Ansa, 24 aprile 2015
Due persone sono state arrestate a Baltimora (Usa), dopo gli scontri scoppiati nel corso di una protesta per la morte di un detenuto afroamericano, avvenuta domenica a seguito delle lesioni riportate mentre era in prigione. La polizia cittadina ha scritto sul proprio account Twitter che i due sono stati arrestati per "disordine pubblico e distruzione di proprietà".
Circa un centinaio di manifestanti, per la maggior parte afroamericani, ha marciato dal municipio di Baltimora al quartier generale della polizia cittadina per protestare contro la morte del detenuto Freddie Gray, afroamericano di 25 anni arrestato il 12 aprile. Gray aveva subito gravi lesioni alla colonna vertebrale mentre si trovava sotto custodia, ferite che hanno portato al suo ricovero in ospedale e alla morte, avvenuta domenica.
Askanews, 24 aprile 2015
Nelle carceri nepalesi vi sono 1.050 detenuti stranieri. Un francese detenuto in un carcere nepalese per traffico di droga è stato ritrovato morto nella cella, probabilmente suicida. I due compagni di cella di Jean Pierre Saussay, 62 anni, lo hanno ritrovato appeso a una corda di nylon al risveglio, nel carcere di Nakhu, nella valle di Khatmandu. Saussay era stato condannato 10 anni fa per traffico di droga a 16 anni di carcere, 20 nel caso non avesse pagato una multa accessoria di 7.000 dollari. L'uomo aveva tentato già due volte il suicidio. Nelle 74 carceri nepalesi sono rinchiusi 16.500 prigionieri di cui 1.050 stranieri.
di Roberta De Monticelli
Il Fatto Quotidiano, 23 aprile 2015
C'è un fenomeno talmente appariscente che non lo vediamo più. Grande come un monumento - talmente familiare che diventa invisibile. O forse è invisibile come l'aria, o perché ci nuotiamo dentro, come pesci nell'acqua. Chiamiamolo con il suo nome. È una specie di conversione di massa. Ma non a Dio, e neppure al nulla.
di Giuliano Ferrara
Il Foglio, 23 aprile 2015
In genere non faccio premesse. In particolare non avanzo titoli, non intreccio filastrocche di scuse non richieste. Mi fido della capacità di giudizio dei lettori, come della mia, e un poco non mi fido. Non li ho mai eletti a padroni di me o del mio rancido mestiere, mi piacciono autonomi e anche un po' estranei, e a me piace essere autonomo e anche un po' estraneo a intimità retoriche grottesche con il pubblico, tipiche di certo giornalismo che vende e si vende. Premessa. Non sono renziano.
di Davide Giacalone
Libero, 23 aprile 2015
Quel che accade presso la Suprema Corte di Cassazione suggerisce la necessità di un intervento del Quirinale. La questione non ha nulla a che vedere con la politica e prescinde totalmente dalle parti processuali coinvolte, in questo o quel procedimento. Riguarda una situazione sfuggita di mano, che comporta seri pericoli per le nostre istituzioni. Cinque sono i punti che chiamano la massima attenzione, da parte del presidente della Repubblica, che è anche presidente del Consiglio superiore della magistratura.
di Vincenzo Visco
Il Sole 24 Ore, 23 aprile 2015
La recente sentenza della Corte Costituzionale sugli incarichi dirigenziali dell'Agenzia delle Entrate fornisce l'occasione per una riflessione sul funzionamento della nostra amministrazione pubblica e sulla stessa visione della Pa prevalente nella cultura giuridico-istituzionale del nostro Paese. Tale visione postula l'esistenza di un sistema unitario e sostanzialmente omogeneo definibile "pubblica amministrazione" al quale devono applicarsi le stesse norme, procedure e criteri gestionali, indipendentemente dalla attività svolta in concreto. Dal mio punto di vista di economista si tratta di un approccio poco utile anzi sbagliato e non di rado pericoloso. Infatti nella realtà qualcosa definibile "pubblica amministrazione" non esiste.
di Damiano Aliprandi
Il Garantista, 23 aprile 2015
Si riscontrano disturbi post-traumatici, depressione, disturbi bipolari e compulsivi: eppure devono restare reclusi. Gli Ospedali psichiatrici giudiziari - seppur con non poche difficoltà e ritardi - sono in via di chiusura, ma nelle carceri "normali" permangono molti detenuti con problemi psichici e non avranno mai nessuna struttura alternativa. Ma non solo.
Dire, 23 aprile 2015
"Una scelta netta e temeraria quella del Parlamento italiano sulla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg), decisa dopo anni in cui la parola più utilizzata era prorogare la chiusura di quelli che sono luoghi considerati da molti anche pericolosi".
Così Vito De Filippo, sottosegretario alla Salute, al panel su "Le malattie mentali non si curano", durante la giornata di riflessioni sui falsi miti della sanità in Italia. "Dopo tante proroghe e annunci l'Italia ha deciso di superare gli ospedali psichiatrici.
Le Regioni sono monitorate, come deciso dai ministri della Giustizia e della Salute. Gli ospiti- prosegue il sottosegretario- spesso abbandonati in ergastoli bianchi, saranno affidati a strutture gestite dal Sistema sanitario nazionale, e verranno seguiti con percorsi terapeutici e di riabilitazione". La salute mentale "è curabile - afferma - far rimanere persone lì è pericoloso per l'arretramento e la distanza dai percorsi di normalità, producendo effetti negativi nella testa delle persone".
