ilticino.it, 23 dicembre 2023
È Natale anche per coloro che vivono all’interno del carcere di Pavia. L’area Trattamentale di Torre del Gallo insieme alla direttrice Stefania Mussio e agli educatori, hanno organizzato alcuni eventi significativi ed importanti per condividere le feste: sabato 23 dicembre ci sarà il pranzo rivolto alle famiglie delle persone detenute nel teatro della casa circondariale, in collaborazione con Sant’Egidio Pavia. Il momento riunirà le famiglie in un vero pranzo di Natale offerto da due ristoratori del territorio (Cumino Drinkeria di Pavia e La Locanda della Contea di Torre d’Isola). In totale saranno 70 le persone che vi prenderanno parte e ogni famiglia avrà il proprio tavolo decorato con oggetti natalizi, ci saranno anche musica e animazioni in sala. I bambini potranno fare foto ricordo con i loro papà e arriverà anche Babbo Natale.
di Federico Besio
Il Resto del Carlino, 23 dicembre 2023
Grande partecipazione di pubblico nella Casa circondariale per assistere al tradizionale show pre natalizio del Teatro Nucleo. Martedì 19 e mercoledì 20 dicembre c’è stato, presso il carcere di Ferrara, lo spettacolo “Fegato”, ispirato al mito di Prometeo, prodotto dal Teatro Nucleo e dal Coordinamento Regionale Teatro in Carcere Emilia Romagna. Lo spettacolo è stato diretto dal regista Marco Luciano, con ben undici attori detenuti di varie nazionalità che hanno dato vita allo show. Con Luciano hanno collaborato Andrea Zerbini, Veronica Ragusa e Giovanni Simiele. “Dal 2005 abbiamo questo laboratorio all’interno del carcere di Ferrara, mentre questo processo creativo- spiega il regista Luciano- è nato a settembre e lavorato fino a questi giorni tre volte a settimana. Il festival ‘Trasparenze di Teatro Carcere’ è arrivata alla sua terza edizione con questo evento che si svolge prima del Natale, che non viviamo come uno spettacolo, ma come una prova aperta a tutta la cittadinanza”.
di Raffaella Tallarico
gnewsonline.it, 23 dicembre 2023
Il teatro è “una delle possibili leve per accompagnare i detenuti nel loro percorso di cambiamento e nella prospettiva del reinserimento nella società da liberi”. Lo sottolinea il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nel suo messaggio in occasione del debutto della compagnia di detenuti-attori di Rebibbia al teatro Argentina con lo spettacolo “Dalla città dolente”. In scena, alcuni canti della Divina Commedia. Una prima speciale, a 20 anni dalla nascita della compagnia Teatro libero di Rebibbia all’interno del penitenziario: “un traguardo” che, commenta il Guardasigilli “per me è motivo di orgoglio”.
redattoresociale.it, 23 dicembre 2023
Le selezioni dei giocatori sono quasi ultimate e presto ci sarà la rosa dei 14 detenuti giocatori. È il progetto The Cagers che oggi ha effettuato l’ultima giornata di selezione presso il carcere di Trieste. Presto anche un docu-film. Il lungo viaggio dello staff tecnico per le selezioni del progetto The Cagers in giro per l’Italia sta per concludersi. Nei giorni scorsi i coach Stefano Attruia, Federica Zudetich e Donato Avenia sono stati protagonisti di una giornata di riprese a Roma, con il Colosseo a fare da sfondo, nella emozionante cornice del playground di Colle Oppio messo a disposizione da Sport e Salute. Perché The Cagers è un progetto sociale e di recupero che diventerà anche un docu-film dove si racconterà la storia di un gruppo di detenuti/giocatori pronti a trasformarsi in una vera e propria squadra di pallacanestro.
di Francesca Borgonovi* e Laura Palmerio**
Corriere della Sera, 23 dicembre 2023
I risultati choc dello studio della IEA International Civic and Citizenship Study (ICCS): i ragazzi di terza media “tiepidi” su parità di opportunità e stipendio uomo-donna. E uno su 5 pensa che gli uomini siano più qualificati delle donne come leader politici. In Italia ogni anno sono centinaia le vittime di femminicidio. La violenza contro le donne è, tuttavia, la manifestazione estrema di una mancanza di parità che purtroppo persiste tra uomini e donne nella nostra società. Il femminicidio di Giulia Cecchettin ha toccato profondamente la società italiana e anche il mondo della scuola e ha posto al centro dell’attenzione il ruolo che la comunità educativa deve svolgere per raggiungere l’Obiettivo 5 di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, che mira a raggiungere la parità di genere entro il 2030. Le istituzioni scolastiche hanno il dovere e la responsabilità di contribuire a prevenire la violenza contro le donne e educare le nuove generazioni al rispetto reciproco e alla parità di genere. Per prevenire e contrastare la violenza maschile nei confronti delle donne e la violenza domestica il Ministro dell’Istruzione e del Merito ha annunciato lo stanziamento di 15 milioni di Euro per favorire percorsi educativi destinati agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.
