di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 2 gennaio 2024
La proposta di abrogazione dell’art. 323 c.p. nasce, come è noto, da un dato statistico e da una esigenza politica. Il dato statistico ci dice che un numero elevatissimo di procedimenti a carico di pubblici amministratori si conclude -dopo aver determinato danni politici e personali comunque non riparabili- con l’assoluzione degli imputati.
di Daniela Piana
Il Dubbio, 2 gennaio 2024
Ne beneficerà la fiducia del cittadino nelle regole, nelle istituzioni e quindi nella stessa democrazia. Avere cura. È questa la cultura. Di cosa? Dei templi che costruiamo perché durino nel tempo. Chi li costruisce. Nessuno, di individuale, ognuno di partecipe, ancorché non necessario e nemmeno sufficiente, di un percorso che si chiama sviluppo delle istituzioni dello Stato di diritto. Che non valgono nella e per la dimensione individuale, valgono per la dimensione impersonale, anche se vivono attraverso il fare ed il pensare delle persone.
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 2 gennaio 2024
Salvo imprevisti dell’ultimo momento, entro il mese è in programma l’insediamento del nuovo Comitato direttivo della Scuola superiore della magistratura, organismo quanto mai prestigioso con la sede principale a Scandicci e che si occupa della formazione e dell’aggiornamento delle circa diecimila toghe italiane gestendo un budget enorme, per la precisione circa 45 milioni di euro. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio alla vigilia di Capodanno ha nominato i cinque componenti di sua competenza: un magistrato, due professori e due avvocati. I sette componenti di competenza del Csm, sei magistrati ed un professore, saranno invece nominati nei prossimi giorni, tenendo conto che il mandato quadriennale dell’attuale Comitato direttivo termina il prossimo 30 gennaio e che il vice presidente Fabio Pinelli non ha alcuna intenzione di arrivare in ritardo all’appuntamento per il mancato accordo del Plenum. Una volta insediatosi il Comitato direttivo provvederà poi alla nomina del presidente della Scuola superiore. Fra i nomi scelti da Nordio, tranne quello della ex presidente della Corte d’appello di Venezia, la magistrata Ines Marini, nessuno sembra avere le carte per aspirare all’incarico di numero uno della Scuola, fino ad oggi sempre ricoperto dai presidenti emeriti della Corte costituzionale: Giorgio Lattanzi, Gaetano Silvestri e Valerio Onida.
di Vladimiro Zagrebelsky
giustiziainsieme.it, 2 gennaio 2024
Tutti, anche i magistrati, hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione (in qualunque forma, anche non verbale). Ma l’esercizio di questa libertà porta con sé obblighi e responsabilità. Questo il quadro di principio come si ricava dalla integrazione dell’art. 21 della Costituzione con l’art. 10 della Convenzione europea dei diritti umani.
di Andrea Aversa
L’Unità, 2 gennaio 2024
La visita per il Partito Radicale insieme a due avvocati dell’Aiga (Associazione italiana giovani avvocati): il ‘viaggio’ nel reparto sanitario, nel polo universitario e del lavoro, nel reparto “Tirreno”. Questa struttura ospita solo persone condannate in via definitiva e accusate di reati associativi, ergastolani ed ex 41bis. Solo un settore è dedicato ai colpevoli di reati comuni: il “Mediterraneo”. Numeri e cifre del penitenziario napoletano.
La Nazione, 2 gennaio 2024
“Una casa per ricominciare”. E la casa si chiamerà San Leonardo di Noblac, come l’abate benedettino vissuto in Francia nel VI secolo, e spesso raffigurato con delle catene o dei ceppi perché è considerato patrono dei carcerati. Ed è proprio per loro, i detenuti, anzi, coloro che hanno finito di scontare la pena carceraria, che è pensato il nuovo progetto della Fondazione Caritas di Prato. Una casa, appunto, per ricominciare.
riminitoday.it, 2 gennaio 2024
Hanno partecipato le sezioni di Rimini del Partito Radicale, con Ivan Innocenti; della Camera Penale, con l’avvocato. Valeria Solleciti; del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati con l’avvocato. Linda Mastrodomenico e di Aiga, con l’avvocato Efrem Ceccaroli. Il 31 dicembre è stata fatta la tradizionale visita di monitoraggio alla Casa Circondariale di Rimini da parte delle rispettive sezioni di Rimini del Partito Radicale, con Ivan Innocenti; della Camera Penale, con l’avvocato. Valeria Solleciti; del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati con l’avvocato.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 2 gennaio 2024
Il bullismo è una piaga che richiede, per essere affrontato e sconfitto, il coinvolgimento di più soggetti e plurime istituzioni. Da questa consapevolezza è partito l’Ordine degli avvocati di Padova, che ha fornito un supporto fondamentale per la creazione dello “Sportello legale bullismo”. Il progetto coinvolge anche la Provincia di Padova e la dirigenza scolastica di Padova. Un lavoro che parte da lontano e che si aggancia ai numerosi casi di cronaca con al centro negli ultimi tempi i giovani.
di Beatrice Branca
Corriere Veneto, 2 gennaio 2024
Da cinque anni, nella provincia di Verona, la maggior parte dei richiedenti asilo sono sprovvisti di STP, la tessera sanitaria degli Stranieri Temporaneamente Presenti. Non possono accedere al sistema sanitario nazionale per ricevere le cure e l’unica opzione è rivolgersi al Cesaim il Centro Salute Immigrati. Questa associazione offre da 30 anni un servizio di cure mediche a chi non ha la tessera sanitaria. Nel 2023 le prestazioni effettuate sono state circa 7mila e la maggior parte degli utenti erano proprio richiedenti asilo. In media sono state visitate tra le 15 e le 60 persone ogni giorno. Rispetto al 2022 gli accessi sono aumentati del 10%, un dato che però non stupisce visto che sono aumentati gli arrivi in Italia, e quindi anche a Verona, sia dalla rotta mediterranea che da quella balcanica.
di Andrea Ruggieri
Il Riformista, 2 gennaio 2024
Potrebbe essere chiunque di noi. Nessuno escluso. Questa è la sensazione, nettissima, che mi lascia la serata di Capodanno passata con i volontari dei City Angels di Milano. Donne e uomini fantastici, generosissimi, che anche la sera di San Silvestro si prendono cura dei loro “utenti”, come chiamano i tanti, tantissimi, troppi senzatetto che vivono al freddo e al gelo per le strade, e sotto i portici, di Milano. Cui prima servono la cena (a quelli che risiedono nel loro centro di accoglienza di Niguarda, sempre in overbooking per eccesso di richiesta), poi vanno a portare assistenza sulla strada.
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