di Iuri Maria Prado
L’Unità, 7 gennaio 2024
O forse non se l’è scordata. Forse immagina che non sia un gran problema. A meno che non sia un non-problema. O a meno che sia bensì un problema, ma del quale è giusto continuare a disinteressarsi. Ecco tutte le ragioni per le quali riguarda non solo la nostra libertà ma anche le nostre tasche. Il fatto che alla fine dell’anno si decida di non dedicare nemmeno una parola alla giustizia, come ha deciso di fare il presidente Mattarella, può significare due cose: che la giustizia non è un problema, oppure che è un problema di cui tuttavia è legittimo disinteressarsi. Conosciamo l’obiezione. D’accordo i diritti, d’accordo lo Stato di diritto, queste menate: ma qui ad aggredire la vita e il benessere degli italiani ci sono i problemi veri, l’economia che arranca, le imprese che chiudono, gli investimenti che calano, la povertà che cresce, l’insicurezza nelle strade, l’immigrazione.
di Glauco Giostra
Il Domani, 7 gennaio 2024
Risulta difficile vedere il nesso tra il rispetto della presunzione d’innocenza e l’emendamento Costa che Meloni ha difeso in conferenza stampa. Anzi se venisse approvata, la realtà si incaricherà di dimostrare in modo imbarazzante che non risulterà maggiormente tutelata ma più facilmente offuscata. Una circostanza inedita ha connotato il discorso di fine anno della presidente del Consiglio: la protesta della Fnsi che ha indotto per la prima volta molti giornalisti a disertare questo tradizionale appuntamento del capo del governo con la stampa. La contestazione, come è noto, ha riguardato l’approvazione nei lavori parlamentari di un emendamento volto a introdurre “il divieto di pubblicazione integrale o per estratto del testo dell’ordinanza di custodia cautelare”.
di Giovanna Vitale
La Repubblica, 7 gennaio 2024
Proposta di Mollicone, presidente della commissione Cultura: “Basta fake news contro di noi”. E lancia la riforma dell’editoria: “Difendere attendibilità delle fonti e veridicità delle informazioni”. Una riforma dell’editoria che certifichi la veridicità delle notizie. Dopo l’emendamento-bavaglio che impedisce di pubblicare gli atti delle inchieste e la stretta sulle intercettazioni, è l’ultima iniziativa di Fratelli d’Italia per provare - d’intesa col governo - a controllare l’informazione.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 7 gennaio 2024
La norma prevede che la politica debba indicare i criteri ai procuratori: Fi e Lega propongono di ignorare la corruzione. I delitti da punire con urgenza? Per il centrodestra sono soprattutto quelli violenti: politici e colletti bianchi possono aspettare. O almeno è quanto traspare da una proposta di legge, da poco all’esame della Commissione Giustizia del Senato, che punta a realizzare una delle previsioni più controverse della riforma penale di Marta Cartabia. Il testo firmato nel 2021 dall’ex Guardasigilli stabilisce infatti, tra le altre cose, che i “criteri generali” di priorità per l’esercizio dell’azione penale debbano essere “indicati dal Parlamento con legge”: la maggioranza di turno, quindi, ora può contribuire a “selezionare le notizie di reato da trattare con precedenza rispetto alle altre”, disegnando una “cornice” di principio a cui poi i procuratori capo devono adeguarsi nei loro progetti organizzativi. La novità era stata assai contestata dalla magistratura: nel parere reso dal Csm, la norma era addirittura descritta come in “possibile contrasto con l’attuale assetto dei rapporti tra i poteri dello Stato”, perché - si avvertiva - l’individuazione dei criteri non potrà che rispecchiare “le maggioranze politiche del momento”. E l’ex consigliere Nino Di Matteo - ora alla Direzione nazionale antimafia - parlava di un “vulnus evidente” e di uno “squarcio che apre la via a una chiara violazione della separazione dei poteri”.
di Roberto Giachetti
Il Riformista, 7 gennaio 2024
L’intervista ad Alessandro Barbano, autore di La gogna. Hotel Champagne, la notte della giustizia italiana: “È una vicenda il cui racconto ufficiale è forse l’esatto opposto di ciò che è accaduto”. Alessandro Barbano, vicedirettore del Corriere dello Sport, è l’autore di “La gogna. Hotel Champagne, la notte della giustizia italiana”.