di Mario Giro
Il Domani, 23 dicembre 2023
Dagli studi subalterni alla guerra tra vittimismi il passo è breve: anche la fluidità gender si adatta a tale lotta e ciò che doveva sfidare il populismo alla fine lo aiuta. La sinistra occidentale rischia di rimanere intrappolata dalla frattura razziale. Doveva essere la nuova forma ideologica della sinistra globale: l’arma per sconfiggere il sovranismo e i populismi vari della destra ma anche per reagire al moderatismo stinto dei centrosinistra blairiani o socialdemocratici. Alla fine invece l’ideologia woke o neo-antirazzista sta finendo per dar ragione ai suoi nemici, diventando un boomerang anche per chi la abbraccia. Dividere la società in gruppi razziali o di genere ha provocato un’anarchica e narcisistica guerra tra vittimismi, che possono essere presi à la carte come aggrada. Come dimostra la politica alla Wilders, si può essere queer e anti-immigrati, gender fluid e intolleranti allo stesso tempo.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 23 dicembre 2023
Dopo settimane di mobilitazione le scuole romane manifestano in centro: volevano consegnare una lettera-documento con le loro richieste al governo. Volevano consegnare una “Lettera delle scuole occupate alle più alte cariche del nostro paese”, gli studenti dei collettivi di diverse scuole superiori romane che sono stati attaccati dalla polizia in assetto antisommossa tra il Pantheon e Montecitorio. In quella lettere, ci sono alcune delle rivendicazioni che hanno elaborato nel corso delle scorse settimane di occupazione e mobilitazione: educazione sessuale e all’affettività per una “scuola transfemminista”, uno sportello psicologico “finalizzato a tutelare la salute mentale di tutte le persone che attraversano la scuola” e “una sezione sperimentale che preveda l’abolizione del voto numerico a favore di una valutazione costruttiva”.
di Federica Rossi
Il Manifesto, 23 dicembre 2023
Al via la campagna “Capitani Coraggiosi”. La vicenda del giovane senegalese alla proiezione del film “Io capitano”. Cosa accade al protagonista di Io capitano, Seydou, una volta terminata la sua traversata dal Senegal verso le coste europee? “Tutto quello che succede dopo, da lì parte davvero il film” dice Alaji Diouf, 33 anni, anche lui originario del Senegal, dopo la proiezione organizzata dall’associazione Baobab Experience insieme al regista Matteo Garrone a Roma.
di Jonathan Piccinella
Il Riformista, 22 dicembre 2023
Dati, storie, fatti e leggi alla mano, l’Italia ha un problema che andrebbe risolto cercando di non identificare i detenuti come il problema, ma tutto il sistema nel suo insieme. Le carceri sono sempre più il luogo dove poniamo i nostri problemi: risolvere la struttura significa salvare i detenuti. Il fine (della pena e del carcere) dunque non è altro che d’impedire il reo dal far nuovi danni ai suoi cittadini e di rimuovere gli altri dal farne uguali. Questo scriveva Cesare Beccaria tra il 1763 e il 1764 nel trattato sulla giustizia “Dei Delitti e delle pene”.
di Andrea Oleandri*
rossetorri.it, 22 dicembre 2023
Il 2023 si chiude con uno sguardo preoccupante sul carcere. La fine dell’anno è anche un momento per fare dei bilanci e, almeno quello sul carcere, è totalmente negativo. A fine novembre le persone detenute erano tornate ad essere oltre 60.000. Da prima dello scoppio della pandemia di Covid-19 non si registravano numero così alti. I posti disponibili, invece, sono sempre 48.000. A destare preoccupazione, però, non è solo l’aumento della popolazione reclusa, quanto le politiche penali che il governo sta portando avanti da quando si è insediato e che sono ben rappresentati da due degli ultimi atti: il decreto Caivano e il pacchetto sicurezza.
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