di Maria Verderame
galluraoggi.it, 9 gennaio 2024
Il carcere di Tempio-Nuchis vive in una condizione di sovraffollamento e diritti violati per i detenuti. La situazione, presente in misura peggiore nelle case circondariali di Cagliari e Sassari, è stata documentata dall’associazione Socialismo Diritti Riforme Odv, che documenta che la condizione degli istituti non è affatto migliorata negli ultimi 12 mesi. A Tempio-Nuchis sono 176 i detenuti nel carcere e i posti massimi sono 170. Complessivamente, in Sardegna ci sono 2.140 detenuti per 2.616 posti, 1 detenuto su 4 è straniero. Una situazione che causa profonde problematiche di convivenza tra i detenuti. L’associazione registra un miglioramento leggero nelle Colonie Penali, che sono 324 ma il divario rispetto ai posti disponibili (598) è elevato.
di Dimitri Canello
Corriere del Veneto, 9 gennaio 2024
Due anni di allenamenti per formare le squadre. Il 2024 comincia con la meta più bella e con il via libera al progetto “Rugby in carcere”. Merito dell’Ulss 6 Euganea, dell’amministrazione penitenziaria e del Cus Padova, ente partner di realizzazione, che hanno pensato a un progetto partito nel 2023 e che potrebbe continuare per le prossime due annualità.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 9 gennaio 2024
Entra nel vivo il progetto delle superiori della scuola pontificia Pio IX di Roma che vedrà nel mese di gennaio alcuni studenti dell’ultimo anno accanto ai detenuti della casa circondariale di Massa Marittima, Grosseto, per realizzare murales all’interno dell’area ricreativa del carcere con una guida d’eccezione: lo street artist Maupal. Non sono solo disegni, non sono solo colori, non sono solo una forma d’arte, i murales che spiccheranno presto sulle mura dell’area ricreativa della casa circondariale di Massa Marittima, in provincia di Grosseto, ma saranno un incontro tra cuori: quelli dei detenuti ospiti della struttura che per tutto il mese di gennaio lavoreranno con un gruppo di studenti dell’ultimo anno delle superiori della scuola Pontificia Pio IX di Roma. Non è un caso, infatti, che l’idea di questo progetto artistico così originale, venga da un’associazione che il cuore ce l’ha nel nome: Operazione Cuore ets, in collaborazione con l’associazione Fratel Emanuel Francesconi onlus. Originale è anche la scelta del cuore che guiderà mani e pennelli: lo street artist Maupal, in arte Mister Pope, che certo non ha bisogno di presentazioni e che è ormai un veterano di progetti artistici in carcere. “Il linguaggio artistico è universale, capace di parlare alle menti e ai cuori di tutti - presenta il progetto fratel Andrea Bonfanti, direttore del Pio IX - anche per questo abbiamo chiamato il progetto ‘Arte senza confini’, che già nel nome spinge a uscire dai propri limiti anche fisici e geografici”.
di Rosa Arianna Romano
Corriere del Mezzogiorno, 9 gennaio 2024
Dalla lettura all’ascolto, dai libri allo strumento virtuale per diffondere i valori della legalità tra le nuove generazioni. Ecco l’obiettivo di Radici Future Produzioni. Legalità. Accessibilità. Inclusione. Sono le parole chiave che scrivono il futuro di Radici Future Produzioni, delineando nuove prospettive per l’anno appena cominciato. Ieri, durante la conferenza stampa nella sala Campione della Regione Puglia, sono stati tracciati gli obiettivi che si pone per il 2024 Radici Future Produzioni - Legalitria, la società cooperativa impegnata nel campo del sociale e della rigenerazione territoriale, guardando a una diffusione orizzontale della cultura. È per questo che l’oggetto libro, perno su cui ruota Legalitria sin dai suoi albori, viene affiancato dal podcast, strumento che avvicina le giovani generazioni e non solo, rendendo la lettura ancora più fruibile grazie all’ascolto.
varesenews.it, 9 gennaio 2024
Sguardi Ri-volti, un lavoro teatrale, nato da un’idea di cooperativa “Lotta Contro l’Emarginazione”, Fondazione Enaip che sta girando diverse città con l’obiettivo di far conoscere il mondo del carcere e avvicinarlo alla comunità. Sei donne e tre uomini sul palco. Pantaloni e magliette nere davanti a un pubblico che già molto prima dell’inizio dello spettacolo aveva riempito ogni spazio dei Magazzini Tumiturbi di via De Cristoforis a Varese. Solo due ragazze vestite tutto di bianco a rappresentare la giustizia. Quella con la bilancia e la spada, ma bendata perché spesso incapace di andare oltre a un sistema di regole rigide.
