di Sara Tirrito
Il Fatto Quotidiano, 24 dicembre 2023
L’appello di associazioni e mondo dello spettacolo per implementare le case protette. Le opposizioni in blocco, sostenute da personalità del mondo dei diritti, attori e associazioni, hanno lanciato una petizione online per evitare che vengano modificati gli articoli 146 e 147 del codice penale. Oggi queste norme rendono obbligatorio il differimento della pena per le donne incinte o con figli di età inferiore a un anno, ma lo scorso novembre il governo ha inserito nel pacchetto sicurezza un intervento con cui il rinvio diventerebbe facoltativo.
di Angela Stella
L’Unità, 24 dicembre 2023
Nell’informativa in Aula il ministro ribadisce le sue preoccupazioni e dice: “Non è possibile che da 30 anni ci sia uno scontro: riportare la discussione in Parlamento”. E Musolino (Magistratura democratica) lo invita a un confronto pubblico. Ieri il Ministro della Difesa Guido Crosetto è tornato in Aula alla Camera per una informativa urgente in merito alle sue dichiarazioni a proposito dell’esistenza di correnti della magistratura che spingerebbero per assumere un ruolo di opposizione giudiziaria al governo e alla maggioranza.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 24 dicembre 2023
Il sottosegretario alla Giustizia: “Il Ministero è al lavoro per migliorare le condizioni di chi lavora in carcere e di chi è detenuto, puntando sul trattamento, su attività formative e professionalizzanti, su nuove circolari che garantiscano una maggiore armonia nelle sezioni”. “Il 2024 sarà l’anno delle riforme”, afferma il sottosegretario leghista alla Giustizia Andrea Ostellari.
di Angela Stella
L’Unità, 24 dicembre 2023
“Le ordinanze cautelari usate solo in chiave giustizialista, mai per controllare l’operato dei giudici. Lo stop riguarda la pubblicazione integrale di intercettazioni e altri elementi di prova fino a chiusura dell’indagine, i contenuti restano conoscibili”. L’emendamento del responsabile giustizia di Azione Enrico Costa approvato alla legge di delegazione europea due giorni fa alla Camera, così come riformulato su richiesta del Governo, comporta una modifica dell’articolo 114 del codice di procedura penale (Divieto di pubblicazione di atti e di immagini) prevedendo, nel rispetto dell’articolo 21 della Costituzione e in attuazione dei principi sanciti dagli articoli 24 e 27 della stessa, il “divieto di pubblicazione integrale, o per estratto, del dispositivo dell’ordinanza di custodia cautelare finché non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare”. Ne parliamo con l’avvocato Francesco Petrelli, Presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane.
di Vincenzo Iurillo
Il Fatto Quotidiano, 24 dicembre 2023
“È tecnicamente incomprensibile: una sintesi è sempre meno precisa del testo dell’atto”. Il primo a codificare questa prassi fu il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo nel 2019, quando era alla guida della Procura di Napoli, con una circolare sulla comunicazione giudiziaria: via libera al rilascio ai giornalisti delle ordinanze di custodia cautelare riguardanti fatti, personaggi e vicende di interesse pubblico, dietro il pagamento del bollo dei diritti di copia. Una prassi che ha fatto scuola e che hanno adottato diversi altri procuratori. Tra i quali il capo della Procura di Potenza, Francesco Curcio.
di Claudio Bozza
Corriere della Sera, 24 dicembre 2023
L’ex pm e la frase da Fedez sui suicidi “con cui si perde una fonte”: certo che sono toccato. E poi: “Assurdo chi strilla contro di me”. A gennaio il secondo round dopo la condanna. Tic tac, il conto alla rovescia per (tentare) la rivincita è iniziato. Piercamillo Davigo, già pilastro del Pool, dopo aver arrestato decine di “mariuoli” (copyright by Bettino Craxi) e dopo la pensione dalla magistratura e l’addio forzato al Csm, si è ritrovato a sua volta condannato. Da “Mani pulite” a mani punite. La pena in primo grado: 15 mesi per “rivelazione di segreto d’ufficio” degli interrogatori dell’ex avvocato Eni Piero Amara, sulla presunta associazione segreta “loggia Ungheria”. Dicevamo del conto alla rovescia. Perché il 29 gennaio, sempre al Tribunale di Brescia (“Dove non sempre capiscono”, ha sferzato), inizierà l’Appello.
