La Repubblica, 2 giugno 2026
Il garante regionale, Samuele Ciambriello: “Una delle emergenze più grandi del sistema penitenziario italiano, con un tasso di mortalità che supera di gran lunga la media europea”. La scorsa notte un detenuto di origini marocchine di 27 anni è morto suicida nel carcere di Poggioreale. Si tratta del quarto caso registrato in Campania nel 2026. Lo rende noto il garante campano dei detenuti, Samuele Ciambriello, che elenca i fattori di rischio suicidio per la popolazione carceraria: “Il sovraffollamento, fattori emotivi, fattori giudiziari, la solitudine, la vulnerabilità giovanile, soprattutto per queste persone la detenzione diventa un dolore insopportabile. Abbiamo bisogno di psicologi, di psichiatri” E “a proposito di psichiatri” chiede Ciambriello, “a Poggioreale da poco la Sanità sta utilizzando le prenotazioni su Smop per cui i tempi per effettuare le visite si allungheranno, perché?”.
ilcapoluogo.it, 2 giugno 2026
Sono in corso le indagini della Procura di Teramo per accertare con esattezza le cause del decesso del giovane 25enne trovato morto nella sua cella a Castrogno. Tensione tra i detenuti. Disposta l’autopsia. Un detenuto è stato trovato morto domenica 31 maggio nella sua cella del carcere di Castrogno, a Teramo. Sono in corso le indagini della Procura di Teramo per accertare con esattezza le cause del decesso. Disposta l’autopsia che verrà eseguita mercoledì 3 giugno. Il giovane, di nazionalità egiziana, è stato trovato senza vita da altri detenuti che hanno subito dato l’allarme, ma i soccorritori non hanno potuto far nulla, se non constatarne il decesso.
Corriere Salentino, 2 giugno 2026
Quattro detenuto morti in appena due mesi. La situazione nel carcere di Lecce è simile a una polveriera. Troppi detenuti se confrontati con capienza prevista. Come confermato dalla Garante dei detenuti, Maria Mancarella, una grave carenza di organico della polizia penitenziaria, che conta appena 578 operatori rispetto a un fabbisogno di 742, una disparità che costringe spesso solo due agenti a sorvegliare contemporaneamente 270 ristretti divisi in quattro sezioni su piani differenti con pesanti ripercussioni sulla sicurezza e sui carichi di lavoro.
di Andrea Saule
rainews.it, 2 giugno 2026
Tra gli ospiti si sarebbe sparsa la voce che chi sopravvive viene liberato. La garante: nessun accompagnamento psicologico. Il sindaco: va chiuso. Cinque tentativi di suicidio in una sola settimana hanno riportato l’attenzione sulle condizioni all’interno del Cpr di Gradisca d’Isonzo. Gli episodi, avvenuti tra il 4 e l’11 maggio, riguardano persone trattenute nel centro in attesa di rimpatrio. Le segnalazioni, arrivate da parte della nuova garante comunale dei detenuti, descrivono un contesto segnato da forte disagio psicologico, episodi di autolesionismo e crescente tensione tra i trattenuti. Tra gli ospiti sono numerose le persone con fragilità psichiche, dipendenze e precedenti tentativi di suicidio. Con il rischio di emulazione, visto che si era sparsa la voce che tutti coloro che sopravvivono a un tentativo di gesto estremo venissero rimessi in libertà non risultando idonei alla vita nella struttura.
elbapress.it, 2 giugno 2026
Lettera inviata alle istituzioni: servono interventi senza ridurre il ruolo del volontariato. L’Associazione “Dialogo” Volontariato Carcere ODV, attiva da oltre trent’anni nella Casa di Reclusione di Porto Azzurro, ha inviato una lettera alle più alte istituzioni nazionali e regionali per richiamare l’attenzione sulla situazione dell’istituto penitenziario elbano. Il documento è stato trasmesso al direttore del carcere, al Presidente della Repubblica, al Ministero della Giustizia, al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e ad altri soggetti istituzionali competenti.
