di Valeria Gianoglio
La Nuova Sardegna, 21 aprile 2024
L’ordine forense barbaricino protesta per le carenze di organico all’ufficio addetto alle notifiche. Giusto il tanto di rispettare, e restando ben più larghi del solito, i termini di preavviso previsti dal codice di autoregolamentazione, e poi, alla fine di maggio si parte con l’astensione dalle udienze. Ampiamente preannunciata dai malumori per i disagi legati al caso notifiche, e dalle primi reazioni che correvano nelle ultime settimane tra i corridoi del tribunale, ieri mattina gli avvocati nuoresi riuniti in assemblea a Palazzo di giustizia hanno votato all’unanimità per lo sciopero. Per una settimana, - ancora da individuare con esattezza ma sarà comunque dal 20 maggio in poi - incroceranno idealmente le braccia e non parteciperanno alle udienze come segno di protesta verso il rischio paralisi totale della giustizia nuorese per la cronica carenza di organico all’ufficio Unep, addetto alle notifiche, e dopo aver anche preso atto “della manifesta inefficienza del servizio di recapito dei portalettere reso da Poste italiane, società legittimata alle notifiche a mezzo posta degli atti giudiziari”.
di Natalino Benacci
La Nazione, 21 aprile 2024
L’iniziativa dedicata alla giustizia minorile. Lo sguardo sull’altro, che cura l’anima, dà il via a un progetto di azioni per riparare il danno e conciliare le parti. Curae Festival, la manifestazione promossa da Ministero di Giustizia, Ipm di Pontremoli, Comune di Pontremoli con il sostegno di Fondazione Carispezia, ieri ha chiuso i battenti con una tavola rotonda con i ragazzi che hanno vissuto l’esperienza del processo penale, che sono stati vittime di reato o che hanno partecipato a percorsi di giustizia riparativa. Sono stati letti testi sul disagio, la devianza e la giustizia, condivisi da remoto con coetanei in 14 Ipm italiani. Letture di prose e poesie composte dai ragazzi degli Ipm che hanno partecipato alla seconda edizione dell’evento ideato da Teatro del Pratello di Bologna, Associazione Puntozero (Milano), Cooperativa Dike, Associazione CCO-Crisi come opportunità (Roma), Teatri di Bari, Associazione il Veliero e Associazione Nazionale Teatri e Giustizia Minorile.
baritoday.it, 21 aprile 2024
“Con questo momento di incontro - spiega - abbiamo voluto rompere le barriere che dividono i detenuti da chi ha responsabilità decisionali nell’amministrazione della giustizia”. Un dibattito con i detenuti, un concerto con artisti della Fondazione European Arts Academy “Aldo Ciccolini” di Trani e una mostra di pittori pugliesi organizzata dall’associazione “FPS arte & cultura”: si è svolta nel carcere di Bari l’iniziativa ‘Proviamoci’, ideata, tra gli altri, dal viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, presente all’appuntamento. Lo riporta l’AdnKronos.
di Mariella Zadro
tusciatimes.eu, 21 aprile 2024
“Un’intervista a tutto campo a chi da mezzo secolo condivide le sue giornate con le persone recluse, le guarda negli occhi e ne ascolta le storie”. Questa è la premessa del libro “Come è in cielo, così sia in terra” di padre Vittorio Trani che è stato presentato venerdì 19 aprile presso la Sala Alessandro IV del Palazzo dei Papi alla presenza del vescovo Orazio Francesco Piazza.
