di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 10 gennaio 2026
Ma almeno 300 reclusi non hanno documenti. I percorsi di reinserimento dei detenuti che escono dal carcere dopo aver scontato la pena. È questo uno degli obiettivi definiti come prioritari dal tavolo istituzionale su Sollicciano, riunitosi per la prima volta ieri tra Comune di Firenze (promotore del progetto), direzione del carcere, Asl, Società della salute, garante dei detenuti. Un tavolo che si riunirà costantemente per non abbassare l’attenzione sulle tante criticità quotidiane del penitenziario fiorentino.
di Sabina Radicale
sabiniatv.it, 10 gennaio 2026
Nel pomeriggio del 5 gennaio di due anni fa il 25enne reatino Matteo si toglieva la vita nel carcere di Ancona, quella stessa notte moriva il 65enne Stefano a Viterbo, dove era stato ricoverato d’urgenza a seguito di un lungo sciopero della fame condotto nel carcere di Rieti. Furono questi due vicini episodi che, così diversi ma a Rieti tragicamente connessi, immediatamente indussero l’amministrazione comunale ad accelerare nel proposito di recuperare, attualizzandola, la figura del Garante comunale per i diritti dei detenuti, già istituita dalla giunta Petrangeli undici anni prima ma mai concretizzatasi.
di Roberta Maiolini
infomedianews.com, 10 gennaio 2026
Ieri la Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Monia Scalera, ha fatto visita alla Casa circondariale di Teramo per la consegna di doni destinati ai figli delle persone detenute, in un’iniziativa dal forte valore simbolico e sociale, volta a richiamare l’attenzione sui diritti dell’infanzia e sulla tutela dei legami affettivi.
di Roberta Rampini
Il Giorno, 10 gennaio 2026
Il maestro dirige il concerto nel penitenziario: violini, viole e violoncelli sono realizzati dai detenuti “Tutto questo ci permetterà di ristrutturare gratuitamente il teatro. Spero possa avvenire anche altrove”. Dai barconi dei migranti al carcere di Opera a Milano, dove gli strumenti musicali sono stati realizzati dai detenuti. Dopo i concerti a Lampedusa e Ravenna nel 2024, il maestro Riccardo Muti e la sua Orchestra Giovanile Luigi Cherubini arrivano oggi nel carcere milanese grazie alla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti e al suo progetto “Metamorfosi”.
askanews.it, 10 gennaio 2026
Progetto promosso dalla Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. Promuovere la pratica artistica in contesti segnati da fragilità o limitazioni della libertà personale con l’obiettivo di creare momenti di condivisione e inclusione attraverso la relazione e il dialogo. A portare l’arte e i laboratori all’interno di contesti protetti, incluso anche le carceri, sono stati le studentesse e gli studenti romani di Naba, Nuova Accademia di Belle Arti, che hanno partecipato a un progetto dell’artista Joana Vasconcelos, promosso dalla Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. Il progetto culminerà con l’inaugurazione della mostra dal titolo Venus che inaugurerà il 18 gennaio presso lo spazio PM23 di Piazza Mignanelli, a Roma.
di Roberto Ciccarelli
Il Manifesto, 10 gennaio 2026
“Tecnofascismo” di Donatella Di Cesare, pubblicato da Einaudi. Il modello sono gli Usa che si avviano a essere gestiti da un clan familiare di miliardari razzisti. La nuova destra al potere è l’esito di una contraddizione tra l’etnocrazia e la tecnocrazia che si articolano nello stesso processo e finiscono per proiettare la democrazia in una logica di guerra. Questa è la tesi di “Tecnofascismo” di Donatella Di Cesare (Einaudi, pp. 146, euro 16). Il modello è Trump che intende istituire negli Stati Uniti una “democrazia immunitaria” gestita da un clan familiare di miliardari razzisti, più che da una tecnocrazia vera e propria. Questo regime prende il peggio del capitalismo innervato nella democrazia Usa, rinnova i deliri degli antichi padroni degli schiavi, scatena bande fasciste militarizzate contro i nemici interni: cittadini di origine non statunitense, neri, ispanici, femministe, antifa, transgender.