di Mario Consani
La Repubblica, 7 gennaio 2024
Oltre 8.700 detenuti per 6.100 posti. E a San Vittore per le detenute solo bagni alla turca Da Canton Mombello a Bollate, tutti gli istituti di pena hanno numeri ben al di sopra della capienza, con problemi legati anche al disagio psichico difficile da curare. Lombardia regione maglia nera in Italia, seconda solo alla Puglia, per il sovraffollamento nelle carceri. Stando ai più recenti dati pubblicati dal ministero della Giustizia, a fine novembre le presenze complessive nelle 18 carceri lombarde erano di 8.733 detenuti, quando la capienza regolare è di 6.174 posti: il tasso medio di occupazione è dunque del 142%, ben oltre la media nazionale che si attesta al 114%, con 60.116 detenuti in tutta Italia per 51.272 posti.
di Andrea Massaro
Il Resto del Carlino, 7 gennaio 2024
Matteo Concetti, 23 anni, si è impiccato in cella di isolamento. Il post di Ilaria Cucchi: “La madre chiedeva aiuto”. Era detenuto nel carcere di Montacuto per reati contro il patrimonio. Non molto tempo fa aveva aggredito una guardia penitenziaria e per questo motivo era stato collocato in isolamento. Proprio in questo settore del penitenziario anconetano, nel bagno della sua cella, è stato trovato impiccato nel pomeriggio di venerdì. Matteo soffriva di problemi psichiatrici che aveva provato a spiegare, evidentemente senza riuscirci.
di Antonio Pio Guerra
Il Messaggero, 7 gennaio 2024
Un giovane reatino suicida nel carcere di Montacuto ad Ancona. La mamma accusa di averlo abbandonato. Nel bagno di una cella di isolamento è terminata la vita di Matteo Concetti, 25 anni, nato a Fermo da una famiglia di Rieti, dove il giovane ha vissuto per tanti anni e ha frequentato le scuole prima di tornare di recente nelle Marche. L’hanno trovato impiccato con una corda, venerdì. Inutili i tentativi di soccorso degli agenti penitenziari e 118. Una storia complicata, la sua. Nel penitenziario anconetano ci era finito a fine novembre, trasferito da quello di Fermo, probabilmente a causa di un momentaneo sovraffollamento.
di Giuseppe Crimaldi
Il Mattino, 7 gennaio 2024
La Procura di Napoli procede per omicidio. Una morte piena di misteri e di sospetti. L’emergenza carceraria a Napoli saluta il nuovo anno nel modo più lugubre: con la morte di un giovane detenuto a Poggioreale. In una cella della Casa circondariale, alla vigilia dell’Epifania, è stato trovato il corpo senza vita di Alexandro Esposito, 33enne di Secondigliano che era in attesa di giudizio e scontava la carcerazione preventiva all’interno del Padiglione Napoli.
L’Unità, 7 gennaio 2024
Alessandro ritrovato nella sua cella nel reparto Napoli. Sul corpo segni di violenza. “Sentiamoci un po’ tutti un po’ responsabili di queste morti e di queste solitudini”, è la riflessione e il pensiero di Samuele Ciambriello, Garante dei detenuti della Regione Campania che questa mattina ha visitato il reparto Napoli del carcere di Poggioreale. Quello dove ieri è stato trovato senza vita un detenuto di 33 anni. Le indagini per accertare la dinamica dei fatti sono in corso. Sul posto ieri si erano recati il magistrato di turno e il medico legale.
- Verona. Il Garante dei detenuti, don Carlo Vinco: “La playstation in carcere l’ho portata io”
- Verona. La pensione dentro Montorio dove i cani corrono all’aperto e i detenuti fanno da “custodi”
- Padova. In carcere nasce anche la squadra di rugby. Cus, Ulss e Uoc “giocano” per dare una speranza ai detenuti
- Noi, la premier e l’enorme spettacolo delle disparità
- L’intelligenza artificiale non potrà mai lasciarci uguali a noi stessi











