di Domenico Forgione
Il Dubbio, 28 dicembre 2023
Secondo il dossier “Morire di carcere”, costantemente aggiornato da Ristretti Orizzonti, ad oggi sono 68 i suicidi registrati in carcere nel 2023: il secondo dato più alto dal 1992, dietro soltanto alla cifra monstre del 2022, quando furono 84 i detenuti che decisero di farla finita impiccandosi con le lenzuola o inalando il gas delle bombolette dei fornelli da campeggio che si utilizzano per cucinare. Un dato drammatico, al quale vanno aggiunti gli 87 decessi per “altre cause” di soggetti anziani, malati di tumore, cardiopatici, tossicodipendenti. In totale, 155 morti “di carcere”: uno ogni due giorni e qualcosa.
di Francesca Rita Privitera
sicilianpost.it, 28 dicembre 2023
La popolazione femminile rappresenta soltanto il 4% di tutti i detenuti nel nostro Paese. La loro condizione, nella quale alla pena da scontare spesso si aggiungono i pregiudizi e le difficoltà nel reinserimento in società, è poco conosciuta e discussa. Ad occuparsene di recente è stata la giornalista catanese Katya Maugeri, autrice di “Tutte le cose che ho perso. Storie di donne dietro le sbarre”. “Questo non è un libro romantico o femminista ma un libro su uno spaccato di società. Se la detenzione è ancora un tabù, lo è a maggior ragione quando riguarda le donne”.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 28 dicembre 2023
L’obiettivo del Pnrr di ridurre del 90% entro il giugno 2026 l’arretrato della giustizia civile, cioè lo zoccolo duro del numero di cause pendenti da più di 3 anni in primo grado e da più di 2 anni in secondo grado, ormai non é raggiungibile: lo ammette il governo, che per questo nelle interlocuzioni con la Commissione Europea ne ha negoziato e ottenuto una rimodulazione, che però imporrà subito nel 2024 una brusca manovra di rientro, oltre a non diradare dubbi di realizzabilità complessiva a giugno 2026.
di Alessandro Barbano
Il Dubbio, 28 dicembre 2023
La parafrasi maliziosa al posto del virgolettato, scritta con l’intento di farne l’interpretazione autentica del sospetto del pm, è una lama non meno affilata del testo integrale dell’ordinanza cautelare. Di riassunto si può morire. Non diversamente da come si muore di intercettazioni. Usciamo, se possibile, dall’ipocrisia: se un giornale scrive che il sottoscritto è stato arrestato con l’accusa di pedofilia per aver abusato di una bimba, e lo racconta per sintesi anziché esibire le intercettazioni, non per questo la gogna è men dura.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 28 dicembre 2023
La Fnsi diserterà la conferenza di fine anno per protestare contro l’emendamento Costa: i cronisti vogliono le migliaia di pagine piene di intercettazioni da ricopiare e sbattere in pagina. I giornalisti-sindacalisti della Fnsi non saranno presenti alla conferenza di fine anno della premier Giorgia Meloni, che per ora è comunque rinviata. Uno sciopero bianco. Non per la libertà di stampa, ma per la difesa dell’informazione giudiziaria, il diritto da parte dei giornalisti di collocarsi al fianco delle toghe, contro quel voto del Parlamento che vieta la pubblicazione, in toto o in parte, delle ordinanze di custodia cautelare fino al termine delle indagini.
di Vincenzo Iurillo
La Stampa, 28 dicembre 2023
Il procuratore di Perugia: “Questa legge è un passo indietro rispetto a meccanismi di trasparenza innestati con il rilascio di atti ai giornalisti da parte degli uffici giudiziari. Se qualcuno inizierà a negarle, dovranno procurarsele al mercato parallelo di chi ne ne ha disponibilità”. Il procuratore di Perugia, Raffaele Cantone, fu tra i primi magistrati - forse il primo - a sollevare il tema della trasparenza delle fonti nella comunicazione giudiziaria fino a teorizzare la creazione di uffici stampa nei tribunali.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 28 dicembre 2023
La crociata dei “mai più senza la gogna”. L’ex vicepresidente della Consulta, Maddalena, dice che ci avviamo alla dittatura, ma la legge era così quando lui era alla Consulta, e forse non lo sapeva. Le Procure, il sindacato dei giornalisti, molti giornali, e poi, oltre ai 5 Stelle, anche i partiti di sinistra. Tutti contro l’emendamento Costa che scalfisce appena, in modo molto molto blando, il diritto al processo mediatico che il fronte giustizialista ritiene essere un caposaldo della democrazia.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 28 dicembre 2023
L’asse tra la destra e il M5s. Lo scorso luglio Zanella (Avs) aveva portato alla Camera una proposta simile. Bazoli (Pd): “Ricadute sul processo penale”. Il pericolo del giudizio mediatico. Per ora è solo un’idea. Peraltro non nuova, visto che periodicamente il tema torna a serpeggiare, ma questa volta la sensazione è che potrebbero esserci i numeri per consentire l’ingresso in Costituzione della giustizia mediatica. L’idea è stata rilanciata dal senatore di FdI Alberto Balboni, peraltro presidente della Commissione affari costituzionali: aggiungere all’articolo 111 della Carta, quello sul giusto processo, una riga: “La Repubblica tutela le vittime di reato e le persone danneggiate dal reato”.
di Augusto Conte
Il Dubbio, 28 dicembre 2023
Il condannato non può essere sottoposto a pene degradanti, non potendo lo Stato usare gli stessi metodi violenti ponendosi sullo stesso piano degli autori dei delitti più atroci. La “legalità” è una condizione e un attributo dello spirito dell’uomo, e una disposizione della coscienza di tutti gli uomini, enunciabili con comportamenti, atteggiamenti e parole, fondati sulla conoscenza di principi ed etica universali, concretizzati in regole negli Ordinamenti Giuridici, che devono essere intese, acquisite e fatte proprie dalla collettività, con l’apprendimento di modelli virtuosi e con insegnamenti appropriati.
di Davide Mattiello*
Il Fatto Quotidiano, 28 dicembre 2023
Chi è il responsabile della rimozione improvvisa del comandante Roberto Streva dai vertici del nucleo investigativo della Polizia penitenziaria? La risposta alla domanda è urgente e richiama alla mia memoria fatti gravissimi, d’altri tempi. Ma andiamo con ordine. Il 20 dicembre, sulle pagine locali de La Repubblica di Torino, è apparso un articolo di Elisa Sola, un articolo molto circostanziato, che non mi pare sia stato contraddetto. Cosa racconta Sola? Una storia nota in premessa, ma complicata da un colpo di scena: da diversi anni in Piemonte alcune Procure hanno acceso i riflettori sulle carceri di Torino, Ivrea, Biella, Cuneo, raccogliendo denunce di abusi, torture e violenze che sarebbero stati perpetrati da agenti della Penitenziaria nei confronti dei detenuti.
- Salerno. Detenuto 31enne morto in carcere: scatta la denuncia
- Cagliari. Tiscali, patto di lavoro con i detenuti per rigenerare modem
- Trento. “Carceri, si istituisca un provveditorato regionale”
- Catanzaro. Un 2023 di laboratori e attività per i detenuti della Casa circondariale
- Milano. “Benvenuti in galera”, il documentario sul primo ristorante in un carcere











