di Valeria Pinna
L’Unione Sarda, 8 gennaio 2026
Sindacati e Garante chiedono un intervento dello Stato dopo il trasferimento di oltre 50 detenuti da Sassari e da Roma. Nelle celle sovraffollate del carcere di Massama il clima è sempre ad altissima tensione. I detenuti ormai insofferenti protestano per i nuovi arrivi da Badu e Carros e Regina Coeli. Nelle prossime settimane potrebbero esserci ulteriori spostamenti, il carcere di Massama potrebbe essere in qualche modo “alleggerito” ma nel frattempo resta una situazione critica e complessa da gestire. “Da tempo abbiamo segnalato con preoccupazione il progressivo deterioramento delle condizioni organizzative e strutturali della casa di reclusione di Oristano Massama” sostiene il segretario regionale dell’Uspp, Andrea Pistis. E adesso con i 22 nuovi detenuti di Alta sicurezza arrivati dal carcere di Nuoro e i 32 di Media sicurezza da Roma, la situazione è diventata esplosiva.
di Giulia Inversi
tarantobuonasera.it, 8 gennaio 2026
Il consigliere comunale dell’Udc Emiliano Messina richiama i dati nazionali e il caso avvenuto a fine anno nel carcere Magli. Sovraffollamento e fragilità al centro della denuncia. I numeri dei suicidi nelle carceri italiane impongono una riflessione profonda e non più rinviabile. A sostenerlo è Emiliano Messina, consigliere comunale dell’Unione di Centro, che richiama l’attenzione su una emergenza sociale e umanitaria aggravata anche da un episodio avvenuto nel territorio jonico. Nel corso del 2025, spiega Messina, sono stati registrati circa 80 suicidi negli istituti penitenziari italiani, uno dei bilanci più drammatici degli ultimi anni. Tra gli ultimi casi dell’anno appena concluso rientra anche quello avvenuto a Taranto il 26 dicembre, all’interno del Carcere Carmelo Magli.
di Stefania Totaro
Il Giorno, 8 gennaio 2026
L’episodio, che risale all’agosto del 2019, fu ripreso da una telecamera interna alla Casa circondariale. Gli imputati sostengono di avere “contenuto” il detenuto dopo essere stati, a loro volta, vittime di un’aggressione. Al processo al Tribunale di Monza per la vicenda di Umberto Manfredi, 52enne, ex collaboratore di giustizia, picchiato nell’agosto 2019 mentre si trovava all’interno della Casa circondariale monzese, la pm della Procura monzese Stefania Di Tullio ha chiesto oggi la pena di 2 anni e 3 mesi ciascuno per i 4 agenti di polizia penitenziaria e 1 anno e 4 mesi con la sospensione condizionale per l’allora comandante di reparto facente funzioni in sostituzione del suo superiore in ferie, ora vicedirettrice del carcere di Reggio Calabria. Questa, l’unica donna, è accusata di avere redatto un verbale non realistico dell’accaduto.
di Federica Broglio
Il Gazzettino, 8 gennaio 2026
Oggi è prevista l’inaugurazione della struttura di via Verdi, ma i sindacati sono perplessi per la mancanza di personale adeguato: “Sarà una polveriera”. Sarà inaugurato oggi i il nuovo carcere minorile di Rovigo. Per l’occasione sarà presente alle ore 11.30, il sottosegretario di Stato alla Giustizia Andrea Ostellari (Lega) che ha sottolineato come Rovigo si inserisca nel piano di rafforzamento del sistema penitenziario minorile, che aveva già visto le aperture delle strutture di Lecce e L’Aquila. “Il sistema penale minorile - ha dichiarato recentemente Ostellari - deve essere fondato su certezza delle regole, strutture idonee e presenza dello Stato. Solo così è possibile restituire responsabilità, legalità e prospettive concrete ai giovani coinvolti”.
di Marco Benvenuti
La Stampa, 8 gennaio 2026
Il traguardo è stato raggiunto a Novara da un uomo di 39 anni. Una storia di rinascita e speranza che dimostra come lo studio sia una via di riscatto anche dalla condizione più estrema, trasformando anni di isolamento in un percorso di crescita personale e intellettuale. È avvenuto alla casa circondariale di Novara dove il traguardo è stato raggiunto da Raffaele Martena, detenuto da 7 anni in regime di 41 bis, il “carcere duro”, ritenuto personaggio di spicco della Sacra corona unita: ha conseguito la laurea in Economia e Management all’università di Parma con il massimo dei voti: 110 e lode. Da anni il carcere di Novara offre ai detenuti significative opportunità di reinserimento lavorativo, personale, culturale. Basti pensare al lavoro esterno per la pulizia di strade, scuole e parchi cittadini, o ai numerosi corsi che si svolgono fra le mura. Nulla però che possa coinvolgere le persone rinchiuse per reati mafiosi. Il regime del 41 bis impone infatti condizioni di vita particolarmente severe, senza contatti con l’esterno o con altri reclusi. In questo contesto lo studio universitario emerge come un’opportunità capace di offrire una “via di fuga” e di costruire un futuro, anche a distanza di anni di reclusione.
