La Città di Salerno, 28 dicembre 2023
Disposta l’autopsia dopo l’esposto dei familiari per un 31enne che ha perso la vita nella Casa circondariale di Bellizzi Irpino. Il dramma dell’emergenza personale, la tragedia di un giovane salernitano che ha perso la vita mentre era rinchiuso in una Casa circondariale. È il Natale da incubo del carcere di Fuorni e di un detenuto salernitano.
di Davide Madeddu
Il Sole 24 Ore, 28 dicembre 2023
L’azienda ha lanciato Laboratori Rework coinvolgendo tre strutture e 30 carcerati: un mix di lavoro, economia circolare e riscatto. Dopo l’accordo tra ministero della Giustizia e Cnel con imprese, sindacati e associazioni per offrire percorsi di training e lavoro ai detenuti, Il Sole 24 Ore racconterà in una serie di puntate l’impegno delle aziende operative su questo fronte. Il primo caso è quello di Tiscali che ha dato vita a tre laboratori in carcere.
Il Trentino, 28 dicembre 2023
Spini di Gardolo, la visita del centrosinistra: “Grave sovraffollamento. Detenuta suicidata, sono caduti dalle nuvole”. Valduga (Campobase): “Maggiore osmosi tra il dentro e il fuori” Zanella (Pd): “Assunzione del personale, a noi la competenza” Sovraffollamento (369 detenuti anziché 240), organico di polizia penitenziaria sottodimensionato (163 agenti anziché 227), carenza di educatori (2 anziché 8).
lametino.it, 28 dicembre 2023
La Casa circondariale ringrazia il Vescovo Maniago e tutto il personale per le attività realizzate durante il 2023: un anno ricco di impegni e di obiettivi. In occasione delle festività natalizie, la direttrice Patrizia Delfino, insieme ai vicedirettori Rubino e Trieste, desiderano rivolgere, in particolare, un ringraziamento al Vescovo Monsignor Maniago “per la vicinanza alla popolazione detenuta attraverso le messe celebrate in occasione della Santa Pasqua e del Santo Natale. Infatti è proprio in questi periodi delicati che aumenta maggiormente la fragilità dei detenuti con il rischio di eventi critici e di autolesionismo. È dunque importante garantire momenti di socialità e di convivialità come spettacoli musicali, donazioni di regali e tombolate, al fine di sostenere le persone ristrette che inevitabilmente, in questo periodo, pensano alla famiglia lontana”.
di Valentina D’amico
movieplayer.it, 28 dicembre 2023
Giovedì 11 gennaio alla Cineteca Milano Arlecchino di Milano alle ore 21 la prima di “Benvenuti in galera”, documentario sul primo ristorante al mondo aperto dentro un carcere, quello di Bollate, Milano. Giovedì 11 gennaio la Cineteca Milano Arlecchino di Milano ospiterà la prima di Benvenuti in galera, il documentario di Michele Rho che, dopo l’anteprima al Filmmaker Festival 2023, il film ora inizia il suo viaggio in sala dove rimarrà ancora in programmazione alla Cineteca Arlecchino, prima di girare gli istituti circondariali, dove sarà proiettato per i detenuti.
mediciperidirittiumani.org, 28 dicembre 2023
Novantasei giorni, tanto è passato dal momento in cui J., minore straniero non accompagnato di 16 anni, di origini camerunensi, ha messo piede nell’Hotspot di contrada Cifali, Sicilia Orientale. Come lui, molti minori stranieri non accompagnati restano negli Hotspot in attesa di un trasferimento ben più dei 30 giorni - recentemente aumentati a 45 - previsti dal Vademecum per la rilevazione, il referral e la presa in carico delle persone portatrici di vulnerabilità, redatto e pubblicato dal Ministero per le libertà civile e l’Immigrazione il 23 giugno 2023. Per assurdo i tempi medi di permanenza di un adulto negli stessi centri di prima accoglienza è di circa 7 giorni, secondo quanto rilevato dal team MEDU, che opera quotidianamente presso gli Hotspot della Sicilia orientale, portando supporto psicologico e orientamento legale.
di Vittorio Da Rold
Il Domani, 28 dicembre 2023
Israele avrebbe attaccato con droni un campo profughi in Cisgiordania: almeno sei morti. Nel mirino dell’Idf anche i campi nella parte centrale della Striscia. Sale la tensione con Teheran. Dopo aver annunciato che la “guerra andrà avanti per mesi” Israele sta estendendo il conflitto in Cisgiordania dove è di almeno sei morti il bilancio di un attacco di droni israeliani nel campo profughi di Nur Shams a est della città di Tulkarem.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 28 dicembre 2023
Intervista all’avvocato Denis Shedov, difensore del dissidente russo Alexei Gorinov: il primo ad essere condannato per aver denunciato l’invasione in Ucraina. “La prigione lo sta uccidendo”. Alexei Gorinov, avvocato e deputato municipale del distretto Krasnosel’skij di Mosca, è stato il primo cittadino russo condannato per essersi espresso contro la guerra in Ucraina. Il tribunale del distretto di Mescankij, nella primavera del 2022, gli ha inflitto una pena a sette anni di carcere per aver esortato “la società civile a fare ogni possibile sforzo per fermare la guerra”.
a cura di Ornella Favero*
Il Riformista, 27 dicembre 2023
Nel nuovo pacchetto sicurezza è previsto che, se tre persone detenute che condividono la stessa cella si rifiutano di obbedire all’ordine di un agente, con modalità nonviolente (gli strumenti per punire le modalità violente già ci sono), scatterà la denuncia per rivolta e si potrà arrivare a una condanna fino a 8 anni di carcere senza accesso ai benefici penitenziari. Introducendo il reato di “rivolta in istituto penitenziario”, invece di affrontare con strumenti efficaci la sofferenza, ma anche la rabbia che cresce nelle carceri, per condizioni detentive pesantemente illegali, si rischia di gettare benzina sul fuoco, e di togliere alle persone detenute anche quei margini di dignità e autonomia già oggi ridottissimi.
di Alberto de Sanctis*
Il Riformista, 27 dicembre 2023
Con il disegno di legge in materia di sicurezza pubblica la rivolta in carcere diventa reato. Già ci sarebbe da interrogarsi sulla necessità di introdurre un reato specifico per un fenomeno, quello delle sommosse violente in carcere, che potenzialmente si manifesta con la commissione di un’ampia serie di reati (tra gli altri: danneggiamenti, lesioni, evasioni). C’era forse un vuoto legislativo che doveva essere colmato per impedire ai detenuti di devastare gli istituti penitenziari? La risposta alla domanda, posta evidentemente in modo retorico, è scontata. Per l’ennesima volta il diritto penale simbolico prevale sulla ragionevolezza.
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