di Stefano Petrella*
levantenews.it, 6 gennaio 2024
Ieri mattina una delegazione del Partito Radicale composta da Stefano Petrella, Angelo Chiavarini e Luca Robustelli accompagnata dall’avvocato Piero Casciaro (rappresentante di Aiga), dal Consigliere Regionale Pippo Rossetti (Azione) e dal Sindaco di Casarza Ligure Felice Stagnaro si è recata presso la Casa di Reclusione di Chiavari.
di Chiara Evangelista
Il Giorno, 6 gennaio 2024
“Mitiga” è stata fondata da Vincenzo Dicuonzo, a Bollate. “Così ci sosteniamo a vicenda”. L’obiettivo è il reinserimento considerando le richieste delle aziende e le inclinazioni dei singoli. Se si dovesse descrivere in poche parole, utilizzerebbe l’espressione “diario umano” per le storie che ha incontrato e ascoltato in oltre dieci anni di carcere. Vincenzo Dicuonzo, 43 anni, ora è a Bollate, in regime di articolo 21, cioè può uscire la mattina dall’istituto penitenziario e deve ritornarci la sera. Le esperienze che ha raccolto negli anni di detenzione lo hanno portato a fondare “Mitiga”, un’impresa sociale gestita da detenuti per aiutare i detenuti stessi a trovare lavoro.
La Sicilia, 6 gennaio 2024
L’opera è un testo ispirato al “Il Piccolo Principe” e racconta la storia di tre ragazzi di strada. Si è svolto all’Ipm Catania Bicocca lo spettacolo “U Principinu, un calcio al pallone” diretto da Ivana Parisi, regista e presidente dell’associazione La Poltrona Rossa, messo in scena con la compagnia gli Ir-ritati in Catarsi, composta dai giovani ristretti della stessa struttura detentiva, con le scene realizzate da Luana Lombardo.
di Ugo Cundari
Il Mattino, 6 gennaio 2024
Un libro sui minori che crescono dietro le sbarre. Arrestata per traffico internazionale di droga Alice, 33 anni, era detenuta a Roma, nella sezione nido del carcere di Rebibbia. Con lei i suoi due figli, Faith di 6 mesi, Divine di 18. La madre ripeteva che i suoi bambini, in cella, soffrivano. Doveva fare qualcosa per liberarli. Una mattina li prese in braccio e li scaraventò dalle scale del carcere. Faith è morta sul colpo. Divine dopo poche ore. All’epoca, nel 2018, i bambini innocenti detenuti nelle carceri italiane erano sessanta.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 6 gennaio 2024
Il bilancio in chiaroscuro della normativa che il 9 gennaio 2024 compie vent’anni. Le richieste nei tribunali sono in forte aumento: da 43 mila nel 2014 a 59 mila nel 2021. Al Garante Palma le denunce di mancato rispetto della volontà degli amministrati. Angeli o demoni? Da qualche tempo dalle cronache a metà tra lo scandalistico e il sociale fa capolino una figura double face, un po’ salvifica e benefattrice e un po’ malandrina e approfittatrice. È l’amministratore di sostegno (AdS). Da Gianni Vattimo a Lando Buzzanca, da Gina Lollobrigida a Paolo Calissano, fino al più circostanziato caso di Carlo Gilardi, anziano morto in una Rsa dove era stato recluso contro il suo volere e per il quale l’Italia è stata condannata della Corte europea dei diritti dell’uomo, il ruolo dell’AdS, nato esattamente vent’anni fa come figura di ausilio alle persone più fragili e incapaci di gestire da soli la propria vita, sembra rivelarsi oggi talvolta perfino come un ostacolo alla realizzazione personale del beneficiario e un rischio per le sue libertà fondamentali. Naturalmente, a raccontare questa realtà non sono solo una manciata di casi Vip, ma centinaia di denunce in procura, proteste presentate ai giudici tutelari o, semplicemente, inesorabili vite che si consumano nell’anonimato senza via di scampo.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 6 gennaio 2024
Le proposte di legge. 400mila le persone fragili che attualmente beneficiano della legge 6 usufruendo di un Amministratore di sostegno. Ma in parlamento è stato depositato solo il testo di Cuperlo, Ciani (Pd) e Dori (Avs). Dalla società civile arrivano impulsi - di segno opposto - a riformare la legge 6/2004. Da una parte c’è la richiesta di mettere più paletti ai poteri dell’Ads e più garanzie a tutela dell’amministrato, che è stata raccolta dall’associazione radicale “Diritti alla follia”. La loro proposta di legge (mai depositata in Parlamento per mancanza di referenti politici) evoca la Convenzione Onu per i Diritti delle Persone con Disabilità del 2006, ratificata e resa esecutiva in Italia con la legge 18/2009.