di Francesco Vignarca
Avvenire, 10 gennaio 2026
Dovremmo finirla con questa storia della “guerra necessaria”. La corsa agli armamenti ha raggiunto livelli record, l’obiettivo dovrebbe essere quello di una pace positiva per la sicurezza umana. Proprio mentre rischiano di accendersi nuovi conflitti e la forza sembra schiacciare il diritto, è fondamentale ricordare che la Pace non è un’astrazione morale né un esercizio retorico di facciata, utile solo a scaricare le coscienze. Le omelie natalizie di papa Leone, il suo messaggio per la Giornata mondiale del 1° gennaio sulla “Pace disarmata e disarmante” (cifra del suo pontificato sin dalla prima apparizione sulla Loggia di San Pietro) e il documento della Conferenza Episcopale Italiana su Educare alla Pace tracciano con chiarezza una linea di lavoro che rifiuta un diffuso equivoco strumentale e manipolatorio. Quello che oppone una pace “bella ma irrealistica” a una guerra presentata come necessaria, inevitabile, persino risolutiva. Questa sì una narrazione retorica tossica che rovescia la realtà: la guerra non risolve problemi, ma li moltiplica. Non garantisce maggiore sicurezza, ma la erode con impatti tremendi. La guerra non produce stabilità, ma semina disuguaglianze, odio e violenza strutturale destinata a riprodursi nel tempo.
di Mai più Lager - No ai Cpr
L’Unita, 10 gennaio 2026
È stata qualcosa di increscioso la scena, al question time di giovedì, della replica del Ministro Piantedosi alle precise domande dell’on Cucchi riferite al caso di Assan, persona con problemi psichiatrici che, dopo aver trascorso nel totale abbandono sette mesi nel Cpr di Milano, è stata deportata in Albania appena se ne è parlato sui nostri social e su l’Unità, e quindi, risultata lì finalmente inidonea al trattenimento per problemi di vulnerabilità psichica, è stata riportata in Italia abbandonata sé stessa, senza che ad oggi, ormai da due mesi, ve ne siano più tracce.
di Lorenzo Nicolao
Corriere dell’Alto Adige, 10 gennaio 2026
La replica: “Cbd legale”. Sono state respinte tre ricorsi per il dissequestro di altrettanti cosiddetti “Cannabis Shop” a Bolzano. Lo scorso 12 dicembre i rispettivi titolari erano stati costretti a sospendere l’attività, a seguito di un’operazione della questura, con relativa denuncia, per la vendita di infiorescenze e prodotti derivati a base di Cbd (una sostanza chimica presente nella pianta della Cannabis). Stessa decisione, nei giorni scorsi, per un altro punto vendita a Merano. Il sequestro rientra in una serie di controlli cheb ha interessato numerosi esercizi commerciali nel settore della cannabis light. Dai punti vendita era stato ritirato materiale che sarà ora sottoposto alle analisi di laboratorio. Uno dei titolari dei negozi interessati, quello in via Cappuccini, difeso dall’avvocato Luca Migliucci, respinge con decisione l’accusa di illegalità e rivendica la correttezza del proprio operato: “Con queste misure ci hanno creato dei problemi enormi - afferma ricordando gli investimenti fatti. Mi appello alla legge Europea.
di Gianni Oliva
La Stampa, 10 gennaio 2026
Il “diritto” è una elaborazione teorica che non può prescindere dal suo strumento di applicazione, la “forza” con la quale lo si impone. La storia del mondo è attraversata da “diritti” fondati su sistemi valoriali diversi succedutesi gli uni agli altri con il cambiare dei rapporti di forza interni o internazionali: dallo “jus latino” affermatosi con lo strapotere delle legioni (e trasformato dalla storiografia in “pax romana”), al “diritto” medievale affidato alla discrezione dei “signori”, allo “stato moderno” inteso weberianamente come l’istituzione che afferma “il monopolio della forza” sul particolarismo feudale, le vicende umane hanno il denominatore comune nell’affermazione coatta di princìpi e regole volute dai vincitori. Alla fine della seconda guerra mondiale era tuttavia nata un’attitudine nuova, sollecitata da cinque anni di massacri e di vergogne: regolare la vita della comunità internazionale secondo norme accettate da tutti.