di Riccardo Noury*
Il Domani, 2 giugno 2026
In sette puntate, la prima in uscita oggi e l’ultima nei giorni del venticinquesimo anniversario del G8 di Genova, prendono la parola persone alle quali la parola è stata spesso tolta (quelle sopravvissute alla “violazione dei diritti umani di proporzioni mai viste”), persone che hanno assunto la loro tutela legale, pubblici ministeri, giornalisti e tanti altri. Nel luglio 2002, durante un’intervista a un quotidiano italiano, l’allora responsabile delle ricerche sull’Europa occidentale di Amnesty International descrisse quanto accaduto un anno prima durante il G8 di Genova come “una violazione dei diritti umani di proporzioni mai viste in Europa nella storia più recente”. Quella frase, nei successivi 24 anni, è stata citata più volte - in alcuni casi con qualche imprecisione lessicale ma sempre corretta nella sostanza - nel corso di dibattiti parlamentari, è finita nei titoli di testa di film e documentari, è stata riportata in varie pubblicazioni.
di Agostino Giovagnoli
Avvenire, 2 giugno 2026
Ottant’anni dopo il voto che segnò una svolta collettiva, l’Italia si trova a fare i conti col fenomeno dell’astensione, fragili equilibri interni e riforme controverse. Come riconquistare la partecipazione dei cittadini. Due giugno 1946: dopo tanti anni di un regime imposto dall’alto, che azzera il pluralismo e semina divisione, una ricostruzione dal basso che dà spazio alle diversità e promuove il bene comune. Le due icone bibliche che aprono l’enciclica Magnifica Humanitas - la rovina di Babele e la ricostruzione di Gerusalemme - illuminano anche il passaggio, ottanta anni fa, dal fascismo alla Repubblica.
di Chiara Sgreccia
Il Domani, 2 giugno 2026
Dopo il caso dei due docenti aggrediti a Parma e del professore accoltellato a San Vito Lo Capo, il tema del disagio giovanile è tornato al centro del dibattito. Per chi vive la scuola tutti i giorni la sicurezza si costruisce rafforzando la comunità educante, non alimentando paure. Quattro episodi di violenza contro il personale scolastico tra settembre e dicembre 2025, secondo i dati del ministero. A cui si aggiungono le aggressioni avvenute da inizio 2026, per arrivare a contare almeno una decina di casi nell’anno scolastico, stando a quelli che hanno avuto più risonanza sui media.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 2 giugno 2026
Quasi duemila fascicoli aperti a fine 2025. Minori portati dall’altra parte del mondo senza il consenso dell’altro genitore. Padri italiani che non pagano gli alimenti ai figli rimasti in Germania, in Polonia, in Svezia. Quattordici casi congelati con la Russia senza risposta. Un canale con il Marocco che funziona a senso unico: Rabat chiede e ottiene dall’Italia pieno supporto per gestire la responsabilità genitoriale dei suoi cittadini, ma quando è Roma a chiedere indietro i bambini sottratti e portati nel Paese nordafricano, le richieste cadono nel vuoto. Questo è ciò che emerge analizzando i numeri dell’Ufficio delle Autorità Centrali relativi all’anno appena trascorso pubblicato dal Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità. Apparentemente solo numeri, ma se analizzati con attenzione come Il Dubbio ha potuto fare, emerge una fotografia precisa e silenziosa di un sistema che lavora senza sosta ma con delle criticità.
di Luca Casarini
L’Unità, 2 giugno 2026
Il nuovo “migration pact” dell’Unione Europea, quello fortemente voluto da Meloni perché oltre a limitare pesantemente il diritto di asilo, sdogana le pratiche di deportazione di esseri umani in campi di internamento appositamente costruiti in paesi extra UE sul modello albanese, entrerà in vigore tra pochi giorni. Ma non è che “i signori dei cancelli”, cancelli come quelli delle prigioni, delle celle, dei contemporanei campi di concentramento su base etnica - abbiano proprio la strada spianata, nemmeno sul piano istituzionale.
- Stati Uniti. Immigrati detenuti in un centro dell’ICE in sciopero della fame
- 6.539 persone hanno subito trattamenti inumani o degradanti nel 2025
- Mercoledì prossimo il webinar “Contro il carcere del sospetto”
- Sanità penitenziaria, indagine del sindacato Coina: “Inferno carceri italiane”
- Teramo. Detenuto 25enne trovato morto a Castrogno









