corrierenazionale.net, 15 gennaio 2026
Dall’avvio dell’iniziativa, nel 2016, i corsi di formazione con gli ospiti della casa circondariale di Montorio hanno coinvolto 172 persone, con la consegna di 53 diplomi di tecnico di scuderia. In dieci anni sono più di 172 le persone detenute nella casa circondariale di Montorio che hanno partecipato ai corsi di formazione professionale per tecnico di scuderia. Quinquatrie in tutto i diplomi consegnati alla fine del percorso di studio. Sono i numeri del progetto nato nel 2016 dalla collaborazione tra Fieracavalli, Horse Valley ASD- Corte Molon e il carcere di Montorio, con l’obiettivo di rendere il rapporto uomo-cavallo un aiuto concreto per il reinserimento sociale attraverso l’apprendimento di nuove competenze lavorative spendibili nel settore equestre.
di Livia Zancaner
Il Sole 24 Ore, 15 gennaio 2026
Una canzone nata dietro le sbarre. Due gemelli di 20 anni che usano la musica per curare la loro rabbia. Così nasce “Petite”, primo singolo dei 2SHOT, fratelli originari di Salerno e detenuti nell’istituto penale per i minorenni di Airola, dove nel 2023 incontrano il rapper Luca Caiazzo, in arte Lucariello, che diventa la loro guida artistica. Lucariello, insieme ad altri artisti, si occupa dei laboratori rap nelle carceri minorili, nell’ambito del progetto dell’associazione Crisi come opportunità, presente al momento in sette istituti penali per minorenni (Treviso, Casal del Marmo, Cagliari, Airola, Nisida, Catanzaro, Acireale) su 17.
di Emilia Costantini
Corriere della Sera, 15 gennaio 2026
Perché il male continua ad affascinarci, in letteratura come al cinema? È il vecchio mistero della drammaturgia che nessuna sociologia saprà mai spiegare Un giorno il fenomeno “Gomorra” verrà studiato non più come una rappresentazione della depravazione espressa dalla criminalità organizzata, come ebbe a dire in un’omelia Don Giuseppe Diana, il parroco di Casal di Principe, assassinato nel 1994 dal clan dei Casalesi per il suo impegno antimafia: “Non rendiamo questa terra la Gomorra del Paese”. No, verrà anche studiato come una grande costellazione mediale di successo, un marchio composto da articoli di giornale, romanzi, reportage, film, serie televisive, spettacoli teatrali, podcast.
di Diego Motta
Avvenire, 15 gennaio 2026
Mondo cattolico in prima linea: basta massacri, si coinvolga la comunità internazionale. Le Acli: sostenere il principio di autodeterminazione dei popoli. L’Ac: c’è bisogno di più Europa. Il Mean: diamo asilo a chi combatte per la propria libertà. La Cisl organizza una fiaccolata il 23 gennaio davanti all’ambasciata di Teheran in Italia. Manifestare per la caduta del regime a Teheran? Scendere in piazza a favore dell’opposizione in Venezuela dopo la deposizione di Maduro? In quindici giorni due grandi questioni internazionali hanno tenuto banco nell’opinione pubblica occidentale e hanno risvegliato l’eterno dibattito: come esprimere solidarietà ai popoli che chiedono libertà e democrazia, incalzando i propri governi a prendere posizione. È in particolare sulla rivolta oscurata nella Repubblica islamica che si concentra oggi l’attenzione di tanti cittadini e delle organizzazioni sociali.
di Franco Corleone
L’Unità, 14 gennaio 2026
È finito l’anno che avrebbe dovuto festeggiare i 50 anni dell’Ordinamento penitenziario e i 25 anni del Regolamento di esecuzione con provvedimenti diversi dalla introduzione di nuovi reati, dall’aggravamento delle pene e dal nuovo reato di resistenza passiva e di criminalizzazione di atti di protesta nonviolenta. Si sono archiviati 80 suicidi e 161 morti per cause da accertare in carcere e si è chiuso il giubileo dei detenuti senza un segno di accoglimento dell’appello di Papa Francesco e di Papa Leone. In tempi di rabbia e di odio, di crisi dello stato di diritto e del nuovo ordine mondiale fondato sulla forza non stupisce che la clemenza sia bandita e cancellato il senso di umanità. Si è ormai consolidato un fatto crudele. È stata abolita di fatto l’amnistia e non si concedono più grazie.
