di Biagio Salvati
Il Mattino, 18 gennaio 2026
Avrebbe compiuto 25 anni proprio giovedì prossimo. Tragedia nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove un detenuto di origine marocchina, E.H., si è tolto la vita. Il giovane, accusato di furto e in attesa di giudizio, avrebbe compiuto 25 anni proprio giovedì prossimo. Si trovava in regime di isolamento nel reparto Danubio quando si è impiccato con alcune lenzuola arrotolate. Immediato l’intervento dei soccorsi, ma per il detenuto non c’è stato nulla da fare. La salma è stata trasferita all’ospedale di Caserta per gli accertamenti medico-legali di rito ed ora si trova nell’obitorio.
viterbotoday.it, 18 gennaio 2026
Visita nel penitenziario Nicandro Izzo a Mammagialla della Camera penale di Viterbo e dell’associazione Nessuno tocchi Caino, accompagnati da una delegazione di giovani avvocati dell’Aiga. “Abbiamo constatato, ancora una volta, la crisi profonda del sistema penitenziario italiano”, riporta Elisabetta Zamparutti di Nessuno tocchi Caino. A pieno regime Mammagialla dispone di 440 posti regolamentari ma 35 sono attualmente non disponibili, a fronte di 705 detenuti reclusi. Per Zamparutti si tratta di “un sovraffollamento grave, strutturale, che incide direttamente sulla dignità delle persone detenute e sulle condizioni di lavoro di chi opera nell’istituto”. Il personale penitenziario, infatti, è ben al di sotto degli organici previsti.
di Ludovica Lopetti
Il Fatto Quotidiano, 18 gennaio 2026
Ma il Tar sospende il provvedimento. Punito per aver denunciato sovraffollamento e carenza di personale al TG5, un poliziotto penitenziario ottiene dal Tar la sospensione della sanzione: per i giudici potrebbe trattarsi di whistleblowing. Sospeso per sei mesi dal servizio e dallo stipendio per aver rilasciato un’intervista in cui denunciava le difficili condizioni di lavoro in carcere. È quanto accaduto a un agente di polizia penitenziaria in servizio nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino: lo si apprende dall’ordinanza con cui il Tar ha sospeso l’efficacia della sanzione disciplinare, accogliendo il suo ricorso cautelare in attesa del giudizio di merito.
Il Messaggero, 18 gennaio 2026
“Devi combattere con il tuo carattere”. “Sento gli autobus sulla via Tiburtina, ma non vedo quasi nulla”. La vita in carcere è fatta di attese, di silenzi, di immaginare il mondo fuori e un futuro che sembra lontano. A raccontarla, in prima persona, sono le voci dei detenuti raccolte da Hyperlocal, magazine che racconta luoghi e quartieri unici nel mondo globalizzato e che ha dedicato un numero al penitenziario di Rebibbia, a Roma, una delle carceri con più capienza in Italia oltre che il penitenziario femminile più grande d’Europa. I giornalisti sono stati per due mesi a contatto con i detenuti, le foto e i testi realizzati sono stati esposti in una mostra con 20 manifesti fuori dalla fermata metro di Rebibbia e poi all’interno dello stesso penitenziario, nel cortile che viene usato per l’ora d’aria.
di Stefania Ascari* e Lorenzo Casadei**
sulpanaro.net, 18 gennaio 2026
Abbiamo effettuato una visita ispettiva all’Istituto Penitenziario Minorile di Bologna, incontrando il direttore Lorenzo Roccaro e visitando i due piani dell’istituto, dove sono presenti oltre 40 giovani detenuti. Abbiamo ritenuto indispensabile verificare con urgenza condizioni, procedure e presidi di sicurezza, anche alla luce del grave episodio riportato dagli organi di stampa, dove una agente di Polizia Penitenziaria sarebbe stata oggetto di molestie e violenza sessuale durante dei colloqui a distanza in una sala particolarmente isolata che rende complesso l’immediato intervento dei colleghi. A ciò si aggiunge un problema diffuso in tutto l’istituto, con molte telecamere di sorveglianza posizionate ad altezza uomo, quindi facilmente copribili o eludibili, con un evidente indebolimento delle misure di prevenzione e tutela.