garantedetenutilazio.it, 8 gennaio 2026
Appuntamento il 6 febbraio con associazioni di volontariato, enti del Terzo settore, operatori, volontari, cittadini, organizzazioni della società civile. “Giubileo dei detenuti: chiediamo clemenza e umanità nelle carceri italiane”, è il titolo dell’appello lanciato da una ventina di organizzazioni che danno appuntamento a tutti coloro - associazioni di volontariato, enti del Terzo settore, operatori, volontari, cittadini, organizzazioni della società civile - che ritengono che dalla drammatica situazione delle carceri italiane si debba uscire una volta per tutte, all’assemblea pubblica che si svolgerà il 6 febbraio 2026 a Roma.
di Paola Ducci
Gazzetta di Modena, 8 gennaio 2026
Il direttore artistico Tè: “Dalle celle alla scena, il teatro cambia vite. Orgogliosi del premio Ubu”. Per il Teatro dei Venti il 2025 è stato un anno speciale che si è chiuso, per la seconda volta dalla sua fondazione, con uno dei riconoscimenti più importanti del teatro italiano: il Premio Ubu, sezione premi speciali. Questo secondo premio Ubu (il primo arrivò per la scenografia del Moby Dick nel 2019) è stato assegnato per la “Trilogia dell’assedio”, un progetto che si compone di tre spettacoli (“Edipo Re”, creato all’interno della Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia; “Sette contro Tebe” con gli attori della Casa Circondariale di Modena e “Antigone” con le attrici della Casa Circondariale di Modena) e per gli anni di lavoro artistico e umano all’interno delle carceri di Modena e Castelfranco Emilia. La premiazione si è svolta lunedì 15 dicembre all’Arena del Sole di Bologna. A ritirare il premio sono stati il regista e direttore artistico della compagnia Stefano Tè, una delegazione dello staff e un gruppo di attori detenuti che hanno preso parte al progetto.
di Maria Lucia Tangorra
Oggi, 8 gennaio 2026
“La cucina mi ha salvato la vita, prima in cella e adesso nel mio ristorante”, confessa Massimiliano Orsini. “Da adolescente sono caduto nel buco nero della droga e dei soldi facili”. Poi la svolta. Il rapporto recuperato con il figlio. “La sensazione è stata brutta perché non mi rivedo più in quel mondo”. Con questa franchezza lo chef Massimiliano Orsini racconta a Oggi cosa ha significato per lui tornare, da uomo libero, nel carcere romano di Rebibbia dove è stato detenuto in passato per reati legati allo spaccio.
di Francesco Barana
addeditore.it, 8 gennaio 2026
“Abolire l’impossibile. Le forme della violenza, le pratiche della libertà”. C’è ancora spazio, in questi nostri tempi oscuri, per il pensiero utopico? Valeria Verdolini sostiene che fare utopia serve soprattutto a organizzare la speranza in forme praticabili. Questo libro è la storia di un’utopia, uno spazio di prova, un laboratorio mentale in cui diventano pensabili possibilità che ancora non esistono. Utopia come metodo per indicare una strada poi realisticamente percorribile, prendendo in prestito Franco Basaglia (“Con cui sento di avere un debito culturale”) e il suo “Utopia della realtà”.
di Gennaro Avallone
Il Manifesto, 8 gennaio 2026
“Libertà di movimento. Nessuna persona deve morire di frontiere”, presto in libreria per Derive Approdi. Sono non meno di 35 mila i morti nel Mediterraneo che l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) ha contato dal 2014 al 2025. Nella medesima area geografica, a questi bisogna aggiungere i morti nel deserto e quelli nei campi di detenzione in Libia, oltre a quelli lungo i Balcani e a tutte le sofferenze patite nelle isole greche, in Turchia, in Tunisia, in Niger e in altri paesi di transito dalle persone che non possono lasciare quei territori a causa delle decisioni politiche dell’Unione Europea.
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