di Raimonda Lobina*
elbareport.it, 7 gennaio 2026
A Natale, si sa, si è tutti più buoni e quest’anno anche il Giubileo dei Detenuti, proclamato da Papa Leone XIV, ha spinto moltissimi pellegrini a Roma, per denunciare le condizioni spesso degradanti di chi è ristretto e per sensibilizzare la società e la politica su queste tematiche. Appunto, la politica e le amministrazioni, le amministrazioni locali, che invitate a far visita al carcere dell’isola e ad essere presenti in modo concreto, non hanno risposto all’invito, salvo due solitarie e timide eccezioni. Appunto, del carcere non se ne vuole occupare nessuno, non se ne parla, fatta eccezione per quando si verificano eventi critici che permettono di dar fiato alle trombe del sensazionalismo e ad evocare rimedi securitari e repressivi.
catanzarochannel.it, 7 gennaio 2026
Un’iniziativa nata per offrire ai ragazzi, in particolare stranieri privi di una rete familiare sul territorio italiano o che hanno smarrito ogni riferimento affettivo, un’occasione concreta di relazione, ascolto e reinserimento sociale. Vedere il mare: un desiderio semplice che ha dato avvio alla prima giornata del progetto “Adozione in Città”, promosso dalla Camera Penale “Alfredo Cantàfora” di Catanzaro. Un’iniziativa nata per offrire ai giovani detenuti - in particolare stranieri privi di una rete familiare sul territorio italiano o ragazzi che hanno smarrito ogni riferimento affettivo - un’occasione concreta di relazione, ascolto e reinserimento sociale.
di Patrizia Caiffa
b-hop.it, 7 gennaio 2026
In Sicilia, sui Monti Iblei e nel carcere Cavadonna a Siracusa, la cooperativa L’Arcolaio crea opportunità di lavoro e inclusione sociale attraverso la coltivazione delle erbe officinali e un laboratorio di pasticceria. Il sole sta per tramontare dolcemente sui Monti Iblei in una giornata di cielo terso. Siamo nel terreno gestito dalla cooperativa sociale L’arcolaio che opera nel carcere maschile di Cavadonna a Siracusa. Da qui il vulcano Etna, la montagna che domina tutta la Sicilia orientale, non si vede. Ma la sua presenza di fuoco si avverte ovunque con una potente vibrazione energetica che entusiasma gli animi.
di Vittoria Melchioni
Corriere di Bologna, 7 gennaio 2026
Oggetti di design vengono prodotti nei laboratori di sartoria (uno interno e uno esterno) della Dozza da detenute ed ex detenute. Il progetto ha l’obiettivo di insegnare una competenza reale per il mondo del lavoro. Ci sono materiali che sembrano aver esaurito il loro compito: manifesti, banner, teli in pvc che hanno raccontato una mostra e poi, silenziosamente, vengono messi da parte. E ci sono persone che, agli occhi della società, rischiano di subire la stessa sorte. È dall’incontro tra questi due “margini” che nasce Ritagli di Futuro, il progetto che unisce sostenibilità ambientale, lavoro dignitoso e inclusione sociale, trasformando materiali dismessi della Fondazione Mast in accessori di design realizzati da donne detenute ed ex detenute.
di Enrico Parola
Corriere della Sera, 7 gennaio 2026
Il maestro sabato 10 dirige l’Orchestra Cherubini nel carcere milanese. “Devo fare di più per i detenuti. L’opera che metterei in scena? Simon Boccanegra, a cui Verdi fa dire: “E vo gridando: pace!”. Ne abbiamo bisogno tutti”. Qualunque teatro del mondo, in qualunque momento, gli aprirebbe le porte; questa volta è stato lui a sceglierlo, dove ad ascoltarlo ci sarà un pubblico che in larga parte neppure lo conosce. Sabato Riccardo Muti porta la sua Orchestra Cherubini nel teatro del carcere di Opera; con loro il coro La Nave di San Vittore, composto da detenuti e alcuni volontari che li seguono, cui si uniranno gli Ex Scaligeri di buona volontà e il soprano Rosa Feola, per spaziare da Vivaldi al Va’ pensiero e l’Ave Maria dall’Otello.
laquilablog.it, 7 gennaio 2026
Baschi blu e ristretti uniti in un gesto che va oltre la semplice solidarietà, assumendo un valore sociale e simbolico di grande rilievo, capace di raccontare un’altra idea di giustizia e di comunità. L’iniziativa è stata resa possibile grazie all’impegno del direttore della Casa di Reclusione di Sulmona, il dottor Stefano Liberatore, della coordinatrice dell’area trattamentale, dottoressa Elisabetta Santolamazza, del commissario Francesco Arena e di alcuni esponenti della Polizia Penitenziaria, coordinati dal sovrintendente Tiziana Sciarra. Un’azione condivisa che ha dimostrato come, anche all’interno di un istituto penitenziario, sia possibile accomunare cuori di persone che la vita ha collocato in ruoli contrapposti, trasformando una raccolta fondi in un messaggio potente di umanità e responsabilità.
