di Luca Sofri
ilpost.it, 14 gennaio 2026
Sia da parte dei sostenitori sia da parte degli oppositori: e mancano ancora quasi 70 giorni al voto. Il Consiglio dei ministri ha stabilito la data del referendum confermativo sulla riforma costituzionale della giustizia: si voterà domenica 22 e lunedì 23 marzo. Mancano dunque 67 giorni alla consultazione, e sarà un tempo in cui i sostenitori e i detrattori della riforma potranno spiegare le loro ragioni. La campagna referendaria però è già iniziata da tempo, almeno dalla fine di ottobre, quando il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge. E finora, da un lato e dall’altro, il dibattito è stato caratterizzato da semplificazioni e mistificazioni notevoli, più che da un confronto ragionato sul merito della riforma.
di Antonio Polito
Corriere della Sera, 14 gennaio 2026
La democrazia è in pericolo? No, la Costituzione non vieta la separazione delle carriere. Lo dice anche la Consulta. Se si mobilitano anche Maurizio Landini e Sigfrido Ranucci, allora si può star sicuri che “la democrazia è in pericolo”: non può che trattarsi di un “attentato alla Costituzione”. E infatti, la campagna referendaria dei sostenitori del No alla separazione delle carriere dei magistrati è partita proprio così. Non è, a dire il vero, la prima volta che si grida “al lupo, al lupo” (l’ultima fu appena sei mesi fa, per abrogare il Jobs Act); e speriamo che non dovremo mai pentirci della facilità con cui in Italia si lancia l’”allarme democratico”, il giorno in cui ci dovesse servire davvero.
di Dario Conti
La Notizia, 14 gennaio 2026
Il Movimento 5 Stelle dice no al referendum sulla giustizia attraverso cinque punti con i quali critica la riforma del governo. Per il Movimento 5 Stelle, quello sulla giustizia è già diventato il referendum “salva casta”. Proprio da qui parte lo slogan della campagna promossa dal M5s in vista dell’appuntamento elettorale del 22 e 23 marzo, quando i cittadini saranno chiamati a votare per confermare o meno la riforma costituzionale della magistratura. “No al Referendum salva casta”, è lo slogan dei pentastellati. Ieri, in una riunione, il presidente Giuseppe Conte ha fatto il punto con il direttivo di Camera e Senato e con i parlamentari delle commissioni Giustizia e Affari costituzionali più coinvolti sul tema. La campagna ‘capillare’ prevede azioni ed eventi su tutto il territorio nazionale con il contributo anche dello stesso Conte, di Giuseppe Antoci, Roberto Scarpinato e Federico Cafiero de Raho, e con attività sui profili social del Movimento.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 14 gennaio 2026
I materiali di intelligence militare non possono fondare procedimenti penali: è quanto dichiarano in una nota i difensori (Nicola Canestrini, Fausto Gianelli, Elisa Marino, Gilberto Pagani, Pier Poli, Marina Prosperi, Nabil Ryah, Dario Rossi, Flavio Rossi Albertini, Giuseppe Sambataro, Fabio Sommovigo, Emanuele Tambuscio, Gianluca Vitale, Samuele Zucchini) dei 33 indagati (di cui sei agli arresti e due latitanti), tra cui il leader dell’associazione palestinesi d’Italia, Mohammad Hannoun, nel procedimento per asserito finanziamento dell’organizzazione terroristica di Hamas, condotta dalla Dda di Genova. Tale eccezione sarà sollevata durante l’udienza al Tribunale del riesame di Genova per la scarcerazione che si terrà venerdì.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 14 gennaio 2026
L’identità del fatto per cui viene promossa una seconda azione penale fa scattare la causa di improcedibilità prevista dall’articolo 649 del Codice di procedura penale. Il condannato in via definitiva per maltrattamenti in famiglia asseritamente realizzati con violenza sulla persona non può essere nuovamente o separatamente processato per i medesimi comportamenti a titolo di lesioni. Così la Corte di cassazione - con la sentenza n. 1341/2026 - ha annullato senza rinvio la sentenza di appello e quella di primo grado che condannavano il ricorrente per lesioni aggravate contro la moglie.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 14 gennaio 2026
La Cassazione, sentenza n. 1049 depositata oggi, chiarisce che il rimedio è previsto solo per i “condannati” e non anche in caso di “misure amministrative”. In un procedimento contro la proroga del “trattenimento” nel Cpr, lo straniero, non rivestendo la qualifica di condannato, non è neppure legittimato a proporre il ricorso straordinario per errore materiale o di fatto (ex art. 625-bis Cpp) contro la sentenza della Cassazione che ha dichiarato inammissibile o rigettato il suo precedente ricorso. Lo ha stabilito la Quinta sezione penale, sentenza n. 1049 depositata oggi, dichiarando inammissibile il ricorso di un cittadino marocchino trattenuto in un Centro di permanenza per i rimpatri.
