regione.basilicata.it, 14 gennaio 2026
Compagnia Teatrale Petra lancia Formazione per operatori sociali nell’ambito di “In_Out. Libertà Aumentata”, progetto dedicato alla promozione del teatro in carcere. L’iniziativa propone un percorso formativo che integra linguaggi artistici e pratiche performative con l’utilizzo di strumenti digitali e momenti di confronto con la società civile. Il progetto intende contribuire a una nuova visione del carcere, promuovendone il riconoscimento come luogo di cultura, innovazione sociale e partecipazione civile, superando una narrazione fondata esclusivamente sulla marginalità e sulla stigmatizzazione.
di Manuela Valentini
Il Resto del Carlino, 14 gennaio 2026
Dal 6 febbraio le opere di Anila Rubiku saranno esposte per raccontare l’esclusione e la libertà. Per la prima volta a Bologna il carcere apre le proprie porte all’arte contemporanea, trasformando un luogo normalmente inaccessibile in uno spazio di incontro con il pubblico. Dal 6 all’8 febbraio, in concomitanza con Arte Fiera e Art City, la Casa Circondariale Rocco D’Amato (via del Gomito 2) ospita ‘L’arte messa alla prova: Anila Rubiku. I’m still standing’, a cura di Elisa Fulco e promosso da Associazione Acrobazie. La mostra dell’artista italo-albanese riunisce quattro nuclei di opere allestiti negli spazi dei colloqui.
di Enrico Pascarella
eunews.it, 14 gennaio 2026
Il commissario per i diritti umani in visita a Roma striglia l’esecutivo. “L’Italia nell’indice dello Stato di diritto del World Justice Project del 2025 ha un punteggio di 6,6 su dieci” ed è in prima linea nella riduzione dei diritti dei migranti. Il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Michael O’Flaherty, in visita in Italia, ha tenuto un discorso all’Università Roma Tre, dove denuncia la diminuzione dello stato di diritto in Italia. O’Flaherty non ha dimenticato, infatti, di sottolineare come l’arretramento dei diritti dei migranti in Europa sia frutto dell’impegno italiano (e danese). Per poi rincarare la dose dicendo che “l’Italia nell’indice dello Stato di diritto del World Justice Project del 2025 ha un punteggio di 6,6 su dieci”. Il commissario è stato in vista anche al Senato e alla Camera per dialogare con le commissioni Affari costituzionali. O’Flaherty, però, già nel discorso all’università romana ha fatto trapelare una certa insofferenza nei confronti dell’indirizzo del governo Meloni. Non sono mancati affondi su tematiche strettamente legate alla politica interna. “Durante la mia visita in Italia - ha dichiarato il commissario - presterò particolare attenzione allo stato della magistratura e dei media indipendenti”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 14 gennaio 2026
A inizio del nuovo anno, i Comuni hanno ricevuto i rimborsi per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Non tutti, non in modo uniforme, e non senza danni collaterali ai bilanci locali. È una notizia rilevante: evita il tracollo immediato di molte amministrazioni. Ma la sostanza resta. Il sistema è rotto in più punti e la politica non ha ancora messo mano alle cause profonde. La vicenda è esplosa la scorsa estate, quando una circolare del ministero dell’Interno ha cambiato retroattivamente le regole del Fondo nazionale Msna, lasciando aperta la prospettiva che lo Stato coprisse solo il 35 per cento delle spese già sostenute.
di Silvio Messinetti
Il Manifesto, 14 gennaio 2026
È tutto pronto nell’aula 1 delle udienze penali del tribunale di Crotone per il processo per i presunti mancati soccorsi alla Summer Love, il caicco che la notte del 26 febbraio 2023 si schiantò contro una secca al largo di Steccato di Cutro, provocando 94 morti, 35 dei quali minorenni. Ma sarà un’udienza tecnica. Niente istruttoria e subito un rinvio per problemi sulla composizione del collegio giudicante. Dunque nuova data da fissare per il dibattimento. Sul banco degli imputati quattro ufficiali della Guardia di finanza e due della Guardia costiera.