di Angela Iantosca
articolo21.org, 7 gennaio 2026
Fino all’11 gennaio a Milano (Teatro Carcano) è in scena “Hair The Tribal Love - Rock Musical”, per la regia di Simone Nardini e la produzione Simone Nardini MTS Entertainment in collaborazione con Déjà Donné e il supporto di Teatro Carcano di Milano, Imbonati11 Art Hub e MTS - Musical! The School. Lo spettacolo, che riprende l’acclamata produzione di Mts Entertainment interrotta dalla pandemia, è in una versione completamente rinnovata, con un cast di giovani interpreti, selezionati attraverso quattro mesi di audizioni, tra più di 300 talenti con background artistici diversi, provenienti da tutta Italia. Una edizione che ha una particolarità: in occasione di questa nuova edizione, la produzione ha deciso di affidare il restyling dei costumi e della scenografia alla sartoria delle detenute di San Vittore. Una scelta che nasce dalla volontà di promuovere l’inclusione e l’abbattimento dei muri, sottolineando il messaggio stesso dello spettacolo di pace universale e di libertà incondizionata, priva di qualsiasi giudizio.
di Andrea Zanello
La Stampa, 7 gennaio 2026
È il progetto portato avanti dal Garante Pietro Oddo. Cercansi allenatori per la casa circondariale di Billiemme. È in fase embrionale ma già affascina il progetto in cui attraverso il calcio si potrà regalare qualche ora di svago ai detenuti del carcere di Vercelli. Si parte dall’idea di voler valorizzare il campo da calcio presente all’interno del penitenziario. “Abbiamo un bello spazio per giocare e sarebbe bello utilizzarlo il più possibile”, spiega Pietro Oddo, Garante dei detenuti per il comune di Vercelli. Da qui l’idea: organizzare degli allenamenti in cui i detenuti possano essere agli ordini di una guida che li prepari dal punto di vista fisico e da quello tecnico.
di Annalisa Cuzzocrea
La Repubblica, 7 gennaio 2026
Il decreto sicurezza approvato ad aprile 2025 è servito a criminalizzare il dissenso, ha inventato 14 nuovi reati, ma non ha fatto nulla per rassicurare gli italiani. Il decreto Caivano ha riempito le carceri di minorenni, portando a una capienza mai raggiunta gli istituti minorili, aumentando la possibilità per i più giovani di scontare la pena in prigioni per adulti e peggiorando così ulteriormente la situazione: sono dati del ministero della Giustizia, non ipotesi, quelli secondo cui la recidiva dei minori aumenta se si sconta la pena in carcere, diminuisce con le misure alternative e la messa in prova. Tra l’altro, molti dei reati per cui i ragazzini vanno in prigione sono legati all’uso di droga. E no, non è in prigione che si guarisce dalla tossicodipendenza.
di Nello Rossi
questionegiustizia.it, 7 gennaio 2026
Diciamolo subito: è stato laborioso e complicato ricostruire la fisionomia del diritto penale che la maggioranza di destra ha prodotto negli anni dell’Esecutivo guidato da Giorgia Meloni. La difficoltà del lavoro collettivo svolto sta nel fatto che si è di fronte a un diritto penale proteiforme, dalle molte e mutevoli sembianze. È un diritto penale del nemico, che sceglie come bersagli della repressione penale quanti vivono nel disagio sociale, gli irregolari, i dissenzienti, i protestatari, gli alternativi e, naturalmente, i migranti. Assumendo una posizione di rigore estremo nei confronti della marginalità sociale, dei reati di strada e di tutte le forme di azione politica e sociale che fuoriescono dai binari della più stretta legalità formale. È un diritto penale dell’amico, declinato, come sottolinea Alessandra Algostino “in senso classista e autoritario”, che attua la depenalizzazione dei reati dei colletti bianchi e introduce tutele privilegiate per le Forze di polizia, così veicolando “l’immagine dello Stato come autorità”. Mostrando indulgenza verso illegittimità, abusi e devianze dei detentori del potere e introducendo nel processo penale sempre più complesse e sofisticate garanzie che, però, saranno utilizzabili solo dai soggetti culturalmente ed economicamente forti e meglio difesi.
- Morire di psichiatria a Livorno
- Quella commedia in scena a Caracas
- Non solo Trentini: 28 i detenuti “politici” italiani in Venezuela. Ecco chi sono
- Giubileo, la proposta di un indulto che accompagni le persone dopo il carcere
- Carceri, un altro anno nero dello Stato tra sovraffollamento record e suicidi











