di Carlotta Braghin
targatocn.it, 12 gennaio 2026
Ad aver scelto il rito alternativo sono stati un ispettore e due agenti penitenziari, oltre al medico del carcere. La Procura ha chiesto la condanna per tutti. È attesa per questa mattina (lunedì 12 gennaio) la sentenza relativa alla prima tranche della maxi inchiesta che ha coinvolto il carcere di Cuneo, dove la Procura sostiene sarebbero avvenute violenze sui detenuti. Il pubblico ministero Mario Pesucci, titolare del fascicolo, nell’udienza del 15 dicembre scorso ha chiesto la condanna di tutti e quattro gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato: l’ispettore, il medico e due assistenti capo. Per chi ha invece deciso l’iter “classico”, il processo prenderà avvio nel gennaio prossimo.
met.provincia.fi.it, 12 gennaio 2026
Una rete tra istituzioni e realtà che operano all’interno del penitenziario. Un tavolo istituzionale permanente sul carcere di Sollicciano. Era stato annunciato dalla sindaca Funaro durante la presentazione del bilancio di previsione in Consiglio comunale, era una proposta contenuta nella relazione finale elaborata dalla commissione Politiche sociali del Consiglio comunale su questo tema e oggi con un primo incontro svoltosi alla casa circondariale ha di fatto preso il via. Un lavoro congiunto che parte dall’amministrazione, con l’assessorato al Welfare in prima linea, la commissione, il garante comunale dei detenuti che vuole poi allargarsi ad associazioni e soggetti attivi nel penitenziario, mettendo in rete tutte le realtà che operano nell’istituto penitenziario.
di Anna Foti
Il Reggino, 12 gennaio 2026
Ora un Protocollo prova ad ovviare alla carenza di lavoro e formazione. Per rieducare concretamente e abbattere la recidiva occorre creare ponti con il mondo produttivo e imprenditoriale. In questa direzione sta operando la prefettura, avvicinando le carceri al territorio Sono sempre più concrete le prospettive di lavoro esterno e di tirocini formativi per le persone detenute nelle carceri di Reggio Calabria. Report di autorevoli osservatori e associazioni da anni impegnate in questo ambito hanno messo in luce quanto il lavoro esterno per le persone detenute sul nostro territorio sia un’emergenza.
di Enrico Parola
Corriere della Sera, 12 gennaio 2026
Grandi emozioni nel carcere di Opera, dove il maestro Riccardo Muti ha diretto l’orchestra giovanile Cherubini davanti ai detenuti, condividendo anche momenti conviviali. Alla fine della serata le parole di Muti: “Esco da questo luogo migliore di prima”. Riccardo Muti si siede al pianoforte e accompagna Mirto nell’Ave Maria di Gounod. È passata un’ora e mezza da quando il maestro ha dato il primo attacco alla sua Orchestra Cherubini, sabato sera nel teatro del carcere di Opera. La sala già vibra di un silenzio e una commozione che accomunano tutti i 400 presenti, da Giovanni Bazoli a don Antonio Mazzi, da Achille Lauro ai detenuti che occupano quasi interamente il lato sinistro della sala. Però la voce da sopranista - un uomo che canta nella tessitura del soprano - che si libra sulle note di Gounod scatena una standing ovation debordante, quasi catartica.
di Andrea Conti
Il Fatto Quotidiano, 12 gennaio 2026
Così Luisa Ranieri su “La Preside”. L’attrice con Francesco Zenga e Ludovica Nasti presenta la nuova serie, in onda da lunedì 12 gennaio in prima serata su Rai Uno per quattro appuntamenti. “Il carcere è quello che c’è nella testa”. È una delle frasi pronunciate la Luisa Ranieri nella nuova serie “La Preside”, prodotta da Bibi Film TV e Zocotoco, in collaborazione con Rai Fiction. In onda da lunedì 12 gennaio in prima serata su Rai Uno per quattro appuntamenti. È una storia liberamente ispirata alla figura di Eugenia Carfora, preside di Caivano divenuta simbolo di coraggio, determinazione e impegno civile, raccontando il percorso umano e professionale di una donna che sceglie di restare, di lottare e di credere nella scuola come presidio fondamentale di legalità e futuro.