di Graziano Pintori
Il Manifesto Sardo, 14 gennaio 2026
In Italia è in atto un ulteriore aggravamento generale delle condizioni detentive, si tratta del programma di concentrare i 750 detenuti sottoposti al 41 bis in poche carceri, già selezionate dal ministero della giustizia. Il programma securitario, esposto dal sottosegretario Delmastro nella conferenza Stato Regioni, prevede che le regioni dove si trasferiranno i 41 bis saranno ridotte da dodici a cinque. In Sardegna tre saranno le carceri incluse nel programma: Badu e Carros, Bancali e Uta, destinate a ospitare 240 detenuti. Le prime due dovrebbero ospitare esclusivamente detenuti sottoposti al carcere duro, un’evenienza che potrebbe portare questa tipologia di carcerati a 500 presenze.
di Lisa Ferreli
italiachecambia.org, 14 gennaio 2026
“Se l’arrivo di detenuti al 41-bis fa paura, il problema non è il carcere ma l’istituzione”. Il dibattito sul trasferimento di detenuti al 41-bis in Sardegna mette in luce soprattutto le lacune istituzionali. Ne parliamo con l’assistente sociale Claudia Camarda, esponente del Partito sardo d’azione. Quello tracciato dall’associazione Socialismo Diritti e Riforme attraverso il resoconto annuale sull’andamento della situazione detentiva in Sardegna, è un quadro che non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche. “Il 2025 è un anno da dimenticare per le carceri dell’isola” ha dichiarato la presidente, Maria Grazia Caligaris. Sovraffollamento, carenza di personale, difficoltà a effettuare colloqui e una sanità penitenziaria “che fatica a dare risposte adeguate”.
di Edoardo Iacolucci
La Capitale, 14 gennaio 2026
“Dopo il 2023 e il 2024, anche il 2025 si conferma un anno nero per le carceri italiane”. Ispezione a Regina Coeli con l’europarlamentare Ilaria Salis e la senatrice Ilaria Cucchi: sovraffollamento, disagio psichico e diritti negati. Il 2025 è stato un anno nero per le carceri italiane. Così era stato il 2024 e prima ancora il 2023. I cosiddetti “decreti sicurezza” varati negli ultimi anni non hanno risolto le criticità strutturali del sistema penitenziario e, secondo chi visita gli istituti, continuano a lasciare sullo sfondo la dignità delle persone detenute. Anche il 2026, avvertono parlamentari e attivisti, rischia di aprirsi senza un cambio di rotta sui diritti fondamentali.
di Stefano Fabbri
Corriere Fiorentino, 14 gennaio 2026
Per Sollicciano, che in questo periodo è un Regno dei Ghiacci tanto da far concorrenza alla contesa Groenlandia, più che un tavolo servirebbe una stufa. Ma per il momento si è scelto di privilegiare un diverso elemento di arredo, completo di sedie ciascuna delle quali riservata a chi istituzionalmente ha competenze più prossime sull’istituto. Ma fuori da ogni ironia va detto che lo strumento di cui ha voluto dotarsi l’amministrazione comunale potrà avere - se lo si vorrà - un ruolo positivo nel medio periodo. I temi dell’alloggio per chi ha finito la pena, dei permessi di soggiorno per coloro che magari hanno costruito nel periodo di detenzione un nuovo presente di integrazione e di lavoro, un’attenzione più marcata per le persone con problemi sanitari e in particolare di tipo psichiatrico non a caso sono stati al centro del primo incontro.
- Piacenza. Carcere al collasso, sovraffollamento al 131% della capienza
- Modena. “No” del Dap al Consiglio comunale in carcere. “Grave sgarbo istituzionale e politico”
- Padova. Sovraffollamento record nella Casa circondariale: 269 detenuti per 188 posti disponibili
- Lecce. La Garante dei detenuti: “Criticità nella struttura, biblioteca e cucina ancora non attivi”
- Livorno. La denuncia del Garante: “C’è chi vorrebbe tenere aperte le vecchie sezioni detentive”











