. È stato probabilmente questo l'errore di chi l'ha inviato che ha insospettito la polizia penitenziaria che, dopo aver vuotato il contenuto della bottiglia di bagno schiuma, ha scoperto quello che c'era dentro.
La Repubblica, 23 aprile 2015
"È solo grazie alle colleghe, intervenute immediatamente, che si è riusciti a evitare ulteriori complicazioni per l'agente, alla quale sono stati poi prescritti sette giorni di prognosi". A pochi giorni dall'episodio del detenuto che ha aggredito tre appartenenti alla polizia penitenziaria per tentare di evitare il trasferimento nel carcere di Monza, il carcere di Bollate torna al centro della cronaca. Una agente di polizia penitenziaria è stata aggredita e picchiata da una detenuta romena condannata per furto e con fine pena 2017. La notizia è stata resa nota dal sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe.
"L'agente aveva chiesto alla detenuta addetta alle pulizie di tornare più tardi per il ritiro di alcuni generi quali bagnoschiuma, sacchetti, visto che il pavimento era bagnato - spiega il segretario generale del Sappe, Donato Capece - ed è stata aggredita: nonostante avesse cercato inizialmente di far ragionare la detenuta circa le sue pretese, ha subito sputi e insulti e poi l'aggressione. È solo grazie alle altre colleghe, intervenute immediatamente, che si è riusciti a evitare ulteriori complicazioni per l'agente, alla quale sono stati poi prescritti sette giorni di prognosi".
Il sindacato rinnova al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, e ai vertici dell'amministrazione penitenziaria la richiesta "di dotare le donne e gli uomini della polizia penitenziaria di strumenti di tutela efficaci, come può essere lo spray antiaggressione già assegnato, in fase sperimentale, a polizia di Stato e carabinieri. Sono decine e decine le aggressioni subite da poliziotti penitenziari in carcere dall'inizio dell'anno. Cosa si aspetta ad assumere adeguati provvedimenti per garantire la sicurezza e la stessa incolumità fisica degli agenti?".
www.laprimapagina.it, 23 aprile 2015
È in programma per venerdì 24 aprile presso il Teatro Goldoni di Livorno alle ore 21 la prima dello spettacolo teatrale "Il Pifferaio Magico", regia di Francesca Ricci. Lo spettacolo, liberamente tratto da "Topo dopo Topo" di Bruno Tognolini, è un progetto promosso da Coordinamento Femminile Anpi-Anppia e Arci Solidarietà Livorno con il contributo della Regione Toscana - Progetto "Teatro in carcere" e del Comune di Livorno in collaborazione con la Direzione della Casa Circondariale di Livorno. Si tratterà di un video-spettacolo, perché sul palco del Goldoni saliranno complessivamente sei detenuti: quattro saranno sul palco del Goldoni mentre gli altri due reciteranno attraverso delle proiezioni video, che sono state girate nella Casa Circondariale delle Sughere di Livorno.
Con questa unione di intenti il carcere entrerà a teatro, così come grazie al laboratorio teatrale il teatro entra in carcere arrivando ai detenuti, in un'esperienza unica che permetterà agli spettatori di entrare nel carcere di Livorno e ai detenuti di uscire dalle celle, per salire sul palco del teatro. Il progetto "Teatro in Carcere" promosso dalla Regione Toscana è attivo da oltre 15 anni ed è curato da Arci Solidarietà Livorno, che organizza dei laboratori settimanali di teatro, all'interno del carcere delle Sughere.
Lo spettacolo rielabora la celebre favola del pifferaio magico di Hamelin, in un adattamento tratto da "Topo dopo Topo", opera dello scrittore e poeta Bruno Tognolini. "Ho deciso di attualizzare la storia del pifferaio magico raccontando una favola sociale e politica, dove il messaggio è che la cultura, l'arte, la poesia possono e devono cambiare il corso della storia delle nostre città pervase dal consumismo sfrenato, dal disfacimento e dall'indifferenza - racconta la regista Francesca Ricci, che cura il laboratorio teatrale in carcere - si tratta di un messaggio ancora più potente se pensiamo al contesto del carcere, e all'articolo 27 della Costituzione". Lo spettacolo sarà arricchito anche dai balletti di cinque scuole di danza livornesi, che interpreteranno i temi della favola: Arabesque, Atelier delle Arti, ArteDanza, Ex-it Danza T, Laboratorio di Danza e Movimento. La regista e attrice Alessia Cespuglio interpreterà uno dei personaggi dello spettacolo.
Lo spettacolo sarà interpretato dai detenuti della Casa Circondariale di Livorno: Ivo Casalini, Youssef Fathi, Mirko Fantozzi, Bilel Ouni, Daniel Tedesco, Daniele Testagrossa, con la partecipazione di Alessio Traversi e la collaborazione di Antonella Marcianò. Lo spettacolo è gratuito e i posti sono numerati. Per prenotare i biglietti: 0586-204327. I biglietti possono essere ritirati ogni giorno dalle 17 alle 20, oppure la sera stessa dello spettacolo.
Prima disamina, il carcere può perdere la sua centralità e venire sostituito - non solo agevolmente, ma anche assai più efficacemente - da sanzioni diverse dalla detenzione in una cella chiusa. In sintesi le dieci proposte contenute nel libro.
Quello che proponiamo è un decalogo per arrivare progressivamente e in modo efficace all'abolizione del carcere:
1) salvo per le violazioni più gravi di diritti e interessi fondamentali, depenalizzare tutto ciò che è possibile;
2) cancellare la "pena di morte occulta" (come Papa Bergoglio ha definito l'ergastolo) e ridurre le pene detentive.
3) diversificare il sistema delle pene, rendendo il carcere un'extrema ratio cui ricorrere solo nei casi di eccezionale gravità;
4) concentrare il processo penale su fatti realmente meritevoli di sanzione, anche attribuendo la capacità di estinguere il reato ad azioni (riparative, risarcitorie, ecc.) prestate dall'imputato in favore della vittima o della collettività;
5) ammettere la custodia cautelare solo in presenza di spiccata pericolosità dell'imputato, imponendo negli altri casi misure non detentive, di natura interdittiva, prescrittiva, pecuniaria;
6) potenziare al massimo le alternative al carcere, così da offrire a ogni detenuto una reale opportunità di reinserimento sociale;
7) garantire i diritti fondamentali dei detenuti e superare il "carcere duro" e i vari circuiti penitenziari differenziati;
8) umanizzare il carcere per quanto riguarda i luoghi e le funzioni che sopravvivranno alla sua abolizione;
9) mai più bimbi e minori in carcere: per questo alle madri di bambini sotto i 10 anni vanno riconosciuti sempre i domiciliari o l'assegnazione a case-famiglia e istituti analoghi;
10) dopo l'effettivo superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, si deve garantire che nei confronti degli autori di reato affetti da disagio psichico, le misure di sicurezza detentive siano sostituite con altre finalizzate alla riabilitazione e alla cura.









