cataniatoday.it, 24 dicembre 2023
“Entriamo nella Casa circondariale con tanta speranza - ha detto l’arcivescovo Renna - sicuri che il Signore lavora nel cuore di tutti, soprattutto in questi giorni santi”. Si è tenuto stamattina il consueto incontro per lo scambio degli auguri natalizi con i detenuti della Casa Circondariale di “Piazza Lanza” alla presenza dell’Arcivescovo di Catania, Mons. Luigi Renna, accompagnato da don Nuccio Puglisi Galvano e da Salvo Pappalardo, rispettivamente direttore e vice direttore della Caritas Diocesana di Catania.
di Ettore Boffano
Il Fatto Quotidiano, 24 dicembre 2023
Un “padrone” (nel libro è citato proprio così, per dichiarare subito come la si pensa e, soprattutto, come si è vissuto) che spiegava, al figlio del suo autista e della sua segretaria, come il sindacalismo fosse “la prostituzione dell’intelligenza”. Poi, il signor De Carolis, un sindacalista appunto, amico del padre, capace di trasmettere a quel ragazzo l’idea che “la prostituzione dell’intelligenza” era invece il modo per disprezzare “il coraggio, il senso di libertà e l’amore per i diritti”. Infine, l’incipit del secondo capitolo di “Viaggio al termine della notte” di Louis-Ferdinand Céline: “Quando ci sei, ci sei”. Che vuol dire una cosa di un’etica assoluta e ineludibile: “Si è in parte, che tu lo voglia o no, ciò che si desidera essere e fare e in parte ciò che capita”.
di Maurizio Porro
Corriere della Sera, 24 dicembre 2023
Porta a Lugano (e poi in tutt’Italia) lo spettacolo nel quale interpreta la cantante, riproponendo il suo ultimo concerto del 1978. Una performance nata in carcere a Messina. “Nei suoi brani troviamo i nascondigli dell’anima”. Sono praticamente trent’anni che Tindaro Granata, uno dei talenti più vivi e originali del teatro di oggi, rabdomante della nuova drammaturgia, sta provando Vorrei una voce, titolo dello spettacolo, prodotto dal Lac di Lugano, che giovedì 11 gennaio debutterà nella città ticinese.
Il Manifesto, 24 dicembre 2023
Quest’anno nel Mediterraneo centrale sono morte 2.271 persone che tentavano di raggiungere l’Europa. O almeno, queste sono le vittime accertate, una cifra da considerare per difetto a fronte dei tanti naufragi fantasma di cui si sa poco e nulla. In ogni caso si tratta dell’84% del totale dei morti nel Mare Nostrum dall’inizio del 2023 e del 60% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (1.413).
di Leonardo Martinelli e Alessandra Ziniti
La Repubblica, 24 dicembre 2023
Gravi violazioni dei diritti umani rivelati dal report dell’Organizzazione mondiale contro le torture e da Lighthouse. Ecco che fine fanno i migranti soccorsi in mare e riportati indietro. Gli ultimi tre mesi del 2023 hanno fatto tornare il sorriso sul volto di Matteo Piantedosi: il trend degli sbarchi si è decisamente invertito, 20.000 migranti arrivati da ottobre ad oggi contro i 34.000 dell’anno scorso. Il patto con il presidente tunisino Saied funziona, è l’analisi del ministro dell’Interno che non perde occasione per ricordare: “La Tunisia ha fermato 64.000 persone quest’anno, senza di loro ne sarebbero arrivati molto di più”.
di Elisabetta Zamparutti*
L’Unità, 24 dicembre 2023
Da due mesi la piccola è chiusa 24 ore al giorno in una cella di 9mq con la mamma e altre due condannate a morte. Ha perso già due chili. Non si sa quando uscirà. Nessuno tocchi Caino è quella bussola che permette di orientarsi anche quando il cielo si fa cupo, il vento ruggisce e la tempesta avanza a passi pesanti sulle relazioni umane. Orienta perché aiuta a vedere nelle tenebre il punto estremo a cui può arrivare il comportamento umano. E lì, su quell’eccesso di conseguenze, allestisce una sala dove interrogare la coscienza per trarne lumi.
di Riccardo Orizio
Corriere della Sera, 24 dicembre 2023
La vita straordinaria del meccanico missionario partito da Lecco: “Ho 80 anni, sono venuto qui per tirare su case. Non mi basta essere esempio vivente di povertà, voglio che resti qualcosa di concreto”. Padre Renato “Kizito” Sesana, 80 anni: in Africa da oltre 50 anni, il missionario è stato direttore della rivista comboniana “Nigrizia” e ha fondato la comunità Koinonia.
di Michele Passione*
Ristretti Orizzonti, 24 dicembre 2023
11 febbraio 1999; a seguito di questione di legittimità costituzionale sollevata dal Magistrato di sorveglianza di Padova la Corte dichiarò l’illegittimità degli artt. 35 e 69 O.P., “nella parte in cui non prevedono una tutela giurisdizionale nei confronti degli atti dell’amministrazione penitenziaria lesivi di diritti di coloro che sono sottoposti a restrizione della libertà personale”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 23 dicembre 2023
Dall’inizio dell’anno 67 persone si sono tolte la vita. E in prossimità delle feste, quando la vita in cella diventa ancora più insopportabile, il bilancio si fa sempre più drammatico. Nonostante l’impegno delle associazioni dei volontari, il 25 e il 26 dicembre i reclusi resteranno in gran parte soli, senza visite, senza posta, senza telefonate. Il Natale è una festa da passare con i propri cari, ma per le persone detenute è un Natale “senza”. Senza i figli, senza i genitori, senza fratelli e sorelle. E quei figli, quei genitori, quei fratelli e sorelle hanno sempre un posto vuoto a tavola. Nelle patrie galere, le festività natalizie accentuano inevitabilmente il senso di solitudine per la lontananza dalle famiglie, nella assenza di proposte “trattamentali” (con la sospensione dei corsi scolastici e delle attività lavorative) e nella riduzione, causa ferie, di un personale già sotto-organico durante il resto dell’anno. A compensare, in minima parte, questo dramma ci pensano i volontari del Terzo settore, la Chiesa, le comunità come quella di Santo Egidio, ma anche il Partito Radicale e Nessuno Tocchi Caino con le loro visite.
a cura di Ornella Favero*
Il Riformista, 23 dicembre 2023
Nel nuovo pacchetto sicurezza è previsto che, se tre persone detenute che condividono la stessa cella si rifiutano di obbedire all’ordine di un agente, con modalità nonviolente (gli strumenti per punire le modalità violente già ci sono), scatterà la denuncia per rivolta e si potrà arrivare a una condanna fino a 8 anni di carcere senza accesso ai benefici penitenziari. Introducendo il reato di “rivolta in istituto penitenziario”, invece di affrontare con strumenti efficaci la sofferenza, ma anche la rabbia che cresce nelle carceri, per condizioni detentive pesantemente illegali, si rischia di gettare benzina sul fuoco, e di togliere alle persone detenute anche quei margini di dignità e autonomia già oggi ridottissimi.
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