di Filomena Gallo*
La Stampa, 9 gennaio 2024
“Buon anno”. Questo è l’augurio che facciamo e che riceviamo in questi giorni. Sarebbe bello sì, un nuovo anno che in questo nostro paese almeno realizzi il desiderio di stabilità e di certezza in materia di diritti fondamentali della persona. La possibilità di poter guardare al tempo che arriva e che passa con la certezza che le nostre libertà personali saranno rispettate. Occorrerebbe per questo un’agenda politica che porti un futuro dove i nostri diritti siano garantiti e protetti. Una agenda che ponga i diritti fondamentali al centro dell’investimento che siamo tutti chiamati a fare sul presente e su un futuro diverso: fondi per la ricerca scientifica e per la cura delle malattie rare, il Piano Sanitario Nazionale da riformare dal 2006 affinché lo Stato possa stabilire le linee generali di indirizzo del Servizio Sanitario Nazionale che possa rispondere alle esigenze mutate delle persone con fragilità diverse, il diritto alla scienza, una informazione corretta, l’ambiente, i diritti civili, la partecipazione alla vita democratica. E questa è l’agenda che l’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica ha adottato. Non è un elenco asettico di termini, parole messe lì come concetti astratti. No, riguardano le nostre vite.
di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 9 gennaio 2024
Quando le azioni si ripetono sempre uguali e per centinaia di volte in un anno, si deve riconoscere una tendenza culturale, una licenza che consapevolmente o meno, guida la mano di questi mariti e amanti assassini. Speravo che l’anno nuovo, consapevole dell’eccidio che si sta perpetrando sul corpo delle donne, nascesse con una prospettiva di nuova responsabilità. Invece, ecco che il primo giorno del 2024 viene funestato da una ennesima notizia di morte: Rosa D’Ascenzo, di 71 anni è stata uccisa a legnate dal marito di 73 anni. L’uomo si è caricato sulle spalle la moglie e l’ha portata al pronto soccorso dicendo che l’ha trovata morente in fondo alle scale di casa. Ma i medici hanno subito scoperto che i segni dei colpi mortali non avevano niente a che fare con una caduta.
La Repubblica, 9 gennaio 2024
Per assurdo, i tempi medi di permanenza di un adulto negli stessi Centri di prima accoglienza è di circa 7 giorni. Le rilevazioni del team di Medici per i Diritti Umani - MEDU. I fondi per l’accoglienza dirottati nella sicurezza. Novantasei giorni, tanto tempo è passato dal momento in cui J., minore straniero non accompagnato di 16 anni di origini camerunensi, ha messo piede nell’Hotspot di contrada Cifali, (Catania) Sicilia orientale. Come lui, molti minori stranieri non accompagnati restano nelle strutture di prima accoglienza in attesa di un trasferimento ben più dei 30 giorni - recentemente estesi a 45 - previsti dalla normativa. Per assurdo, i tempi medi di permanenza di un adulto negli stessi centri di prima accoglienza è di circa 7 giorni, secondo quanto rilevato dal team di Medici per i Diritti Umani - MEDU, che opera quotidianamente presso gli Hotspot della Sicilia orientale, portando supporto psicologico e orientamento legale.
di Riccardo Noury*
Il Domani, 9 gennaio 2024
Quasi il 90 per cento delle persone passate per Guantánamo non è mai stato processato: oltre 500 detenuti sono stati trasferiti in paesi terzi sotto le presidenze Bush, circa 200 sotto quelle di Obama, uno sotto la presidenza Trump e sei sotto quella di Biden. Altri nove non sono mai stati processati perché si sono suicidati. Secondo gli impegni presi durante la prima campagna elettorale di Barack Obama, il centro di detenzione di Guantánamo avrebbe dovuto essere chiuso entro il primo anno della sua presidenza, ossia nel 2010. Invece, tredici anni e quattro presidenze dopo, è ancora aperto e, con ogni probabilità, lo resterà anche sotto la settima presidenza.
di Enrico Franceschini
La Repubblica, 9 gennaio 2024
L’autore di una delle peggiori stragi di civili avvenute al mondo ha fatto causa alle autorità del proprio Paese per mettere fine all’isolamento carcerario a cui è sottoposto, sostenendo che gli causa depressione e istinti suicidi. Nel 2011 Anders Breivik uccise con una bomba e a fucilate 77 persone, fra i partecipanti a un festival giovanile del partito laburista norvegese sull’isola di Utoya. Considerato un fanatico terrorista di estrema destra, nel 2012 è stato condannato a ventun anni di carcere, la pena massima in Norvegia, tuttavia rinnovabile di cinque anni in cinque anni allo scadere della sentenza, fintanto che la giustizia lo riterrà socialmente pericoloso.
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