Ristretti Orizzonti, 11 gennaio 2026
Né piccole né poche le urgenze che assillano la società italiana e contribuiscono a inquietare la pubblica opinione. Tra queste, una delle più acute, è rappresentata dal “problema carcere”, non a caso autorevolmente richiamato più volte sia dal Presidente della Repubblica, sia dalle più alte autorità religiose del mondo cattolico in occasione del recente Anno Giubilare della Speranza. Le cronache quotidiane sono fitte di notizie relative alle manifestazioni di sofferenza che provengono dall’universo carcerario: sovraffollamento, il clima di violenza che si respira in questa istituzione, l’aumento del numero dei suicidi sia tra i reclusi, sia tra il personale di custodia, la mutazione antropologica della popolazione detenuta.
di Alessia de Antoniis
globalist.it, 11 gennaio 2026
La Compagnia Teatrale Petra porta danza e performance nella Casa Circondariale di Potenza. Un volume Bulzoni documenta un percorso decennale di lavoro oltre i limiti. “Per due ore non riuscivo a fare nulla. Rientrato all’alloggio, mi sedevo sul letto e contemplavo il vuoto”. Manfredi Perego, coreografo milanese, descrive così il dopo-laboratorio, quelle serate infinite successive ai tre giorni trascorsi nella Casa Circondariale di Potenza nell’ottobre 2022. “Mi sono sentito come da tempo non mi accadeva. Energia. Pura energia”. Cosa poteva aver generato un tale cortocircuito emotivo? Perego aveva condotto un workshop di danza contemporanea con un gruppo misto: detenuti della sezione maschile e studentesse del Liceo Coreutico “Pitagora” di Montalbano Jonico.
settesere.it, 11 gennaio 2026
In un incontro tenutosi all’interno della casa circondariale di Ravenna è stato stilato il bilancio della prima fase del progetto “Il mio campo libero”, iniziato a maggio 2025 nel carcere di via Port’Aurea promosso da “Sport e Salute”, società dello Stato che si occupa dello sviluppo dell’attività motoria in Italia e che contribuisce alla copertura economica di tutti i costi dopo aver stanziato una rilevante somma per tutte le case circondariali. Attraverso un apposito bando uscito nel 2024, il progetto era rivolto alle case circondariali italiane per mantenere il benessere fisico anche di chi vive recluso.
di Vittorio Pelligra
Il Sole 24 Ore, 11 gennaio 2026
L’etica della cura non propone una morale più gentile, ma una teoria della giustizia più realistica. La teoria della giustizia moderna nasce sotto il segno dell’autonomia. L’individuo giusto è colui che sceglie liberamente, che stipula contratti, che rivendica diritti in condizioni di eguaglianza formale. Si tratta di soggetti razionali, liberi, “membri pienamente cooperativi della società per la loro intera vita” come scrive Rawls in Una Teoria della Giustizia. La vulnerabilità e la dipendenza, quando compaiono, sono trattate come eccezioni: fasi transitorie della vita o una deviazione dalla norma. L’etica della cura rovescia questa prospettiva. Non perché neghi il valore dell’autonomia, ma perché mostra che l’autonomia stessa è un prodotto sociale fragile, costoso e politicamente determinato. Il soggetto considerato “capace da un lato di perseguire i suoi interessi e dall’altro di controllare le sue passioni ai fini di una convivenza pacifica e della realizzazione dell’interesse comune, è ormai niente più che un mito residuale dell’ideologia liberale” scrive Elena Pulcini nel suo La Cura del Mondo (Bollati Boringieri, 2009, p. 32).
di Carlo Verdelli
Corriere della Sera, 11 gennaio 2026
Avevano ancora un piccolo sogno, piccolo fino a un certo punto. Ogni anno, i signori Regeni, Paola e Claudio, insieme al Comune di Fiumicello organizzano un evento per ricordare cosa ha subito loro figlio, fare il punto della situazione, incontrare e ringraziare tutte le persone che sostengono la ricerca di verità e giustizia. Speravano che questo 25 gennaio 2026, dieci anni esatti da quando Giulio sparì, avrebbe portato la conclusione del processo. Sogno rimandato. Sarà comunque l’occasione di radunare il “popolo giallo”, giallo come il braccialetto di gomma con il suo nome, giallo come i manifesti con il suo viso, giallo come un girasole che non appassisce: un popolo che dall’inizio di quel brutale 2016 è diventato la scorta affettiva, civile, solidale, di due genitori che non si sono mai arresi di fronte alla mostruosità del torto con cui sono stati costretti a convivere.
