di Andrea Cegna
Il Fatto Quotidiano, 9 gennaio 2024
Il 10 dicembre del 2013 il governo di Pepe Mujica, in Uruguay, “legalizzava” la vendita e la produzione della marijuana, anche per scopi ludici. Dieci anni dopo il paese esporta cannabis, tanto che nel solo 2022, secondo i dati dell’Agenzia di promozione delle esportazioni dell’Uruguay XXI, ha incassato 5,3 milioni di dollari grazie alla vendita di almeno 16 tonnellate di marijuana, la stragrande maggioranza (83%) per uso medicinale, in Portogallo, Germania, Israele e Canada ma anche negli Stati Uniti.
di Ilaria Cucchi
La Stampa, 8 gennaio 2024
Aveva disabilità psichiatriche e aveva già manifestato il proposito di impiccarsi: gli agenti lo sapevano. Signor Sottosegretario al Ministero della Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, voglio chiederle: lei sa chi è Matteo Concetti? Sicuramente no, perché era un giovane uomo detenuto nel carcere di Ancona. Per una persona, come lei, che nella scorsa Legislatura si è impegnata a portare avanti una battaglia come quella di tentare di eliminare dalle funzioni istituzionali del Dipartimento di Polizia Penitenziaria la tutela dei detenuti limitandola ai soli agenti, cosa possono contare la salute e la vita dei carcerati? Nulla.
di Andrea Aversa
L’Unità, 8 gennaio 2024
Un sistema penitenziario al collasso. I recenti fatti di cronaca, drammatici, che lo confermano. La preoccupazione rispetto alle azioni della maggioranza e la delusione per la lezione che nessuno ha imparato: quella relativa al caso del fratello Stefano. “È triste che l’anno sia iniziato con un suicidio in carcere”, a dirlo a l’Unità è stata la senatrice e vice presidente della Commissione giustizia Ilaria Cucchi. Con lei abbiamo parlato di un tema impopolare come quello delle carceri, argomento, “che non fa prendere voti, ai politici impegnati in una campagna elettorale permanente”.
di Francesco Bechis
Il Messaggero, 8 gennaio 2024
Premi per gli uffici giudiziari che accelerano nello smaltimento degli arretrati. Richiami e sanzioni, invece, alle toghe che nicchiano e accumulano processi, salvo poi abbandonarli in un limbo. Il 2024 sarà un anno chiave per la lotta del governo alla giustizia-lumaca. Soprattutto a quell’arretrato nella giustizia civile che è la vera zavorra dei tribunali e delle Corti di appello italiane e un pilastro del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr): se l’Italia non riuscirà a smaltire i fascicoli nei tempi concordati con la Commissione europea, una fetta importante del Recovery potrebbe saltare. Miliardi di euro. Di qui lo sprint del ministero di Carlo Nordio, a cui i tecnici dell’Ue hanno chiesto di introdurre “entro marzo del 2024” un nuovo sistema di incentivi per accelerare i tempi del processo civile e smaltire gli arretrati. Ma anche per “sostenere gli uffici giudiziari meno efficienti”.
di Liana Milella
La Repubblica, 8 gennaio 2024
Parte in commissione al Senato la votazione del ddl Nordio che elimina il reato nonostante l’appello di magistrati e Antimafia. Se il Guardasigilli Carlo Nordio perde la scommessa sull’abuso d’ufficio, rischia di perdere anche il posto di ministro della Giustizia. Ma se l’Italia cancella l’abuso d’ufficio si mette contro la Ue. Che invece ne caldeggia come obbligatoria la presenza nei codici penali di tutti i partner. Come per il traffico di influenze, l’altro reato che Nordio vuole restringere.
di Liana Milella
La Repubblica, 8 gennaio 2024
Intervista al presidente della Anm: “La risposta alla cosiddetta paura della firma degli amministratori non può essere l’abolizione”. “Nella Costituzione non sono secondari i diritti dei privati cittadini rispetto alle possibili angherie dei pubblici poteri”, dice il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia. E a Repubblica spiega perché, in base a questo principio, l’abuso d’ufficio non è un reato da buttar via.
di Giuliano Foschini
La Repubblica, 8 gennaio 2024
Il fronte degli amministratori locali. Il presidente dell’Anci Decaro: “Non vogliamo l’immunità” ma “le leggi devono permetterci di lavorare”. Dice il presidente dell’Anci, il dem Antonio Decaro, che i sindaci “non sono né per l’immunità né per l’impunità”. Nel dibattito sull’abuso d’ufficio hanno “sempre chiesto la definizione di un perimetro certo per le responsabilità dei primi cittadini nell’ambito delle loro funzioni: possiamo davvero pensare - domanda Decaro - che, come è accaduto, un sindaco che concede una sala comunale per un dibattito sul referendum e non per una festa danzante possa essere indagato per abuso di ufficio?”.
di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 8 gennaio 2024
“Le critiche all’emendamento Costa mi paiono ingenerose ed ideologiche, e la direzione che l’emendamento indica è quella giusta. Con una metafora, è un termometro che segna la febbre, ma temo non sia in grado di curarla. Ciò detto, dobbiamo cercare di portare la riflessione su questo tema un po’ più avanti, se vogliamo uscire dal solito scontro sterile tra tifoserie”. Parla Vittorio Manes, professore ordinario di diritto penale all’Alma mater di Bologna, autore di un apprezzato saggio sul tema del rapporto tra media e giustizia (Giustizia mediatica - Gli effetti perversi sui diritti fondamentali e sul giusto processo, il Mulino 2022).
di Alessandro Barbano*
Il Foglio, 8 gennaio 2024
Delle intercettazioni travisate. Il caso di Marco Sorbara, caduto nella trappola di un’indagine apodittica quanto un teorema, spietata quanto un pregiudizio. Per smontarla gli ci vorranno quattro anni, tre processi e sette mesi di carcere.
di Alfio Sciacca
Corriere della Sera, 8 gennaio 2024
Il drammatico racconto della madre che era stata a colloquio alcune ore prima. “Era disperato, soffriva di una patologia psichiatrica e aveva bisogno di cure”. Ilaria Cucchi: “Nelle sue condizioni non doveva stare lì”. “Piangeva e urlava: “mamma non mi lasciare, se mi portano di nuovo laggiù io mi impicco”. Attorno c’erano gli agenti e hanno sentito tutti, ma non hanno fatto nulla. Lo hanno riportato in cella e lo hanno lasciato morire come un cane. Lo Stato me l’ha ammazzato”. Roberta Faraglia racconta così l’ultimo drammatico colloquio nel carcere Montacuto di Ancona con il figlio Matteo Concetti, 25 anni, detenuto per reati contro il patrimonio.
- Ancona. “Se mi riportate in cella di isolamento mi impicco”: cronaca di una morte annunciata
- Ancona. “Mio figlio non poteva stare lì, era malato e nessuno lo ha aiutato. Lo Stato ce l’ha sulla coscienza”
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- Milano. Un 2023 nero, carceri al collasso











