di Federico Gottardo
La Repubblica, 9 gennaio 2026
Hanno preso servizio nelle ultime settimane e qualcuno ha fatto i primi turni proprio a cavallo di Natale: è la “carica” dei magistrati ordinari che hanno finito il loro tirocinio e che a fine 2025 hanno riempito le carenze che si trascinavano da tempo negli uffici giudiziari di tutto il Piemonte. “Avevo segnalato i vuoti d’organico in tutte e 11 le procure del distretto - ricorda la procuratrice generale Lucia Musti - Ora registro con soddisfazione che il Consiglio superiore della magistratura, che ringrazio, ha accolto la mia segnalazione”. Ma l’emergenza è tutt’altro che finita.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 9 gennaio 2026
La Cassazione, con la sentenza numero 40716, ha detto no a un modo di ragionare che rischia di trasformare la pericolosità sociale in una condanna perpetua. La prima sezione penale ha annullato il decreto con cui la Corte d’Appello di Reggio Calabria aveva confermato la pericolosità di Pietro Criaco, 52 anni, condannato per mafia. Il motivo? I giudici calabresi si sono limitati a guardare il passato, ignorando sedici anni di carcere e tutto quello che è successo nel frattempo. La storia di Criaco è quella di tanti boss della ‘ndrangheta. Anni Novanta, faida tra cosche ioniche, reati pesantissimi: associazione mafiosa, omicidio, tentati omicidi. Più precisamente, il reato associativo risale agli anni 1996-1997. Poi undici anni di latitanza. Quando lo arrestano, nel dicembre 2008, inizia una lunga detenzione che si conclude solo nell’agosto 2024. Quasi sedici anni dentro. Al 41 bis.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 9 gennaio 2026
Cass. pen., sez. I, ud. 20 novembre 2025 - dep. 8 gennaio 2026, n. 554. Non si tratta di presupposto o condizione di benefici penitenziari o di ammissione generale al regime dei colloqui, infatti nella vicenda la breve telefonata tra due fratelli era stata sottoposta a prescrizioni compreso l’ascolto diretto. La Cassazione penale ha respinto il ricorso del ministero della Giustizia contro l’ammissione di un detenuto sottoposto al carcere duro per reati di associazione di stampo mafioso a svolgere un colloquio telefonico con suo fratello, anch’egli ristretto in base al regime speciale dell’articolo 41 bis dell’Ordinamento penitenziario.
di Martina Zambon
Corriere del Veneto, 9 gennaio 2026
“Con la collaborazione del Ministero della Giustizia realizzeremo qualcosa che in Veneto ancora non c’è: la prima Comunità socio-terapeutica regionale che accoglierà minori con polidipendenze e disturbi comportamentali come misura alternativa al carcere”. Le celle hanno porte smaltate blu ciano, fra l’azzurro e il verde, per il resto, nel nuovo carcere minorile di Rovigo, prevale il bianco. Fra un mese entrerà in funzione accogliendo i giovani detenuti di Treviso. E la struttura, sovraffollata, del capoluogo della Marca, sarà destinata ai “semiliberi”.
di Martina Zambon
Corriere del Veneto, 9 gennaio 2026
È l’unica del Veneto, nel 2025 ha dimesso 25 pazienti. “Percorsi di cura specifici, di media restano qui due anni”. La punta dell’iceberg sono i casi, drammatici, come gli accoltellamenti costati la vita al capotreno Alessandro Ambrosi a Bologna e a Jack Gobbato a Mestre ma il tema del disagio psichiatrico che sfocia in violenza “casuale” stanno diventando un problema. Lo dice l’Oms: cresce il disagio mentale e riguarda il 15% della popolazione, spesso giovani ma anche over 65. E in quel 15% si annida anche la malattia che diventa violenza. Dopo l’arresto, se viene diagnosticata una patologia psichiatrica, la strada non è il carcere bensì la Rems, Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza.
gnewsonline.it, 9 gennaio 2026
Ostellari: “La giustizia ha senso se è capace di guardare al futuro”. La struttura si deve al lavoro sinergico tra il dipartimento per la Giustizia Minorile e di comunità del ministero della Giustizia e del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il presidente Antonio Sangermano, capo del dipartimento, ha avviato la cerimonia ringraziando le istituzioni, le Forze dell’ordine e tutti i presenti, e ribadendo, come già dichiarato in occasione dell’inaugurazione dell’Istituto di Lecce, che “l’apertura di un Ipm non è una sconfitta né una vittoria, ma una soluzione concreta a un problema reale, perché i numeri sono prodotti dalla realtà effettuale e noi abbiamo corrisposto con un atteggiamento di doverosità”.
