di Rosario Russo*
Il Dubbio, 4 gennaio 2024
L’art. 10, 3° è un fiore all’occhiello della nostra Costituzione. Garantendo secondo legge l’asilo nel nostro stato, esso assicura anche agli stranieri l’effettivo esercizio delle libertà democratiche previste per i cittadini italiani, qualora esse non siano riconosciute e tutelate dallo stato di provenienza. In sede costituente fu previsto espressamente che tale diritto dello straniero non è subordinato alla condizione della reciprocità: spetta allo straniero, ancorché egli sia cittadino di uno stato che non preveda analoga tutela. Così la Carta contribuisce concretamente all’universalizzazione (della tutela) delle libertà fondamentali.
di Stefano Mauro
Il Manifesto, 4 gennaio 2024
Da Human Rights Watch ad Haaretz, crescono le denunce di abusi dentro le prigioni israeliane: “Come Guantánamo”. “Abdel Rahman Bassem Al-Bahsh, 23 anni di Nablus, è il primo martire del 2024 e il settimo prigioniero assassinato nelle carceri israeliane dal 7 ottobre”, scrivono in una dichiarazione congiunta la Commissione per gli Affari dei Prigionieri e il Club dei Prigionieri Palestinesi (Pps).
di Micol Maccario
Il Domani, 4 gennaio 2024
Più di un anno dopo la morte di Mahsa Amini, il regime cerca di reprimere il dissenso. L’attivista iraniana Rayhane Tabrizi: “Le proteste continuano, anche se si sono trasformate”. “Nessuno può prevedere come inizia una rivoluzione. Né può sapere quando un’ingiustizia farà in modo che la furia di un popolo superi la sua paura”. Così scriveva a fine settembre 2022 la giornalista americana-iraniana Roya Hakakian sull’Atlantic.
di Germano Monti
MicroMega, 3 gennaio 2024
La morte per “suicidio” di Stefano Dal Corso in carcere a Oristano, l’ottobre scorso, non ha mai convinto sua sorella né l’avvocata. Dopo sette istanze di esame autoptico respinte, a seguito di una grande mobilitazione della società civile nel quartiere del Tufello e attraverso i media, il tribunale di Oristano ha finalmente disposto l’autopsia. Un passo avanti verso la verità e la giustizia per un detenuto, parte di quella popolazione sistematicamente ritenuta di serie B.
di Giovanna Darko*
vocididentrojournal.blogspot.com, 3 gennaio 2024
Amo un uomo che, dopo tre decenni al 41-bis, avrebbe il diritto di trovare una strada per tornare alla vita, per spendere nel mondo, tra gli altri, le conoscenze che tanti anni di sepoltura gli hanno dato. “Amo un fantasma”. Mi è stato suggerito di partire da questo titolo per scrivere della mia esperienza. Lo guardo - il titolo- e le labbra mi si increspano in un sorriso. Avete mai sentito parlare di un fantasma che deve stare attento al colesterolo? No? Neppure io. E quindi penso all’amore mio che, quando io scrivo “male”, mi risponde subito “non piagnucolare”.
di Marco Alfieri
Il Sole 24 Ore, 3 gennaio 2024
Costruirsi un futuro di vita differente, grazie alle competenze digitali. Offrendo un valido modello emulativo a chi non ha alle spalle situazioni così complicate come la permanenza in carcere. Perché se ce la fanno loro, è il sottotesto, può farcela chiunque. Questa è una delle ragioni di fondo per cui il colosso statunitense Cisco, nel 2003, ha avviato una scuola di formazione Ict nelle carceri italiane. “Siamo partiti dalla struttura di Bollate, vicino Milano, grazie all’incontro di alcuni personaggi illuminati: l’allora direttrice del carcere, Lucia Castellano, un manager Cisco come Francesco Benvenuto e Lorenzo Lento, fondatore della Cooperativa Universo poi diventata una delle 35o Academy Cisco nel nostro Paese”, racconta Gianmatteo Manghi, ad di Cisco Italia.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 3 gennaio 2024
Oltre 160 emendamenti, contenuti in un documento di 105 pagine, chiedono una messa a punto al ddl che porta la firma del Guardasigilli. Il 9 gennaio in commissione Giustizia del Senato, a meno che non si dia priorità al dossier sul doppio cognome come avrebbe richiesto la premier Meloni, si voteranno gli emendamenti al ddl 808, il cosiddetto “pacchetto Nordio” che contiene modifiche su abuso d’ufficio, traffico di influenze, intercettazioni a tutela della riservatezza del terzo estraneo al procedimento, contraddittorio, collegialità e misure cautelari, inappellabilità delle sentenze di assoluzione.
di Gian Carlo Caselli
La Stampa, 3 gennaio 2024
Chi non vuol vedere lo nega, ma la burrasca nel finale dell’anno è partita. Prima il sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro promette di “spezzare le reni alle correnti della magistratura”. Questa minaccia truculenta (anche per il linguaggio di evidente impronta “nostalgica”) rimbalza poi sulle parole del ministro della Difesa Guido Crosetto, che in un vortice di detti, precisazioni e parziali contraddetti, alla fine sembra attestarsi sulla versione che per parte sua non vi è mai stato un attacco alla magistratura, ma solo una “riflessione e preoccupazione riguardo ad alcune tendenze che vede emergere non in modo carbonaro ma in modo evidente”.
di Pietro Di Muccio de Quattro
L’Opinione, 3 gennaio 2024
Vorrei chiosare, non in polemica, l’articolo del giudice Roberto Tanisi sulla separazione delle carriere dei magistrati (www.beemagazine.it, 19 dicembre 2023). Premetto di non avere nessuna difficoltà a riconoscere in generale la ragionevolezza della sua contrarietà. Tuttavia desidero soffermarmi sul seguente passo della lunga e articolata esposizione dei motivi addotti a sostegno della sua tesi: “Ma se anche così fosse, se, cioè, la riforma garantisse piena autonomia al pm, il rischio potrebbe essere quello di avere un magistrato trasformato in una sorta di superpoliziotto, un “grande inquisitore” scevro da verifiche e controlli, che piuttosto che essere - come oggi è - promotore di giustizia, sarebbe un mero avvocato dell’accusa o della Polizia, non più tenuto istituzionalmente alla ricerca della verità ma, semplicemente, delle prove a carico dell’indagato”.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 3 gennaio 2024
Se il Capo dello Stato, nel suo messaggio di fine anno 2023, avesse pronunciato, al fianco di alti concetti come “dignità negate” e “diritti calpestati”, le tre paroline “Stato di diritto”, avrebbe dato sostanza alla agognata svolta sulla giustizia del suo discorso di insediamento di due anni fa. Quando fu tirato per la giacca e supplicato di accettare il secondo mandato, mentre stava già traslocando i mobili nella nuova casa, e colse l’occasione per ricordare, anche quale vertice del Csm, alla casta della magistratura, che l’indipendenza e l’autonomia sono beni da riconquistare ogni giorno. Pena la perdita di credibilità degli amministratori di giustizia.
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