La Sicilia, 18 gennaio 2026
Per la prima volta nella storia del carcere di via De Andrè, 5 detenuti hanno lasciato la Casa circondariale per svolgere attività lavorative all’esterno. Un passaggio storico per il penitenziario piazzese e il risultato più significativo del progetto “RipartiAmo”, realizzato in circa 6 mesi con l’obiettivo di favorire il reinserimento sociale e lavorativo. Il progetto è stato promosso dal Consorzio di Umana Solidarietà, con l’associazione Seconda Chance e il Centro Studi Cesta, con il supporto della Caritas e la collaborazione di aziende del territorio. Grazie ai tirocini attivati, cinque persone detenute hanno potuto lavorare fuori dal carcere, dimostrando impegno e senso di responsabilità.
di Francesco Fabbri
ansa.it, 18 gennaio 2026
L’Eroica in scena nel carcere di Frosinone, sogni e speranze guardando al futuro. Insieme, e con la capacità di cambiare, si vincono le avversità e i rovesci della vita. Un messaggio particolarmente incisivo se a trasmetterlo sono dei detenuti che stanno scontando la pena e si preparano alla vita che li attende fuori dal carcere. A dar corpo all’intenzione è lo spettacolo teatrale ‘L’Eroica’ messo in scena all’interno della casa circondariale di Frosinone. Sul palco attori veri, ancorché detenuti, che - complice una storia dal forte impatto emotivo - svelano in forma quasi onirica i pensieri, le aspirazioni, le speranze una volta lasciata alle spalle l’esperienza carceraria. In platea un pubblico di scolaresche e associazioni.
liguriaday.it, 18 gennaio 2026
“Siamo all’edizione numero 20 e già avere raggiunto questa meta è motivo di orgoglio. Era il 5 maggio 2006, sul palcoscenico del Teatro Gustavo Modena di Genova, quando debuttava il primo spettacolo intitolato “Scatenati”, spettacolo che diede poi il nome alla compagnia teatrale. Oltre cinquecento sono stati i detenuti coinvolti in qualità̀ di attori e di tecnici, circa novantamila gli spettatori che hanno assistito alle rappresentazioni, decine gli studenti universitari che hanno effettuato tirocini e incentrato le loro tesi di laurea sul nostro lavoro e decine le scuole, di ogni ordine e grado, coinvolte anche in percorsi di alternanza scuola”.
di Sabrina Rappoli
tg24.sky.it, 18 gennaio 2026
Le ragazze e i ragazzi di Teatro Puntozero Beccaria in scena con “L’Antigone” di Sofocle. I ragazzi detenuti nell’istituto per minori di Milano hanno l’opportunità di confrontarsi col palcoscenico grazie a un progetto che va avanti da circa 30 anni. Dell’importanza dell’arte nei processi di educazione, riabilitazione e reinserimento nella società abbiamo parlato con chi ci lavora. Accade che le serie tv raccontino la dura realtà delle periferie, la crescita in contesti difficili, la criminalità che si affaccia nella vita dei giovanissimi, contaminando il loro presente; in molti casi tutto ciò conduce al carcere e da lì, auspicabilmente, a un percorso di riabilitazione.
di Walter Veltroni
Corriere della Sera, 18 gennaio 2026
Giovani e violenza: il disagio dei ragazzi è un problema sociale e bisogna capire che non si risolve inasprendo le pene. I numeri parlano. Nel 1971 in Italia nascevano 906.182 bambini e morivano 522.654 persone. Nel 2024 è accaduto il contrario, i nuovi nati sono stati 369.944 e i decessi 651.000. L’inverno demografico, mai così severo, ha inevitabilmente capovolto il rapporto tra speranza e paura, come sentimento collettivo. I giovani sono pochi e appaiono, lo segnalavamo fin dai tempi del Covid, smarriti, colmi di ansia, di timori, di disagio.
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