di Fulvio Fulvi
Avvenire, 5 gennaio 2024
Sul numero di telefonate che i detenuti possono fare ai parenti, carcere che vai, regole che trovi. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio lo aveva promesso alla vigilia di Ferragosto dopo la sua visita alle Vallette di Torino in seguito alla morte di due giovani recluse, una per suicidio, l’altra, madre di due bambini, per inedia dovuta a disperazione: “Due chiamate in più al mese per tutti”.
di Angiola Petronio
Corriere del Veneto, 5 gennaio 2024
Polemica dell’associazione “Sbarre di zucchero” sul trattamento riservato al 22enne reo confesso del femminicidio di Giulia Cecchettin. La direttrice smentisce: “L’infermeria reparto a sé ma nessun trattamento di favore”. Tre. Talmente “invisibili” da essersi suicidati. Eterei, come gli altri 490. E uno, assolutamente “appariscente”. È su questa proporzione che trascorrerebbe la vita nel carcere di Montorio, a Verona. Quello in cui, come in tutti i penitenziari italiani, i detenuti sono accatastati per il sovraffollamento e la mancanza cronica di agenti di polizia penitenziaria.
di Emanuele Lombardini
Avvenire, 5 gennaio 2024
Morire in carcere, o peggio ancora morire di carcere. Una condizione che in alcuni penitenziari ha superato il livello di guardia. Lo certifica il report dell’associazione “Ristretti Orizzonti” che nella triste classifica annuale dei morti suicidi in cella del 2023 - ben quattro vittime per penitenziario - ha messo a fianco di Regina Coeli e San Vittore anche il più piccolo istituto di Terni. Cosa sta accadendo da mesi nell’istituto umbro? E come si spiega tutto questo?
di Francesco Patané
La Repubblica, 5 gennaio 2024
Intervista al Garante palermitano per i diritti dei detenuti: “La Regione presieduta da Schifani non sta facendo nulla per garantire ai detenuti il diritto alla salute”. “Nelle carceri siciliane non è garantito il diritto alla salute, ci sono detenuti con gravi problemi psichici e di tossicodipendenza che nemmeno dovrebbero entrare in cella e i percorsi di reinserimento sono pochi e inefficaci. Questo porta alla violenza e ai suicidi a cui assistiamo nelle strutture detentive dell’Isola”. Pino Apprendi, il garante palermitano per i diritti dei detenuti, è appena uscito dall’istituto penale per minorenni Malaspina di Palermo dopo l’ennesimo episodio di violenza.
di Gerlando Cardinale
agrigentonotizie.it, 5 gennaio 2024
Il presidente della Camera, Angelo Nicotra: “I fatti andranno accertati ma vanno garantiti i diritti dei detenuti, non si possono negare acqua calda e assistenza medica”. “Senza entrare nel merito dei fatti accaduti nel carcere di Agrigento, che verranno accertati, va detto - come recita la Costituzione - che il trattamento carcerario non può essere contrario al senso di umanità e tendere alla rieducazione del condannato”.
di Gianluca Nicoletti
La Stampa, 5 gennaio 2024
Le critiche di protagonismo al padre di Giulia sono stereotipi della tragedia classica. C’è chi invoca una dimensione “punitiva” del dolore, ma giudicarlo è sbagliato. Quando la collettività si pone di fronte a forme di elaborazione “attive” di una sofferenza, il giudizio è sempre implacabile. Non si tollera l’uscita dai canoni tradizionali dell’afflizione che impongono riserbo, silenzio, annientamento.
di Barbara Stefanelli
Corriere della Sera, 5 gennaio 2024
La causa del New York Times contro OpenAi e Microsoft avrà conseguenze per il futuro dei media. E non solo. La parola dell’anno che si è appena chiuso è stata “intelligenza-artificiale”, perché nessun sintagma racchiude con più efficacia quel combinato di speranza e timore/terrore con cui guardiamo al nostro futuro, prossimo e remoto. Non a caso uno degli ultimi atti del 2023 - significativi per noi tutti, giornalisti e lettori - è stata la causa aperta dal New York Times contro OpenAi e Microsoft dopo mesi di trattative che avevano l’obiettivo di raggiungere un punto d’equilibrio quanto all’utilizzo delle informazioni del quotidiano americano negli ingranaggi dei programmi generativi (ChatGpt e Gpt-4) delle due corporation. Quel confine tra mondi diversi non è stato individuato e lo strappo, che passerà presto negli spazi fisici di un tribunale di Manhattan, avrà conseguenze per il futuro dei media. E non solo.
di Angela Nocioni
L’Unità, 5 gennaio 2024
Lamette ingerite dai detenuti al Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Milano. E polizia antisommossa la notte di capodanno a quello di Gradisca d’Isonzo, provincia di Gorizia. Il 31 dicembre al Cpr di Gradisca - senza riscaldamenti dagli inizi di dicembre - è stata anticipata la chiusura delle gabbie: alle 21 invece che alle 24. Tre ore in meno d’aria ai detenuti. In seguito alle rimostranze di alcuni dei prigionieri è intervenuta la polizia in tenuta antisommossa. Manganellate contro chi protestava, raccontano da là dentro. Il tentativo di sequestro dei telefoni cellulari ha causato ulteriori reazioni e proteste. Emergenza anche al Cpr, appena commissariato, di Milano. Lì detenuti hanno ingoiato delle lamette per poter essere portati in ospedale e uscire da lì. Quella che segue è la testimonianza di una attivista della rete Mai più lager, no ai cpr.
di Paolo Borgna
Avvenire, 4 gennaio 2024
Ci sono piccole norme che a volte sono la spia di scelte più ampie, di orizzonti culturali che segnano una svolta e delineano un nuovo futuro. A questo genere di “norme spia” appartiene l’articolo 18 del disegno di legge in materia di sicurezza, con cui si introdurrebbe nel codice un nuovo reato: la “rivolta in istituto penitenziario” (415 bis c. p.). Un reato con cui si punisce chi, all’interno di un carcere, organizza o anche solo partecipa ad una rivolta di tre o più persone mediante “atti di violenza o minaccia, di resistenza anche passiva all’esecuzione degli ordini impartiti ovvero mediante tentativi di evasione”.
giustizia.it, 4 gennaio 2024
Riportiamo il capitolo dedicato alle carceri dell’Atto di indirizzo politico-istituzionale per il 2024, volto ad indicare le priorità politiche che il Ministero della Giustizia intende realizzare nel corso del prossimo anno, in linea con il bilancio di previsione e, nel contesto europeo, in relazione ad un efficace impiego delle risorse messe a disposizione dal PNRR.
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