di Fabio Ledda
L’Unione Sarda, 9 gennaio 2026
Seduta aperta nella Sala conferenze della Camera di Commercio: attesi istituzioni, cittadini e parlamentari. Parte dalle comunità del territorio una mobilitazione ampia attorno al futuro del carcere di Badu e Carros e alla possibile destinazione esclusiva dell’istituto ai detenuti sottoposti al regime del 41-bis, un tema di forte impatto istituzionale, sociale e territoriale. Per discuterne pubblicamente, il Consiglio comunale di Nuoro è stato convocato in seduta aperta alla cittadinanza per domani, 9 gennaio, alle 15.30, non in Municipio ma nella Sala conferenze della Camera di Commercio di Nuoro.
lecceprima.it, 9 gennaio 2026
Incontro tra la direzione strategica di Asl, la direttrice della casa circondariale e il deputato Stefanazzi. Illustrate le misure già varate per implementare l’organico di medici e infermieri. Un vertice per fare il punto sulle criticità del servizio sanitario all’interno del carcere, ma anche sulle misure già messe in campo per arginarle. Questa mattina, c’è stata una riunione alla quale ha partecipato la direzione strategica di Asl Lecce, la direttrice del penitenziario, Maria Teresa Susca, e il deputato Claudio Stefanazzi che il 13 dicembre scorso ha fatto una visita nella casa circondariale di Borgo San Nicola, accompagnato dal direttore del Dipartimento di prevenzione, Alberto Fedele, mentre all’esterno della struttura i volontari che operano in carcere manifestavano preoccupazione e solidarietà sia nei confronti dei detenuti, sia della polizia penitenziaria e del personale medico, infermieristico e amministrativo. La carenza degli organici è, infatti, un tema cruciale che investe tutte le professionalità impegnate nella dimensione carceraria.
La Sicilia, 9 gennaio 2026
Un protocollo per prevenire il rischio autolesivo e suicidario delle persone detenute. L’Asp di Catania, con delibera n. 2.416 del 29-12-25 del direttore generale, ne ha deliberato la stipula con la Casa circondariale di Giarre, indicando come referente per l’attuazione il direttore del Dipartimento Salute Mentale. Il protocollo punta ad attenuare gli effetti traumatici conseguenti alla privazione della libertà; tutelare l’incolumità fisica e psichica dei ristretti, individuare l’insorgenza di situazioni di rischio suicidario o autolesivo, cogliere segnali di disagio e sofferenza emotiva (per manifestazione di un evento specifico, per richiesta di aiuto, riscontro di una qualche criticità, nei casi silenti, per “eventi sentinella”) e poi creare le migliori condizioni per le attività trattamentali di recupero e risocializzazione dei condannati e di sostegno delle persone detenute con posizione giuridica non definitiva e garantire la continuità terapeutica tra “dentro e fuori e tra fuori e dentro”.
firenzetoday.it, 9 gennaio 2026
Gianassi (Pd): “Dopo tante promesse nulla è cambiato. Situazione intollerabile nel carcere fiorentino durante l’ondata di gelo”. Una temperatura di pochi gradi sopra lo zero. È la situazione che si sta vivendo nella casa circondariale di Sollicciano a causa del freddo intenso degli ultimi giorni. A darne notizia è il Corriere Fiorentino, a firma Jacopo Storni. Nella struttura detentiva, ormai da tempo, si va avanti in condizioni degradanti - igieniche e legate alle temperature bollenti d’estate e fredde in inverno. Un quadro a cui si somma una carenza organica del personale di polizia penitenziaria e il fenomeno sovraffollamento.
- Reggio Calabria. Sartoria del carcere, avviato l’iter per assumere un nuovo capo d’arte
- Melfi (Pz). Un incontro cruciale sulla rieducazione dei detenuti
- Milano. Confronto nazionale sulla funzione rieducativa della pena
- Roma. Incontro a conclusione della mostra “I volti della povertà in carcere”
- Napoli. A Poggioreale un concerto del gruppo Rita Ciccarelli & Flo in Gospel