Gli elementi da monitorare, fa sapere De Filippo, sono tre: "Sicurezza degli ospiti, sicurezza degli operatori e sicurezza dei cittadini che li ospitano nella loro comunità. Un lavoro straordinario tra le Regioni, i ministeri della Giustizia, della Salute, dell'Interno e dell'Economia. Si tratta dell'ultimo peso insopportabile per un grande Paese che abbraccia oggi una nuova prospettiva, la non normalità produce una inquietudine da governare con la capacità terapeutica e la prevenzione".
di Luca Liverani
Avvenire, 23 aprile 2015
Passa in Commissione Giustizia il testo varato dal Senato. Il 27 in Aula per l'approvazione
Nessuna modifica in commissione Giustizia alla Camera al testo sugli eco-reati già approvato al Senato. L'articolato - che dovrà essere approvato dall'aula di Montecitorio il 27 aprile - potrebbe quindi essere varato definitivamente, senza una terza lettura. C'è però il nodo del divieto di airgun, cioè delle detonazioni in mare con a-ria compressa alla ricerca di idrocarburi, che il ministro dell'Ambiente Galletti ritiene sbagliata.
Protesta Sel: "Cedimento alla lobby dei petrolieri". Dai vescovi della Campania un appello a fare in fretta per dare allo Stato uno strumento importante per combattere la piaga della "terra dei fuochi": "Il nostro popolo tanto martoriato non può tollerare ulteriori e irresponsabili ritardi". Nessun colpo di mano, chiedono anche Legambiente e Libera, evitando di modificare il testo per non rischiare un affossamento al Senato.
Via libera dunque in commissione Giustizia: i 18 emendamenti presentati sono stati ritirati o hanno ricevuto parere negativo. Per il divieto di air gun si cerca una soluzione cercando di preservare l'approvazione in tempi rapidi. Due le strade prese in considerazione. La prima è quella di approvare il ddl così com'è, per intervenire sulla questione con un emendamento in altro provvedimento o con un decreto ad hoc (probabilmente interministeriale), evitando in caso di modifica il ritorno al Senato, dove il rischio è quello di un "insabbiamento".
La seconda opzione - che sembra la più quotata - è di modificare la norma in aula alla Camera facendo tornare il provvedimento al Senato, dove il presidente Pietro Grasso dovrebbe garantire una corsia preferenziale a fronte di un "forte accordo di maggioranza" che non escluderebbe, se necessario, la fiducia. Il ministri della Giustizia Andrea Orlando e dell'ambiente Gian Luca Galletti premono per una rapida approvazione, entro il mese maggio. "Non mi impicco alle tecnicalità - dice Galletti - per me l'importante è che il ddl sugli eco-reati, nella sua struttura portante che questo Paese aspetta da oltre 20 anni, diventi legge nel più breve tempo possibile".
di Gian Carlo Caselli e Antonio Ingroia
Il Fatto Quotidiano, 23 aprile 2015
La sentenza della Cedu (Corte europea dei diritti dell'uomo) sul "caso Contrada" ha suscitato un'ampia discussione. Vorremo precisare un ultimo profilo che ci sembra dirimente. In pratica la Cedu fa scaturire da una sentenza della Corte di Cassazione l'effetto di rendere illegali e punibili condotte che prima non lo sarebbero state.
Ma c'è un grosso equivoco, perché è evidente che la Cassazione non potrebbe mai intervenire senza la preesistenza di condotte previste come illecite e perciò già vietate dall'ordinamento. Questa preesistenza, nel caso di concorso esterno, nasce dalle norme generali sul concorso di persone nel reato adattate al reato associativo. Un adattamento che non ha "nulla di eterodosso", corrisponde anzi al "metodo del combinato disposto giuridico fra norme", metodo che è "fisiologico", anche se "obiettivamente difficile" nel caso di reato associativo (il virgolettato è tratto da un recentissimo intervento del professor Giovanni Fiandaca).
Tanto premesso, non può certamente mettersi in dubbio che questa operazione di combinato disposto, proprio perché fisiologica, possono farla anche i magistrati di merito (sia del pm che giudicanti), i quali pertanto ben possono contestare e, ricorrendone gli estremi, condannare per concorso esterno in associazione mafiosa, senza che occorra aspettare una qualche sentenza della Cassazione per poterlo fare.
In altre parole, il concorso esterno è punibile di per se stesso, anche a prescindere dalla "scintilla" che secondo la Cedu soltanto la Cassazione potrebbe innescare, per il semplice fatto che non serve nessuna "scintilla", in quanto il concorso esterno esiste da sempre nel sistema, ed esiste in maniera autonoma grazie al combinato (fisiologico) disposto fra norme generali e reato associativo.
Semmai i giudici di merito dovranno tener conto anche del contributo della Cassazione nel percorso giurisprudenziale di "progressiva elaborazione nel tempo" (ancora Fiandaca) del concorso esterno, ma proprio perché si tratta di elaborazione progressiva, è ontologicamente presupposta una base di partenza, vale a dire un reato punibile, autonomamente già esistente quale risulta appunto essere il concorso esterno.
In parole davvero povere, se la farina (il reato) esiste, si può fare il pane (indagare e giudicare). Poi la farina può essere raffinata e il pane può diventare migliore, ma la liceità delle operazioni iniziali è di per sé indiscutibile. L'equivoco della Cedu (che pure fa un'infinità di cose buone, ma può capitare a tutti un attimo di... distrazione) nasce forse da una semplificazione della complessità (fisiologica) delle questioni concernenti la mafia.
Attenzione a sostenere che fatti provati, certamente rientranti nel perimetro delle attività mafiose in forza del combinato disposto su cui si basa la configurabilità del concorso esterno, non potevano essere perseguiti perché era ancora in corso (come è sempre, perennemente in corso) un'elaborazione giurisprudenziale. Potrebbe ripetersi la storia manzoniana di don Ferrante, che negava la peste anche se ne morì.