di Alessandro Trocino
Corriere della Sera, 21 aprile 2024
“Ogni prigione è un’isola” è un libro che racconta i 30 anni di volontariato dell’autrice. E che fa venire voglia di rileggere il memoir degli anni 80 “L’università di Rebibbia”. Succede con i libri più stimolanti, che una volta finito di leggerli, ti viene voglia di leggerne altri. “Ogni prigione è un’isola” è il nuovo libro di Daria Bignardi (Mondadori - Strade blu) e sorprenderà chi la segue da anni, nelle sue incursioni televisive e nei suoi romanzi, perché per la prima volta parla in maniera esplicita di una passione poco pubblicizzata, quella per le carceri. Bignardi è entrata per la prima volta in un penitenziario 30 anni fa, da volontaria, e da molti anni frequenta La Nave, il reparto di San Vittore fondato 20 anni fa da Luigi Pagano. Uno di quei personaggi ai quali bisognerebbe fare un piccolo monumento per l’intelligenza, la passione, la forza commovente con la quale ha fatto per anni il direttore del carcere di San Vittore e poi il vice del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Contribuendo a creare le premesse che un altro grande protagonista delle istituzioni democratiche, Nicolò Amato, chiamava “il carcere della speranza”.
di Andrea Malaguti
La Stampa, 21 aprile 2024
“Stiamo andando indietro come i gamberi, vedo una nostalgia del passato, ma non capisco nemmeno di quale passato. Che cosa vorrebbero fare? Creare una società autoritaria? Irreggimentare l’intero Paese e concentrare il potere in poche mani?”. Dacia Maraini (intervistata da Flavia Amabile su La Stampa). Raccolgo i dubbi amari di Dacia Maraini. Dubbi, ripeto, dubbi. Che cosa ci sta succedendo? Che Paese scadente e disorientato è quello in cui la tv di Stato cancella un monologo di un intellettuale come Antonio Scurati sul 25 aprile, evento fondante e non discutibile della Repubblica? Sta diventando pericoloso dire quello che si pensa se non piace al Palazzo? Ricordare che Giacomo Matteotti è stato ammazzato esattamente cento anni fa dagli uomini di Mussolini?
di Antonio Scurati
La Stampa, 21 aprile 2024
Questa la versione integrale dell’intervento dello scrittore che avrebbe dovuto leggere durante la trasmissione “Che sarà” su Rai3 alla vigilia della Liberazione. Giacomo Matteotti fu assassinato da sicari fascisti il 10 di giugno del 1924.
La Repubblica, 21 aprile 2024
Dal ricchissimo sito di Nigrizia - il periodico, cartaceo e online che da 141 anni racconta le Afriche, fondato nel 1883 dai missionari comboniani - si apprende una realtà peraltro già stra-nota. E cioè che i CPR, i Centri di Permanenza per i Rimpatri, sono esattamente dei luoghi di vera a propria “detenzione”, dove le persone sono “recluse” senza aver commesso alcun reato, ma semplicemente in attesa di essere rimpatriate. Vengono tuttavia garantiti i diritti previsti per i detenuti nelle carceri italiane.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 21 aprile 2024
All’indomani del proscioglimento la donna si dice arrabbiata e travolta da ciò che ha dovuto subire. “Ci hanno accusato perfino di nascondere armi”. Il primo pensiero, però, è per le vittime delle frontiere. Kathrin Schmidt è stata l’ultima capomissione della Iuventa, prima del sequestro della nave. Da quel 2 agosto 2017 a ieri ha vissuto sapendo che sarebbe potuta finire in carcere, fino a 20 anni, insieme agli altri tre membri dell’equipaggio imputati. Venerdì ha percorso le scale del tribunale a testa alta, è entrata in aula con la maglietta “no one is free until every one is free”, è uscita con gli occhi rossi e gonfi di lacrime. “Ma provo soprattutto rabbia, tutto questo non sarebbe mai dovuto cominciare”, dice.
di Chiara Cruciati
Il Manifesto, 21 aprile 2024
L’aviazione israeliana colpisce una casa piena di sfollati, mentre la Camera Usa vota un pacchetto di aiuti a Tel Aviv da 26 miliardi. In Cisgiordania, undici palestinesi uccisi a Tulkarem da giovedì. E ieri l’esercito ha invaso l’ospedale. “Nemmeno il cimitero è stato risparmiato dai bombardamenti. Questa è Rafah. Quella che chiamano il posto sicuro per gli sfollati”. Adnan al-Arja dice di non avere parole, ma le trova. Le consegna alla squadra di al Jazeera dopo un raid notturno che ha fatto una strage. Di bambini per lo più: sei sulle dieci vittime totali, le altre erano donne.
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