di Sergio Segio
Il Manifesto, 14 gennaio 2026
Il 2025 si è chiuso con una vistosa crescita del malessere nei penitenziari, come certificato anche dal nuovo picco di 80 detenuti suicidi. Un malessere che ha due facce: la disperazione, con il suo portato di autolesionismo, e l’esasperazione, che si traduce in microconflittualità. Tra principali cause vi sono i numerosi provvedimenti legislativi in tema di sicurezza varati dall’attuale governo che hanno prodotto maggiori incarcerazioni e pene più lunghe. Con la conseguenza di ulteriore sovraffollamento delle celle e, dunque - checché ne dica il Guardasigilli - di drastico peggioramento delle condizioni di reclusione.
di Laura Defendi
La Prealpina, 14 gennaio 2026
Gianni Alemanno, ci spiega com’è cambiato il suo sguardo sulla politica e sulla giustizia, quando da primo cittadino di Roma è diventato cittadino” di Rebibbia? “La prima risposta più banale, ma necessaria perché ci sono molti maldicenti, è che il mio sguardo sulla Giustizia non è molto cambiato entrando in carcere. Ho sempre pensato che la Giustizia italiana abbia molti problemi e che quando il sovraffollamento carcerario supera certi livelli non bisogna “vergognarsi” - come oggi fa Giorgia Meloni - di emanare dei provvedimenti di clemenza che riducano il numero dei detenuti. Ci tengo a ribadire di essere stato uno dei tre parlamentari di destra che, in dissenso dal proprio gruppo parlamentare di Alleanza Nazionale, votarono a favore dell’indulto del 2006, l’ultimo che è fatto in Italia.
di Michele Ainis
La Repubblica, 14 gennaio 2026
Se nel frattempo il mondo non sarà esploso del tutto, fra un paio di mesi ci attende un referendum. Quello sulla giustizia, che per i suoi oppositori introduce viceversa un’ingiustizia. Come voteremo? Dipende dal merito di questa riforma, però anche dal metodo con cui è stata generata. Dipende dai quesiti, ma in realtà dalla percezione dei quesiti, dalla loro “narrazione”, come si dice adesso. Dipende dal testo, ma in misura anche maggiore dal contesto, dalle condizioni esterne in cui cadrà la consultazione. Difatti ogni referendum esprime una valenza che supera lo specifico oggetto dei quesiti. Nel 1991 il referendum sulla preferenza unica promosso da Mario Segni aprì la stagione della Seconda repubblica.
di Massimo Franco
Corriere della Sera, 14 gennaio 2026
Inizia la corsa contro il tempo dei sostenitori del No, che vogliono raccogliere mezzo milione di firme entro fine gennaio per fare ricorso e cercare così di far slittare la consultazione. Il referendum sulla giustizia è confermato per il 22 e 23 marzo prossimi. La decisione del governo, scontata, è arrivata lunedì pomeriggio. Ma adesso comincia la corsa contro il tempo dei sostenitori del No, che vogliono raccogliere mezzo milione di firme entro fine gennaio per fare ricorso e cercare così di far slittare la consultazione: toccherebbe alla Corte costituzionale rivedere la data. Già la tempistica contrastata, tuttavia, lascia capire quali e quante tensioni si addensino sulle prossime settimane di campagna referendaria.
di Salvo Andò
La Sicilia, 14 gennaio 2026
La rissa sulla riforma della giustizia sta assumendo le caratteristiche di un confronto sempre più duro tra toghe e governo che si disputa nel primato in materia di gestione delle riforme istituzionali. Di questo si tratta, più che di promuovere riforme destinate a mettere ordine nella giurisdizione rendendola più efficace e garantista. È, questo, un conflitto che sconcerta l’opinione pubblica, la quale rivendica la giustizia giusta anziché quella infeudata a questo o a quel potere. Non pare dubbio che l’equilibrio tra i poteri non possa essere unilateralmente modificato. Insomma, eventuali conflitti verrebbero in ogni caso a trovare un punto di mediazione anche attraverso il coinvolgimento del Capo dello Stato. E, invece, le riforme sulle quali disputano toghe e politica stanno dando luogo ad aggressive campagne propagandistiche che partiti politici e partiti dei giudici promuovono senza esclusione di colpi di fronte ad un’opinione pubblica sbigottita.
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