La Repubblica, 24 dicembre 2023
200mila euro con l’intesa sottoscritta in Regione. L’assessora Barone: “La realizzazione di percorsi assistenziali che, nei casi previsti dalla legge, consentano ai figli in tenera età di genitori detenuti di non fare ingresso negli istituti penitenziari, o di uscirne il prima possibile, è un tema di estrema rilevanza sociale”. Promuovere a titolo sperimentale attività volte a favorire l’accoglienza extra-carceraria per genitori detenuti con bambini al seguito.
L’Unione Sarda, 24 dicembre 2023
Appello della Garante: “In prigione non può stare, ci sono diverse ordinanze della magistratura, ha bisogno di un Rems. Subito una soluzione provvisoria”. Ha 23 anni e un grave disagio psichico che è alla base della sua vita tribolata. Dovrebbe stare in una struttura che gli garantisca un percorso riabilitativo e terapeutico, eppure passerà il Natale nel carcere di Uta, luogo non adatto per seguire casi come il suo. E non è un’opinione della Garante, lo pensa anche il direttore del carcere e ci sono diverse ordinanze della magistratura che indicano la necessità tassativa di ricovero nella Rems.
di Lorenzo Garbarino
chiesadimilano.it, 24 dicembre 2023
La sera del 24 dicembre alla Messa nella chiesa dell’Istituto minorile (tornata agibile quest’anno) sono invitati anche gli abitanti del quartiere: un’occasione per gettare un ponte tra la struttura e il suo territorio. Porte aperte al Beccaria per festeggiare il Natale. La sera della vigilia l’Istituto minorile di Milano tornerà infatti a celebrare la consueta Messa della vigilia nei locali destinati alla chiesa. Lo scorso anno l’inagibilità della struttura aveva reso necessario il trasferimento negli spazi adiacenti di Comunità Nuova, la onlus che si occupa di tossicodipendenze e disagio giovanile.
La Nazione, 24 dicembre 2023
“Capisco la tristezza ma è sempre possibile ricominciare, non siete un errore”. Sullo sfondo del presepe le immagini della guerra in Terra Santa. “L’uomo è capace di distruggere, ma Dio tende la mano: se vuoi, puoi ricominciare. Il bene è ancora possibile, nonostante le nostre azioni hanno provocato il male. Voi non siete un errore, buon Natale a tutti”. Con queste parole l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, ha salutato i detenuti del carcere di Spoleto al termine della messa prenatalizia. Con il presule hanno concelebrato il cappellano monsignor Eugenio Bartoli e il collaboratore pastorale padre Marco Antonio Maria Uras, frate minore della Custodia di Terra Santa che vive nel convento di San Fortunato a Montefalco. Oltre ai detenuti e agli agenti della polizia penitenziaria erano presenti la direttrice del carcere Bernardina Di Mario; il comandante della penitenziaria Marco Piersigilli; il magistrato di sorveglianza Nicla Flavia Restivo. Prima delle celebrazione eucaristica Boccardo è stato accompagnato dinanzi al presepe allestito nel carcere: tutta la scena della Natività ha come sfondo le immagini dell’attuale guerra in Terra Santa. La visita dell’arcivescovo nella casa di reclusione è stata preceduta giovedì da quella di una delegazione della Caritas diocesana guidata dal direttore don Edoardo Rossi: a nome della Chiesa di Spoleto-Norcia è stato consegnato personalmente ad ogni detenuto, nei vari reparti, un piccolo dono di Natale. Ma soprattutto è stata donata una carezza di speranza agli abitanti di questa speciale casa. Nell’omelia Boccardo si è rivolto direttamente ai reclusi: “È sempre possibile ricominciare e misurare eventi e persone usando un altro metro. So la tristezza che c’è in voi soprattutto nel periodo del Natale. Ma l’affetto e i buoni sentimenti che provate per i vostri familiari ed essi per voi vanno al di là dei muri e delle sbarre. Questo almeno riscalda un po’ il vostro cuore. Il voler bene, l’essere voluti bene è una ricchezza che nessuna limitazione o struttura ci può togliere”. Sempre giovedì Boccardo ha cenato nella Locanda della Misericordia ‘Ponziano Benedetti’ insieme alle persone che ogni giorno vi consumano un pasto caldo e ai volontari. È stato un bel momento di fraternità e anche di festa. “Un serata - afferma don Edoardo Rossi, direttore della Caritas - per scambiarsi gli auguri di Natale e per dirsi una parola scontata ma sempre più difficile da pronunciare: grazie”.
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