di Giulia Rocchetti
Il Manifesto, 14 gennaio 2026
Si applicherà ai palestinesi ritenuti responsabili di omicidi di israeliani il 7 ottobre 2023, ma potranno seguire altri casi. Il condannato non potrà incontrare la famiglia e resterà in isolamento. Per legali e ong viola ogni legge. La Knesset israeliana ha approvato in prima lettura (con 19 voti a favore e nessun contrario) un disegno di legge che introduce la pena di morte per i palestinesi accusati di aver ucciso cittadini israeliani il 7 ottobre 2023, ma che potrebbe allargarsi anche ad altri casi futuri. Secondo la proposta, l’esecuzione avverrà per impiccagione di fronte al direttore del carcere, un rappresentante giudiziario e un membro della famiglia del detenuto, ma lo Stato si riserva di agire anche in loro assenza per evitare eventuali ritardi. Agenti e Stato godrebbero di piena immunità civile e penale e l’identità degli esecutori resterebbe segreta.
di Estefano Tamburrini
Avvenire, 14 gennaio 2026
Per sopravvivere alla nascente egemonia americana, il Paese sudamericano e quel che resta del chavismo hanno bisogno di riforme. Così la presidente ad interim Delcy Rodriguez e il fratello Jorge, a capo dell’Assemblea nazionale, promettono di partire dai nuovi codici civile e penale per riorganizzare l’ordinamento giuridico dello Stato. L’apertura delle celle per Alberto Trentini e Mario Burlò, rilasciati dal governo Rodríguez insieme ad oltre 110 detenuti, segna uno spartiacque nei rapporti tra Caracas e i Paesi occidentali, Roma inclusa.
di Lucia Capuzzi
Avvenire, 14 gennaio 2026
Le chiamano le “donne della frontiera”: madri, sorelle, fidanzate delle decine di colombiani in cella dall’altra parte del confine con l’accusa di essere spie. Con le foto dei familiari si riuniscono all’imboccatura del ponte di Cúcuta: “Mio figlio Brandon Josué ha scontato la pena a giugno. Ma non lo lasciano andare”. “Credo che la presidente Delcy Rodríguez possa capirmi. Come lei domanda agli Usa la restituzione di Nicolás Maduro, anche io sono qui per chiedere di riavere mio figlio. Ha in mano un ordine di scarcerazione del 29 giugno scorso ma non lo lasciano andare. Per favore, scriva il nome, il mondo deve sapere, non mi sembra vero che qualcuno ci ascolti finalmente… Si chiama Brandon Josué Castaño Ocampo, guardi…”.
di Emilio Minervini
Il Dubbio, 14 gennaio 2026
Strage di manifestanti, secondo le stime dall’emittente Iran International con sede a Londra sono 12mila le vittime della repressione. Dopo aver introdotto lunedì un dazio del 25% per chiunque commerci con l’Iran, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, va all in nel supporto alle proteste che stanno scuotendo la Repubblica islamica. “Patrioti iraniani, continuate a protestare” ha scritto Trump su Truth, esortando i manifestanti iraniani a non mollare. “Prendetevi le vostre istituzioni - prosegue il post - Annotatevi i nomi degli assassini e di chi si macchia di abusi. Pagheranno un prezzo elevato”. “Ho annullato tutti gli incontri con i funzionari iraniani fino a quando l’insensata uccisione dei manifestanti non si fermerà”, prosegue.
di Emanuele Azzità
Corriere di Torino, 14 gennaio 2026
Nel bagno di sangue della repressione della rivolta iraniana, non possiamo dimenticarci del dottor Ahmadreza Djalali, lo scienziato esperto di medicina delle catastrofi. Djalali (di doppia cittadinanza iraniana e svedese) dal 2012 al 2015, ha lavorato all’università del Piemonte Orientale, nel Centro di ricerca Crimedim di Novara. Nel 2016 fu arrestato all’arrivo dell’aeroporto di Teheran dove era giunto su invito (trappola) della locale università. Accusato di spionaggio per Israele, cosa da lui sempre decisamente negata, era stato condannato all’impiccagione dopo un processo farsa.
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