di Alessio Di Sauro
La Repubblica, 22 dicembre 2023
Il tribunale di Milano ha accolto il ricorso per ottenere la Naspi di un uomo che nel 2021 in carcere aveva fatto l’imbianchino e l’aiuto cuoco: “È in regola con tutti i requisiti”. Ha lavorato per otto mesi come imbianchino e inserviente di cucina all’interno del carcere di San Vittore fino a quando è stato scarcerato per la concessione degli arresti domiciliari a Milano; ora ha diritto a ricevere l’indennità di disoccupazione Naspi.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 22 dicembre 2023
La Corte Ue in tema di mandato di arresto europeo chiarisce quando lo Stato si può rifiutare di procedere alla consegna in ragione del motivo fondato sull’interesse del minore figlio della persona ricercata. Con la sentenza sulla causa C-261/22 la Cgue risolve il rinvio pregiudiziale sottoposto ai giudici europei dalla Corte di cassazione italiana, affermando in primis che la consegna di una persona ricercata in base a un mandato d’arresto europeo non può essere rifiutata per il solo motivo che si tratta della madre di minori in tenera età. È, infatti, soltanto in caso di carenze sistemiche o generalizzate nello Stato membro emittente e qualora i diritti fondamentali degli interessati rischino di essere violati che tale consegna può essere “eccezionalmente” rifiutata.
Il Mattino, 22 dicembre 2023
Nella giornata di ieri un detenuto ucraino di 51 anni, sposato con figli, si è impiccato nel carcere di Santa Maria Capua Vetere a Caserta. Era accusato di omicidio. Il giorno prima aveva partecipato ad un’udienza. È il terzo suicidio nel 2023 nello stesso istituto. “I motivi per cui i detenuti si suicidano afferma il Garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Samuele Ciambriello sono tanti.
di Andrea Aversa
L’Unità, 22 dicembre 2023
Ha 48 anni ed è affetto da diverse patologie. Nelle lettere alla sorella Paola la sua sofferenza. Ha sporto denuncia per trattamenti degradanti e disumani. La perizia medica di parte ha evidenziato la sua incompatibilità con il regime carcerario. Invece, per i sanitari del penitenziario milanese e per il magistrato di sorveglianza, può restare in cella.
di Elisa Sola
La Repubblica, 22 dicembre 2023
“Pensavamo che fosse tutto risolto quando hanno portato via dalla cella il compagno che stava male. Stavamo per andare a dormire. Dopo 15 minuti sono arrivati in 25. L’ispettore ha aperto senza bussare. Ha detto: “Buonasera”. Hanno picchiato prima quelli che erano di fronte alla porta. Poi gli altri. Ci picchiavano come animali. Uno, mentre lo faceva, diceva: Guardami negli occhi”. Comunque andrà l’indagine e in qualunque modo finirà il processo, i racconti dei detenuti che avrebbero subito le presunte torture nel carcere di Cuneo sono un pugno nello stomaco. Centotrenta pagine di verbali. Parole cristallizzate con l’incidente probatorio, perché potrebbero passare mesi prima di arrivare davanti a un tribunale.
Il Centro, 22 dicembre 2023
Assoluzione per la direttrice del carcere di Vasto Giuseppina Ruggero. Lo ha chiesto la pubblica accusa rappresentata dalla pm Silvia Di Nunzio nell’udienza tenutasi oggi davanti al Gup del tribunale di Vasto, Fabrizio Pasquale, per il caso del suicidio di Sabatino Trotta, dirigente medico della Asl di Pescara, avvenuto il 7 aprile del 2021 dopo il suo arresto.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 22 dicembre 2023
Gli avvocati dei parenti di Couchane, deceduto nel 2020 durante la rivolta al Sant’Anna: “Per il governo non ci furono negligenze, abbiamo già presentato ricorso alla Corte europea”.. Secondo il Governo non ci furono negligenze e non si sarebbe potuto fare di più in una situazione emergenziale come quella: Chouchane morì perché partecipò alla rivolta, rubando e assumendo volontariamente il metadone. Non la pensano così i parenti della vittima che, attraverso i propri legali, hanno “replicato” al Governo.
torinoggi.it, 22 dicembre 2023
Il Comune di Torino incalza il Governo chiedendo un aumento di stipendio per i professionisti che lavorano con i detenuti. Ci sono pochi psicologi e stipendi troppo bassi per chi lavora nelle carceri. Questa è la preoccupazione del Comune di Torino, che deve fare i conti con soli 4 psicologi per i circa 1400 detenuti (oltre al centinaio di donne del reparto femminile) reclusi alle Vallette. Questi professionisti, poi, ricevo una retribuzione oraria di 17,98 euro lordi contro i 40 euro pagati per gli psicologi che lavorano negli istituti scolastici. Ed allora l’Amministrazione cerca di incalzare il Governo per arrivare a trovare una soluzione al problema: “La detenzione non deve essere solo punitiva ma offrire anche una possibilità di rieducazione per il soggetto - ha spiegato il consigliere del PD Amalia Santiangeli -Bisogna offrire ai detenuti un supporto sociosanitario adeguato che oggi manca. Chiediamo che il sindaco solleciti il governo a sostenere queste figure professionali”.
Arezzo. Il paradosso del carcere: è agibile solo una cella su tre a causa delle porte troppo strette
di Gaia Papi
La Nazione, 22 dicembre 2023
“Lavori da fine 2024”. Cambio della guardia alla guida di San Benedetto tra Renna e Monacelli. Il giovanissimo direttore dovrà subito affrontare l’annoso problema. dell’ala inutilizzabile: “Così tutto il sistema toscano va in sofferenza”. Dopo cinque anni il direttore reggente della casa circondariale aretina, Giuseppe Renna lascia il suo posto ad un giovane direttore, Alessandro Monacelli classe 1992 fresco fresco di concorso. Gli lascia in eredità un istituto con troppee crepe che di certo non dipendono da lui.
di Tiziano Grottolo
Corriere del Trentino, 22 dicembre 2023
L’idea lanciata dal procuratore Raimondi: “Per questo importante progetto c’è il mio impegno personale”. Anche al tribunale di Trento è tempo di auguri, ieri le autorità si sono ritrovate per un momento convivale, condiviso con il personale della Procura. Lo speciale buffet offerto per l’occasione è stato preparato da degli chef d’eccezione, cioè i detenuti della casa circondariale di Spini di Gardolo.
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