La Sicilia, 12 gennaio 2026
L’Intelligenza Artificiale supera anche le barriere del carcere. Gianni Alemanno, anzi l’avatar, si materializza sullo schermo della sala meeting dell’Airone Hotel City dove si è svolta la presentazione del libro “L’emergenza negata. Il collasso delle carceri italiane” che l’ex sindaco di Roma ha scritto con Fabio Falbo e altri detenuti del braccio G8 di Rebibbia. Quello stesso video è stato trasmesso in Parlamento quando non gli fu concesso dal Tribunale di poter partecipare all’incontro proprio sulla pubblicazione. Il male dei mali è il sovraffollamento che non permette di far diventare il luogo di “rinascita” e di “rieducazione” che dovrebbe essere secondo la Carta Costituzionale.
di Pinella Leocata
La Sicilia, 12 gennaio 2026
Nel libro “Sorellanza. La vita in un cento antiviolenza” (Villaggio Maori Editore) sette attiviste di Thamaia raccontano in prima persona il percorso che le ha portate ad assumere questo tipo di impegno e che cosa è cambiato quando sono entrate a far parte di questo centro antiviolenza che ha più di vent’anni di vita. C’è chi si presenta con il proprio nome e chi preferisce usare uno pseudonimo rivendicando per sé la stessa libertà che garantiscono alle donne vittime di violenza che si rivolgono a loro. Donne che, in quanto tali, sono costantemente esposte, sotto pressione, minacciate e che contano sul rispetto della privacy, sull’anonimato e sulla gratuità come presupposto perché scatti la fiducia e la possibilità di affidarsi.
di Francesca Gamberini
Il Domani, 12 gennaio 2026
Da nord a sud, all’interno delle carceri sono nati orti, laboratori artigianali e pastifici nati dalla volontà di riscatto e sostenuto dal mondo della cooperazione con spirito mutualistico e inclusivo. Il cibo è una lente attraverso cui è possibile guardare il mondo. Un carrello della spesa può raccontarci molto delle condizioni sociali di chi acquista, delle condizioni di lavoro di chi ha raccolto o trasformato la materia prima o, ancora, del rispetto della stagionalità dei prodotti. Il cibo racconta chi siamo e chi vorremmo essere. Ecco perché è al centro di tanti progetti sociali che intervengono sulle disuguaglianze e sulle marginalità sociali.
panoramadellasanita.it, 12 gennaio 2026
Nel Pansm, programmazione unitaria, centralità dei Dipartimenti, integrazione ospedale-territorio, percorsi dedicati per i pazienti autori di reato e risorse economiche dedicate segnano una svolta per risolvere le emergenze di questi anni. Un disegno nazionale unitario, il rilancio del ruolo pubblico dei Dipartimenti di Salute Mentale, l’integrazione reale tra ospedale e territorio, percorsi strutturati per i pazienti autori di reato e, finalmente, risorse economiche dedicate: sono queste le cinque novità principali introdotte dal Piano d’Azione Nazionale per la Salute Mentale (Pansm), approvato dalla Conferenza Unificata Stato-Regioni a fine 2025. Un passaggio che segna un cambio di passo dopo oltre vent’anni di progressivo impoverimento dei servizi. È di questo che il Coordinamento Nazionale Spdc (Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura) andrà a discutere e ad approfondire nel corso del proprio Congresso nazionale, “Progettare il futuro: Spdc aperti a una società in trasformazione”, con l’obiettivo di tradurre il Piano nella pratica clinica e organizzativa. L’appuntamento è dal 15 al 17 gennaio a Bergamo, con Alberto Siracusano, incaricato di coordinare il Tavolo tecnico ministeriale che ha prodotto il documento e da poco nominato presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Giuseppe Nicolò, coordinatore vicario del Tavolo tecnico, e il presidente della Società Italiana di Psichiatria, Guido Di Sciascio.
di Goffredo Buccini
Corriere della Sera, 12 gennaio 2026
La storia mostra quanto spesso le norme internazionali cedano (purtroppo) davanti agli interessi degli Stati più potenti. Il lupo disse all’agnello “mi sporchi l’acqua”, preparandosi a sbranarlo. E qui, nella nostra favola ideale, entrerebbe in scena il diritto internazionale. Di fronte a pandette e codicilli la belva si ritrae intimidita e tutti vivono felici e contenti. Ma è mai andata così? Stephen Miller, il vicecapo dello staff di Donald Trump, sostiene che “viviamo in un mondo governato dal potere e dalla forza, è una ferrea legge fin dall’alba dei tempi”. Per lui, come ha spiegato Massimo Gaggi su queste colonne, i trattati che garantiscono la sovranità e l’indipendenza degli Stati diventano “sottigliezze buoniste”.
- Zagrebelsky: “Cedere al realismo è disarmo etico”
- Venezuela. Alberto Trentini è libero. Con lui scarcerato anche l’imprenditore Mario Burlò
- Venezuela. La lunga attesa dei familiari: dall’arresto alle petizioni fino alla svolta finale
- Gran Bretagna. La repressione crudele contro “Palestine action”
- Iran. La repressione di Teheran e i nostri silenzi











