di Fulvio Fulvi
Avvenire, 30 dicembre 2023
Nel 2023 sono aumentate le presenze: 12.715 i detenuti in più rispetto ai posti disponibili nei 192 istituti di pena. Ora l’Italia rischia una condanna della Corte Europea dei diritti umani. Il garante Mauro Palma: “Nessun piano di rieducazione è possibile per i circa 10mila ristretti che devono scontare in prigione pene minime, il territorio deve interagire e offrire opportunità”. Gonnella (Antigone): “È allarme: governo e parlamento mettano il tema della riforma penitenziaria come priorità” Nuovi delitti, inasprimento delle pene, più strumenti di controllo: ma il “pugno di ferro” di governo e parlamento contro la criminalità per garantire “sicurezza sociale” non è servito finora a fermare la crescita della popolazione carceraria che ha raggiunto in Italia livelli mai visti con la possibilità di una nuova condanna da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo “per trattamenti inumani e degradanti” in violazione dell’art. 3 della Convenzione. E sulla riforma del sistema penitenziario ancora troppi silenzi e promesse non mantenute.
di Guido Stampanoni Bassi*
Avvenire, 30 dicembre 2023
I recenti suicidi in cella e la grande lezione del Pontefice: puntare al reinserimento dei condannati. Poche settimane fa, durante il secondo atto della prima della Scala “diffusa” nella casa circondariale di San Vittore a Milano, un detenuto si è impiccato ed è poi morto nella notte. Più o meno nelle stesse ore, un altro detenuto si è impiccato nella casa circondariale di Verona Montorio (ed era il terzo, in quel carcere, nell’ultimo mese).
di Giovanni Salvi*
La Stampa, 30 dicembre 2023
Quando si parla di sovraffollamento il problema sono le strutture, non l’alto numero di prigionieri. I nuovi penitenziari dovranno essere pensati con spazi di inserimento al lavoro. Sulla Stampa del 28 dicembre Donatella Stasio, a fronte del drammatico sovraffollamento nelle carceri, indica la scelta cui si avvicinò nel 2013 la Corte costituzionale, il numero chiuso. La Corte non fece il passo decisivo e demandò la soluzione al Legislatore. La Corte Suprema degli Stati Uniti impose invece, nel 2014, proprio quel meccanismo.
di Francesco Petrelli*
Il Dubbio, 30 dicembre 2023
Se esistesse un Pil del diritto penale liberale e del giusto processo, credo che con l’anno che si chiude saremmo scesi a livelli di crisi piuttosto preoccupanti. Anziché procedere sulla strada del diritto penale minimo, caposaldo di un diritto penale liberale, abbiamo assistito ad una superproduzione normativa di nuove fattispecie di reato. Dentro e fuori il pacchetto sicurezza si contano credo una quindicina di nuove ipotesi di reato: riguardano i contesti sociali e criminali più disparati e trovano nei fatti di cronaca i loro spunti opportunistici.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 30 dicembre 2023
Dalla “trattativa stato-mafia” al Ruby-ter, dall’ex calciatore Michele Padovano ai vertici di Monte dei Paschi di Siena, dalla loggia Ungheria ai genitori di Matteo Renzi. Anche nel 2023 sono stati numerosi i processi e le indagini crollati in sede di giudizio, spesso dopo inchieste eclatanti, arresti preventivi e sputtanamento mediatico dei malcapitati. Torna la rassegna del Foglio sui principali casi emersi nel corso dell’anno che sta per concludersi.
di Giovanni Tizian
Il Domani, 30 dicembre 2023
L’emendamento Costa spinge la democrazia nelle tenebre. E questa soccombe nell’oscurità, parafrasando il motto del Washington Post. La norma approvata alla Camera prevede il divieto di pubblicazione sui giornali del contenuto delle ordinanze di custodia cautelare, cioè i mandati di arresto, disposti nell’ambito delle indagini preliminari. Atti il cui scopo è informare gli indagati sul motivo del provvedimento che li riguarda. Le informazioni contenute sono però utili anche per fornire un quadro accurato ai lettori, prima di tutto cittadini e dunque titolari del diritto a essere informati su questioni di interesse pubblico.
di Valentina Sella
Il Dubbio, 30 dicembre 2023
Prosegue il dibattito sull’emendamento di Enrico Costa che vieta la pubblicazione dell’ordinanza di custodia cautelare. Oggi ne parliamo con il giurista Glauco Giostra: “Conterà il significato normativo che verrà assegnato alla locuzione: estratto del testo”.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 30 dicembre 2023
Bocciato l’emendamento D’Alfonso che istituiva l’obbligo di formazione garantista. Chi insegna al personale di polizia, carabinieri e guardia di finanza come si scrive una informativa di reato? E soprattutto quali parole e quali aggettivi devono essere utilizzati per scrivere una informativa di reato? Se lo è chiesto l’ex presidente della Regione Abruzzo e ora deputato del Pd Luciano D’Alfonso presentando un emendamento, poi però non accolto, alla legge di delegazione europea sulla presunzione d’innocenza e avente ad oggetto “l’obbligo di formazione continua delle forze di Polizia, della Guardia di finanza dell’Arma dei carabinieri e della Polizia penitenziaria nonché norme per la continenza linguistica”.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 30 dicembre 2023
Il professor Oliviero Mazza commenta la sentenza della Corte Costituzionale sulle intercettazioni all’ex senatore Esposito. La sentenza n. 227 del 2023 della Corte Costituzionale, depositata giovedì, ha chiarito ulteriormente il tema delle intercettazioni a carico di un parlamentare. Nel caso specifico, è stato dichiarato che non spettava alle autorità giudiziarie, che hanno sottoposto ad indagine e, successivamente, rinviato a giudizio l’ex senatore Stefano Esposito, disporre, effettuare e utilizzare intercettazioni rivolte nei confronti di un terzo imputato, ma in realtà univocamente preordinate ad accedere alla sfera di comunicazione del parlamentare, senza aver mai richiesto alcuna autorizzazione al Senato della Repubblica. La Consulta, come evidenzia il professor Oliviero Mazza, ordinario di diritto processuale penale nell’Università di Milano-Bicocca, ha offerto spunti di riflessione anche per interventi futuri da parte del legislatore.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 30 dicembre 2023
Gli inquirenti non hanno mai chiesto l’autorizzazione al Senato ed è chiaro che il bersaglio era il parlamentare Esposito e non il terzo interlocutore. “Sono state violate le leggi e la Costituzione, lo dice l’Alta Corte. Ora mi aspetto l’intervento del ministro Nordio, perché mandi gli ispettori a verificare quel che succede e che è successo dal 2015 alla Procura di Torino. Ma chiedo anche iniziative del ministro Crosetto, dell’ex guardasigilli Andrea Orlando e di parlamentari piemontesi come il leghista Riccardo Molinari ed Enrico Costa, che conduce tante battaglie meritevoli, ma sul mio caso non ha ancora detto nulla”.
- Piemonte. “Carceri, un’emergenza senza fine”
- Campania. Carceri, appello dei Garanti: “Per i reati minori niente cella”
- Liguria. Doriano Saracino: “Nelle carceri emergenza quotidiana, dalla salute allo studio”
- Verona. Tre suicidi in un mese a Montorio, aperta un’indagine
- Sanremo (Im). Picchiato in carcere, la mamma denuncia: “In cella di isolamento in ospedale”