di Edith Bruck*
La Stampa, 6 gennaio 2024
Ogni giorno dovrebbe essere il giorno dell’antisemitisimo, non solo il 7 ottobre. Sono naturalmente d’accordo con l’appello lanciato da Marek Halter. Ma credo che non basti. L’antisemitismo oggi è un vero tsunami, difficile da arginare solo con un giorno della memoria. È sempre esistito e continuerà purtroppo a esistere, i fatti di questi mesi hanno solo aumentato la sua potenza. Per questo prima di tutto serve una testimonianza quotidiana. Da 62 anni vado nelle scuole a incontrare i ragazzi e le ragazze. Una pratica che continuo a portare avanti anche adesso che sono in sedia a rotelle, perché credo che ai giovani serva conoscere la storia e sapere quello che è successo, scoprirne anche gli orrori. Devono sapere per il loro futuro, per il futuro dell’umanità. Mi colpisce, dunque, con favore che l’appello sia nato dalle nuove generazioni. A breve anch’io pubblicherò un libro con il mio editore, La nave di Teseo, che contiene le lettere degli studenti, l’ho chiamato I frutti della memoria. Uscirà il 27 gennaio. Credo fortemente che la memoria non riguardi solo noi sopravvissuti ma sia patrimonio di tutti. Oggi però c’è un ritorno preoccupante di antisemitismo dappertutto. L’unico argine è continuare a testimoniare contro l’imbarbarimento. Leggo con sconforto anche le notizie sul museo della Liberazione di Roma, se restasse chiuso sarebbe molto grave per un paese che già fa fatica a ricordare. Infine, spero che si trovi al più presto una soluzione di pace in Medio Oriente, è già troppo tardi. Ogni morte mi riguarda. La guerra è una sconfitta di tutti, è la sconfitta dell’umanità tutta.
*Testo raccolto da Eleonora Camilli
di Roberta De Monticelli
Il Manifesto, 6 gennaio 2024
L’Europa tace su pace e giustizia globale, come l’Onu impotente, tra l’enorme contraddizione fra l’universalismo dei principi e il particolarismo nazionale dei decisori politici. È veramente in agonia il diritto internazionale? È un petrarchismo da legulei o un’astrazione da cattedratici sostenere che debbano esserci leggi universali e intangibili? Possiamo continuare a distogliere lo sguardo dalle gigantesche violazioni che ne stanno promuovendo gli Usa, la cosiddetta sola democrazia del Medio Oriente, e al loro seguito l’Unione europea, mentre sbandierano i valori dell’Occidente?
di Francesco Vignarca*
Il Manifesto, 6 gennaio 2024
Le guerre sono un grosso affare: grande balzo delle azioni in Borsa e del portafoglio ordini dell’industria militare. Grazie non solo agli ultimi conflitti: il business è in crescita da due decenni. I due grandi conflitti armati che negli ultimi mesi hanno rimesso la guerra al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica occidentale (mentre troppe altre guerre continuano ad essere ignorate) ne hanno, tra le altre cose, resa evidente la dimensione economica e di guadagno “esplosivo” per alcuni centri di potere e capitale.
di Massimo Basile
La Repubblica, 6 gennaio 2024
Il 25 gennaio Kenneth Smith, 58 anni, condannato per un omicidio commesso quando ne aveva ventitré, diventerà il primo uomo in America giustiziato con la “maschera della morte”: condotto nel braccio finale di un penitenziario dell’Alabama, legato a una sedia, gli verrà allacciata al volto una maschera infernale. A ogni respiro, Smith rilascerà ossigeno e riempirà polmoni e cervello di nitrogeno, un composto inodore, incolore, insapore, ma letale. Sarà un lento avvicinarsi al soffocamento. Chuck Palahniuk, autore di Soffocare, dovrà aggiornare le sue storie, ma già ora Smith sarebbe un personaggio da romanzo: è uno dei pochi essere umani al mondo in grado di raccontare cosa si prova a morire per iniezione letale in un penitenziario americano.
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