di Marco Fabri e Giacomo Oberto
Il Domani, 28 aprile 2024
È in corso un dibattito acceso sull’introduzione di test e colloquio psico-attitudinale nell’ambito del concorso per la selezione dei magistrati ordinari. Il primo studio comparativo a cura di Cnr e Uim analizza la situazione presente in 32 paesi del nostro continente. In Germania, Francia e Spagna non sono previsti. In queste settimane è in corso un dibattito piuttosto acceso circa l’introduzione di un test e di un colloquio psico-attitudinale nell’ambito del concorso per la selezione dei magistrati ordinari italiani “diretto a verificare l’assenza di condizioni di inidoneità alla funzione giudiziaria”.
Il Dubbio, 28 aprile 2024
“Il parere della Procura Nazionale Antimafia è autorevole, ma non basta”. Gli ermellini depositano le motivazioni con le quali hanno confermato il regime del carcere duro per l’anarchico che di recente è stato condannato in via definitiva per l’attentato alla Scuola Aliievi Carabinieri di Fossano insieme ad Anna Beniamino. Il regime del 41 bis a cui è sottoposto Alfredo Cospito nel carcere di Sassari è giustificato da ragioni ancora “attuali”, legate in particolare alla “persistente pericolosità del Fai-Fri’, la sigla a cui viene ricondotto l’anarchico detenuto a Sassari. Non basta il parere della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo per prendere in considerazione la revoca anticipata del carcere duro. È quanto si legge nelle motivazioni alla sentenza della Cassazione che ha confermato nei giorni scorsi la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Roma per “l’estrema pericolosità” del recluso.
La Stampa, 28 aprile 2024
Nel carcere di Saluzzo da alcuni giorni i detenuti appartenenti al circuito “Alta Sicurezza”, la maggioranza ergastolani, si rifiutano di rientrare nelle proprie celle. A denunciarlo in una nota è l’Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria (Osapp). La protesta è iniziata il 25 aprile, quando dodici detenuti non sono rientrati perché non intendevano essere assegnati a celle diverse al termine dell’isolamento. “Si sono “accampati” nel corridoio della sezione del reparto di isolamento e hanno desistito alle ore 2,30 del 26 aprile - spiegano dall’Osapp -. Si è evitato il peggio solo grazie alla continua mediazione del personale di polizia penitenziaria”.
Il Dubbio, 28 aprile 2024
La missiva di un detenuto resa pubblica dall’associazione Nessuno Tocchi Caino: “Questo sciopero è un atto di estrema necessità per protestare contro le condizioni disumane in cui noi detenuti siamo costretti a vivere. Le condizioni delle carceri, già difficili, sono diventate ormai insostenibili e non mostrano alcun segno di miglioramento”.
di Barbara Calderola
Il Giorno, 28 aprile 2024
Arrivano al minorile Beccaria gli annunciati rinforzi di organico dopo l’inchiesta che ha portato all’arresto di 13 agenti. E, dal 6 maggio, ci sarà un cambio al vertice: non c’è più la comandante Manuela Federico, al suo posto verrà trasferito l’attuale vicecomandante di Bollate, Daniele Alborghetti. Il suo è un nome noto alle cronache perché nel 2018, quando guidava gli agenti a Monza, finì ai domiciliari per corruzione e turbativa d’asta per gli appalti sull’installazione delle macchinette per bibite e sigarette. Condannato in primo grado a 5 anni e 4 mesi di carcere, è stato poi assolto definitivamente. A marzo di quest’anno Alborghetti aveva proclamato uno sciopero della fame definendosi “rovinato” dall’inchiesta giudiziaria e invocando un incontro col ministro della Giustizia Carlo Nordio. Stando a quanto spiegato da fonti penitenziarie, la Federico, non indagata dalla Procura, era stata assegnata temporaneamente all’incarico dall’Ufficio di esecuzione penale esterna, e non aveva una “scadenza”.
di Roberto Davide Papini
La Nazione, 28 aprile 2024
L’associazione “Nessuno tocchi Caino” è entrata nella prigione fiorentina. Il segretario D’Elia: “Sembra di essere sul set di un film apocalittico”. “A volte c’è chi dice che un detenuto è irredimibile, irrecuperabile. Nel caso di Sollicciano è la struttura detentiva a essere irredimibile, non si può riformare, va chiusa”. Sergio D’Elia, segretario dell’associazione “Nessuno tocchi Caino” commenta così la situazione del carcere fiorentino al termine della visita di ieri assieme a Massimiliano Chiuchiolo dell’Osservatorio nazionale dell’Unione camere penali.
di Katiuscia Guarino
Il Mattino, 28 aprile 2024
Parla la provveditrice delle carceri campane Lucia Castellano dopo l’arresto dell’agente di Polizia penitenziaria trovato in possesso di oltre 4 chili di droga e diversi cellulari destinati ai detenuti: “Riferirò del caso al ministro Nordio, ma il penitenziario è sovraffollato”. “L’agente infedele mette in pericolo i suoi colleghi, prima ancora dei detenuti. In tale situazione, con agenti collusi si rende complicata la gestione dell’istituto. Si pensi, ad esempio, a un detenuto che fa uso di droga e va in astinenza, quindi può creare episodi di aggressione”.
di Alfio Sciacca
Corriere della Sera, 28 aprile 2024
Nel Rems di Genova Prà: “Niente celle o serrature, cura e dignità prima di tutto”. Il “killer delle fidanzate” che dopo 16 anni in carcere per l’omicidio di Antonella Multari ne trascorrerà altri 6 e mezzo nella struttura di accoglienza. Il momento migliore è al tramonto. C’è sempre qualcuno che sistema la sedia davanti all’enorme grata che restituisce il cielo a scacchi e si gode il panorama. Non ci fosse quella barriera sembrerebbe un giardino pensile che guarda il golfo di Genova. Un panorama che ha il sapore della libertà. Forse per questo è uno degli angoli più ambiti.
di Iacopo Scaramuzzi
La Repubblica, 28 aprile 2024
Il Papa a Venezia, visita il carcere femminile della Giudecca: “Nessuno deve togliere la dignità alle persone”. Il suo elicottero è atterrato direttamente nel cortile interno del carcere femminile sull’isola della Giudecca: papa Francesco è giunto poco prima delle otto a Venezia, per visitare il padiglione della Santa Sede nell’istituto di pena, e per prima cosa ha voluto incontrare le detenute.
di Giorgia Zanierato
Corriere del Veneto, 28 aprile 2024
L’emozione delle donne in attesa del pontefice. “In questi giorni tra le 82 detenute che incontreranno Francesco - racconta la presidente dell’associazione Granello di senape Maria Voltolina - si respira grande fibrillazione, mista a una vena di timore. Sanno quanto siano ferree le misure di sicurezza e credono non avranno modo di entrare in contatto con il Papa, anche perché il tempo è poco”.
- Venezia. Un gesto di umanità che rende felici le detenute
- “Al di là delle sbarre, al di qua del muro”: per capire il carcere ci vogliono occhi nuovi
- Papa Francesco antimilitarista: “Mio nonno mi ha fatto capire che la guerra è una cosa orribile”
- Non solo Gaza. Negli atenei la battaglia dei due mondi. E poi?
- Stati Uniti. Overdose di sedativi ai detenuti: in 10 anni almeno 94 vittime









