di Giuseppe Di Federico*
L’Unità, 6 gennaio 2024
Il caso del giudice Zanon, contrario alla decisione della Corte sul caso Ferri, mette in luce un’abitudine solo italiana: in altri Paesi dalla democrazia evoluta vige la “dissenting opinion”. Nei giorni scorsi vari giornali ci hanno informati che in un conflitto di competenza tra la Camera dei deputati e il Csm la Corte costituzionale ha dato ragione al Csm. Alcuni giudici costituzionali ritenevano che avesse ragione il Parlamento. Uno di essi, il Professor Zanon, ha anche affermato che la Corte ha volutamente e intenzionalmente dato ragione al Csm venendo meno al suo dovere di imparzialità.
di Francesca Barra
L’Espresso, 6 gennaio 2024
Pasquale è orfano di femminicidio, Sofia non lo è per un soffio. I loro padri non si sono mai ravveduti per il male fatto alle rispettive mogli. “Parliamo e raccontiamo le nostre storie per salvare altre donne”. Salvatore Guadagno uccide nel 2010 sua moglie Carmela Cerillo, trentotto anni, madre di due figli. “Ce l’ha portata via per sempre dopo aver visto la partita con mio zio, suo cognato. Strinse le sue mani intorno al collo di nostra madre e la uccise”. A parlare è Pasquale che è il figlio più piccolo, oggi ventisettenne. “La sua voce grossa, le nostre urla; mi bloccava la testa per sputarmi dritto in faccia quando ero piccolino. Sono stati anni terribili”.
di Fabrizio Costarella e Cosimo Palumbo*
Il Dubbio, 6 gennaio 2024
Che cos’è la confisca di prevenzione? A giudicare dal nome e dalla sua collocazione normativa di prevenzione, verrebbe naturale rispondere che si tratta di una misura di prevenzione. Ma la prevenzione è, storicamente, destinata ad operare nel futuro del soggetto inciso, così da evitare che egli reiteri le proprie manifestazioni di pericolosità sociale.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 6 gennaio 2024
Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 373 depositata oggi chiarendo che la gravità del reato sa sola non basta a negare il beneficio. Il diniego di una misura alternativa alla detenzione, con l’affidamento in prova ai servizi sociali, non può essere motivato esclusivamente con la condizione di pregiudicato e l’asserita assenza di prospettive lavorative adeguate a favorire il reinserimento sociale del condannato. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 373 depositata oggi, accogliendo, con rinvio, il ricorso di un trentacinquenne contro la decisione del Tribunale di sorveglianza di Roma.
Adnkronos, 6 gennaio 2024
Il medico legale avrebbe trovato segni di violenza sul corpo. Un detenuto 32enne è stato trovato morto, questa mattina, nella sua cella a Poggioreale, a Napoli. Il ragazzo, originario di Secondigliano, si trovava recluso nel reparto Napoli al piano terra. Sul posto il magistrato di turno e il medico legale che avrebbero trovato segni di violenza sul corpo. Indagini sono in corso per accertare la dinamica dei fatti e individuare eventuali responsabili. Il garante dei detenuti campani, Samuele Ciambriello, assicura che saranno effettuati tutti gli esami, autopsia e tossicologico in primis, utili a verificare le cause esatte del decesso e chiede “giustizia e verità”.
di Lorenzo Drigo
ilsussidiario.net, 6 gennaio 2024
Nel carcere di Terni scoppia l’allarme per i suicidi: quattro casi in pochi mesi, mentre non si contano i gesti autolesionistici o gli attacchi alle guardie carcerarie. Il carcere di Terni, piccola struttura che ospita anche un delicato reparto dedicato al 41 bis, nel quale venne rinchiuso Bernardo Provenzano, si trova al terzo posto della triste classifica dei morti suicidi tra le sbarre. Una classifica che vede, poco sorprendentemente, al primo posto il Regina Coeli e al secondo il San Vittore, mentre la media annuale complessiva delle strutture è di 4 morti per ogni penitenziario.
di Veronica Altimari
romatoday.it, 6 gennaio 2024
Il 12 gennaio al Gemelli di Roma verrà eseguita l’autopsia, sin qui negata dalla procura di Oristano e concessa dopo l’audio di una testimonianza resa alla sorella Marisa e al legale Armida Decina. Ecco come è morto il 42enne del Tufello secondo il supertestimone. “Un pestaggio per mano di cinque agenti della Polizia penitenziaria, il secondo colpo alla nuca con un manganello che ne determina la morte, per poi inscenare un suicidio che non sarebbe mai avvenuto”.
di Angiola Petronio
Corriere Veneto, 6 gennaio 2024
Il carcere di Montorio è al centro di polemiche per i presunti privilegi - smentiti dalla direzione - a Filippo Turetta. “Il carcere non è un parco divertimenti”. È tranciante, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari. E il suo commento arriva all’indomani della denuncia dell’associazione Sbarre di Zucchero su presunti “privilegi” - smentiti sia dalla direttrice della casa circondariale che dagli stessi detenuti in una lettera aperta di un mese fa di cui godrebbe, nel carcere di Montorio in cui è recluso, Filippo Turetta il 22enne padovano reo confesso per l’omicidio dell’ex fidanzata, la coetanea Giulia Cecchettin.
di Manuela Trevisani
L’Arena, 6 gennaio 2024
Montorio tra le 10 Case circondariali peggiori. Dopo i suicidi, l’associazione in visita: “La manutenzione è buona, ma sono pochi gli spazi. Il tasto più dolente rimane la sanità”. “Verona, con 584 detenuti a fronte di una capienza di 335 posti e un tasso di affollamento del 174 per cento, è tra i dieci istituti penitenziari più affollati d’Italia”. È l’analisi dell’associazione Antigone, che dal 1991 si occupa di carceri, giustizia, diritti umani e di prevenzione della tortura a livello nazionale e che in dicembre ha fatto tappa al carcere di Montorio. “Gli stranieri sono circa il 60 per cento dei presenti e il carcere ospita anche 40 donne detenute. Si tratta di un istituto complesso, con varie tipologie detentive. Oltre al reparto femminile infatti c’è anche una sezione per detenuti protetti e una articolazione per la salute mentale”.
di Mara Chiarelli
L’Edicola del Sud, 6 gennaio 2024
“Nel carcere di Taranto il diritto alla salute sembra essere calpestato sempre di più. Da un po’ di tempo niente visite mediche di routine ai detenuti, ma solo emergenze poiché non ci sarebbero più medici, per cui il dirigente sanitario che è rimasto solo, sarebbe costretto a fare di tutto e di più”. A denunciare quella che, se confermato, sarebbe una violazione di un diritto costituzionalmente garantito, e cioè quello alla salute, è il Sappe, il sindacato autonomo della polizia penitenziaria, che da tempo evidenzia “una situazione di grande affanno, per non dire peggio - scrivono - nell’assistenza sanitaria ai detenuti presenti nel carcere di Taranto, con i detenuti psichiatrici abbandonati a se stessi, malati cronici con carenza di assistenza che, generano situazioni di protesta da parte dei ristretti che diventano sempre più preoccupanti.
- Chiavari (Ge). La visita del Radicali: “Il 70% dei detenuti è straniero, 31 i tossicodipendenti”
- Milano. L’impresa sociale dei detenuti: “Cambiamo vita con il lavoro, 12 persone sono già rinate”
- Catania. Con “U Principinu, un calcio al pallone” i detenuti dell’Ipm Bicocca diventano attori
- “Senza colpe”: quei bimbi in carcere con le mamme
- Amministratore di sostegno. Angeli o demoni? Quando la vita è nelle mani di un altro