La Stampa, 11 gennaio 2026
Ieri i primi liberi dalla prigione El Rodeo, in cui è rinchiuso il cooperante. La Farnesina ribadisce: “Stiamo lavorando, ogni giorno può essere quello buono”. Nella lista dei prigionieri che il governo venezuelano è pronto scarcerare c’è anche Alberto Trentini. Diplomazia e intelligence sono al lavoro senza sosta, su più tavoli, per riportare a casa il cooperante veneziano detenuto in Venezuela da oltre quattrocento giorni, e gli altri prigionieri italiani. Dopo la scarcerazione dei primi due - Biagio Pilieri e Luigi Gasperin - cresce la speranza che possa essere vicina la svolta anche per il 46enne arrestato il 15 novembre 2024 e rinchiuso nel carcere El Rodeo I alle porte di Caracas. Anche se i tempi non saranno brevissimi, come dimostrano le scarcerazioni al contagocce da parte delle autorità venezuelane.
di Greta Privitera
Corriere della Sera, 11 gennaio 2026
La strage e i morti nei video rubati. Il procuratore: pena capitale per i manifestanti. Chi filma la scena lo fa di nascosto, perché le guardie rivoluzionarie sorvegliano ogni mossa. Sono frame rubati, girati nel centro di medicina legale Kahrizak, a Teheran. E raccontano una strage. Si vedono decine di corpi sigillati in sacchi neri, allineati su barelle nude, senza materasso. Altre decine accatastate a terra. Intorno, madri e padri che vagano tra i cadaveri dei manifestanti e urlano disperati i nomi dei figli. Si tratta di uno dei rari video che sfondano il muro del blackout ordinato da Ali Khamenei, eretto da tre giorni. Si tratta della conferma che nel buio, le Guardie della rivoluzione operano indisturbate e uccidono chi dissente.
di Marcello Pesarini
anconarivistaacolori.it, 10 gennaio 2026
Marco Bondavalli è uscito dal carcere di Montacuto, Ancona, il 30 dicembre 2025. Una piccola grande battaglia di resistenza che ha visto lui con la sorella e la madre, e tutti noi di “Morire di carcere” ottenere un risultato ormai insperato. È uscito con la pressione a livelli abnormi, dumping dello stomaco, stepsi, il catetere cambiato ogni 12 ore dai dottori dell’ospedale di Torrette, perché era troppo scomodo per il carcere, l’ospedale e le 4 residenze adatte alla sua patologia. Al suo fianco c’è stata la parte sana del mondo politico, deputati, garante regionale, avvocati, medici esterni che avevano lavorato gratuitamente per rappresentare la giustizia. È uscito in un 2025 nel quale sono decedute 238 persone in carcere, di cui 79 per suicidio.
di Maurizio Carucci
Avvenire, 10 gennaio 2026
“Noi abbiamo lavorato moltissimo sulla sicurezza, chiaramente gli anni di lassismo non sono facili da cancellare”. Detto ciò, “i risultati per me non sono sufficienti”, dunque “questo è l’anno in cui si cambia passo e si fa ancora di più”. “Se vogliamo garantire sicurezza occorre lavorare tutti nella stessa direzione: governo, forze di polizia e magistratura, che è fondamentale in questo disegno”, ha detto la premier citando alcuni casi di cronaca degli ultimi giorni, sottolineando che “spesso le toghe rendono vano il lavoro delle forze dell’ordine e del Parlamento”.
di Nello Trocchia
Il Domani, 10 gennaio 2026
“Se vogliamo garantire la sicurezza occorre lavorare tutti nella stessa direzione, governo, polizia, magistratura, che è fondamentale in questo disegno”, ha detto la presidente Meloni attaccando i giudici. Poi ha elencato successi, arresti e sequestri, sui quali il governo non ha alcun ruolo. “Lo stato non indietreggia”, dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Palazzi sgomberati, mafiosi arrestati, patrimoni sequestrati alle organizzazioni criminali e, perfino, la difesa strenua dei decreti sicurezza. Nell’annuale conferenza stampa, Meloni elenca successi e individua i soliti responsabili di quello che nelle politiche securitarie non funziona: i magistrati.
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